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Cala il sipario su Venezia

20 gennaio 2010

Sono serate come quella appena trascorsa che riescono ad imprimermi le più dissordanti emozioni..
Un caro amico che subisce una grave perdita in famiglia.. e poi due colpi devastanti di Bonavena al tavolo finale che trasformano il mio ruolo da protagonista in una istantanea griffata “settimo posto”..
Voglio bene a Salvatore.. E’ un solido giocatore, capace di foldare preflop anche i KK se la situazione lo richiede.. Conosco davvero poche persone in grado di farlo..!
Stamattina ho già in mente la favola giusta da raccontare a mia figlia.. E’ la storia di un orsetto reso disilluso dalla sua stessa fortuna, che torna a casa dopo aver lottato fino alla fine e lo fa comunque da vincente.. pur non avendo vinto nulla..
Ogni persona in grado di mantenere il proprio sorriso in ogni occasione deve potersi considerare vincente..
E’ questo che mi ha insegnato la vita ed è questo che cerco di trasmettere a Nicoletta.. la mia unica.. grande ed impareggiabile vittoria..
Un saluto a tutti dall’orsetto !!!

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Granitiche consapevolezze

18 gennaio 2010

Il poker somiglia ad un linguaggio che si può affinare, come tutti i linguaggi, solamente con la pratica..
Con il tempo se ne acquisiscono costrutti sempre più complessi ed aumentano la quantità di “storie” e di sfumature di “storie” che possono essere interpretate e raccontate..
Ieri ho passato minuti interminabili a studiare tutte le impercettibili contrazioni dei muscoli del viso dei miei avversari..
Non ho lasciato nulla al caso e ad ogni mia parola apparentemente banale ho letto reazioni di impressionante fondatezza..
Microscopici frammenti di labbra serrate.. accenni di riso.. tutti presagi di un inquietante smarrimento che mi hanno dato granitiche consapevolezze nei momenti cruciali del torneo..
All’inizio giochi senza assolute certezze, se non quella di esserci.. Poi il tempo passa.. Interpreti il linguaggio dei giocatori al tuo tavolo e tutto si fa progressivamente più assoluto..
Rimane solo l’attimo per un fotogramma prima di scendere di nuovo in campo..
Ad ogni persona è concessa la possibiltà di scegliere ed oggi verranno prese decisioni importanti.. Nel poker, ma più in generale anche nella vita, arriva il momento in cui sono i dettagli a fare la differenza.. Non ci sono più margini di manovra.. Sei dentro o te ne rimani fuori..
Sono gli acuti del gioco..
Ho visto persone superate dalla vita continuare a correre.. lacerarsi per lo sforzo e riprendersi tutto quello che la vita stessa gli aveva tolto..
Ho visto scomposte nuvole di polvere alzarsi e fallire nel vano tentativo di trasformarsi in solide montagne..
Per ogni azione due sole conseguenze vuote di qualsiasi significato oltre quello letterale.. Vincere o Perdere..!
Immaginate con me una macchina da presa che possa immortalare l’attimo in cui verrà fatta la scelta giusta..
Ora non rimane che filmare e scegliere un soggetto giusto..
Tutti pronti..? Ok..
Ciak ! Si gira.. Azione..

Squilibri mattutini

10 dicembre 2009

Apro gli occhi ed una prepotente inquietudine focalizza il mio pensiero sul prossimo evento sanremese..
Il mio è un quadro visivo bidimensionale.. l’immagine è sfumata e corrotta dal dubbio che nessun colore sia mai abbastanza chiaro se si continua a guardare il mondo attraverso uno specchio appannato..
Con il pensiero tormentato da un retrogusto di pokeristica memoria.. un uomo corre all’interno del suo treno ed ingenuamente raddoppia i suoi sforzi.. credendo in quel vano tentativo di poter tornare ad un punto di partenza semplicemente raggiungendo l’ultima carrozza.. quando il treno è già partito..

Uno dei passatempi preferiti di Niki è ritagliare le cose che le piacciono all’interno delle riviste che trova in hotel.. adora poi incollarle a caso su un foglio bianco..
Forse anche a me occorrerebbero una forbice e la pazienza di mia figlia per sagomare quanto di buono impresso dal tempo nel libro delle mie esperienze..

Vane e grossolane speranze di vittoria occupano i miei pensieri come minuscole briciole di un’ultima cena consumata..
Stamattina provo a destrutturare questo incalzante pessimismo intonando qualche passaggio di una vecchia canzone di Edoardo Bennato..

“Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo.. in un altro ti svegli e devi.. cominciare da zero..”

Un ultimo occhio al blog tra gomitoli di idee aggrovigliate e copie illegalmente masterizzate di sensazioni difformi.. poi si parte..
Davvero niente male come squilibrato inizio di giornata..


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