Archive for dicembre 2012

31 dicembre e vecchi merletti

31 dicembre 2012

Una margherita di stoffa sghignazza sullo scaffale, una scimmietta balla. Sul pavimento improbabili resti di città, erette con mattoncini lego multicolore, arricchiscono la toponomastica di casa, tra cadaveri di bambole bionde con lo sguardo stanco e singolari paciocchini rosa.
Cosa importa che siano giocattoli o meno?
E’ un teatrino della vita rivisto e corretto. Sono gli occhi di una bimba di otto anni che ha disegnato un mondo a modo suo, con semplicità, senza guardare troppo lontano.
Un dettaglio alla volta anche quest’anno se ne sta andando e io lo guardo andare via in compagnia delle persone che amo, anche quelle nascoste dietro a un orizzonte lontano.
E’ colpa del mio fedele disturbo della personalità.
L’amore è una patologia troppo potente, ma non uccide chi l’ha in sé, però qualche volta smarrisce.

Bruchi e farfalle

29 dicembre 2012

Catturare bruchi è strategia, ma inseguire farfalle è assolutamente più divertente.

Allora auguri !

29 dicembre 2012

Penso a questo patologico e meraviglioso bisogno di gridare “auguri” a tutti, compreso chi ti sta un po’ sulle palle… e sorrido!

La versione silente

29 dicembre 2012

Esiste una versione silente di me stesso che talvolta non ne vuole sapere di parlare.
Se ne sta seduta dietro al suo caffè con lo stesso umore di un ragazzino barricato in camera sua con la musica alta.

Buchi

29 dicembre 2012

Non tutti i buchi escono con l’universo intorno.

Il pane quotidiano

24 dicembre 2012

Avevo una nonna che una volta mi narrava di quanto fosse difficile vivere al tempo della sua gioventù. Non aveva certo un blog e si raccontava solitamente al mattino attraverso aneddoti di rara semplicità. Mi parlava del “pane quotidiano” e io credevo che la cosa più importante fosse davvero avere di che mangiare.
Solo a distanza di anni ho capito che non era una questione di cibo, ma di un dovere verso noi stessi e le persone che amiamo.
Il “pane quotidiano” sono i problemi di ogni giorno.
Impariamo ad affrontarli con un sorriso.

Buon Natale!

Chattando contromano

23 dicembre 2012

Ci siamo mai fermati a pensare perché le chat siano diventate un salotto così importante per il nostro tempo?
E’ per la voglia di aprirsi completamente senza essere riconosciuti, giudicati. Quel desiderio cullato di essere semplicemente ascoltati.
Così, all’improvviso, un segreto inenarrabile, una malattia, un dolore, un tradimento, un vizio, un guaio oppure un’inutile bugia diventano storie che si possono finalmente rivelare a qualcuno.
Attenzione però a non fondere o confondere la realtà con la fantasia. E’ un sincretismo che abitua all’ipocrisia e sostituisce il “fare finta”con il “fingere di fare finta”.
Da questo dedalo poi si rischia di non uscire più.

Caro amico Maya

20 dicembre 2012

Se potessi parlare con un Maya gli direi che ciò che manca oggi alla nostra civiltà sono le piccole cose, i piccoli gesti quotidiani, i sentimenti semplici. Amore, presenza, onestà, continuità, fedeltà, rispetto.
Sono convinto che domani il mondo si salverà, ma chi salverà noi dalla vita?
Ogni giorno oltre 4000 bambini muoiono per malnutrizione nei paesi sottosviluppati, mentre in prossimità di feste o ricorrenze non si fermano le stragi di persone innocenti trucidate dal solito pazzo col fucile in mano.
Intanto le guerre impazzano e non parlo solo di quello che ci mostra la tv. Ci sono conflitti radicati nella società che fanno più vittime degli scontri in campo aperto.
Caro amico Maya, oggi mi guardo dentro e scendo fin dove ho coraggio di arrivare. In quel baratro che è in ognuno di noi, dove la merda di questa vita si confonde con il nostro sogno più alto. Quello di vivere in un mondo tranquillo.
In fondo cerchiamo solo questo, qualcuno da amare e qualcuno che ci voglia bene, ma deve succedere in tempo.
Forse riemergeremo da questo abisso di devastante paura, solo quando rinunceremo all’idea di essere noi quelli buoni e tutti gli altri i cattivi del mondo.
Quando sentiremo la fredda canna di un fucile puntato in faccia e ci renderemo conto che siamo noi a tenerlo in mano.
Caro amico Maya, la verità è che non sappiamo nemmeno noi chi siamo veramente. L’assenza di un cattivo a cui dare la colpa di tutto mette da sempre in crisi la nostra identità prima di ogni altra cosa. Un giorno il mondo finirà davvero, ma piuttosto che dare la colpa a noi stessi, quel giorno troveremo il modo di accusare un tuo lontano parente, solo perché è nella nostra natura farlo.

Interlocutore schietto

16 dicembre 2012

Negli ultimi tempi mi rendo conto di essere diventato un po’ gretto. Se vedo qualcosa che “non condivido” non riesco a parlare senza essere diretto e spesso questa mia istintività e spontaneità diventa motivo di polemica.
Con la franchezza, seppur dominante in ogni mio articolo, blog o pensiero, non mi sono mai sognato di diventare intollerante o mancare di riguardo per nessuno.
Ad ogni livello di pensiero, le relazioni autentiche si basano sulla ricerca della sincerità, anche quando questa puó sembrare inopportuna, discutibile o dolorosa.
Per questo esiste il confronto costruttivo, che è tutt’altro rispetto alla definizione che ne danno alcune persone.
Intimamente parlando, preferisco avere un interlocutore schietto (e magari spietatamente indelicato) piuttosto che sfoderare un sorriso di plastica e andare avanti alla “volemose bene”.
L’importante rimane avere sempre ben chiaro quel confine che separa la considerazione propositiva, dall’offesa gratuita.

Un bel carattere

14 dicembre 2012

Ma quale bel carattere! Sono lunatico, egocentrico, permaloso e abbastanza intelligente per cogliere le sfumature di ogni discorso, anche quelli che dovrei farmi scivolare addosso. Non sono mai in sintonia con il mondo, ma sempre schierato di fronte, come chiuso in una paradossale e intangibile figura geometrica dove tutto è intorno a me, ma nulla riesce veramente a circondarmi.
Io i mulini a vento ce li ho impiantati nel cervello. Però sono anche generoso, opportuno e ho una spiccata predilezione per l’ironia e tutto questo diciamo che mi salva in corner. Ma un bel carattere è davvero un’altra cosa.

Chi scrive

14 dicembre 2012

Chi scrive lo fa per una sua esigenza e non certo per sentirsi diverso dagli altri.
Chi scrive è perfettamente cosciente che quanto scritto potrebbe non piacere, risultare noioso, banale o troppo malinconico. Ma che importa?
Perché chi scrive non lo fa certo ad alta voce, si limita a sussurrare ogni parola su pagine color bianco elettronico.
Chi scrive sussurra un amore infinito e uno spietato bisogno di evadere dal resto del mondo reale. Cerca di trovare un senso ad ogni cosa. Il suo senso.
Chi scrive lo fa per rileggersi, lo fa per sé e non per gli altri.
Sarcastico, ironico e a volte malinconico.
Come si puó descrivere una luce che taglia un buio inaggirabile, se prima non si prova chiaramente che cosa sia il buio. Forse è proprio da un’esperienza di oscurità che si scopre l’adattabilità degli occhi a vedere.
Chi scrive fa tesoro anche di un unico raggio di pensiero che all’occorrenza illumina una notte fonda trasformandola in alba, nell’attesa di un nuovo giorno.
Scrivere è come vivere tra giorno e notte, tra speranza e disincanto, tra amore e odio, tra voce e silenzio.
Chi scrive vuole solo sbirciare attraverso la siepe e poi raccontarlo.
Chi scrive è come uno di quei cercatori d’oro delle pellicole western. Ogni pagina scritta è una preziosa pepita da raccogliere e custodire gelosamente!

Buone feste retrò

11 dicembre 2012

Buone Feste a tutti noi, adolescenti degli anni ottanta.
Noi che non sappiamo arrenderci quando le situazioni escono fuori dal nostro controllo e che ci ostiniamo a lottare anche quando le soluzioni appaiono fuori dalla nostra portata.
Irrimediabilmente teneri e troppo complicati, mai compresi fino in fondo, eppure divertenti, generosi, intelligenti e un po’ testardi, ma mai banali. Imperfetti al punto da non poter più essere modificati o reindirizzati.
Noi che le nostre scelte non sono mai dovute al caso.
Noi che “ammazza che casino” è un’ideologia e non un fatto.
Noi che “non sai che te sei perso negli anni 80”.
Noi che all’occasione saremmo in grado di fare di tutto per renderci la vita più difficile.
Noi che non nascondiamo quell’atteggiamento vagamente masochista di chi sa comunque come uscirne fuori.
Noi che la sera controlliamo se una bimba dorme e che guardiamo Fox Retró prima di andare a letto.
Noi che, nel bene o nel male, siamo fatti così.
Caoticamente ordinati.
Buone Feste a tutti noi.

L’abito fa il monaco

8 dicembre 2012

E’ in assoluto sbagliato il concetto che l’abito non faccia il monaco. Se indossassi una tunica nera e brandissi in mano una falce, senza martello, sarei senza alcun dubbio più inquietante di quanto lo sono stamattina.

Non illudiamoci

8 dicembre 2012

La politica è una questione d’onore che si risolve in un combattimento tra zebre bianche con le strisce nere e zebre nere con le strisce bianche.
Non illudiamoci. Sono tutti uguali.


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