Archive for novembre 2009

..si chiama Terence Steve Mc Queen !

30 novembre 2009

Ci sono giorni in cui non posso fare a meno di attingere da tutte le mie riserve.. Da un po’ di tempo non faccio altro che condensare emozioni.. così ogni tanto mi guardo dentro e prendo in prestito centimetri di desiderio.. nuovi ricordi.. e tutte le motivazioni possibili..!

Vorrei prendere quanto di positivo mi ha dato questo fine settimana.. Vorrei catalizzare la curiosità e lo stupore per ottenere una po’ di nuova passione..
Il dubbio di oggi è reiterante in un volere rimasto disatteso.. un fotogramma che nella mia mente riappare in modo compulsivo.. come una immagine sbiadita che prima vedevi ed ora non riesci più a mettere a fuoco..
Vi è mai successo di non ricordare il nome di un attore.. e di impazzire nel testardo tentativo di ricordarlo..?
In quel caso la mente centrifuga centinaia di nomi.. ma mai quello giusto..!
Ecco spiegato come mi sento questa mattina.. Incompleto !!

Ho comprato un bellissimo albero di Natale venerdì.. l’ho montato ma c’è ancora da appendere le luminarie e tutti gli addobbi..
Era nient’altro che un albero.. ma sono rimasto interminabili minuti lì immobile a guardarlo.. come in una scena già vissuta centinaia di volte in passato..
Nessuna luce.. nessuna pallina colorata.. niente stelline o microscopici pacchettini regalo da appendere quà e là.. niente che mi ricordasse gioia e spensieratezza.. nella mia testa solo indecodificabili dubbi..!
Poi una bimba si avvicina.. ha le mani ancora sporche di cioccolata.. e non ci vuole certo la lungimiranza o la scienza di un CSI per capire che una delle barrette kinder manca all’appello..

“Papa’ ! E bellissimo vero..? E’ ancora tutto da fare.. ti aiuto..?”

E’ un incredibile paradosso..
Io e mia figlia guardiamo entrambi la stessa cosa.. e mentre io sono qui a raccogliere frammenti di un malinconico passato.. lei rilancia andando all in con tutto l’amore possibile.. pregustando solo una fantastica esperienza da condividere con il suo papà..

“Si Niki.. Stavo pensando che questo albero è proprio bellissimo..!”

Ero convinto che la gioia fosse la naturale conseguenza della realizzazione di un obiettivo..
Ma quanto c’è di veramente appagante e gioioso lo raccogli durante il tragitto.. e non alla fine..
Il “poi” ti da le esperienze.. ma è il “durante” a regalarti le emozioni..

Guarderò di nuovo quell’albero di Natale illuminato a festa.. e sarà nulla rispetto alla fantastica consapevolezza di averlo realizzato con l’aiuto mia figlia..

Approposito.. Come si chiama quell’attore che ha fatto Papillon ? Lancaster.. no Antony Queen.. no no no.. McQueen.. si chiama Terence Steve Mc Queen..!!

L’eco dell’uomo vagante

28 novembre 2009

Dopo 6 anni trascorsi a Claviere ho maturato una certa convinzione su alcuni personaggi erranti che popolano questo palcoscenico..
Sono fondamentalmente una persona corretta.. concedo e ricevo il riguardo dovuto.. e soprattutto sono uno di quei soggetti stupidamente buoni.. quella tipologia di uomo che se può non rifiuta certo di aiutare qualcuno..
Attraverso il buonsenso sono capace di esprimere sempre qualcosa di vero.. potente.. sincero.. nel bene o nel male sono comunque io.. Una sola faccia.. una bocca.. un naso.. due occhi ed una testa pensante..
Sapete cosa mi sconvolge di più in questo paesino di 200 abitanti..?
Mi sconvolgono le capacità mimetiche caratteriali.. Alcune persone che sembrano aver maturato qualità di occultamento mentale così sviluppate.. da fare invidia ad un X-Man..!!
Li vedi la mattina far colazione insieme.. violentarsi a colpi di sorrisi e battute più o meno riuscite.. È tutto un paccarsi sulle spalle..
La quotidiana teatralità di queste mattine però.. cela considerazioni e storie ben diverse da quelle che si possono immaginare..
Lontano da quel bancone del bar forze occulte intervengono e le persone smettono di sopportarsi..
Pettegolezzi.. dispettucci.. si finisce con l’arrivare anche a veri e propri colpi bassi..
Attenzione..! Non sto parlando di studenti del liceo.. ma di uomini.. quelli che affidandoci all’etimologia delle parole.. dovremmo definire “maturi”..
Succede così che la pace di questi posti venga ogni tanto violata dal fragoroso rumore di una qualche testa di “cazzo” che prova a pensare.. senza però riuscirci..
Avete presente il rumore del pensiero generato da una mente logora di invidie e pregiudizi..?
Qualcosa di molto simile al frastuono dovuto allo sbiellaggio di un albero motore..!
Neuroni che senza il benchè minimo controllo cozzano l’uno contro l’altro.. e generano nella testa del soggetto una implosione di buonsenso.. ed una conseguente esplosione di vera.. fragrante cattiveria..!

Le conseguenze di certi atteggiamenti sono antipatiche.. Gli unici pensieri che queste persone sono in grado di trasformare in azioni sono.. che so’..
tagliare i pneumatici dell’auto di un romano che non sopporto..
o graffiare la macchina di un romano che ritengo arrogante..
o denunciare un romano al 117 perchè è stato più bravo o fortunato di me nella vita..
o inviare una lettera ad un romano.. piena di minacce ed insulti perché magari trascorra una notte diversa..
Potrei continuare questa infinita serie di banalità.. ma finirei col dare ancora più importanza a certi soggetti.. e non se la meritano.. Già lo spazio che gli dedico oggi rischia di essere spropositatamente troppo..

Io che faccio..? Osservo ogni scena come fosse la prima volta e sorrido velatamente divertito del mio stupore..
Non cambio il mio atteggiamento.. anche se non posso dire che la visione e l’approccio siano quelli del primo giorno..

Dalla sconsiderata pochezza delle loro azioni capisco come esistano persone cui la vita stessa ha tolto il privilegio di godersi la tranquillità.. senza stress..
A volte basterebbe poco.. la vita dona senza riserve..

Oggi i sogni rimangono nel cassetto.. ma alcuni cattivi pensieri sfuggono ed emergono sospinti da nuove ed energiche convinzioni.. Vorrei marinare queste riflessioni e da scolaro monello tornare alle mie acrobazie mattutine.. quelle del bombolone e dello specchio riflesso.. fette di fragrante pensiero pronte da spalmare con trasparente semplicità..
La mia pazienza però si sta sciogliendo.. Posso riempirne un bicchiere.. poi un altro.. poi sollevarli e bere.. Dissetarmi ancora per un po’.. attendere che il tempo passi..
Sono momenti.. non brevi.. in cui vorrei spogliarmi delle vesti di papà premuroso e lasciarmi intrappolare dagli acuti del gioco..
Prendere a calci qualche porta e trasformarmi in quello che in realtà non sono.. poi guardo una bimba che vedo crescere troppo simile a me.. e capisco che non avrebbe senso..! Quindi..

Oggi brindo a te uomo codardo..
A te che agisci.. ma non pensi..
A te che respiri.. ma non vivi..
A te che giochi.. ma non vinci..
Per quanto mi riguarda.. questa mattina ti ho battuto senza giocare..!

La porta è sempre aperta

28 novembre 2009

Venerdì..
Stamattina mi prendo per mano e cerco di darmi un senso.. miscelo frequenze nella mia mente.. attimi che avevo quasi dimenticato..
E’ divertente spostare il peso tra un pensiero squilibrato a l’altro.. tra dubbi e soluzioni.. sogni ed emozioni.. dare un ordine a questo quadro improvvisato sarebbe come arginare con la benzina un fuoco fatto di piccoli dettagli..
Si rischia una inopportuna esplosione di paranoie mattutine..
Poi all’improvviso.. un pensiero nitidamente confuso si apre la strada.. istantaneamente oscura tutto il resto..
Impalpabile.. inafferrabile.. si impadronisce della mia attenzione e
riemergono le vecchie paranoie dei giorni combattuti..

Vorrei poter vedere al di là di questo specchio chi davvero mi vuole bene e chi invece no..
Riconoscere chi tiene a me ed allontanarmi a passo veloce da chi pensa solo di potermi opportunamente sfruttare..
Nel mio incedere quotidiano fatto di relazioni.. incontro chi ambisce a toccarmi con la forza di chi vuole abbattere.. ma anche chi si accontenterebbe semplicemente di vivermi accanto una vita.. e di capirmi..!

Forse tutto è insieme di tutto e non esiste la possibilità di vivere le due cose disgiuntamente..
Mi guardo attorno e non ho un faro illuminante.. mio padre è lontano anni luce.. ed io mi sento solo alla continua ricerca del più opportuno criterio di valutazione..
Di chi posso fidarmi..?

Anche oggi lo spettacolo avrà inizio.. avremo una vittima.. un boia.. un coltello e una ferita..
Prego signori.. venghino.. la porta è sempre aperta..

Il genio

28 novembre 2009

Un uomo, passeggiando in un bosco,
improvvisamente inciampa in qualcosa
che da una più attenta analisi si rivela essere un’antica lampada a olio.
Incuriosito lui inizia a strofinarla, ed immediatamente appare il Genio.
Dopo un’attimo di esitazione l’uomo chiede:
– un Genio ! Posso avere i miei tre desideri? –
– No- risponde il Genio.

A causa dei cattivi tempi, della recessione,
della globalizzazione, dell’inflazione eccetera, oggi come oggi posso offrirti un solo desiderio. Dunque cosa vorresti?-

Lui prende una cartina geografica e dice:
– In tal caso, vorrei la pace in Medio Oriente. Vedi la cartina? Vorrei che questi paesi la smettessero di farsi la guerra!-

Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta: – Ma accidenti, questi paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare niente, sono potente ma non così tanto! Devi chiedermi qualcos’altro.-

L’uomo ci pensa un po’ su, e poi dice:
– Non sono mai riuscito a trovare la donna perfetta, bella, sensibile e affettuosa, capace di rispettarmi, amante insaziabile e casalinga perfetta, che sappia cucinare e farsi
carico della metà delle mie preoccupazioni, che non passi il tempo a guardare le vetrine dei negozi e soprattutto che non mi tradisca mai.-

Il Genio rimane zitto…

…poi sospirando dice:

Ah Bello.. famme rivedè un po’ quella cavolo di cartina!?!

Vivere una favola

26 novembre 2009

Percepisco nitidamente una certa inconsapevole incertezza intorno a me..
Un assurdo affannarsi di persone che vivono.. anzi convivono.. con la ripetitiva quotidianità dei propri dubbi..
Il problema non sta nel mero atto del dubitare.. Io stesso faccio a volte del dubbio la traccia da seguire..
La questione è che il dubitare deve anche generare un qualche tipo di riflessione.. non è certo un passaggio da attraversare ad occhi chiusi..
Eppure leggo o ascolto persone che pare non abbiano la minima idea di cosa si stiano facendo.. o di cosa stiano attraversando..
Se la vita fosse il tracciato da un punto A ad un punto B.. il significato da dare alla vita stessa andrebbe ben oltre l’unione di due puntini..
Io potrei trovarmi a tracciare una linea retta.. magari aiutandomi con un righello.. oppure imprimere alla penna le giuste inclinazioni.. disegnare parabole e curve.. incrociare altre linee.. vivere..
La penna la puoi trascinare stando al mondo come fosse un’abitudine.. oppure spingerla.. provando la meraviglia per tutte le cose che ci circondano..

A volte vedo mia figlia puntare il dito e porsi nuovi interrogativi.. per poi cercare la complicità nello sguardo del papà..
Sembra voler dire “Papà.. ma è così bello il mondo che ci circonda..? E’ una fiaba..?”

Non mi sento di doverle per forza raccontare che le fiabe non esistono.. Come potrei negarle l’esistenza di un posto incantato.. quando proprio questo mondo è per lei una favola cosi intensa..!
Voi direte.. ma la vita non è una fiaba come quelle che si leggono.. non ci sono draghi.. streghe.. vampiri.. castelli..!
Io rispondo che se la vita è diversa dalle fiabe.. lo è solo per il lieto fine..!
Ma nella vita come in una fiaba.. puoi ridere o piangere.. emozionarti o soffrire.. e di certo c’è solo che non puoi farlo ad occhi chiusi..!

Si.. la vita intesa come tutto quello che passa tra quei due punti A e B è pura incertezza.. ma nonostante questo.. io voglio tenere gli occhi aperti.. ridere.. piangere.. e poi ridere ancora..
Io voglio buttarmi.. farmi anche male.. guardare il futuro.. tremare.. sbagliare.. ma credere.. e rischiare.. vibrare colpi e vedermi muovere all’attacco.. o restare anche immobile.. se è il momento di stare in difesa..
E’ meglio respirare a pieni polmoni l’esperienza di un passo falso..
che trattenere il fiato fino alla nausea vivendo nell’incertezza.. e far diventare la pelle viola dall’apnea..
Questo dirò a mia figlia..!

Stamattina voglio regalarvi un frammento di lucida follia..
Aprirvi per un attimo la mente e lasciare che possiate scorgere all’interno quella mia irrefrenabile passione per il dubbio e il paradosso…
Fateci caso.. è ancora ben visibile il segno dei punti..? Sono quelli che per un periodo della mia vita sigillavano il mio sguardo..

Li ho strappati il giorno che è nata Niki..!

Navigo a vista

25 novembre 2009

Questa mattina di fronte ad uno specchio curioso.. una figura mi guarda con fare interrogativo..
Studio i lineamenti della sua espressione.. un sorriso che a tratti pare giocondo.. la guardo negli occhi e vengo magicamente catturato da nuovi pensieri..

Dentro di me si nasconde solo un marinaio.. un nostalgico.. solitario.. vecchio marinaio..
La mia barca.. l’ho chiamata ‘Sogno’ e navigo tra frammenti di ricordi ed attimi di vita..
L’ho costruita con le mie sole forze.. usando i pezzi migliori.. scelti tra momenti belli e la voglia di ricordare..
Saldamente legate all’albero maestro sventolano tutte le emozioni della mia vita..
Ogni giorno un vento fatto di dubbi e spranze gonfia le due enormi vele.. e la barca muove attraverso l’oceano.. su una rotta tracciata in un presente fatto di memorie passate.. ma gli imprevisti non mancano mai..

I rimpianti sono come scogli.. imprevedibili.. pericolosi..
Rimangono nascosti nel mare dei ricordi ed affiorano quando non c’è quasi più nulla da fare..
Avviene d’improvviso.. quando capita vengo completamente rapito dal marinaio che è in me.. ed ogni manovra si trasforma nella “manovra perfetta” !

Dicono che scrivo cose tristi.. ma non è vero.. il mio quaderno quotidiano non è un muro del pianto.. ma solo un ottimo compagno di viaggio..

L’immagine riflessa allo specchio ora sembra più vicina.. ha un’ aria un po’ stupita..
“..a cosa stavi pensando..?”

Io sorrido e lascio perdere.. in fondo non pensavo.. navigavo a vista..
Sciolti gli ormeggi.. issate le vele.. anche oggi si salpa..!

Scrivendo

24 novembre 2009

Credo che la necessità di inventare uno strumento che misurasse il tempo sia figlia di un’epoca dai ritmi ossessivamente lenti. Oggi le vere macchine del tempo siamo noi.
Viviamo come le lancette di un ingranaggio, costretti a rispondere perfettamente a ritmi frenetici e a tutte quelle mode di cui conosciamo bene la superficiale inutilità.
Abitudini che ci portano a cambiare il colore dei capelli, il colletto delle camicie, il taglio delle giacche, ma anche le ideologie e le parole da dire davanti ad altri.
E’ già, perché anche i discorsi seguono un po’ la moda.
La voglia di affrontare questo argomento è tanta, ma ho promesso a me stesso di non scrivere più di politica e finanza, quindi respiro profondo e vado oltre.
Misurato o no, il tempo passa e passa il nostro quotidiano trascorrere. Il colore dei capelli cambia e stavolta non per colpa della moda, il fiato è sempre più corto e anche in campo l’avversario ci salta con la facilità di un bimbo che padroneggia il suo videogioco.
Ne sono passati di anni dalla prima partita a calcio, ma la gioventù non è fuggita è solo cresciuta dentro di me, si è intelligentemente evoluta.
Ogni volta che guardo mia figlia mi rendo conto di quanto sia importante crescere, vivere, esserci e poterle insegnare qualcosa.
Ogni attimo di quella mia evoluzione fa di lei giorno per giorno una bimba più tenace, dai sentimenti più intensi.
Appurare che in molte cose mi somiglia, mi rende più vivo di quando andavo a scuola.
Scriverlo per me è un modo per misurare ed esorcizzare questo tempo, lasciare impronte da seguire, viaggiando nel tempo stesso anche se non fisicamente.
Come quando si sogna, o si ama, scrivendo mi sento immerso in un mondo dormiente da plasmare a mio piacimento.
Credo nel mio piccolo di aver inventato, non la macchina del tempo, ma una macchina per uscire dal tempo.
Un mezzo sicuro per lasciare il mondo esterno e vivere secondi eterni in compagnia della mia anima, con il pensiero rivolto alle persone che amo.

Chi sei tu ?

23 novembre 2009

Stamattina sono quì.. Riflesso allo specchio e chiuso nella mia testa..
Lo sguardo che vedo è quello arrogante e supponente di chi vuole risolvere il suo dubbio con chirurgica abilità..
Quando mi faccio la barba al mattino evito sempre d’incontrarmi.. eppure mi cerco continuamente.. senza sosta.. ma qualcosa di denso e pesante mi impedisce a volte il giusto approccio…
Ecco.. stavolta ce l’ho fatta..!
Mi sono messo a fuoco per 30 secondi..!
Ma come in un azzardato atto di bullismo è la mia immagine riflessa a schiacciarmi contro il muro e mi guarda dritto negli occhi..!

“Chi sei tu..?”
“Io..?”

Io ho raggiunto la metà della mia vita e sono un uomo fortunato ad essere ancora vivo e pensante.. ma cosa voglia questa fortuna da me ancora lo ignoro..
Forse cerca di ricordarmi qualcosa..
Magari è un avvertimento..
Eppure sembra tutto così semplice.. così scontato.. così razionalmente irreale..!
Io non esisto certo per mia volontà.. non è stata una mia scelta nascere.. ma l’evoluzione ? Quella si che è stata solo affar mio..

Vedi.. caro il mio amico riflesso.. Se esisto è per migliorarmi.. il resto di me stesso lo tengo chiuso con te in questo specchio..!
E’ ovvio.. tu sei il resto di me e non sai dove sono o che cosa faccio durante il giorno.. attendi solo il mio rientro.. ed alla volte finiamo col confrontarci duramente proprio come questa mattina..!
Ma è sempre il nostro abbraccio virtualmente reale.. ed è il prezzo che devo pagare per la mia evoluzione quotidiana..

Dentro questo corpo da adulto si cela ancora l’adolescente di ieri.. ma anche l’uomo di oggi e il vecchio di domani..
Figure che appartengono ad una entità superiore.. più vasta.. più completa.. il mio io..
E’ tutto così semplice e chiaro da sembrare stupidamente banale nella sua ovvietà..

Ma tutto questo tu non sei in grado di rifletterlo vero..? Tu non vai al di là delle mie smorfie.. dei miei sorrisi.. delle mie facce tristi..
La tua virtualità si ferma proprio davanti alla razionalità di un profilo di uomo.. mentre l’anima è ben diversa.. ma tu cosa vuoi saperne di anima..!

Ora toglimi per favore queste mani di dosso.. e lasciami provare l’espressione del giorno..
Le espressioni migliori.. le più stimolanti.. sono quelle che non si capiscono del tutto.. dovresti averne una tua per comprendere di cosa sto parlando..!

Dedicata a chi sa essere sincero con se stesso e con gli altri !

Vecchie rotte e nuove mete

22 novembre 2009

Uno dei dischi che ho più amato nella mia infanzia è “Sono Solo Canzonette” di Edoardo Bennato..
Anche stamattina la musica e le parole che fanno da sottofondo sono quelle dell’ Isola che non c’è.. Quanti ricordi.. E’ bastato poco per ritrovarmi a solcare col pensiero le vecchie rotte nell’oceano della vita..
Passaggi segnati sulla mappa di un tesoro.. smarrita da un bambino che oggi vive ancora rinchiuso nel suo corpo da adulto..
Quella canzone rappresenta la mia ambizione più remota.. il mio sogno nel cassetto.. la tangibile ricerca di una vita serena.. Un qualcosa di così spietatamente semplice.. da sembrare agli occhi di un bambino così possibile da raggiungere..

Oggi il mio viaggio prosegue alla scoperta di nuovi colori.. nuove persone.. Sogni e speranze si rinnovano come in fiabe narrate.. quelle che a Niki piacciono tanto prima di addormentarsi..

“Papa’.. La polvere di fata fa addormentare.. Le fate sono buone..”
“Amore le fate sono le tue migliori amiche.. Arrivano appena chiudi gli occhi.. E rimangono con te fin quando li riapri al mattino.. Papá le vede sai ?”
“Gli dici allora di non toccare il mio cicciobello Papa’ ?”

Esistono attimi eterni in cui vediamo il nostro oceano con gli occhi della persona che amiamo e la sua esperienza diventa anche un po’ nostra..
In quel momento mia figlia chiude gli occhi e dalle tasche della mia giacca vedo uscire tante piccole fate..
Sono istanti in cui comprendo di essere parte del suo sogno..!
Frammenti di pensieri si attaccano alla mia pelle come polvere di fata.. come la salsedine di quel mare che sto ancora solcando..
La mente si trasforma in un diario di bordo.. registra la storia di questo viaggio infinito.. mentre il tempo continua pigro a scorrere via.. inafferrabile come la meta che spesso non mi appare con la necessaria chiarezza..

Ho sempre viaggiato a vista e non è stato come navigare tranquillo sotto le stelle..
Ho anche sfidato il mare in tempesta.. senza mai mollare il timone.. nemmeno per un istante..!
Ho maledetto il cielo quando le nubi mi sbarravano la strada.. insultato il vento che mi strappava le vele… ho pianto accecato dalla pioggia battente.. e pregato che arrivasse un qualche Dio a regalarmi di nuovo un raggio di sole..

E’ la vita.. ed è un viaggio che continua ancora..
Tra sorrisi e lacrime.. lascierò altri brandelli della mia anima su scogliere taglienti di isole che non esistono.. ma senza perdermi più in quest’oceano..

Finchè dalla sua vita dipenderà la vita delle persone che ama.. un capitano sarà lì a sfidare la corrente.. ad urlare al vento la rabbia.. la gioia.. e la voglia di andare avanti ancora.. alla scoperta di nuove ed importanti rotte da seguire..!

L’origine di ogni soluzione

21 novembre 2009

L’origine di ogni soluzione si nasconde sempre dietro qualche perplessità.. Tu sei li che elabori.. che rifletti cercando il pensiero giusto.. quello celato tra confusione.. e dubbio.. e non consideri il teorema della vita..

“Data per certa una difficoltà.. quello che ne segue immediatamente è il suggerimento di una qualche via d’uscita..”

La nostra imperfettibile natura umana ci rende diversi da un computer..
I dati che gli occhi e le orecchie raccolgono.. non forniscono la soluzione.. possono solo suggerirla…
E’ la genesi delle nostre suggestioni..
Attraverso ogni suggestione la mente scivola all’indietro.. Se in passato si è avuta una qualche familiarità con situazioni analoghe.. i pensieri appropriati non mancheranno di presentarsi..
Ma se non abbiamo mai avuto esperienze similari.. la confusione in testa può rimanere solo confusione.. spingerci verso la cosiddetta “cazzata”..
Tutti noi sappiamo bene cosa sia una “cazzata”.. ne abbiamo i ricordi pieni..

Riflettere non è un caso di combustione spontanea.. ci vuole qualcosa o qualcuno che accenda la fiamma..
Ecco perchè alle volte.. caro Max.. potrebbe anche essere utile un parere di chi è perfettamente estraneo alla vicenda..

Io ho commesso gli errori più grandi della mia vita arrivando di colpo a conclusioni.. senza esperienze che mi aiutassero a pensare.. senza considerare.. senza chiedere un consiglio..
Ho preso in certi casi la prima soluzione possibile.. per pigrizia mentale.. per stanchezza.. o per l’impazienza di raggiungere un equilibrio.. una stabilità..
A volte è l’abitudine a fare la cosa giusta.. a fregarti..

Per essere genuinamente pensanti.. noi dobbiamo sostenere e protrarre quello stato di dubbio che stimola il pensiero.. e non accettare una soluzione finché non si siano trovate fondate ragioni per giustificarla..

Saremo in grado di pensare riflessivamente solo quando ci scopriremo disposti ad assumerci il fastidio di star li a metterci in discussione su tutto..

E non tutti sono disposti a farlo..!

Inevitabilità dell’errore

20 novembre 2009

Ognuno dovrebbe guardarsi dentro.. impegnare ogni tanto qualche minuto del proprio tempo ad analizzare il passato.. e riconoscere compitamente le proprie sconfitte.. scoprirebbe un processo mentale appagante almeno quanto lo è ricordare le proprie vittorie..!
Ieri osservavo un trofeo di quelli vinti giocando a calcetto.. ho approfittato anche per dargli una spolveratina.. lo tenevo tra le mani.. e non ho potuto fare a meno di pensare a trascorsi felici..
La mia mente è però coerente.. e non mi ha saputo risparmiare anche qualche fermo immagine amaro.. come quei due errori dal dischetto che costarono alla mia squadra una coppa Italia..!
Non ne ho più sbagliati da allora.. nemmeno nei tornei parrocchiali estivi..!

Caro Max.. sei abbastanza grande per capire che nessuno impara nulla quando vince.. e non parlo solo nell’ambito sportivo.. o pokeristico.. gli errori si fanno anche.. e soprattutto nella vita..!
A volte riusciamo a complicarci le cose perdendo la testa.. tiltiamo come un flipper dopo una sciocchezza..!
Se imperfettamente.. abbiamo sbagliato.. la scelta più giusta da fare.. é solo andare avanti e rifletterci a freddo.. con calma.. per imparare come e cosa abbiamo mal calcolato..!

Errori.. sconfitte.. tutti elementi che conducono sulla strada della riflessione.. sbagliare da grande saggezza..! L’importante è non perseverare.. ma elaborare per migliorarsi..!

Con questo non sono qui ad affermare che perdere sia la cosa migliore..
Il nocciolo del discorso è un altro.. Per quanto sia assolutamente più gradevole vincere.. sarà inevitabile perdere di tanto in tanto.. quindi meglio essere preparati..
Perchè il nostro compito è far si che non diventi una dolorosa abitudine..!

In attesa del momento giusto

19 novembre 2009

Stamattina fluttuo in un silenzio montano.. interrotto soltanto dal suono del mio respiro..
Più ci penso.. e più mi rendo conto che non avrò mai il tempo che mi occorre per tentare ogni cosa.. o realizzare ogni sogno.. quindi bisogna riflettere.. e scegliere per il meglio..
Se smetto di sognare mi ritrovo “uomo” in una vita fatta di attesa.. ma forse è questo che rende il tutto così speciale.. l’attesa che riempie il vuoto tra un sogno e l’altro..
La vita è attesa.. il poker è attesa..
Attesa del momento in cui sarai in grado di eseguire alla perfezione il tuo bluff..
Attesa dell’attimo in cui sarai pronto a giocarti tutto in un solo colpo..
Bluffare equivale a rischiare.. sostenere al momento opportuno le tue idee..
Se sei davvero sicuro di te.. devi spingere queste tue convinzioni fino all’esasperazione.. senza paura..
Come non si può bluffare fino ad un certo punto e sperare di portare a casa il piatto.. così non puoi sognare.. senza poi tentare di imprimere alla realtà i colori del tuo sogno..
E’ proprio il rischio che sei disposto a correre che completa il tutto..!

Dopo la rincorsa.. bisogna spiccare il salto ed essere consapevoli che il rischio possibile.. sarà non solo quello di perdere.. ma di uscirne ridicolizzato..!

Tuttavia sappiamo bene che non c’è spazio per chi non rischia in questa società..
Se resti ai margini.. è la vita stessa che ti inghiotte come un mare in tempesta.. senza avvisarti prima.. e senza lasciare alcuna traccia del tuo passaggio..!

Il naturale scorrere del sogno

18 novembre 2009

Gli “oggi” si susseguono e la vita incalza velocemente verso nuovi domani..
Lo chiamano il “naturale scorrere del tempo” e non tiene assolutamente conto dei nostri impegni quotidiani..!

Stamattina gioco con l’espressività del viso davanti allo specchio.. Cerco un sorriso adatto.. qualcosa che non sia fuori moda.. ma non trovo nulla..!
Forse è arrivato il momento di rinnovare questo mio guardaroba fatto di facce già viste..
Poi apro un cassetto di ricordi e finalmente eccola.. è la mia espressione dubbiosa..! Si.. credo indosserò questa..!
Da qualche giorno il mio livello di attenzione supera di molto lo standard abituale.. Diciamo che vivo con le spie rosse accese..
Il futuro in questo momento assume i contorni di un luogo d’ombra.. un oscuro pensiero che sintetizza paure e speranze.. piuttosto che sogni.. ed illusioni..!
Questa mattina mi concentro sulla speranza di cambiare situazioni che forse non posso essere cambiate..!
Ci vuole ottimismo reale per poter essere realmente fiducioso.. e forse anche un pò di irresponsabile fantasia..!
E’ così che prendono forma i sogni.. pensieri che non hanno senso per come si realizzano.. ma solo per come vengono immaginati..
E se ciò che oggi mi aspetto non si realizzerà mai..?
E se la speranza fosse solo un sottile inganno..?
La vita è un disegno.. una proiezione ortografica di quelle che si facevano al liceo.. e le soluzioni sono percepibili solo da certe prospettive.. Angoli bui che apparentemente non ci appartengono.. ma che desideriamo a tutti i costi vedere..!
E’ l’immaginazione che mi ha sempre aiutato a scegliere tra migliaia di possibili verità.. È l’essenza delle mie riflessioni.. e non è meno fisica della materia.. soprattutto per quanto riguarda il peso specifico.. Questo genere di pensiero grava come le responsabilità che mi sono creato vivendo..!

C’è storia in ognuno di noi.. ci sono esperienze.. speranze.. i ricordi delle paure che viviamo.. o che non ci azzardiamo a vivere.. e questo non per il timore che la vita disilluda.. ma perchè viverle coinvolgerebbe anche altre persone..
Non possiamo scegliere anche per loro.. così ci limitiamo ad immaginare di farlo.. Immaginiamo.. simuliamo.. cerchiamo e troviamo soluzioni alternative..
“Trattenersi esalta la pazienza” diceva ieri una amica virtuale..
Ma non c’è molto tempo.. qui in montagna arriva l’inverno.. ed è ancor più gelido il concretizzarsi dell’esistenza..!

Forse il mio non è il desiderio di un uomo che vuole conoscere il futuro.. forse ho solo bisogno di sentirmi dire che quel futuro sarà esattamente come mi aspetto che sia..
Sono un illuso Max ? Sì.. certo…
Ma ne sono consapevole.. e questo non fa di me un pazzo o un incoscente.. Fa di me un uomo determinato..!
Se abbiamo la forza sufficiente per sostenere un sogno.. per far sì che questo sopravviva ai colpi della vita.. non esisterà poi niente di impossibile..!
Con i sogni non si vive.. ma che vita pensi di poter vivere senza sogni..
Un altro utente su facebook parla della vita.. la considera un enorme teatro.. e forse non ha davvero tutti i torti..
Che sia commedia.. o tragedia.. il futuro degli attori dipende dal successo dello spettacolo..
Quindi conviene recitare bene.. ed aspettare fiduciosi quell’applauso finale.. per poi ritornare davanti a quello specchio.. ad indossare l’espressione felice di chi ce l’ha fatta..!

Professional Poker Face

16 novembre 2009

Andrea I. mi ha lasciato un messaggio sulla posta di facebook..
“Mi piacerebbe sapere come la vedi la vita di un pokerista di professione e cosa ne pensi…”

Caro Andrea,
il mio primo approccio col poker è stato del tutto casuale.
Al tempo lavoravo presso una filiale di una noto istituto di credito romano.
Il cliente di turno era un uomo molto alto, non molto distinto, la barba distrattamente lunga, sempre di poche parole, fatta eccezione per quella volta in cui mi raccontò di essere stato un giocatore di carte professionista.
Utilizzò addirittura l’aggettivo “grande” e si autodefinì “un grande giocatore di poker del passato”.
Ero davvero al cospetto di un fenomeno? Oddio, per essere grosso, era grosso.
Quel giorno, in modo del tutto incoerente rispetto al suo abituale comportamento, cominciò a parlarmi dei suoi viaggi in lungo e in largo, partendo dalle bische romane e arrivando a quelle di mezza europa.
Disse di aver accumulato velocemente cifre enormi e di averle anche perse poi con altrettanta professionale velocità.
All’epoca non diedi a quel racconto nemmeno il beneficio del dubbio, tale era il mio disinteresse per la cosa.
Avevo spesso a che fare con personaggi il cui unico scopo era quello di investire soldi con il massimo del profitto possibile e lui era uno di questi. Il mio lavoro consisteva nell’assecondarli e ascoltarli era una variante normale.
Non stavo certo a domandarmi in che modo fossero stati fatti o in quale maniera sarebbero stati spesi.

Malgrado il volto non somigliasse affatto a quello di un principe ereditario, non credo comunque che la sua potesse definirsi la vita di un pokerista di professione.

Tutti i giocatori di poker sviluppano col tempo la faccia da poker, un espressione fredda ed impassibile. Un volto povero di emozioni dal quale dipende una buona parte del successo di una partita.
Il suo era un volto trascurato, entrava in ufficio e lo faceva con l’imbarazzo di uno che ha appena pestato una cacca di cane.
Sembrava quasi intimorito di sporcare il pavimento. No, la sua non era sicuramente una faccia da poker.

Il nocciolo poi non è solo la “faccia da poker”, ma la sindrome che ne deriva e che colpisce il giocatore quando diventa professionista.
Si parte dall’abitudine a nascondere l’emozione, ci si abitua a cancellare ogni accenno di eccitazione, ogni sintomo di nervosismo e si finisce poi col calzarla sempre come un mocassino, in ogni occasione.

Un giocatore professionista assiste alla finale di Champions della propria squadra del cuore con la stessa espressione calma e compassata di chi nasconde una scala colore.

All’inizio la indossi di fronte al tuo avversario, poi per andare a fare la spesa, la porti al cinema, allo stadio, a cena fuori con la tua ragazza ed infine, senza farci nemmeno caso, non te la togli più di dosso.
Fin quando arriva quel giorno in cui ti guardi allo specchio e non sai più a chi stai facendo la barba.

La figura del giocatore di poker professionista è mitologica. Un format di altri tempi. Altre storie, altro poker.
I grandi campioni di oggi sono comunque tutti legati ad un business che si interfaccia al mondo del poker. Chi scrive libri, chi apre poker room, chi investe i soldi vinti in attività connesse, chi vende la propria professionalità o semplicemente la propria immagine. Quasi nessuno vive di poker giocato.

Caro Andrea. Facce da poker a parte, la vita di un giocatore professionista non è né migliore, né peggiore. E’ semplicemente diversa dalla mia.

Ragnatele

16 novembre 2009

“La ragnatela non è stata inventata da uno sconosciuto aracnide geniale e non dipende dall’educazione ricevuta o da un’attitudine all’architettura e alla costruzione. In realtà il ragno tesse ragnatele perché ha un cervello da ragno, che gli fornisce la spinta a tessere e la competenza per farlo.”. – Steven Pinker

Per quanto geniale ed unico il cervello umano ha bisogno di impressioni.. di esperienze.. di vivere all’interno di un microcosmo dove attingere le informazioni necessarie al raggiungimento di quella possibile genialità..
Senza impegno.. senza volontà di apprendere.. senza dedizione e curisità non siamo superiori ad altri esseri viventi all’apparenza meno evoluti..
La nostra forza è il modo in cui ci poniamo di fronte ad ogni obiettivo.. il modo in cui apprendiamo dagli errori commessi.. è la nostra imperfezione.. paradossalmente a renderci umanamente unici !!
Mentre un ragno tesse la sua magnifica ragnatela.. e lo fa alla stessa maniera degli altri ragni.. una bimba lo sta spiando da molto vicino.. con la curiosità di un piccolo essere umano che desidera solo “imparare”..!


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