Concetto di libertà

L’aria pulita dopo un temporale, l’odore di zucchero e cornetti appena sfornati, i risvegli lenti. Stamattina c’è una espressione un po’ assonnata che si cela nel doppio fondo dei miei pensieri. Qualcosa di simile alla tristezza, ma che non è tristezza.
Se ne rimane lì per non farsi scoprire.
Aspetta il tempo giusto.
Già, il tempo.
In fondo il tempo ci contiene, ci gira intorno, ci passa accanto. E non parlo della teoria dei quanti, della relatività di Einstein o dell’ipotetica esistenza di universi paralleli. Intendo il tempo quotidiano, quello che misuri con un orologio da polso.
Esiste niente di più anarchico di una lancetta?
Il tempo scorre e a volte ti lascia un dolore, un sorriso o patinate espressioni difficili da decifrare.
Alcune emozioni lo accelerano, ma altre lo rallentano al punto che sembra sparire.
Ma non sappiamo se esiste davvero e forse non è nemmeno importante capirlo.
I tempo è ordinario, quotidiano. Ma anche straordinario e insolito. Ci vuole tempo per fare colazione, per fare l’amore, per strillare, giocare, piangere o parlare. Leggere un libro, pettinare il gatto, guardare un pesce rosso.
E’ luglio e sembra già novembre, ma questo al tempo non importa, perché tanto nel momento in cui ti fermi e ci pensi lui è già fuggito via.
Avere più tempo e poterlo regalare a chi ne ha davvero bisogno.
Forse è questo stamattina il mio personale concetto di libertà.

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