Stanotte

Stanotte soffia un vento lieve.
Forse se il mondo finisse ora io nemmeno me ne accorgerei. E mentre tutto crolla starei ancora qui a chiedermi che suono potrebbero avere le parole “ti amo” pronunciate dalle tue labbra.
Magari ci morirò con questo dubbio. Ma in fondo non importa. A quest’ora c’è un silenzio bellissimo da ascoltare.
Mi avevi riempito la vita e farcito i sogni di meraviglia.
Pensavo che averti incontrato fosse una magia e che la luce dei tuoi occhi fosse un faro. Forse per questo ogni volta che sono fuggito mi sono sempre ritrovato a correre sulla stessa strada portava al tuo cuore.
“Oggi”, “domani” e “mai più” stanotte somigliano al buio del mondo che mi circonda.
Ma stasera non m’importa se il tutto e il nulla assumono l’aspetto di qualcosa che fa male.
Vorrei raggiungerti ovunque e fuggire nella direzione opposta. Sognarti e dimenticare di averlo fatto. Trattenerti e poi lasciarti andare.
Ma non so mettere a fuoco nemmeno un frammento di questa scena.
Non ci riesco.
Non sono capace.
Sei una musica che per me non potrà mai esistere e tuttavia ogni notte ti ascolto.
Sei la chiave che toglie i lucchetti alla ragione, eppure non mi sono mai sentito così prigioniero di un sogno.
Se stanotte mi chiedessero come mi sento risponderei così.
“Come un uomo stanco che ce l’ha sta mettendo tutta.”
Un uomo specializzato in traslochi. Che porta via con se un pezzo di qualcosa ogni volta che prova a uscire dalla tua vita.
Ho una cantina invasa dai “ti ricordi”, dai “forse” e dai “non sono la cosa migliore per te”. Frasi fatte disposte su scaffali, coperte dalla polvere e pervase dell’odore di umido di certi pensieri imperfetti. Un nido ideale per i talentuosi ragni che tessono ragnatele su tutte le parole che ogni volta mi lascio dietro.
Pensieri diversi e tutti uguali, desideri calpestati e da grattare sotto la suola di una scarpa. Edificanti, disarmanti, scorretti, illusori, comici, inopportuni e tristi. Favole di eroi di stoffa, di fate ubriache, di re e regine senza lo straccio di un castello. Principi azzurri di panna cotta che confondono i sentimenti forti con la nutella di un cornetto.
Le mie debolezze, le mie paure, tutti i dubbi, i miei “non so”, certi “forse” e tutti i miei “non fa niente”.
Questo è il perimetro che contiene la mia natura più imperfetta. Quella che mi protegge ed allontana da te.
Tu, però, non dimenticarlo quell’uomo che non ha mai smesso di crederci ad una favola. Quella in cui tu ritorni, lo guardi da lontano e gli corri incontro per abbracciarlo forte sotto una pioggia estiva battente che nessuno aveva previsto.

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