Archive for febbraio 2013

La mia luce

27 febbraio 2013

La luce che illumina il mio moto perpetuo non è il sole, ma nasce dagli occhi di una bimba di otto anni.

Denti e pregiudizi

25 febbraio 2013

Insieme al dente del giudizio dovrebbero estrarre anche quello del pregiudizio.

Il limite della medusa

22 febbraio 2013

Non esiste problema più difficile da risolvere di quello che non sei in grado di riconoscere, o che non ammetti di avere.

Lampi

22 febbraio 2013

Mi sforzo ogni giorno di affrontare la vita con metodo e intelligenza, ma sono i miei sporadici lampi di pura imbecillità a renderla più interessante.

Rette parallele

16 febbraio 2013

Le rette parallele non si incontrano mai, ma sono certo che qualche volta sognano di farlo.

La scelta epocale di un uomo imperfetto

14 febbraio 2013

Ogni giorno continuiamo a poggiare il piede dove ci dicono di poggiarlo invece di cercare in ogni cosa un principio di senso e buonsenso. Esiste un punto di origine in ogni nostro pensiero e ognuno ha il proprio, è proprio questo che determina in ogni persona una strada diversa da prendere. Giusta o sbagliata che sia, ma comunque “propria”.
Ratzinger è soltanto un uomo ed essere papa era soltanto un incarico. Quindi perché non rispettare la sua decisione che per quanto epocale, rimane comunque la semplice scelta di un qualsiasi uomo imperfetto?

Senza permesso

13 febbraio 2013

Senza il tuo permesso ogni giorno il cuore pompa litri di sangue.
Senza il tuo permesso scorribande notturne di globuli bianchi si susseguono proprio sotto i tuoi occhi, carovane di batteri ti attaccano e anticorpi reagiscono. Come in una scena de “Il Signore degli Anelli”.
Ma se ci si allontana dal proprio corpo le cose non cambiano. Anche lontano da noi si perde ogni responsabilità, ogni dovere, ogni diritto.
Senza il nostro permesso gli indici di borsa salgono o scendono. La pioggia scende, i pneumatici si bucano, la neve cade, i continenti affondano, le carte ti condannano, le foglie appassiscono, la terra trema e i papi abdicano, mentre le ambulanze corrono per trascinare anime anonime in paradiso.

Niente accade chiedendo prima l’autorizzazione a farlo e tutto accade comunque.
Ogni evento entra senza bussare. In certi casi come una irruzione armata nelle tue certezze.
Oggi vorrei aggredire il futuro. Aspettarlo nascosto nel buio. Paziente. Silenzioso.
Per poi vederlo affacciarsi alla porta e colpirlo forte alla base del cranio sghignazzando rabbioso.
E prendermi tutto, perché lui farebbe lo stesso con me senza chiedere il permesso. Attirandomi prima con le bugie di un bambino, regalandomi le illusioni di un baro e poi colpendomi alle spalle con la rabbia cieca di un serial killer. Quindi non ho niente di cui sentirmi in colpa.
Non mi aspetto nessuna telefonata. Nessun “ciao, sono quello che sta per accaderti e indovina un po’? Sto arrivando”.
Il futuro non ha un cellulare ed è anche un gran maleducato.

Oggi i grossi teoremi che vivono nella mia testa fanno romanticamente capolino e abbassano accuratamente il lume della ragione, ma ci lasciano scivolare un foulard rosso per fare atmosfera.
Così ecco qui partorito il teorema:
“L’alfabeto di 21 lettere elevato alla terza potenza sottratta la radice cubica di ogni mia speranza è uguale al quadrato costruito sul diametro di una pizza più una birra moltiplicata per 2, tutto fratto un’altra giornata che inizia proprio adesso.”
E poi la soluzione, semplice semplice:
“Quello che accade non ha niente a che vedere con noi.”

Accade senza permesso che le persone soffrano.
Accade senza permesso che ciò che per un attimo hai sentito tuo si ritrovi caldo sotto i polpastrelli di un’altra persona.
Accade senza permesso anche che qualcuno parli di te nel modo sbagliato. Lo stesso qualcuno che un giorno ha visto una vecchietta appesa a un ombrello e ha detto in giro di conoscere “Mary Poppins”.

Se avrò tempo, forse racconterò anche io una storia dalle pagine di questo blog.
Racconterò di quel tipo che viveva al piano terra e si lamentava dell’ascensore rotto e lo farò come ogni mattina, senza preoccuparmi di chiedere il permesso.

La piccola luce

11 febbraio 2013

Passiamo la vita pensando a come saremo domani. Progettiamo il domani. Cerchiamo anche di prevederlo il domani. A volte preghiamo per il nostro domani.
Pregare fa parte delle nostre speranze più folli e non è detto che renda il domani migliore, ma su una cosa mia madre ha ragione: “Non può assolutamente cambiarci in peggio”.
È giusto darsi degli obiettivi e correre per conseguirli, ma ogni tanto fermiamoci, respiriamo e guardiamoci intorno. Ci sono affetti da abbracciare e sorrisi da ricambiare, quelli delle persone che ti vogliono bene.
Se oggi cerco di godere di ogni cosa e scrivere ogni cosa è perché la vita è “ogni cosa” e non durerà per sempre. In fin dei conti, se non fossi convinto che in tutto ciò che faccio esiste almeno una piccola luce, probabilmente non lo farei.

Sette

7 febbraio 2013

Come i vizi capitali, come le meraviglie del mondo, come i giorni della settimana, come gli ingredienti della crostata, come i samurai, come i re e i colli di roma. Come i fratelli per le spose, come le note musicali e le vite dei gatti, ma soprattutto 7 come il giorno del mio compleanno!
Invecchiare non è poi tanto male, sa di pollo !!!

Oltre l’apparenza

5 febbraio 2013

Dicono di andare sempre oltre l’apparenza delle persone, di scendere in profondità, ma io oggi arranco già sulla superficie. Alcune sono tutte in salita, peggio della statale per il Terminillo.

Vigliacco

5 febbraio 2013

Un vigliacco scappa sempre, anche quando nessuno lo insegue.

La strada giusta

5 febbraio 2013

Certe volte è proprio l’assenza di traffico a nasconderti la strada giusta da prendere.


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