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Cancellato il volo dell’aquila, e non per colpa del vulcano islandese

16 aprile 2010


Stamattina mi accarezzo la testa in cerca di una fessurina dove poter infilare una moneta da un euro…
Se la mia mente fosse una slot machine potrei davvero fare jack pot ed accendere tutti i pensieri al primo colpo…
Quando è il buonumore a farla da padrone non ci sono pensieri che vagano senza meta o neuroni che muoiono di solitudine…
Tutto è caos eppure tutto funziona… paradossalmente… Ed alla perfezione…
Un amico mi invia un curioso SMS: “L’importante non è la meta, ma la strada percorsa” , ed io sto li ad immaginarlo con quella sciarpetta bianco-celeste accendere il suo tapis roulant, ridendosela sotto i baffi anche dopo una sonante sconfitta…
In verità non porta nemmeno i baffi e chissà se ieri, in quella curva gremita di passeggeri del sogno, ha respirato anche lui la stessa atmosfera di rassegnazione di un aeroporto milanese..
Tapis roulant lunghissimi che portano facce imbambolate verso terminals e voli che non sono mai partiti..
Anche l’aquila oggi rimane a terra, ma lo fa con dignità… e intanto si guarda in lontananza la devastante forza di un vulcano giallorosso..
L’ornitologia è antologia…
La mia etica è emetica…

Rivivo ogni singola scena di una partita di calcio giocato e scopro che si può imparare qualcosa anche da ventidue inebetiti che inseguono un pallone gonfiato ad aria…

Va tutto male?
Non mollare…
Non mollare mai amico mio…
Vuol dire solo che qualcosa sta per cambiare..

Squilibri mattutini

10 dicembre 2009

Apro gli occhi ed una prepotente inquietudine focalizza il mio pensiero sul prossimo evento sanremese..
Il mio è un quadro visivo bidimensionale.. l’immagine è sfumata e corrotta dal dubbio che nessun colore sia mai abbastanza chiaro se si continua a guardare il mondo attraverso uno specchio appannato..
Con il pensiero tormentato da un retrogusto di pokeristica memoria.. un uomo corre all’interno del suo treno ed ingenuamente raddoppia i suoi sforzi.. credendo in quel vano tentativo di poter tornare ad un punto di partenza semplicemente raggiungendo l’ultima carrozza.. quando il treno è già partito..

Uno dei passatempi preferiti di Niki è ritagliare le cose che le piacciono all’interno delle riviste che trova in hotel.. adora poi incollarle a caso su un foglio bianco..
Forse anche a me occorrerebbero una forbice e la pazienza di mia figlia per sagomare quanto di buono impresso dal tempo nel libro delle mie esperienze..

Vane e grossolane speranze di vittoria occupano i miei pensieri come minuscole briciole di un’ultima cena consumata..
Stamattina provo a destrutturare questo incalzante pessimismo intonando qualche passaggio di una vecchia canzone di Edoardo Bennato..

“Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo.. in un altro ti svegli e devi.. cominciare da zero..”

Un ultimo occhio al blog tra gomitoli di idee aggrovigliate e copie illegalmente masterizzate di sensazioni difformi.. poi si parte..
Davvero niente male come squilibrato inizio di giornata..


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