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 Diventa memoria

21 aprile 2017

Stamattina ho pensato a un piccolo esercizio di specchi. Tutto ciò che vi vedo riflesso non è altro che la proiezione di quello che si muove all’interno. Un quadro limitato di tutto quello che mi circonda fuori. Tutto quello che riesco a vedere. 

Posso cambiare angolazione, ma se qualcosa appare da un lato, qualcos’altro scompare dall’altro. Le pareti. Gli oggetti. Le persone. Ma c’è anche un gigantesco me stesso. Sempre al centro. 

E poi c’è una parte soffocata di me. Quella che pensa. Quella sensibile. Quella che non sopporta osservare il riflesso del suo somigliante amico in gabbia. Sempre che si possa chiamarlo amico. Sempre che somigliante sia l’aggettivo giusto da usare. 

In questo stillicidio di espressioni assonnate non cerco risposte. Non cerco nemmeno le domande. Rimango soltanto immobile a guardare e ad ascoltare se anche attraverso un riflesso qualcosa riesce a risuonarmi dentro. 

Oggi l’esistenza sa di cose già viste. E un riflesso rimane lo stesso anche quando non capisco la quotidianità che mi fa da palcoscenico. Il riflesso lavora comunque. Trasforma un broncio accigliato in energia per le idee. E così anche un presente apparentemente insignificante, diventa memoria. 

 

Meditandoci su

26 maggio 2010

Lo specchio che la mia amica Gisella nasconde in cantina non è molto diverso da quello appeso nel mio bagno.
Se lo fisso tutto muta, pur rimanendo ambiziosamente uguale.

Stamattina cerco tracce di diversità riflesse, eppure questo volto sembra somigliare ancora una volta al me stesso di sempre.
L’acqua scorre calda ed il mio lavandino riflesso è una sorta di lago artificiale, dove non si può certo andare a pesca.

Un luogo appena al di fuori dell’insieme dei luoghi che vale la pena ritrarre in questa foto fatta di quotidianitá ricorrenti.
Confini che ogni giorno vorrei varcare per oltrepassare il significato di ogni singolo dettaglio. Capire davvero se in quell’altrove tutto è veramente come appare essere.

“Smettila di domandartelo!”
Alzo gli occhi, l’immagine ha rotto il suo abituale silenzio.
“Credi davvero che questa sia una porta che conduce a improbabili parallelismi?

Ogni mattina indossi le tue curiose espressioni e io non posso fare altro che assecondarti. Ma i dubbi, le speranze ed i sogni, quelli uno specchio non li riflette e l’unico modo per leggerli è guardarsi dentro.

Non credere che io sia un povero diavolo che ha sbagliato mondo! Esisto come te e non per scelta. Anche se mi vedi riflesso solo nelle vetrine dei centri commerciali, nei retrovisori delle auto in sosta, o seduto sulle girevoli di un barbiere. Anche se sono confuso tra migliaia di altre immagini frammentarie che non sento certo mie.
Esisto e non sto qui a farmene un problema.

Passo il mio tempo persuadendomi di vivere una vita normale.
Eppure non sai quante volte mi sia chiesto cosa si nasconda dietro la tela di un quadro appeso, o dentro le pagine di un libro chiuso. Tutti dettagli che al contrario tuo, io non vedrò mai.

Ormai ti conosco. Sei un’ingenuo, o forse un sognatore. Un personaggio che vive nella speranza di dare un significato a tutto, anche quando non c’è alcun significato da dare.

Svegliati!
La vita è una palese evidenza.
Ogni mattina percepisco chiara la sensazione di avere davanti un qualcuno pronto a mentire a se stesso pur di dare significato a ciò che non capisce.

Tu vivi davvero.
Io esisto di riflesso caro amico mio!
E al di là di questi confini che vorresti varcare, si vive solo di spietata apparenza.

Cerca di non essere il tuo riflesso.
Quella risposta che cerchi è in tutto quello che questo specchio non riuscirà mai a riflettere.”

Fisso quell’immagine con i suoi medesimi occhi, mentre un respiro affannoso fa eco al tam tam di pensieri confusi. Incertezze da correggere e rivedere, come tanti compiti a casa.

Mi chiedo come mai non mi abbia chiesto di fare un giro sulla ruota panoramica. Ridacchio senza terminare la frase e per un attimo rivedo alcune scene della fiaba di Biancaneve, quelle in cui una strega insicura e sucettibile parla con il suo specchio.

Il messaggio è chiaro. Se pur di trovare risposte sei disposto a credere a tutto, perderai con il tempo la capacità interpretare le persone e diventerai il riflesso di vite altrui.

Non mi rimane che custodire questa nuova delirante storia nel cassetto delle esperienze impossibili.
Medititandoci su.


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