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Da mozzo a cologno

2 febbraio 2021

Ho guidato da Mozzo a Cologno. Lo faccio tutte le mattine. Passo accanto al centro commerciale di Curno, ai parco giochi di Urgnano e Ghisalba. Anche oggi sono chiusi.

Qui sembra incombere un’antica maledizione sull’infanzia. E su quei nonni che accompagnavano per mano altre piccole mani all’altalena.

E poi tutti quei panni bianchi dipinti a pastello alle finestre. #andràtuttobene.

Una volta ho fatto questa promessa a una cara amica. E non andò affatto bene. Da allora ho capito che non lo posso più fare. La promessa, intendo. Si può promettere solo se si ha la soluzione in mano. Perché poi se non succede niente se ne esce distrutti.

“Gianluca,” ha scritto mio padre “dirlo serve a esorcizzare le paure, a non perdere la fiducia.” Si daccordo papà, ma se l’evidenza è tristemente fuorviante. Che senso ha tranquillizzare. Lo trovo molto simile al tradire. E nella vita non sono mai riuscito a promettere quello che non potevo mantenere.

Ieri ho guardato Anna dopo una bruttissima mattinata. Mi ha stretto la mano con la sua tipica spontaneità. Il volto ricco di sorrisi di getto e occhietti lucidi. Adoro il suo modo di parlare mezzo bergamasco, con qualche punta di schietta romanità.

Impazzisco quando accelera i pensieri per nascondere un disagio. Mi ha visto tanto nervoso e mi ha abbracciato per non farmi andare via. “Aspetta.” ha detto. “Respira. Andrà come deve andare. E qualsiasi sia quella stramaledetta strada la percorreremo insieme.”

Potrei affondare nel fascinoso oceano dei suoi occhi e riemergere ogni volta come un balenotto appagato. Lei é qui con me in quello che non si può evitare. E non dice #andratuttobene. Sussurra: “Accompagnami, se mi vuoi bene.”

Ha ragione. Non andrà tutto bene. Non potrà mai andare tutto bene. Perché per tante persone è andata già malissimo. Perché se mi metto nei panni di chi ha perso qualcuno. Di chi ha perso un genitore. Un fratello. Nei panni di un bimbo che ha perso i nonni. Mi rendo conto che la promessa è solo per gli altri. E che queste parole, oggi come domani, non mi possono appartenere.

Anche se sono certo che per molte persone andrà bene. Gli imponibili. Gli intoccabili. I politici. Gli amici degli amici. Quelli che hanno smantellato attività in tempi record per fare produzione di mascherine.

Intanto un papa prega. Scorrono immagini di vip che lo ripetono assiduamente. #andratuttobene. Ma in quella casa dall’altra parte della strada dove ho visto due volte portare via persone. Quella dove ora campeggia un lutto. Quelle parole echeggiano come una tremenda bugia.

E io faccio fatica a entrare in questa logica, anche se questa è la logica. In questo evo oscuro c’è ancora un raggio silenzioso e intangibile. Forse ci stiamo risvegliando esseri umani. Non italiani, non tifosi, non salvi per diritto divino. Ma esseri dannatamente umani. Spietatamente umani. Ancorati alla vita e fatalmente fragili.

Da anni sentivo un bisogno nuovo di percepire la vita come ora. Ridare finalmente un valore sensato alle cose intorno e ridimensionarle per quello che davvero valgono.

Un tramonto luminoso.

Un’alba colorata.

L’arcobaleno dopo un temporale.

L’odore dell’erba tagliata.

Un gatto grigio che fa le fusa.

Un sorso d’acqua fresca bevuto dalla cannella di una fontana. Dopo una lunga corsa.

Il primo sorriso dopo un grande spavento.

Le parole di una persona che ti ha a cuore senza retropensieri.

Intanto in tv il papa recita le sue credenze. Questo virus è entrato nelle persone e non solo a livello fisico, ma anche a livello spirituale. Ripenso alle parole della mia ragazza. Andrà come deve andare. Si, andrà come deve andare.

Io la osservo e l’ascolto come se non sapessi fare altro della mia vita. Ogni volta che i miei occhi incontrano i suoi mi rendo conto che esiste un passaggio segreto che unisce il cuore con il mondo. Anna mi sorride. Continua a parlare. Andrà come deve andare.

Scalo ogni parola come farebbe un esperto esploratore alla ricerca dell’origine dei suoi pensieri. Il suo abbraccio è un connubio perfetto di grinta e irrazionale emozione. Il suo obiettivo è un’indole senza metafore.

Mostrare la realtà. Andrà come deve andare.

Siamo abbastanza forti da poter soffrire. E i nostri figli impareranno a viverlo con la forza che noi riusciremo a trasmettere loro. Ma per favore non approfittate delle nostre sventure. Usate il vostro potere per ridare lustro a questo paese e alle nostre timide speranze di ricominciare a vivere come due anni fa.

#andràcomedeveandare


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