Archive for the ‘Aforismi’ Category

Il volto

6 marzo 2018

Regala a una persona una maschera e lei ti mostrerà la sua vera faccia.

 Diventa memoria

21 aprile 2017

Stamattina ho pensato a un piccolo esercizio di specchi. Tutto ciò che vi vedo riflesso non è altro che la proiezione di quello che si muove all’interno. Un quadro limitato di tutto quello che mi circonda fuori. Tutto quello che riesco a vedere. 

Posso cambiare angolazione, ma se qualcosa appare da un lato, qualcos’altro scompare dall’altro. Le pareti. Gli oggetti. Le persone. Ma c’è anche un gigantesco me stesso. Sempre al centro. 

E poi c’è una parte soffocata di me. Quella che pensa. Quella sensibile. Quella che non sopporta osservare il riflesso del suo somigliante amico in gabbia. Sempre che si possa chiamarlo amico. Sempre che somigliante sia l’aggettivo giusto da usare. 

In questo stillicidio di espressioni assonnate non cerco risposte. Non cerco nemmeno le domande. Rimango soltanto immobile a guardare e ad ascoltare se anche attraverso un riflesso qualcosa riesce a risuonarmi dentro. 

Oggi l’esistenza sa di cose già viste. E un riflesso rimane lo stesso anche quando non capisco la quotidianità che mi fa da palcoscenico. Il riflesso lavora comunque. Trasforma un broncio accigliato in energia per le idee. E così anche un presente apparentemente insignificante, diventa memoria. 

 

Cojone

29 novembre 2016

Crescendo te diranno in tanti che sei stato un “cojone”, ma conteranno solo le volte che te lo dirai da solo.

Inevitabilmente

24 agosto 2016

Il destino non è un rettilineo. A volte c’è una rotonda. Altre volte un bivio. Sei tu che scegli. Solo che poi ti accorgi che la strada scelta ti sta riportando indietro. Inevitabilmente verso il tuo destino.

Enologia

9 maggio 2016

L’enologia è una scienza esatta. Almeno fino al terzo bicchiere.

  

Impegni

28 marzo 2015

Sono talmente impegnato a sognare che non ho più tempo per realizzare.

Il vuoto dentro

3 febbraio 2015

A volte mi ritrovo a scrivere storie e ad illudermi di poter spiegare agli altri la vita, ma spesso il mio unico scopo è quello di riempire un vuoto.
C’è uno spazio gonfio di niente che alberga in ognuno di noi e che nasce dal bisogno che tutti abbiamo di essere capiti, apprezzati, amati, ma anche messi in discussione e criticati. L’importante è che questo avvenga comunque con amore.

Simulando

24 agosto 2014

Camminare per ore con la testa randagia e i pensieri senza guinzaglio, è come scrivere senza rileggere.
Lasciare una riga per le note a margine. Ogni volta che mi fermo a guardare un vicolo deserto vado a capo e mi lascio qualcosa alle spalle. Una storia. Un confine. Un lavoro.
Ho sempre creduto che le distanze creassero il punto di vista migliore per osservare tutto nella sua devastante interezza. Che servissero a considerare le cose più correttamente. Mettere a fuoco. Sottotitolare. Spiegare.
Perché se un’immagine non è nitida allora c’è ancora qualcosa da fare. Risposte da dare.
Stamattina l’aria di Roma sembra schiacciata da un’insolita forza di gravità. Troppi dubbi. Ho la testa altrove.
Troverò un giorno tutte queste figure retoriche ad aspettarmi sotto casa per chiedermi il conto di ciò che scrivo.
“Spiegaci”, mi diranno arrabbiate.
Ho sonno.
Colpa di questa città, dilatata e lenta. Colpa dei tanti desideri da tenere segreti. Colpa dei troppi trovarsi. Prendersi. Per poi riperdersi.
Traccio righe, ma non sono in grado di tirare somme. Invento ragioni.
Cerco una scusa credibile per dimenticare, per “far finta che non”, per “convincermi che forse”. Troppi “ma”. Infiniti “però”. E non so più cosa.
Non aggiungo altro. Non sono in grado di pensare. Masticare amaro è un qualcosa che dovrebbe fare curriculum.
Inutile chiudere una porta senza serrare anche le finestre.
La vita ha questo di bello. La casualità. Non succede nulla per giorni, mesi, anni. Niente di niente. Ma la vita sa sempre come arrivarti addosso. Sa farti male, da morire. A volte ti mostra il suo lato più tollerabile, più dolce. Altre volte invece tutto semplicemente accade e sta a noi saperlo accettare per quello che è.
Il tuo ricordo rimane appeso a uno sguardo, una risata, una faccina buffa e due gambe bellissime.
Forse è solo arrivato il tempo di mettere un piede dietro l’altro, camminare e fregarsene di dove finisce la strada. Fischiettando, possibilmente. Simulando gioia.
Facendo finta che tutto, ma proprio tutto, in fondo va bene così.

Piccoli aforismi tra amici

23 agosto 2014

Alzarsi prestissimo per correre al mattino è una esperienza fantastica. Immagino l’aria fresca e pulita, l’odore di salsedine, i raggi del sole che ti accarezzano il viso, il primo sudore sulla pelle, le infinite salite, la maschera d’ossigeno, la sirena dell’ambulanza.
Ok, rimango a dormire.

Malgrado quel dolce far nulla che non cambia le cose, le cose cambiano.

Mia madre ha scoperto come usare whatsapp. Mi arrivano da due giorni messaggi con cuoricini infiocchettati per avvisarmi che sabato a pranzo ci sono le melanzane alla parmigiana.

Mattino

13 giugno 2014

Amo il mattino. Adoro quell’istante irrinunciabile, dolcissimo, in cui lei mi guarda dritto negli occhi e mi dice: “Per il cornetto deve fare prima lo scontrino alla cassa!”

In amore

9 giugno 2014

In amore non si vince. Io la volta che sono andato meglio sono arrivato in semifinale.

Se

8 giugno 2014

Se per ogni “ti amo” sussurrato esistesse uno sguardo e un bacio.
Sarebbe sicuramente un mondo migliore.

Mezzo che?

8 giugno 2014

C’è chi vede il bicchiere mezzo pieno e chi lo vede mezzo vuoto. Io suggerirei di dare un’annusatina al contenuto prima di esprimersi. Poi fate voi.

Il pallone bucato

7 giugno 2014

Quand’è che sono diventato quello che sono? Com’è successo. Un giorno? Un’ora? All’improvviso? E l’espressione che porto con tanta disinvoltura, quando si è disegnata? E’ stato un evento preciso? Una scelta? Ed io ho mai capito di averla fatta questa scelta? C’era una volta un ragazzo che giocava a pallone sotto casa con gli amici.
Senza nulla da chiedere al tempo. Niente preoccupazioni, niente retropensieri. Prima che la vita cominciasse a modellarmi la faccia e il desiderio ad istruire le mie strategie. Non c’erano gol da realizzare. Solo una serie infinita di passaggi. E l’unica paura era che qualcuno arrivasse a bucare il pallone.

Aforismi alla carbonara

6 giugno 2014

La gente si ostina ad andare dallo psicologo, quando io con due sedute di enologo ho risolto tutto.

Questa non è fame! Ho uno sbarco di clandestini nello stomaco. Servono almeno 150 ciambelle!

Quando ho sottoscritto quel mutuo mi deve essere sfuggita la clausola dove adottavo il direttore di banca.

Ci sono mattine in cui resto immobile a fissare la bellezza delle piccole cose.
Oggi invece sono pragmatico e prendo il maritozzo più grosso, quello col ripieno di Nutella.

Questa è un’epoca in cui le persone credono più ai pettegolezzi che ai complimenti.

Avere una figlia piccola ti può condizionare la vita. L’altro ieri a un pranzo di lavoro ho sbucciato due mele a un commercialista di Latina.

Credo sia arrivato il momento che mi presenti ai genitori del mio barattolo di Nutella.

La felicità è una declinazione di zuccheri e carboidrati.


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