Archive for marzo 2013

Semafori

24 marzo 2013

La cosa peggiore che può capitarti quando prendi una strada che tutti vogliono percorrere non è trovarci un semaforo rosso, ma un semaforo spento.

Quello che siamo

23 marzo 2013

Siamo il riflesso di un modello culturale basato sulla furbizia, l’opportunismo, la convenienza, il clientelarismo, la bugia detta a fin di bene, l’arricchimento facile, il falso perbenismo e l’utilitarismo più sfrenato.
Non potremo mai cambiare nulla se prima non accettiamo i nostri difetti e cominciamo a cambiare noi stessi, partendo dalla base, puntandoci per una volta il dito contro senza pensare agli altri.

Dilettantismi

21 marzo 2013

Quando ci si difende senza essere attaccati, si mettono in mostra le nostre fragilità.
Questo è un errore che ogni tanto commetto anche io.

Vivere

20 marzo 2013

La cosa più difficile per un sognatore è vivere nel presente, davvero.

Sogni

11 marzo 2013

Ogni pesce rosso sogna un mare più grande del suo acquario, ma solo perché non puó sapere che è salato.

La rabbia del cacciatore di se stesso

10 marzo 2013

La rabbia di una piuma che non riesce ad attraversare l’oceano mi si condensa addosso, mentre una febbre licantropa scava le unghie dentro la carne delle mie mani.
ll rumore di denti che si spezzano contro altri denti è l’unico silenzio che riconosco in questa prigione di pensieri, dove ogni dubbio è un macigno che mi tiene schiacciato a terra e mi impedisce di parlare.
Certe volte lascio che in quello che penso cadano alcune parole maledette, alcune parole alle quali non sono abituato.
Cerco risposte e alla fine mi accorgo che non ho nemmeno una domanda giusta da fare.
Mi guardo intorno cercando un segnale in una pupilla che si dilata quel millimetro di troppo, in una testa che si volta con l’eccessiva velocità di chi vuole nascondere il proprio interesse.
Il mio arco scocca una freccia e io la vedo conficcarsi sulla parete alle mie spalle.
Cacciatore e preda si fondono all’interno della stessa storia ed è il paradosso di chi non può in alcun modo uscirne vincente.
Conosco due tipi di persone: quelle che giocano per “vincere” e che, per “vincere”, sarebbero disposte a perdere anche la dignità. E quelle che giocano solo per il gusto di giocare, che alla fine ripongono tutti i pezzi del puzzle nella scatola e “vincenti” o “perdenti” se ne vanno a bere una birra con gli amici, perché domani sarà comunque un altro giorno.

Bimbi

4 marzo 2013

Esistono due tipologie di bimbo. C’è quello piccolo, quello che eri un tempo, a cui servivano solo i sorrisi e le coccole e poi c’è quello adulto, quello che sei diventato, quello a cui basta un attimo per rendersi conto di quanto la vita sia tempestata dalle difficoltà e dalle ingiustizie. Quello che corre, lotta e tenta di cambiare le cose comunque, senza preoccuparsi di possedere o meno i mezzi per farlo.
In fondo non c’è molta differenza nel tentare di inserire un cubetto di legno in un gioco di intelligenza o la parola “futuro” in ogni nostro grande obiettivo.


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