Archive for luglio 2014

Il nemico

31 luglio 2014

Esiste un nemico contro il quale io ho lottato tutta la vita con la convinzione che fosse necessario farlo. Combattere contro i propri limiti e l’impeto dei sogni difficili da realizzare.

Mi tremano le parole

30 luglio 2014

Mi sono svegliato presto.
Ho fatto una doccia fredda.
Ho bevuto un caffè con disinteresse. Al bar ho sentito gente parlare. Le solite cose, banalità quotidiane. Sono rimasto per un secondo ad ascoltare il rumore delle stoviglie accatastate fissando un balcone immaginario dal quale si affacciano le grappe e gli amari. Poi sono uscito e ho lasciato che un paradossale freddo del mattino mi cambiasse l’espressione del viso.
Ho scelto una strada nuova per camminare, ho provato a cambiare prospettiva.
Ogni tanto prendo una via diversa per fare due passi, ma è una consolazione illusoria. Alla fine mi trovo sempre allo stesso incrocio ed è li che mi rendo conto di quanto tu sia inevitabile.
Lo sai? Potrei mostrarti un albero bellissimo. Non ha foglie. Non ha radici, ma centinaia di piccole luci a led. E non è importante cosa fosse in passato. Dove fosse piantato o come alla fine è stato reciso, perché ciò che rappresenta oggi è comunque qualcosa di meraviglioso.
Stanotte mi hai scritto, perché scrivere è comunicare.
Hai completato una pagina di pensieri legati a convinzioni apparenti e al piacere di un gesto. Come se volessi fumare o bere un bicchiere di troppo.
Esiste un piacere tutto particolare nei gesti, nel modo in cui ci si predispone a farli.
Nelle parole scritte c’è qualcosa che cerca d’uscire dal silenzio, di significare attraverso un linguaggio. Scrivere è picchiare colpi con i pugni su una porta che nessuno vuole aprire. Come per dire “vi prego, lasciatemi entrare!”
Scrivere è qualcosa che ci somiglia. Scrivere è tutte le parole che abbiamo imparato a sussurrare.
Stamattina sono una stella cometa e il mago cattivo. Sono il coraggio e le paure che mi scrollo di dosso per farmi ascoltare meglio.
Puoi parlare alla mia mente. Ma non al mio sangue. Il sangue non lo convinci. E il caso vuole che sia lui, e non la mia testa, a tenermi in vita.
Tutto quello che amo è già stato scritto e io lo tengo stretto nel palmo della mia mano. Niente libri, niente carta, ma solo inchiostro elettronico. Non è che ci sia molto altro da dire. Eppure riesco a trovarlo.
Sì, forse il mio buongiorno è come un raggio di luce che entra dalla finestra della camera da letto. E non importa che sia lo stesso raggio di ieri. È importante che scaldi l’anima.
Non credo di aver bisogno di molto, penso di avere più o meno ciò di cui ho bisogno. Tutto quello che amo è nel palmo della mia mano, anche i demoni che combatto. Quelli che in fondo mi tengono vivo. Pazienti, aspettano solo che mi cada la penna e mi stanchi di te. Ma non succederà.
Non sarà semplice e non voglio che lo sia. Io sono un guerriero fatto di mille parole e singoli raggi di luce. Un uomo imperfetto che vive delle sue battaglie.
Ora accendi i tuoi led e illuminami la strada. Ma prima di uscire lascia due consonanti sul tavolo, perché mi tremano le parole e stamattina non riesco a dirti buongiorno senza scrivere anche… “Ti amo”.

Qualcosa di meraviglioso

27 luglio 2014

Ho sognato che ti guardavo e sentivo i tuoni nel cuore. Ma poi il temporale non arrivava mai. Solo una serie di lunghissimi arcobaleni colorati. Ormai sogno solo cose semplici. Innocue.
Passeggiavo con te circondato da persone che camminavano in ogni direzione. Poi la tua mano raggiungeva la mia senza fare domande ed io la stringevo forte in un “anch’io” di sorrisi silenziosi e sguardi da biscotto.
Certi sogni sembrano fatti apposta per starsene col cuore senza guinzaglio e i pensieri randagi.
Un giorno forse finirò le parole, ma resterà sempre questo sogno a farmi ricordare che volerti bene ogni giorno è qualcosa di meraviglioso.

Fantasia

25 luglio 2014

La fantasia è un posto dove la felicità arriva quando lo decido io.

Stamattina

24 luglio 2014

Oggi vorrei regalarti la pace rassicurante di un abbraccio inaspettato. Uno di quelli che ti arrivano da dietro. Proteggerti come farebbe un cappotto di cachemire in quelle gelide serate d’inverno, quando il fuoco del camino non basta.
Stamattina, mentre il vapore del caffè mi regala le sue verità, io mi diverto a giocare con le briciole sulla tovaglia, a unire i puntini, a dare forma ai pensieri.
L’amore arriva un giorno nella vita di tutti e la cosa peggiore che possa succedere è non farsi trovare lì.

Ho imparato

23 luglio 2014

Ho imparato che in certi momenti le parole non servono a nulla.
Che le frasi non spiegano. Che i suoni non dicono.
Che il silenzio è d’oro.
Ho imparato che, quando mia figlia indica una nuvola e mi chiede se somiglia a una fata, devo rispondere “Si, è bellissima!”.
Che il suo sorriso non ha valore.
Che il mio sorriso non ha valore.
Ho imparato che quando ti sfioro la mano mi viene da vivere e che vivere è fatto anche di minuscole solitudini.
Che la felicità vale doppio se arriva nel momento in cui pensiamo di non meritarla.
Magari un giorno imparerò come funziona l’amore. Per ora, continuo a sbatterci contro come una falena impazzita alle prese col suo lampione.
Forse dovrei apprezzarlo di più tutto questo buio.
Oggi potrei scrivere tutto il giorno. Mollare il lavoro, gli appuntamenti e le cose da fare. Potrei guardare un film o scriverti una lettera. Sorridere sdraiato sul divano che piace tanto al tuo cane e ascoltare il tempo che scorre lento. Educatamente.
Ora chiudi gli occhi e sogna di stringere forte la mia mano almeno per un istante. Poi, se ti va, puoi non lasciarla e rimanere per sempre nella mia vita.

L’altro lato del recinto

22 luglio 2014

Spesso per definire il concetto di felicità edifichiamo intorno a noi degli steccati con cui delimitarla. Invece essere felici significa proprio non sentire la necessità di una definizione. Trovare meraviglioso tutto, anche quello che si vede dall’altro lato del recinto.

Scusami se…

20 luglio 2014

Alzarsi dal letto e vestirsi come capita. Indossare un paio di Nike fucsia sapendo che guardandole poi alzerai il sopracciglio. Aprire la porta e correre giù per le scale senza guardare gli scalini.
Prendere portafoglio, cellulare e chiavi della macchina. Guidare senza preoccuparsi nemmeno di accendere la radio. Osservare la strada cambiare colore come si guarda un panorama dal finestrino di un treno.
Intanto i pensieri ti inseguono senza punteggiatura. Hai voglia di incontrarla e non è importante cosa dirà. Vuoi solo starle vicino.
Perché quando le sei accanto tutto si ferma, il tempo, le cose, le parole, le persone e puoi finalmente dare le spalle al mondo.
Scusami se non ti chiedo scusa.
Un giorno smetterò di ricordare. Giusto il tempo di imparare a dimenticare.

Stanotte

19 luglio 2014

Stanotte soffia un vento lieve.
Forse se il mondo finisse ora io nemmeno me ne accorgerei. E mentre tutto crolla starei ancora qui a chiedermi che suono potrebbero avere le parole “ti amo” pronunciate dalle tue labbra.
Magari ci morirò con questo dubbio. Ma in fondo non importa. A quest’ora c’è un silenzio bellissimo da ascoltare.
Mi avevi riempito la vita e farcito i sogni di meraviglia.
Pensavo che averti incontrato fosse una magia e che la luce dei tuoi occhi fosse un faro. Forse per questo ogni volta che sono fuggito mi sono sempre ritrovato a correre sulla stessa strada portava al tuo cuore.
“Oggi”, “domani” e “mai più” stanotte somigliano al buio del mondo che mi circonda.
Ma stasera non m’importa se il tutto e il nulla assumono l’aspetto di qualcosa che fa male.
Vorrei raggiungerti ovunque e fuggire nella direzione opposta. Sognarti e dimenticare di averlo fatto. Trattenerti e poi lasciarti andare.
Ma non so mettere a fuoco nemmeno un frammento di questa scena.
Non ci riesco.
Non sono capace.
Sei una musica che per me non potrà mai esistere e tuttavia ogni notte ti ascolto.
Sei la chiave che toglie i lucchetti alla ragione, eppure non mi sono mai sentito così prigioniero di un sogno.
Se stanotte mi chiedessero come mi sento risponderei così.
“Come un uomo stanco che ce l’ha sta mettendo tutta.”
Un uomo specializzato in traslochi. Che porta via con se un pezzo di qualcosa ogni volta che prova a uscire dalla tua vita.
Ho una cantina invasa dai “ti ricordi”, dai “forse” e dai “non sono la cosa migliore per te”. Frasi fatte disposte su scaffali, coperte dalla polvere e pervase dell’odore di umido di certi pensieri imperfetti. Un nido ideale per i talentuosi ragni che tessono ragnatele su tutte le parole che ogni volta mi lascio dietro.
Pensieri diversi e tutti uguali, desideri calpestati e da grattare sotto la suola di una scarpa. Edificanti, disarmanti, scorretti, illusori, comici, inopportuni e tristi. Favole di eroi di stoffa, di fate ubriache, di re e regine senza lo straccio di un castello. Principi azzurri di panna cotta che confondono i sentimenti forti con la nutella di un cornetto.
Le mie debolezze, le mie paure, tutti i dubbi, i miei “non so”, certi “forse” e tutti i miei “non fa niente”.
Questo è il perimetro che contiene la mia natura più imperfetta. Quella che mi protegge ed allontana da te.
Tu, però, non dimenticarlo quell’uomo che non ha mai smesso di crederci ad una favola. Quella in cui tu ritorni, lo guardi da lontano e gli corri incontro per abbracciarlo forte sotto una pioggia estiva battente che nessuno aveva previsto.

Concetto di libertà

14 luglio 2014

L’aria pulita dopo un temporale, l’odore di zucchero e cornetti appena sfornati, i risvegli lenti. Stamattina c’è una espressione un po’ assonnata che si cela nel doppio fondo dei miei pensieri. Qualcosa di simile alla tristezza, ma che non è tristezza.
Se ne rimane lì per non farsi scoprire.
Aspetta il tempo giusto.
Già, il tempo.
In fondo il tempo ci contiene, ci gira intorno, ci passa accanto. E non parlo della teoria dei quanti, della relatività di Einstein o dell’ipotetica esistenza di universi paralleli. Intendo il tempo quotidiano, quello che misuri con un orologio da polso.
Esiste niente di più anarchico di una lancetta?
Il tempo scorre e a volte ti lascia un dolore, un sorriso o patinate espressioni difficili da decifrare.
Alcune emozioni lo accelerano, ma altre lo rallentano al punto che sembra sparire.
Ma non sappiamo se esiste davvero e forse non è nemmeno importante capirlo.
I tempo è ordinario, quotidiano. Ma anche straordinario e insolito. Ci vuole tempo per fare colazione, per fare l’amore, per strillare, giocare, piangere o parlare. Leggere un libro, pettinare il gatto, guardare un pesce rosso.
E’ luglio e sembra già novembre, ma questo al tempo non importa, perché tanto nel momento in cui ti fermi e ci pensi lui è già fuggito via.
Avere più tempo e poterlo regalare a chi ne ha davvero bisogno.
Forse è questo stamattina il mio personale concetto di libertà.

Per un pezzo di terra

13 luglio 2014

Non ho mai visto zebre bianche con le strisce nere e zebre nere con le strisce bianche odiarsi e uccidere per un pezzo di terra.
Ma gli animali sono sicuramente migliori di noi.

Paura

13 luglio 2014

La cosa che mi affascina di più della vita è questo continuo alternarsi di luci e ombre, amore e rabbia, dolore e felicità.
Successi e sconfitte che si sovrappongono incessantemente tra loro e non certo casualmente, ma seguendo un misterioso disegno geometrico che a volte sfugge alla mia imperfettibile logica.
Il sentimento che monopolizza irrazionalmente i miei pensieri invece è uno e si chiama “paura”.
E’ il mio dubbio e io viaggio continuamente in equilibrio improbabile tra la volontà di fare e il timore di non riuscire.
Paura. Ti striscia invisibile accanto per tutta la vita e tu non puoi ignorarla. Decide lei quando è giunto il momento di stritolarti.
Eppure ci vuole coraggio ad avere paura, un po’ come in amore. Anche li ci vuole coraggio.
Sull’amore da bambino mi interrogavo e facevo mille sogni senza venirne mai capo. Ero più che altro affascinato da quella condizione incerta, da quel pensiero denso e irrisolto che mi inseguiva per ore.
La paura è ben altro.
Da piccolo bastava l’idea di un uomo nero nascosto sotto il letto a darmi l’inquietante certezza di una notte difficile.
A distanza di anni è invece l’incertezza di questo percorso di vita a regalarmi dubbi che in certi casi fanno rabbrividire.
A volte guardo gli occhi di mia figlia, vedo tanto amore e ho comunque paura. La paura di non essere all’altezza, di non riuscire a proteggerla da quella inquietante e leggendaria figura scura che si nasconde sotto il letto.
Qualcuno ancora teme l’uomo nero. Arriva però il giorno in cui devi affrontarlo una volta per tutte, il momento in cui devi scegliere se infilare la testa sotto a quel letto o rimanere addormentato su un materasso di chiodi.
Nessuna fiaba e niente filastrocche per chi decide di rimanere nascosto sotto la coperta, ma solo tanta razionale paura da opporre al proprio coraggio. Quello che si deve alle persone che ami nei momenti più difficili dell’esistenza.

Cambiare

11 luglio 2014

Si può viaggiare senza mai guardare il profilo di un luogo, senza mai imparare i colei di un cielo, senza ricordare i volti delle persone incontrare.
Si può vivere senza ricordare le emozioni provate, il sapore del buon cibo, gli occhi delle persone che ti hanno amato davvero.
Spostarsi non è viaggiare e sopravvivere non vuol dire aver vissuto davvero. La differenza la fanno i significati che noi attribuiamo alle cose, ai gesti, a tutto quello che guardiamo o che ci accade intorno.
Viaggiare non è spedire cartoline, scattare foto o comprare souvenir per amici e parenti. Viaggiare non è tornare indietro identici a come si è partiti.
Anche vivere è cambiare. Abbracciare persone meravigliose. Regalare un senso a ogni cosa.
Fermarsi ogni tanto ad ascoltare chiunque abbia una bella storia da raccontare e trovare qualcuno disposto a seguire con attenzione la tua.

Il dono più grande

10 luglio 2014

I bambini non hanno un senso in grado di delimitare la felicità e questo credo sia il dono più grande della giovinezza.

Aforismi sotto il sole

6 luglio 2014

Se l’abito non fa il monaco, figuriamoci il costume.

C’è anche a chi basta provare a invadere la Kamčatka con 2 carrarmatini per sentirsi un eroe.

Nulla è più attraente di una situazione complicata, di un paradosso impossibile, di una persona contorta, di una scelta pericolosa, di un castello maledetto, di una vita piena di eccessi o di un discorso incomprensibile. Fino al giorno in cui entri in un bar, ordini un cornetto con la Nutella e torni ad apprezzare le cose semplici.

Il lavoro nobilita. Allora perché quando passeggio senza avere nulla da fare mi sento un principe?


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