Archive for giugno 2019

Eppure sono qui

30 giugno 2019

C’è una notte illuminata che spinge dietro le tende. Gli odori sono quelli di quando non piove da giorni.

Mi siedo. Misuro la stanchezza in sguardi. Calcolo con gli occhi la traiettoria dei pensieri di chi mi sta intorno.

Vedo entusiasmo. Paura. Presunzione. Facce scontrose. Occhiali troppo colorati e scarpe spesso slacciate. Difficile calcolare quale sia la distanza tra una testa e un cuore.

Setaccio nel mio passato più recente qualcosa di sussurrato e mai taciuto, poi porto un bicchiere di birra alle labbra.

I tavoli sono affollati di carte e gettoni. Cerco di dare un nome alle cose che accadono. Fato. Destino. Meriti e colpe.

Ogni tanto qualcuno si alza e lascia la sala. Anche lui senza un nome. Anche lui senza un trepidante nulla da raccontare.

Per tutti c’è un numero sull’orologio. Per tutto esiste un tempo che piega la volontà. Che sbriciola i pensieri. Più è grande il sogno maggiore è l’illusione.

Eppure sono qui. Ho attraversato cattedrali di possibilità erette sui condizionali, per arrivare esattamente in questo punto. Ho combinato azioni e reazioni spesso dominate dal verbo “volere”.

Non mi interessa conoscere tutti i nomi. Ho soltanto fame di tempo. E più di ogni altra cosa cullo lo spietato desiderio di arrivare in fondo.

Andando per logica

23 giugno 2019

Pensieri. A volte fantasiosi, altre volte intuitivi. Poetici. Drammatici. Ne faccio anche di semplicemente logici. Magari nemmeno troppo giusti, eppure organici, credibili e spesso funzionanti.

Ogni pensiero parte da un insieme iniziale di circostanze interne ed esperienze già vissute. Chi sono. Cosa faccio nella vita. Qual’è il mio livello di cultura. Il mio carattere. Quali i miei traumi, i miei desideri, i bisogni.

È da questa base complessa e non del tutto sondabile, che mi trovo a pensare. A desiderare. A scegliere ed agire.

Ogni scelta che faccio è la cosa più logica secondo il mio sistema cognitivo e secondo il mio mondo affettivo. Non esistono stranezze casuali. Si parte comunque da premesse folli e andando per logica si giunge al limite a scelte folli.

Preferisco scrivere perché penso che essere libero significhi poter scrivere quello che penso. Quindi ringrazio la scrittura, il tempo che mi rimane e le testate contro i muri. In fondo credo che il caos di pensieri che ho in testa sia quanto di più vero e profondo esista nella mente di un uomo libero.

Domani è sabato

15 giugno 2019

Stanotte le linee di fuga flettono i pensieri. Manipolano la realtà alle mie spalle. Nascondono il chiacchiericcio.

Charles non si fa sentire da settimane. Sigmund purtroppo non tornerà mai più. Non è da tutti avere la fortuna di essere all’inizio della propria storia. Tutto il resto è un interminabile “mentre”.

Ero andato a dormire, poi ho deciso di fare due passi. Di tagliare da nord a sud i sogni attraverso un passaggio dove tutti incespicano.

Dicono che “essere felice” somigli al “non sentire il bisogno di domandarselo”. Dicono che le cose belle durano troppo poco. Dicono che una mezza spina di birra duri troppo poco. Ma dicono anche che Elvis non sia morto.

Alice sapeva che il caos non è così diverso dalla serenità. Che il vuoto è gonfio di silenzi e che un cielo sereno è la più diffusa delle nuvole.

Ho smesso da anni di aver paura, eppure sento ancora freddo. Domani è sabato. E io sono comunque qui, che non so se spiccare il volo, o tornare a stendermi a letto.

2 giugno

2 giugno 2019

L’ombra di un monumento eterno è poggiata sulle rovine di un antico e potente impero. È una splendida giornata di sole. Un tuono irrompe dal cielo e ferma il brusio dei turisti.

Intanto gli sguardi inciampano. Si spostano verso l’alto e si perdono nel fumo tricolore che taglia in due l’azzurro. C’è ammirazione negli sguardi dei bambini.

Le ragazze raccolgono da un lato i capelli troppo lunghi. È un precipitare di applausi. Il sole intanto è già dietro i tetti Inginocchiato. E non sa se spiccare un salto, o attendere distrattamente che faccia di nuovo buio.

La luna non si fa vedere da settimane, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. I corpi celesti non spariscono, vanno solo a dormire. Si nascondono.


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