Posts Tagged ‘Pensieri’

Il fascino di quello che non posso sapere

7 gennaio 2013

Spesso sento un’irrefrenabile voglia di tuffarmi in una strada senza necessariamente conoscere prima dove mi condurrà. Sarà per questo che nessuno mi sceglie come compagno di viaggio.
E’ colpa delle calamite che ho nello stomaco.
Ogni tanto ce n’è una che mi attira verso qualcosa che non posso vedere, ma per fortuna dura solo per un po’.

Luna Park mentale

4 gennaio 2013

Stamattina la mia mente è come un grande luna park chiuso per ferie. Insegne spente. Nessuna fila al botteghino. Solo un rumoroso silenzio a intermittenza di giorno che segue la luce oscura della sera.
Lo sapete che cosa contiene un luna park mentale? E’ un grande carrozzone di idee ed è un bel peccato lasciarlo al buio, perché senza luce i pensieri stentano immobili, come tanti urlanti banditori senza una giostra, una bottega o un semplice zucchero filato.
Inutile dar loro una voce se non puoi dar loro una forma e qualcosa da vendere.
Non possono avere futuro e se ne rimangono lì, con la stessa ambizione di un cucciolo il cui unico pensiero, appena sveglio, è quello di trovare un posto dove andare a fare il bisognino.
A volte anche le amicizie si accendono a intermittenza, come il neon consumato sull’insegna di quel chiosco che vende i pop corn.
Gli amori veri garantiscono invece lunga durata e basso consumo.

“La vedi quella persona Niki?
Un tempo era un mio amico, ma tu credo non fossi ancora nata.”
“Andiamo a vedere Ralph spaccatutto al cinema papà, compriamo lo zucchero filato e i pop corn?”
Poi Niki sorride e guarda oltre.
“Ne vuoi uno anche tu così non me li rubi?”
“Si. Oggi uno lo compra anche papà.”

Niente cambia

1 gennaio 2013

Chiuso in una bottiglia, mi accorgo di essere perennemente in viaggio trasportato dalla corrente.
Come un messaggio per chiunque voglia intenderlo. Una sorta di ordigno inesploso che si muove nell’indefinito spazio della rete.
Stamattina ho i miei soliti oggetti qui a portata di mano e li guardo. Si rincorrono e si urtano come pensieri ancora viziati da residui di vino rosso e champagne di pessima qualità.
Superata la fase degli immancabili auguri, anche questo 2013 andrà a farsi fottere come gli altri in compagnia delle stupide idee del nostro quotidiano convivere e sopportare.
Statene certi, anche se aspettate fiduciosi, niente cambia. Nemmeno noi.

La versione silente

29 dicembre 2012

Esiste una versione silente di me stesso che talvolta non ne vuole sapere di parlare.
Se ne sta seduta dietro al suo caffè con lo stesso umore di un ragazzino barricato in camera sua con la musica alta.

Pillole di pensiero

15 novembre 2011

Stamattina ho guardato sorridente il ritratto di un uomo riflesso nello specchio e per un attimo mi è sembrato che quell’immagine ricambiasse compiaciuta il mio sorriso. Sincronie del mattino.

La mia natura tende a non separarmi mai da tutti quei pensieri che mi hanno reso canaglia e diffidente. La mia natura mi spinge verso una compulsiva collisione comunicativa, invadente, talvolta ironica ed agguerrita, soprattutto quando percepisco netta la presenza dell’imbecillità ed un suo possibile trionfo. E’ tutto questo pensare, manifestare e dubitare che mi riconcilia con il mondo intorno.

Ho una bimba di 7 anni. Quando la guardo penso al futuro e la immagino muoversi in questa società di marmellata. Eppure la vedo esuberante, decisa, sempre alla ricerca di nuove esperienze, cullata da quella fretta di crescere che avevo anche io e che ora mi riempie di inquietudine, perché i modelli di futuro che si troverà intorno sono esasperati da una società sempre più fatta di litigi, furbizie, ingiustizie e regolata da una politica ormai ridotta ad una mera tecnica di gestione del potere.
Non so quanti si siano mai fermati a riflettere come sto facendo io, ma credo che ne valga proprio la pena.

Lo sbaglio era considerare la felicità come il raggiungimento di un unico obiettivo, invece è un percorso a tappe e gli obiettivi sono ovunque intorno a me. Ho imparato a pianificare la felicità attraverso il raggiungimento di piccoli traguardi ed il mio viaggio non dura mai più di 24 ore.
Domani e domani ancora mi sveglieró, darò tutto me stesso e mi addormenterò la sera guardando l’espressione innocente di mia figlia, assaggiando una cheesecake, leggendo un libro, parlando con mio padre, i miei migliori amici, abbracciando la persona che amo e sapendo di non avere per quel giorno altro da dare, cosciente di non poter essere più felice.

Preferisco sbagliare seguendo una teoria piuttosto che una semplice sensazione.

Per essere così piccola, in questa mia realtà c’è davvero troppa confusione.

Non è nel numero delle vittorie, ma nella gestione delle proprie sconfitte che si differenzia un vincente da un perdente di lusso.

Che c’è di male, anche i giocatori di scacchi iniziano sempre con la stessa mossa. La mia è bombolone e caffellatte!

La vita è monotona, la vita è eccitante. Sono pigro, sono dinamico. Sono in gamba, sono un irresponsabile. Qualche volta mi piaccio, altre volte affatto. Lancio la monetina, non ho spicci.
Sono in tempo ed è troppo tardi per comprendere, in tempo e troppo tardi per accorgermi, in tempo e troppo tardi per prepararmi, in tempo e troppo tardi per riavere quelle mie ali nere ed il mantello scuro.
Niente si crea, qualcosa si trasforma e tutto, in fondo, si distrugge da se.

Dopo il primo calice di Masseto del 2007 senti che qualcosa può accadere. Dopo il secondo bicchiere tutto diventa possibile e verosimile. Dopo il terzo il tempo cessa, lo spazio si espande e dopo il quarto ti guardi in giro e sono tutte Charlize Theron.

Avere troppe cose da fare e non saper da che parte iniziare, equivale a non fare. L’effetto anestetizzante di questo caffè bollente trasforma la mia mente in una lama di rasoio che stamattina non è in grado nè di pensare, nè di farmi la barba, nè di tagliare a pezzi la giornata.

È proprio vero. Non siamo altro che una complessa combinazione di sentimenti, carattere, umore e condizioni fisiche. Ed in quei giorni in cui “non si sta bene” in uno o più di questi aspetti, tutto diventa maledettamente più faticoso.

A trasformare le cose che facciamo in mediocri, accettabili o eccezionali a volte sono solo piccoli, ed apparentemente trascurabili, dettagli.

A volte l’unico modo di migliorare è essere spietati con se stessi al limite della brutalità.
Potrà sembrare ingenua retorica, e forse lo è, ma io penso che per uscire dal pantano in cui qualche volta ci infiliamo servano sincera autocritica, onestà intellettuale ed un po’ di quella saggezza conquistata magari nel tempo con fatica e disciplina.

Ho il desiderio di sgranchirmi un po’ le gambe e la testa. Voglio allontanarmi da questo mucchio di carcasse di pensieri e dubbi in assetto antisommossa. Pochi passi bastano per uscire dalla mia camera, pochi metri per uscire dalla mia città, pochi anni per uscire dalla mia vita. Ma se chiudo gli occhi per un istante posso addirittura perdermi nello stesso spazio, perchè al buio tutto sembra enorme ed ogni distanza incolmabile, come nei miei sogni.

Per capire certi sentimenti devi prima allenarti bene a distinguere un’alba da un tramonto e non è solo una questione di concentrazione.

I valori importanti sono quelli che ti trasmettono i genitori, tutto il resto sono solo chiacchiere da bar e distintivo di plastica.

Certe amicizie nascono con l’etichetta di scadenza e non è mai ben visibile sulla confezione.

Per fortuna le capacità umane di creare il falso non superano mai le nostre capacità di scoprirlo.

A volte mi sveglio prima al mattino ed è solo per avere qualche decina di minuti in più da raccontare.

Oggi vorrei scrivere. Ma non posso.
Dovrei rileggere. Ma non voglio.
Osservo un criceto far girare la sua ruota senza preoccuparsi troppo delle curve a gomito. Lui accelera e dimentica. Lui corre e lascia correre. E mentre il rumore di quella ruota che gira copre il ticchettio di una vecchia sveglia analogica, io rimango qui a guardare fuori, a domandarmi in quante parti stanno cercando di frantumare il mondo.

Disegna sempre con la fantasia piccole indicazioni da lasciare in giro per chi ti sta cercando, perché anche un tesoro, per sentirsi davvero un tesoro, ha comunque bisogno di essere trovato.

Dicono che sia un professionista del poker, ma la mia vittoria piu’ grande è alta circa un metro, fa qualche capriccio e quando sorride mi trasforma in Peter Pan.

Non ho mai sopportato l’invidia e tutte quelle persone che parlano solo per svalutare gli altri, invece di riflettere su sé stessi, sulle proprie aspirazioni mancate e su un modo intelligente che li aiuti a superare i propri limiti.

Non riesco più a sognare. Mi stó trasformando lentamente in una figura mitologica con la testa di un folle disilluso ed il corpo di un insonne realista.

Come diceva sempre Ben Johnson, nella vita ci vuole tanta positività.

Perchè perdere tempo e pazienza a cercare un ago in un pagliaio quando per 40 euro si può comprare un fantastico metal detector su e-bay ?

Disegno con il pensiero una retta che unisce due desideri ed è un viaggio che termina la sua corsa nel medesimo punto di partenza.
La mia testa.
Non esistono punizioni peggiori per un pensiero del sostare stancanente nella mia testa. Quella di un bambino. Ma in fondo cosa c’è di male a sentirsi piccolo?

Ci sono notti in cui parcheggio i pensieri in doppia fila.
Notti insonni in cui respiro solitudini incurante dei divieti e dello sguardo critico delle persone che mi passano accanto.
Notti in cui passo in rassegna emozioni soffocate come farebbe un sottotenente con il suo piccolo plotone.
Sono tutte lì, ben disposte in fila.
Geometricamente silenziose. Disciplinate.
Perché io esigo rispetto dalle mie emozioni.

Il cuore è quello che la mente spesso non ha il coraggio di essere.

Il futuro è un posto sicuro dove ripongo quei pensieri che non resistono al silenzioso caos della mia mente. Un quadro senza cornice dove sovrappongo immagini, stropiccio ricordi ed etichetto i sogni inadeguati e le certezze azzoppate di un uomo dissacrante ed imperfetto.

E’ la spietata follia del bambino che è in me a spingermi alla continua ricerca del colpo di genio. E non importa se questo arriverà o meno, perché ritengo sia geniale già solo l’averci provato. Qualcuno mi ha definito “immaturo”, ma se essere “immaturo” vuol dire non cedere alla spietata quotidianità dei nostri tempi, accettando un semplice ruolo di comparsa, allora non mi resta che sorridere all’evidenza ed arrendermi alla mia immaturità.

Le persone importanti della mia vita vanno e vengono da sempre. Alcune mi sono vissute accanto, altre sono troppo distanti per farlo e certe non esistono ancora. L’unica cosa che ho imparato è che per tenerle vicine bisogna sempre sedurle.

Non dobbiamo temere il futuro, lo abbiamo già battuto in passato.

Non sono nè un architetto geniale e nemmeno un ingegnere ispirato, ma posso comunque costruire dei castelli in aria ogni volta che lo desidero.

Si può essere single per scelta o per necessità, ma difficilmente le tue scelte coincidono con le necessità dell’altra o viceversa.

Ci sono giorni in cui me ne resto passivo, seduto sul mio gradino rotto, con i pensieri appoggiati sulle cose a caso e gli occhi che sgomitano con lo sguardo per rastrellare immagini e ricordi intorpiditi dal sonno. Sono i frammenti dolciastri di una vita che in qualche modo mi parlerà sempre di te.

La mia voglia di volere qualcosa spesso si scontra con la mia voglia di non volere nulla!

Anche le più brutte parole dette da determinate persone si trasformano in romantici equilibrismi dialettici.

Lo spread tra quello che me piacerebbe magnà e quello che me posso effettivamente magnà ha raggiunto livelli record da 20 anni a questa parte.

Uno sguardo, per quanto acuto e penetrante, è comunque inutile se non hai idea di cosa guardare.

Io e il mio desiderio di partire siamo diventati amici col tempo. Chiacchierando negli scompartimenti di un treno, nelle sale d’attesa negli aeroporti e lungo tutte quelle autostrade che portavano ovunque, ma altrove.

Non esistono solo numeri e lettere, ma anche una serie infinita di puntini di sospensione! Se sai usare quelli sei a cavallo!

Questa vita somiglia sempre di più ad un viaggio in treno. Sei a bordo con la tua storia, non sai bene dove puoi arrivare e non hai più modo di saltare le soste. Così ti limiti a camminare tra gli scompartimenti alla ricerca di un posto tranquillo ed è solo un ingannevole movimento all’interno di un movimento. Una banale ed illusoria sensazione di libertà.

Un giorno un perdente vide un vincente che camminava dall’altro lato della strada e gli si rivolse dicendo: “Scusa, sai come posso fare ad attraversare?”. E l’altro gli rispose: “Guarda, non so. Non ricordo di essermi mai posto il problema di quale fosse il lato giusto, ma la direzione!”

A volte mi sento circondato da persone che sembrano le comparse dei film di natale di Carlo Vanzina.

Esiste un terzo volto della medaglia. E’ quello che puoi cogliere solo mentre la tua moneta fluttua libera nell’aria. In quel momento tutto è testa ed allo stesso tempo anche croce. Giusto e sbagliato si fondono e confondono e tu non puoi fare altro che guardare e sperare.

Lasciavo le porte del mio universo sempre aperte. Entravi era facile, uscirne pure. Oggi, se qualche volta decido di chiuderle, è perchè ho scoperto che in fondo ho già avuto, anche se solo un acconto. E per ora sto bene così.

A volte osservo le mie dita zoppicare esitanti sui tasti di questo notebook. Come spaventate da quella irrefrenabile piena di ricordi che ha rotto gli argini e trasformato ogni mio pensiero in una inconsistente ed irriconoscibile poltiglia di presente e passato.

La mia natura tende a non separarmi mai da tutti quei pensieri che mi hanno reso canaglia e diffidente. La mia natura mi spinge verso una compulsiva collisione comunicativa, invadente, talvolta ironica ed agguerrita, soprattutto quando percepisco netta la presenza dell’imbecillità ed un suo possibile trionfo.
E’ tutto questo pensare, manifestare e dubitare che mi riconcilia con il mondo intorno.

E’ come un film al cinema dove ti ostini a leggere i titoli di coda con i nomi degli operatori, produttori, stuntmen, segretarie di produzione, ringraziamenti, ma la storia è finita da un pezzo e rimanere seduti a leggere tutto il resto è solo una ricca presa in giro.

Parafrasando quel libro che non ho mai letto, direi che quando ti accorgi che tutto comincia è comunque un buon inizio.

Non serve un corso di recitazione per essere quello che sono e quello che sono è già abbastanza.

‎”Non esistono più quei valori che c’erano ai tempi di mio padre e nemmeno quelli che c’erano ai tempi miei…” cit. Mario Marcucci (mio padre), che equivale quasi and un “Dai cazzo, Gianluca!”

Prima di lamentarvi del buio, provate ad aprire gli occhi.

Vorrei regalarti un pensiero interessante, ma possiedo soltanto un miscuglio di perplessità, un mucchio di incertezze disordinate e di esperienze azzoppate, ammucchiate disordinatamente tra gli scaffali della memoria.
Ti penso. Sorrido. Mi sforzo di immaginarti. Scrivo sciocchezze e forse anche qualcosa di intelligente, ma non ne sono cosciente.
Il mio sorriso è irritante e la mia intelligenza é patetica, ma questo è il personaggio che in fondo mi appartiene di più.

C’è un conflitto sempre aperto tra quello che vorrebbe il cuore e quello che suggerisce la mente.

Sono un imperfetto sognatore, dotato di tenacia e caratteristiche pratiche eccezionali. Ho una spiccata tendenza alla scrittura, all’avventura, all’ironia, alla bizzarria e per quanto ami trascorrere il tempo con alcuni amici veramente speciali a volte non disdegno la solitudine. Quella che solo i miei pensieri sono in grado di regalare. In quei momenti il mio cuore diventa ghiaccio e nessuno puó guardarvi dentro senza prima scaldarlo almeno un po’.

C’è chi gioca per trovare la sua strada e chi per dimenticarsi di quella che sta percorrendo. Poi c’è chi crede di averla trovata una strada ed è talmente preso dalla necessità compulsiva di mostrarla a se stesso da non accorgersi che non si tratta della strada giusta.

E’ la vita. Tutto ciò che vedrai potrà essere usato contro di te…

Sono affezionato a tante persone, ma non a tutti e non alla stessa maniera. Non ho nemmeno bisogno della bidirezionalità o dei grandi numeri. La falsità e l’invidia faticano a nascondersi malgrado le maschere che alcune persone tentano di portare con disinvoltura. Anche io, volendo, ne avrei un armadio pieno, ma sento di non averne bisogno. Le trovo fuori moda come un paio di pantaloni a “zampa di elefante”. Il massimo che ho indossato in vita mia è stato un sorriso di circostanza. Un taglio classico.

Viviamo ogni giorno i paradossi della vita, pensiamo senza stupire, leggiamo senza capire, tracciamo senza definire, mangiamo senza gustare e stringiamo senza possedere.
Ogni cosa, anche la più evidente, risulta terribilmente artefatta, parziale e mutevole, come in quei paesaggi nella sfera di vetro, dove si puó alzare un po’ di neve artificiale solo scuotendone il contenuto.
Stamattina scuoto il mio mondo, respiro profondamente e provo un vago senso di irrazionale riconoscenza verso l’ossigeno, ma nessun profumo che mi ricordi chi ero e tutte quelle fantastiche esperienze vissute da bambino.
Una volta mi sono chiesto se avessi un obiettivo nella vita, e la risposta sembrava semplice: “Essere felice”.
Ora non mi basta più e mi rendo conto che vorrei sempre essere felice, ma con te.

Più passa il tempo e più mi rendo conto della ciclicità di certe conoscenze.
Amicizie che vanno, amicizie che vengono. Tutto sembra ridursi ad una specie di torre dalla quale le persone si lanciano, si frequentano ed alla fine si dimenticano quasi di averlo fatto.
Io riesco a rendermi conto delle cose solo quando smettono di cadere e toccano il fondo.
Quando arriva l’ora di sagomarle con il gessetto bianco.

Le certezze sono come grattacieli. Mi piace edificarle senza progetto e senza chiedere autorizzazioni, anche appoggiandomi su macerie di speranze pericolanti. In fondo l’abusivismo di pensieri non è mica un reato.

Ho sempre accolto ogni mia scelta accudendola, confidando in tutte quelle destinazioni che ogni volta diventavano partenze. Ogni scelta porta conseguenze ed ogni conseguenza non è che un biglietto per una poltrona di prima fila nel grande teatro che è la vita. Qui il futuro è una sorta di esclamazione da recitare a denti stretti e si pone esattamente tra un “Ahhhhhhh, ecco!” e un “Nooooooo, cazzo!”
Ma non posso saperlo prima.
Mi devo sedere.

A volte getto uno sguardo sterile sugli uomini e sulle cose che mi circondano. Così metto tra me ed il mondo un solido vetro opaco fatto di cinismo e opportunismo.
Si è vero, arriva per tutti il giorno di pensare solo ed unicamente a se stessi.

Aforismi in compresse

24 luglio 2011

Dove sia la verità non conta, conta solo quello in cui siamo disposti a credere.

La ragazza insicura è la tipologia di donna più divertente. Ogni volta che le fai un complimento del tipo: “stasera hai davvero degli occhi fantastici”, nel suo cervello si avvicendano le immagini di tutte le parti del corpo che dal suo punto di vista hai scartato prima di arrivare agli occhi. Inoltre la sua mente è geneticamente modificata per eliminare la parte “occhi fantastici” dalla frase e considerare arbitrariamente solo l’avverbio temporale “stasera”. Il ragionamento che ne consegue è spietatamente semplice: “ha detto stasera, quindi ieri ero uno schifo, quindi sono con molta probabilità improponibile, quasi anziana, magari avrei dovuto mettermi le lenti a contatto e coprirmi le borse sotto gli occhi…” e così via a sfumare. Ma è proprio in quel momento che tira fuori le faccine più belle del mondo.

Dove scorre il tempo al mattino, c’è sempre un sogno in tazza grande, macchiato caldo.

Non sempre è possibile toccare il cielo con un dito, stamattina con la sedia arrivo appena al soffitto. Chiamiamolo, un buon inizio.

I pensieri positivi sono molto più simili ad una moneta con cui giocare in aria che ad un sassolino da lanciare in uno stagno.

Tutto quello che si puó imparare nella vita conta poco quando quello che si è non è quello che si pensa di essere. Con una idea chiara del proprio valore si puó ottenere il massimo possibile e crescere riuscendo a volte anche a stupire. Se invece ci si sopravvaluta c’è solo la certezza di matematici e frequenti insuccessi.

Quando mi sono chiesto se tutto questo avesse davvero un senso l’ho cercato fuori di qui. L’ho trovato giusto a metà strada tra l’ultima gioia e la prossima delusione, ma non aveva “senso” fermarmi a raccoglierlo e sono andato oltre.

In certi giorni la mia testa si trasforma in uno di quei meccanismi da bar, in cui infili 2 euro per guidare una mano meccanica a raccogliere pensieri come tanti piccoli premi. Un pupazzo, un pallone, una scatola colorata, un sogno, qualsiasi cosa comunque scivola e ricade nel mucchio prima che io riesca a farla mia. Oggi è uno di quei giorni.

In vino veritas. In Martini ogni tanto due cazzate.

‎”Chi disprezza compra.” Si, ma in genere vuole almeno uno sconto.

Non si può cambiare il mondo senza prima cambiare noi stessi e servono cambiamenti forti. Io per esempio con l’invisibilità e lo sguardo al laser farei grandi cose.

La solu­zione è in quel rischio che temi, ma che vale sem­pre e comun­que la pena correre.

Non mi spaventa il domani, è il dopodomani a mettermi un po’ di ansia addosso.

Mi parlò dicendo che avrebbe voluto una storia seria, così le regalai “Il Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

Essere buono non significa essere un santo o non avere un metro di scorrettezza da applicare quando c’è qualcosa che si pone, con prepotente cattiveria, tra te e l’obiettivo che ti eri preposto. Abbiamo tutti un lato oscuro nella forza.

La fotografia dell’attuale momento in italia è nella battuta di una mia amica : “Sono inchiodata sulla prua di un Titanic, che do le spalle ad un Tremonti diversamente arrapato. Io continuo a guardare avanti mentre lui in atteggiamento inequivocabile e stropicciandosi le mani mi sussurra:”TI FIDI DI ME???”
“No guarda, preferisco prende de faccia l’iceberg che me faccio meno male.”

Io dico che svegliarsi, a prescindere dall’umore, è sempre il modo giusto di iniziare la giornata.

L’intuito è azione. E’ una freccia lanciata con forza e senza eccessiva precisione, ma che raggiunge comunque l’obiettivo in un punto impreciso. Il ragionamento è riflessione. E’ come un enorme drago che si scrolla di dosso tante inutili frecce con un semplice un colpo di coda. Il dubbio è quando cedere alla forza di una intuizione e quando perdersi invece nella logorante lentezza di un ragionamento.

Sono un nar­ra­tore lento ed un let­tore distratto. Lascio quindi che sia la mia fan­ta­sia a per­ce­pire una cura per tutto que­sto. Lascio che sia l’ebrezza fine a se stessa di un gioco che adoro a farmi cre­dere che ci siano sem­pre i mar­gini per recu­pe­rare. C’è poca dif­fe­renza tra il cre­dere e il far finta di cre­dere a qualcosa.

Ci sono sempre due lati in una stessa medaglia che pur somigliandosi si differenziano profondamente. Posso sentire oppure ascoltare, posso vedere oppure guardare, posso toccare o accarezzare, posso conoscere oppure riconoscere il mondo. L’etimologia delle parole a volte inganna.

Aforismi in supposte

24 luglio 2011

Anche se cessi di combatterlo il tempo non si trasforma mai in un fedele alleato.

Non tutti reagiamo allo stesso modo davanti ad un momento difficile. Qualcuno lo fa lottando come un gladiatore, altri si lasciano travolgere dagli eventi e c’è anche chi fugge o chiude gli occhi per non guardare la realtà.
Io semplicemente mi adatto e preferisco non fermarmi troppo a pensare a ció che potrà essere, perchè non riuscirei ad apprezzare più nulla di quello che sono.

L’intuito è azione. E’ una freccia lanciata con forza e senza eccessiva precisione, ma che raggiunge comunque l’obiettivo in unpunto impreciso. Il ragionamento è riflessione. E’ come un enorme drago che si scrolla di dosso tante inutili frecce con un semplice un colpo di coda. Il dubbio è quando cedere alla forza di una intuizione e quando perdersi invece nella logorante lentezza di un ragionamento.

Stamattina tutto è stancante quiete. Anche la gravità sembra aver optato per qualche giorno di vacanza e sono come circondato da cose che non cadono. La mia smisurata voglia di controllare l’incontrollabile comincia così, davanti ad un cappuccino, sfidando gli umori mattutini e le leggi della fisica.

Piuttosto che chiudere gli occhi preferisco puntare lo sguardo su un orizzonte inventato.

Forse avrei bisogno di una maschera per sembrare quella persona cattiva che a volte vorrei essere, ma che probabilmente non saró mai.

Non serve imparare quello che non sai per sembrare quello che non sei.

Nei miei sogni non bado certo a spese. C’è sempre un regista di primissimo piano, decine di attori, centinaia di comparse, scenografie maestose, un bel copione da imparare a memoria ed effetti speciali da far strizzare gli occhi ad un bambino. Il dubbio é se tenere in mano il ciak o provare ad esserne il protagonista.

Non ho mai sopportato l’invidia e tutti quei personaggi infantili che parlano solo per svalutare il prossimo, invece di riflettere su sé stessi, sulle proprie aspirazioni mancate e su qualcosa di intelligente che li aiuti a superare i propri limiti.

E’ troppo semplice prendersela con gli altri. Bisogna prima imparare a guardare noi stessi, perchè spesso il problema comincia proprio da qui.

Ci sono giorni in cui guardo con disinteresse tutto ciò che mi circonda e la realtà mi appare come visibile solo attraverso un solido vetro opaco. In quei momenti i ricordi diventano il centro storico del mio piccolo universo. Ed è un altrove da visitare con calma, a piedi.

“Non è la meta che conta, ma la strada percorsa.” Forse è proprio leggendo questa tremenda idiozia che un tizio in Technogym inventó il tapis rullant.

Ogni mia certezza è un tentativo fallito di autocontrollo. Ogni mio pensiero si ferma ad un passo dall’essere filosofia, per poi trasformarsi in un grido silenzioso in perenne incubazione. La mia testa è una scatola vuota dove custodire balocchi. Se ora mi presti i tuoi pensieri, magari posso giocarci un po’.

Gli uomini spesso si lasciano trasportare e non sempre per via dell’entusiasmo.

Le rette parallele non si incontrano mai, ma sono certo che qualche volta sognano di farlo.

Dietro ad ogni pensiero creativo c’è sempre un dubbio inconscio a governarne le dinamiche.

Qualcuno dice che i ricordi rallentano il pensiero, che si sorride solo per paura, per insicurezza o per debolezza. Ebbene, io non ho una domanda per tutte queste risposte.

Mi piace il disordine. Si abbina bene con il caos e le casualità della vita.

Se avessi una memoria grande almeno quanto la mia curiosità di conoscere le cose, sarei diventato un cazzutissimo genio.

La vita e’ come una scatola di cioccolatini, il problema non e’ scegliere quello più buono, ma evitare lo schiaffo quando allunghi la mano per prenderlo.

C’è sempre un tempo per riflettere ed una colonna sonora per ogni mio pensiero.

La vita è come una scatola di cioccolatini, quando hai voglia di pane e mortazza.

Ridispongo i pezzi sulla scacchiera e rimango curiosamente sedotto dalle innocenti simmetrie dei quadrati bianchi e neri.
Sono stanco. Saturo di strategie e di molteplici combinazioni di attacco e difesa. Vorrei per una volta giocare solo per il gusto di farlo.

Ci sarà un motivo se chiamano da sempre gli uragani con nomi di donna.

Oggi mi riposo facendo finta che il pianeta non si muova, leggo storie al contrario ed uso la fantasia come segnalibro. C’è stato un tempo in cui anche le sirene avevano le ali, ma questo alle farfalle dava un po’ fastidio. Oggi peró stanno tutti bene. 🙂

Ho trascorso la mia vita a sciogliere piccoli nodi insignificanti, ma non sono mai riuscito a sciogliere il grande nodo ed a trovare l’origine di tutti questi miei pensieri.

Alle volte serve un dubbio forte come una scossa tellurica per cambiare la primitiva morfologia delle nostre stupide convinzioni.

Caro Gesù, ridacci Lucio Battisti e prendi ti prego in cambio Cesare Battisti. Amen.

Il sogno è come un bambino che non puoi fare a meno di accompagnare ovunque, almeno con lo sguardo.

Vendo biglietto di prima classe per un treno di cui non conosco orario e destinazione. Il prezzo è un affarone

Stamattina ho a che fare con una versione ristilizzata di un me stesso “trentenne” che sembra non solo in grado di porre domande giuste, ma anche di dare risposte a tono. E sono solo le 8 e mezza

La bellezza è un concetto spietatamente vago, magico ed immateriale, ma anche delirante, scomodo e poco concreto. Devo togliere quello specchio di lì…

Ci sono nomi da scrivere in maiuscolo e nomi dove usare il minuscolo è fare anche troppo.

Possiamo risolvere definitivamente il problema del nucleare. Non mi risulta che l’uranio impoverito si sia arricchito in modo regolare. Lasciamo quindi che se ne occupi la guardia di finanza.

Giocare con le parole e cercare la scintilla senza abbandonarsi al fuoco. Svelare il segreto di quell’inesprimibile e disordinato inizio che guarisca la mia voglia di scrivere, di resistere, di insistere ed esistere. E’ questa l’intermittente barriera che a volte mi separa dagli altri, lasciandomi vivere una stupenda ed indisciplinata alternanza di corteggiamenti e rifiuti.

L’intelletto è sicuramente un dono del Signore, ma sono sicuro che potendo scegliere in molti avrebbero preferito una Tv 55 pollici HD a led.

Tutti hanno un punto di rottura, ma non tutti sono in grado di riconoscere il proprio.

Ogni mia certezza è un tentativo fallito di autocontrollo. Ogni mio pensiero si ferma ad un passo dall’essere filosofia, per poi trasformarsi in un grido silenzioso in perenne incubazione. La mia testa è una scatola vuota dove custodire balocchi. Se ora mi presti i tuoi pensieri, magari posso giocarci un po’.

Dio. Rateizzerei il tempo, anche con percentuali da usura se solo mi fosse possibile.
Stamattina, mentre mi abbandono ad infantili e materne voglie marsupiali, i ricordi prendono fuoco ed ogni dubbio si trasforma in una saggia scelta.

Le cattive idee posso riconoscerle dalla furia con cui mi perseguitano. Alcune somigliano alla santa inquisizione. Inappropriate, inviolabili, illegittime e quindi tassabili.

E pensare che basta uno specchio a far capire ad un uomo che riflettere è necessario. Poi possiamo non cambiare idea, ma ci si accorge se un capello è fuori posto e almeno ci si da una pettinata.

Un giocatore senza il suo tavolo da gioco non è nulla. Ma un giocatore al tavolo da gioco senza una propria tattica è ancor meno di quel nulla.

Spesso quando scrivo divento troppo riflessivo e diversamente tenebroso. Una sorta di Giacomo Leopardi bendato, senza gobba e comunque sfigato. No no. Meglio l’autoironia indotta.

Bisogna lottare cm dopo cm !! Sempre. Lo diceva spesso mia nonna lavorando a maglia ed alla fine sorrideva regalandomi delle lunghissime sciarpe.

Imbecille? Intelligente? Il segreto sta nel lasciare che siano sempre gli altri a chiederselo.

Esiste un limite oltre il quale nessuno può permettersi di dire ció che vuole.Questo mi consente di riconoscere gli idioti, perchè sono sempre quelli che ci si avvicinano più degli altri.

A prescindere da qualunque fatto stia succedendo oggi, devastante o epico che sia, tra 200 anni non importerà più nulla a nessuno.

Aforismi e aspirine effervescenti

24 luglio 2011

Sono un imperfetto e vivo il presente, anche se so che bisogna essere molto veloci nelle scelte e ciò presuppone intuizione ed una buona conoscenza del passato. Manca solo il futuro ed abbiamo declinato tutto il verbo vivere.

Pagine di vita, di tanto in tanto è bello accartocciarne una e divertirsi a tirarla per prendere in testa qualche passante.

Chissà se nel meccanismo alieno che regola la fantasia i merli sulle torri di un castello sono destinati ad incastrarsi con i merli di un castello in aria, ma rovesciato.

Le illusioni non sono altro che biglietti scaduti per quel treno che non è mai partito.

Chissà perchè il passato ed il presente mi appaiono elastici come la gomma, mentre il futuro è sempre così spietatamente acuminato.

Se devo attraversare un fiume non perdo tempo a controllare se l’acqua sporca, piuttosto mi assicuro che non sia troppo profonda.

Lancio una moneta e scelgo testa. Lei gira e si rigira nell’aria, volteggia qualche secondo su se stessa, poi si lascia cadere sul palmo della mia mano per mostrare la sua verità: Croce. Sorrido

Mi sforzo ogni giorno di affrontare le cose con metodo e intelligenza, ma poi arriva un lampo di pura imbecillità e la vita diventa di colpo più interessante.

Un mediano che tira sempre da centrocampo e manda la palla in curva puó essere due cose: un calciatore da buttare o un campione di rugby!
Per ognuno di noi c’è una giusta disciplina, un campo ed una platea pronta ad applaudire.
Bisogna solo evitare di confondere le regole del gioco.

Ma se una persona mi scrive “i tuoi antenati ti appartengono” devo andarne fiero o qualcuno ha trovato un modo elegante per dirmi “mortacci tua?”

Individuare il pollo al tavolo in un torneo di poker live serve a poco, tanto alla fine li devi far fuori tutti.

Quanto è difficile cambiare idea quando non ne hai…

Stamattina i miei pensieri somigliano ad usurai che riscuotono vecchi ricordi come le rate di un prestito inestinguibile ed affamante. Il passato non concede dilazioni.

In questa società di Don Chischotte è meglio difendere la propria idea che somigliare ad un mulino a vento.

Basta accendere 10 minuti la tv su un telegiornale qualsiasi per rendersi conto che tutto ciò che noi facciamo in qualità di esseri umani è assurdo e carente di significato.

Non si può riempire una bottiglia se ti ostini a lasciarla a testa in giù. E non puoi incolpare la sfiga se l’acqua esce, ma solo il tuo cattivo rapporto con Newton ed una visione troppo approssimativa del concetto di “gravità”.

Vivo nella periferia di questa realtà, ma prima o poi so che potrò permettermi un sogno tutto mio.

Volevo essere un sommergibile ed invece sono un mulino a vento. E’ la prova che il Don Chisciotte di Cervantes è probabilmente uno dei libri più dannosi mai scritti.

Io vivo nutrendomi di sana ironia. Quando il grigiore si impossessa del tutto è lei che mi distacca dalla realtà quel tanto che basta ad accettarla fino in fondo, ad accoglierla ed allo stesso tempo aggredirla. E’ il tratto più caratteristico della mia personalità, ed è presente tanto nella vita reale quanto in ogni fantasia possibile.

Non fermarti a pensare. Fallo correndo, che ha un suo “perchè”.

La parte più difficile nel difendere una propria idea è averne una e sapere bene di cosa si tratti.

Nuvole, ombre, infusioni, smorfie, sorrisi, sacrifici, verità, occasioni, condizioni, opportunità, sudore, invidia, sempre, mai più. C’è una versione di me che non solo ha tutte le domande, ma anche tutte le risposte.
Ed è la stessa versione che confonde ogni mattina lo zucchero del bombolone alla crema con la felicità.

Se rallenti ricordi. Se acceleri dimentichi.

L’ordine è quello che tutti ricercano sia nel poker che nella vita, ma è semplice illusione. Basta un istante di caos a rendere l’ordine “disordinato”. Il caos è tutto. Non serve combatterlo. Bisogna solo imparare a conviverci ed a controllarlo.

41 anni rappresentano uno spartiacque tra quello che sognavo di diventare e quello che effettivamente sono diventato. Migliore o peggiore, questo non sono in grado di dirlo. Oggi mi fermo a tirare le somme e leggo tante delusioni, ma anche grandi soddisfazioni. Ed a quei momenti per i quali credo sia valsa la pena soffrire io non rinuncerei mai per niente e nessuno al mondo.

A volte il desiderio ha bisogno di uno spazio più grande di quello che la fortuna può concedergli.

Ci sono giorni in cui mi muovo con la stessa autostima di un tarzan rauco ed obeso in una foresta piena di piante carnivore. In quei giorni sono un uomo da ricostruire.

Aforismi e caffè Borghetti

24 luglio 2011

Paradossalmente, si pensa meglio quando non si hanno pensieri per la testa.

Rivincita, amicizia, notte, figlio, destino, meta, roma, fortuna, febbraio, soluzione, distanza, identità, imperfetto, bugiardo, devastante, perdono, spietato, insicurezza, paura, amore, solo, reazione, natura, troppo, niente, abbastanza, tutto, quello che ti aspetti, e non è ancora notte.
Sono le 10:31 e siamo sempre nell’anno 2011. Interessante, vero?

Destino. Non ho mai trovato un amico che mi facesse più compagnia. D’accordo, per viaggiare in due occorre comunque aspettare che l’altro sia pronto, ma quando si viaggia in direzione di un sogno meglio avere pazienza che farlo da solo.

C’è un temporaneo abbassamento del solo ego pokeristico dovuto da una prepotente emersione del lato oscuro della forza. Forse anche a Obi-Wan Kenobi gli si inceppava la spada laser ogni tanto? Mah !!

Sono fatto così, voglio sempre capire. Sapere se il tempo è veramente quello che mi resta quando voglio che qualcosa accada, ma poi non accade nulla.

Il tempo mi è nemico, ma è un nemico leale.

Gioco spesso a scacchi con il mio lato oscuro e malgrado io non nasconda una marcata simpatia per l’avversario, non è mai una trascurabile soddisfazione batterlo.

“Non puoi nasconderti all’infinito, Luke. Consegnati al Lato Oscuro della Forza. Noi abbiamo i bomboloni con la crema.”

Ho bisogno della mia testa per fare scelte e per impedire ai pensieri di uscire dalla bocca. Da ieri ho un anno di più ed ho testato il sapore che si prova ad essere più grandi. Niente di che. Sa di pollo

E’ sempre più importante il personaggio della scenografia.

Quando guardi l’orizzonte non ci sono angolazioni, quello è.

Dentro questo corpo di adulto si annida lo spirito di un bambino disordinato che vuole solamente giocare.
Non ho bisogno di un esorcista, ma di un enorme castello gonfiabile dove fare 4 salti con mia figlia.

Solo gli stupidi accumulano certezze senza dubitare mai. Ne sono certo.

Non serve un corso di recitazione per imparare ad essere un uomo qualunque.

Ogni gabbia proietta un ombra ed ogni ombra è una via di fuga.
Avvicinati e non temere. Ho solo il desiderio di sussurrarti qualcosa all’orecchio.

Se oggi possiedi una personalità tormentata e una vita disordinata, praticamente hai già tutto quello di cui hai bisogno.

Nella vita l’unica costante che conosca sono i cambiamenti.

Il meccanismo che regola il buon andamento di un rapporto è litigare e riappacificarsi.
Tutto poi finisce nel momento in cui non si litiga più o non si fa più pace.

Se ci vai sempre vicino, o sei un campione di bocce oppure un perdente di lusso.

E’ nel tentativo di evitare l’inevitabile che spesso ti accorgi di poter realizzare l’impossibile.

Se costruiamo castelli di sabbia anche sotto un temporale è perchè in fondo abbiamo l’infantile certezza che rimarranno lì per sempre.

Ognuno ha i sogni che si merita.

Il mondo non è poi così brutto se lo guardiamo con un pizzico di fantasia.

Disarmare la serietà di un avversario a colpi di sorriso è facile, ma di fronte a chi non vuol ridere è opportuno rimanere seri.

Ci sono giorni in cui sei avanti ed altri in cui ti trovi a dover rincorrere. L’importante è rimanere comunque in gara. Questo si chiama vivere.

Sono un sognatore ad occhi aperti e cerco di dormire meno possibile.

Se i progetti li tieni nel cassetto e gli scheletri nell’armadio, succede che non sai più dove mettere le camicie.

Non lamentarti mai nella solitudine, perchè a volte trovarti solo è la miglior fortuna che possa capitarti.

Almeno una volta nella mia vita vorrei ragionare come Leonardo e sorridere come la Gioconda.

Persegui obiettivi impossibili e rimarrai per sempre schiavo dei tuoi desideri. Persegui la disciplina e forse raggiungerai obiettivi impossibili.

Come primo obiettivo del 2011 voglio recuperare un paio d’ali e un mantello nero.
Devo regalare a me stesso qualcosa che non sia la solita via di fuga.
“Buongiorno vorrei un divano comodo per me e per questa mia coda.”
“Mi spiace signore, ma questa è una birreria. Per l’inferno sono due isolati più giù.”

Quando il cuore ha un bisogno, e quel bisogno è amore, lo spinge senza sosta all’infinito.

Voglio rassicurare tutti dopo capodanno. Le analisi del sangue al secondo tentativo sono risultate buone, ma la prima siringa l’hanno dovuta buttare che sapeva di tappo.

Se fossi Babbo Natale non ti porterei un regalo… Ti porterei via con me!

C’era un tempo che nelle conchiglie si sentiva il rumore del mare.

Ogni sorriso è un investimento a lungo termine che spero diventi gioia.

C’è una distanza oltre la quale le persone smettono di ascoltarsi, pur continuando a parlarsi. In quei casi sarebbe più opportuno un rumoroso silenzio.

Parla “con me”, non “a me”.

In ognuno di noi c’è un baratro e profondità inesplorate. A volte affacciarsi fa paura.

Tanto, ma non tutto. Giusto ad un passo dall’essere abbastanza…

Confondere un piacere con la felicità è uno degli sbagli più grandi che abbia fatto in vita mia. Roba da imperfetti.

Ridisegno, ad uno ad uno, ogni mio pensiero con la presunzione di una barchetta di carta che si accinge ad attraversare l’oceano.

La vernice era ancora fresca quando mi sono seduto. E’ la vita che appena puó lascia comunque il segno ed è per questo che esistono le lavanderie a gettone.

A volte è più facile sembrare quello che non sei che trovare qualcuno che se ne accorga.

Aspettando davanti all’entrata del Casinó sono arrivate ben 3 persone che mi hanno chiesto di parcheggiare l’auto. Non so’ se sia il caso di rivedere l’abbigliamento o attendere pazientemente che passi una Lamborghini !

Insegnerò a mia figlia che tutto in fondo è possibile.

Sono diventato un asso nel sollevamento delle polemiche. Ora se miglioro nel lancio del giavellotto e nei 400 dorso potrei anche pensare alle olimpiadi.

Mentre sognavo di aspettare per ore un treno che non passava mai, mi sono chiesto quanto valga il tempo perso nei sogni. Ammetto di essere un cattivo sognatore.

Aforismi a singhiozzo

8 gennaio 2011

La dea bendata mi voltò le spalle e di lì a poco capì di aver fatto un gravissimo errore. Rimanere bendata e di spalle. Roba da principianti.

Essere popolari su facebook è come essere miliardari a monopoli.

Ad ogni azione corrisponde un vaffanculo uguale e contrario

Il tempo è relativo. Anche quello perso.

Oggi il futuro è un profondo pozzo dei desideri, e io sto qui a lanciare pietre senza aspettare il tonfo. Purtroppo ho finito le monetine!

Non mi piaceva studiare. Non ho mai aperto un libro. Non mi impegnavo, ma con intelligenza e metodo. E comunque il bidello con i cartoccetti lo centravo a occhi chiusi. Evidentemente ero e sono rimasto una persona sensibile.

Non è facile starmi vicino. Ma questo non vuol dire essere autorizzati a starmi sopra, davanti o peggio ancora, dietro!

Ogni giorno ci perdiamo tra definizioni orizzontali e verticali. Ore e ore trascorse alla ricerca dell’incastro giusto, quando invece basterebbe voltare pagina e unire i puntini dall’uno al cento. Take it easy.

C’è chi si accontenta di essere baciato dalla fortuna e chi vorrebbe invece farci tutte le migliori posizioni del kamasutra. Tanto per essere bendata è già bendata, un paio di manette e siamo a cavallo.

Proprio ora che eri pronto a buttare il giocattolo, ti accorgi di voler giocare ancora.

Ho iniziato a coltivare un’amicizia, ma ne è uscito fuori un bonsai. Sempre meglio di un cactus.

“Imprevedibile esperienza” suona come un ossimoro. Una poltrona vuota in galleria alla prima del tuo grande cambiamento. Una esclamazione da tenere a denti stretti che si pone esattamente tra un “Ahhh, ecco!” e un “Nooo, cazzo!”

Alcune persone si siedono al tavolo nutrendosi di alienanti monomanie e sono sempre altri a pagarne immeritatamente le conseguenze.

Ragionando da fantasma preferirei di gran lunga infestare un castello che essere un lenzuolo steso.

Ho scartato un bacio perugina ed incuriosito mi sono gettato sul fogliettino con la frase che recitava un romantico: “…e magnatene un altro, sciocco!”

Abbiamo i piedi poggiati su un dannato pianeta che fluttua in modo improbabile nell’universo, ruotando intorno a una stella morente! Stiamo già volando senza meta! E nessuno se ne rende conto.

Mi vengono spesso in mente fatti del passato, ma di quale passato si tratti questo lo ignoro.

A volte immagino il destino in reggicalze nere e pugni chiusi.

Proverei a misurare il tempo in castelli di sabbia, se solo qualcuno mi aiutasse a entrare nella clessidra.

Meditandoci su

26 maggio 2010

Lo specchio che la mia amica Gisella nasconde in cantina non è molto diverso da quello appeso nel mio bagno.
Se lo fisso tutto muta, pur rimanendo ambiziosamente uguale.

Stamattina cerco tracce di diversità riflesse, eppure questo volto sembra somigliare ancora una volta al me stesso di sempre.
L’acqua scorre calda ed il mio lavandino riflesso è una sorta di lago artificiale, dove non si può certo andare a pesca.

Un luogo appena al di fuori dell’insieme dei luoghi che vale la pena ritrarre in questa foto fatta di quotidianitá ricorrenti.
Confini che ogni giorno vorrei varcare per oltrepassare il significato di ogni singolo dettaglio. Capire davvero se in quell’altrove tutto è veramente come appare essere.

“Smettila di domandartelo!”
Alzo gli occhi, l’immagine ha rotto il suo abituale silenzio.
“Credi davvero che questa sia una porta che conduce a improbabili parallelismi?

Ogni mattina indossi le tue curiose espressioni e io non posso fare altro che assecondarti. Ma i dubbi, le speranze ed i sogni, quelli uno specchio non li riflette e l’unico modo per leggerli è guardarsi dentro.

Non credere che io sia un povero diavolo che ha sbagliato mondo! Esisto come te e non per scelta. Anche se mi vedi riflesso solo nelle vetrine dei centri commerciali, nei retrovisori delle auto in sosta, o seduto sulle girevoli di un barbiere. Anche se sono confuso tra migliaia di altre immagini frammentarie che non sento certo mie.
Esisto e non sto qui a farmene un problema.

Passo il mio tempo persuadendomi di vivere una vita normale.
Eppure non sai quante volte mi sia chiesto cosa si nasconda dietro la tela di un quadro appeso, o dentro le pagine di un libro chiuso. Tutti dettagli che al contrario tuo, io non vedrò mai.

Ormai ti conosco. Sei un’ingenuo, o forse un sognatore. Un personaggio che vive nella speranza di dare un significato a tutto, anche quando non c’è alcun significato da dare.

Svegliati!
La vita è una palese evidenza.
Ogni mattina percepisco chiara la sensazione di avere davanti un qualcuno pronto a mentire a se stesso pur di dare significato a ciò che non capisce.

Tu vivi davvero.
Io esisto di riflesso caro amico mio!
E al di là di questi confini che vorresti varcare, si vive solo di spietata apparenza.

Cerca di non essere il tuo riflesso.
Quella risposta che cerchi è in tutto quello che questo specchio non riuscirà mai a riflettere.”

Fisso quell’immagine con i suoi medesimi occhi, mentre un respiro affannoso fa eco al tam tam di pensieri confusi. Incertezze da correggere e rivedere, come tanti compiti a casa.

Mi chiedo come mai non mi abbia chiesto di fare un giro sulla ruota panoramica. Ridacchio senza terminare la frase e per un attimo rivedo alcune scene della fiaba di Biancaneve, quelle in cui una strega insicura e sucettibile parla con il suo specchio.

Il messaggio è chiaro. Se pur di trovare risposte sei disposto a credere a tutto, perderai con il tempo la capacità interpretare le persone e diventerai il riflesso di vite altrui.

Non mi rimane che custodire questa nuova delirante storia nel cassetto delle esperienze impossibili.
Medititandoci su.

Aforismi in disordine

24 maggio 2010

Se scrivi un libro al contrario, è al contrario che poi costringi le persone a leggerlo.

La prima cosa che mi colpisce in una donna bellissima è la simpatia.

Vorrei tanto un coccodrillo ! Ma dovrei trovare qualcuno disposto a scavare il fossato !

“Prima o poi sta ruota dovrà girare nel verso giusto no?” Lo dice spesso anche il mio criceto !

Se un tipo con le rose mi si avvicina al semaforo scendo e cerco di vendergli una settimana bianca. Perché la miglior difesa è sempre l’attacco.

Più si osserva un orizzonte è più ci si sente sollevati dal senso di responsabilità. In fondo siamo così piccoli.

Non c’è una via di mezzo. Esistono solo strade, alcune le percorriamo, altre no. C’è sempre un qualcosa per cui valga la pena lottare e visto che lo abbiamo fatto fino ad oggi, non vedo perchè non farlo anche domani.

A volte mi sembra di vivere come in una partita a scacchi giocata senza regole, dove ognuno si riprende i pezzi che l’avversario gli brucia. L’unica soluzione sarebbe non giocare, ma sareste capaci voi?

Il suo sorriso è la mia religione.

Non ho mai avuto problemi a tracciare quella linea che divide il superfluo dal necessario. Il dubbio è solo scegliere da che parte stare.

Forse questa non sarà una gran vita, ma cosa dovrebbe dire allora la balena azzurra. Trascorre circa 120 giorni all’anno nei freddi mari polari, si accoppia solo una volta ogni 2-3 anni. E quando emerge trova sempre qualche squilibrato che vuole piantargli un arpione nel sedere.

E mentre, al canto di improbabili sirene, ambulanze continuano a portare santi in paradiso. Io rispondo all’emetico assedio di improbabili programmi alla tv, vagando come un vampiro di giorno e nutrendomi di sole emozioni.

Brancolo di notte in cerca di spigoli.

Dicono che ripetere sempre la stessa cosa o la stessa azione e aspettarsi ogni volta un risultato diverso sia una follia. Vi sembro un folle?

Ciò che le carte non dicono.. Chi sono io?

11 febbraio 2010

Chi sono io?
Dimmi…
Chi sono io?
Con questa mia assurda maschera.
Un manichino da spogliare e rivestire come vuoi.
Il deserto immenso dentro al cuore mi ha insegnato solo a fingere.
Non c’è via d’uscita. È un grande gioco che non cambia mai.
Cos’è il domani senza la tua identità?Perché fuggire se non ho sbagliato mai?
Vincere o cadere. Non c’è altro. Tutto il resto sembra inutile.
La mia differenza è una condanna in questa vita che chiamiamo realtà.
Guardo il mio scorrere lento tra le rughe del tempo privo di felicità

Senti, senti, senti la notte. È anche dentro le vene e in fondo all’anima.

Chi sono io?
Chi sono io?
e soprattutto cosa vuoi che sia?
Sono un pagliaccio, un santo, o un simpatico Pierrot?
Con indifferenza rido, piango, mi trasformo. Mi basta un attimo.
Basta un’altra maschera e una cravatta per nascondere la mia verità

Sogno una gita sul mare
e mia madre cantava soltanto per me
Sento quel azzurro infinito
quello stare tra braccia che capivo solo io.
Grido a quell’uomo allo specchio: ”
sei un riflesso distorto, tu sei l’assurdità”
Vinco e perdo. Io mi ritrovo indifeso
stretto tra la mia faccia e la sua immagine

Senti, senti, senti la notte è anche dentro le vene e non c’è luce in fondo.


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