Archive for febbraio 2010

Improbabili interpretazioni

22 febbraio 2010


Dove diavolo sono finito? 
Perchè non sogno praticamente più? 
Da oltre tre giorni non faccio nient’altro che affrontare problematiche inerenti al lavoro.. 
Impegni che diventano inderogabili..
Problematiche che assumono i risvolti imprevedibili….
Soluzioni che sembrano irraggiungibili..
Il lavoro è il collante più resistente..
Te ne stai attaccato alla quotidiana realtà senza il tempo di una benchè minima via di fuga dagli acuti del gioco..
Stamattina non ricordo neanche la prima cosa che ho ascoltato al mio risveglio..
Forse era solo il “bip bip” di un cicalino di allarme.. ma non ho ben ben chiaro quale sia la spia rossa accesa..
Pensare..
Riflettere..
Riordino le idee ed è come fare il giro dell’isolato a piedi, senza fermarsi mai davanti ad alcun portone..
Mentre deambulo tra centinaia di pensieri, mi accorgo di essere privo degli attributi necessari per suonare ad un citofono e mi tornano in mente alcune immagini di un passato ormai lontanissimo..
Era un periodo della mia vita dove premere il pulsante di quel dannato citofono sembrava essere una impresa ciclopica.. così non l’ho fatto mai..

Metto le parole nell’ordine giusto per evocare su questo foglio elettronico le stesse tensioni di allora.. lo stesso senso di risoluzione.. 
La realtà nasconde angoli apparentemente ciechi oltre cui si celano sempre ampi viali.. ma anche vicoli senza uscita..
Nei sogni invece risiedono le opportune zone di calma dove nulla possono tutti i furiosi assalti di questa spietata quotidianità..
Una volta era più facile e potevo reagire alla forza con la forza.. Potevo riconoscere un giocattolo e romperlo solo per vedere come era fatto dentro. Oggi invece ho addirittura difficoltà a capire a cosa stia giocando e penso sia la naturale evoluzione delle cose.. 
A rompere i giocattoli ci pensa mia figlia.. 

Stamattina alzo la testa e mi rivolgo ad uno specchio appannato con uno dei miei innaturali sorrisi..
Adesso che sono solo davanti ad un me stesso riflesso posso solo smetterla con questa mia assurda presunzione di controllo.. 
Sognare è necessario come lo è un morbido accappatoio dopo una doccia.. Ne potresti anche fare a meno ma.. vuoi mettere?

Di cosa stiamo parlando? Ah, già.. Domande.. Ne ho alcune..

Quanto ho ancora da dare e quanto da prendere in questo gioco?
Quanto sono forti le mie braccia e quanto buonsenso ho ancora dentro?
Se comincio ad ignorare il tempo con tutte le mie forze.. scomparirà?
Risalgo questo livello di pensiero all’interno di un illusorio ascensore e mi sento vagamente recluso nello spazio scuro che intercorre tra pianerottolo e l’altro..

Libero?
Protetto?
Intrappolato?

La vita è il gioco di oggi e va solo interpretata nel modo giusto.. 

Come si dice? 
Ah, sì, grazie.

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Leoni e gazzelle al bar

19 febbraio 2010


L’atmosfera di stamattina è quella che si respirerebbe nella savana..
Non importa che tu sia leone o gazzella.. al sorgere del sole alzati e corri.. si dice così..
Ed io..? Da navigato orso apro gli occhi.. ma solo per richiuderli..
Non mi nutrirei mai di gazzelle.. mia figlia non approverebbe.. ed anche un leone con me troverebbe qualche problema improvvisando improbabili agguati..
Quindi perché correre?
Potrei dormire ancora un pochino assaporando i vantaggi dell’essere orso, ma consumo gli ultimi spiccioli di relax sognando ad occhi aperti.. Passeggiando in equilibrio tra passato.. presente e futuro possibile..
Così, mentre il mondo intorno a me corre, vengo improvvisamente distratto da un’idea.. Torno ai miei dubbi.. alle mie contraddizioni.. alle mie proficue soluzioni..
Ogni giorno posso connettermi wifi con la spietata realtà che mi circonda e trasformare ogni mio pensiero disordinato in un rumoroso tumulto di parole con un preciso significato..
Il tempo avrà sempre una forma circolare e prima o poi tutti abbiamo la possibilità di riparare ad un nostro errore.. è il terrible ed affascinante cerchio dell’esistenza.. Mi chiedo solo quando arriverà il mio turno..
Per capirlo dovrò vivere fino a morire..
L’importante è imparare a farlo sempre con il sorriso.. evitando di augurare agli altri l’inferno anche quando lo meriterebbero.. perché è impossibile farlo senza ustionarsi un po’ l’anima..
Stamattina una gazzella, un leone ed un orso si scambiano battute al bar sostituendo al terribile destino della savana un bombolone bello caldo ed un cappuccino..
Sembrerebbe realtà ed invece è solo una nuova stupenda favola da raccontare un giorno a mia figlia..

Buon inizio di settimana a tutti..

Questo è reato..

19 febbraio 2010


Stamattina anche Roma sembra quasi soffocare sotto un cuscino di nuvole indifferenti..
Mi sveglio nella mia vecchia camera tra ricordi impolverati e tutto è esattamente allo stesso posto di dieci anni fa’..
Pensieri disarmati ora si muovono confusamente e danno vita ad un ragionamento a salve che non fa male a nessuno….. tantomeno a me stesso..
Tutto intorno è rumoroso silenzio..
Un niente sordo fatto di dubbi controllati.. Chiudo ancora gli occhi ed inconsciamente maturo l’ingenua certezza che qualcuno, in fondo, mi voglia davvero bene..

Dubbi obliqui fanno da supporto
ad ipotetiche storie rallentate.. Mi alleno con la mente a disinnescare un dubbio ed è un po’ come pompare l’addominale..
Faticoso..
Credo sia per questo che mi sento stanco..
Tanto vale mollare ogni allenamento ed inseguire l’indecifrabile canto della sirena di turno..
Perdermi in un mare fatto di sogni con il solo scopo di naufragare contro scogli di vita reale..
Giocare e perdere tutto per poi ricominciare ancora.. ed ancora.. ed ancora..
Stamattina il mio immutato bisogno di comunicare si frantuma in gorghi di scrittura che poco hanno a che vedere con la cultura..
Mi vengono in mente insensate frasi e storie di rara banalità.. ma tutto questo mi diverte..
Quando l’ironia prende possesso delle mie idee.. le riprese migrano in un controcampo immaginario..
Pensieri buffoni giocano a rubarsi il ruolo da protagonista e si azzuffano per guadagnare un po’ di attenzione..
Questo è reato.. e parte la mia arringa..

“Chiedo perdono a voi giudici e giurati..
Sono solo un pessimo poeta che, ubriaco di parole, stamattina ha voluto osservare da vicino la follia..
In fondo che cosa è la follia se non una donna bellissima che la ragione vuole soltanto portare a letto..
Eccomi qui quindi..! Innocuo.. dissacrante e balordo intellettuale..
Miei cari giurati non siate preoccupati..
Non verrà fatto male ad alcuno..
Non abbiate paura delle mie frasi banali..
Non temete i miei dubbi spietati..
Scrivo soltanto parole e qualche volta magari vivo sparando pensieri a salve..”

Mentre la giuria decide, io mi allontano da questa sala immaginaria senza far rumore..
Lascio un pensiero pagliaccio al posto mio.. lui sa parlare.. è un grande attore.. giudicassero lui per bene mentre io me ne vado..

Per me è giunto il tempo di fare colazione.. spremuta e bombolone..
Oggi ero solo nella mia solita stanza di quando ero piccolo..
Ed un sogno m’ha fregato..

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Risposte a pennello

13 febbraio 2010

Stamattina il mio cuore è una sveglia impazzita che scandisce ogni secondo come in cerca di una improbabile detonazione..
Immobile e muto ascolto..
Dietro al mio silenzio c’è una caotica babele di pensieri.. Dubbi che freneticamente si ripetono in una confusione nevrotica di domande a cui sembra andare stretta ogni possibile risposta..
Come in ogni capo di abbigliamento che si rispetti anche le risposte si misurano per taglie..
Qualcuna è troppo corta!
Un’altra è troppo larga sui fianchi!
Questa? Nooo.. Troppo piccola!
Sono talmente preso dal vano tentativo di testare ogni pensiero, da non rendermi conto che oggi niente ha più uno scopo e non c’è un senso da dare a questo nulla..
Stamane, per quanto io mi sforzi ad evidenziarne i contorni, l’immagine che vedo riflessa allo specchio mi appare deforme ed incompleta..
Le mie sicurezze mutano in una serie imprecisa di immagini caleidoscopiche e colorate che imbrattano la mente e non hanno significato alcuno..
La fantasia stessa ne esce mortificata e piegata dalla frenetica necessità che ho di definire qualcosa di comprensibile..
Ho confuso i battiti del mio cuore con il rumoroso ticchettio della sveglia ed ora mi rendo conto di essere io stesso un orologio..
Forse ho solo il bisogno di un ritmo nuovo.. più umano.. che permetta a questo cavaliere errante di creare.. di essere originale.. di plasmare.. di gustare.. di tracciare nuovi antagonistici obiettivi.. e riprendere finalmente il ritmo naturale delle cose..

Ciò che le carte non dicono.. Chi sono io?

11 febbraio 2010

Chi sono io?
Dimmi…
Chi sono io?
Con questa mia assurda maschera.
Un manichino da spogliare e rivestire come vuoi.
Il deserto immenso dentro al cuore mi ha insegnato solo a fingere.
Non c’è via d’uscita. È un grande gioco che non cambia mai.
Cos’è il domani senza la tua identità?Perché fuggire se non ho sbagliato mai?
Vincere o cadere. Non c’è altro. Tutto il resto sembra inutile.
La mia differenza è una condanna in questa vita che chiamiamo realtà.
Guardo il mio scorrere lento tra le rughe del tempo privo di felicità

Senti, senti, senti la notte. È anche dentro le vene e in fondo all’anima.

Chi sono io?
Chi sono io?
e soprattutto cosa vuoi che sia?
Sono un pagliaccio, un santo, o un simpatico Pierrot?
Con indifferenza rido, piango, mi trasformo. Mi basta un attimo.
Basta un’altra maschera e una cravatta per nascondere la mia verità

Sogno una gita sul mare
e mia madre cantava soltanto per me
Sento quel azzurro infinito
quello stare tra braccia che capivo solo io.
Grido a quell’uomo allo specchio: ”
sei un riflesso distorto, tu sei l’assurdità”
Vinco e perdo. Io mi ritrovo indifeso
stretto tra la mia faccia e la sua immagine

Senti, senti, senti la notte è anche dentro le vene e non c’è luce in fondo.

Parole

5 febbraio 2010

Stamattina raccolgo, con gli occhi messi a dura prova dal sonno, minuscole tracce di sogni e piccoli frammenti di pensieri rassicuranti..
Pensare.. Pensare.. Pensare..
Distinguere tra persone e cose.. tra ragione e sentimento..
Oggi il fluire delle emozioni rallenta.. i pensieri coagulano in solidi concetti che non si lasciano trasportare più da nessuna parte..
Stringo un bombolone caldo e mi riconcilio con un mondo che non ho mai accettato e so che comunque non riuscirò certo a cambiare..
Ideologia da quattro soldi..
Stamattina uomini e donne mi passano accanto.. mi parlano.. ed io li metabolizzo senza troppa fatica..
Parlare senza comunicare.. si tratta solo di parole.. al di là del loro valore.. del loro significato.. del loro essere simboli di riflessioni ben pensate.. confessioni a mezza voce.. sussurrate.. o addirittura gridate come uno slogan od un insulto gratuito..
Sempre.. comunque.. e solo parole.. Casuali ed invadenti.. o spietate ed impossibili..
Parlare oggi non mi costa molto.. Posso centrifugare concetti assurdi per ore eppure so che con la banalità di certe persone tutto questo non mi basterà..
E non ho voglia di frugare negli scaffali di una memoria che ricorda troppo ed a volte rivela più del dovuto..
La mente è disposta a tutto e pur di non dimenticare.. spesso esagera.. Così le cose da non dire si trasformano in detto.. e contraddetto..
Parole..
Sono dappertutto e tutto è parole…
A quelle che non ti aspetti se ne aggiungono altre che invece non fanno che ripetersi..
Ormai ci ho fatto l’abitudine.. Parole da mercanti… Parole da opportunisti.. Parole che non mi piaciono affatto..

Poi all’improvviso mi accorgo che posso fare anche a meno di tutte queste parole.. sorrido e perdo il filo del discorso..
Sono improvvisamente sordo.. ma so ancora leggere..
Torno ad essere spietatamente muto.. tuttavia riesco a scrivere.
Se tutto mi appare ancora realizzabile è anche merito di questo bisogno che ho di comunicare attraverso la scrittura il mio pensiero errante..
Si tratta semplicemente di ragionare.. ed io lo faccio ogni mattina appassionatamente..
Ma sempre con bombolone caldo e caffellatte senza zucchero a portata di mano..

Lui non sa che gli vuoi bene..

4 febbraio 2010

Stamattina il freddo ghiaccia i pensieri ed influenza tutte le menti capaci di concepirli..
Pur adorando questo clima l’immagine che mi piace ricordare oggi è quella di un sole leggero che sfiora il mare ed accarezza il cielo..
Ho una irrefrenabile necessità di smarrirmi in un tramonto estivo..
Giocare rimescolando a piedi nudi la sabbia tiepida e pensare al suono discreto del mare che si fonde con quello del mio respiro..
Stamattina torno ad essere il ragazzo delle estati trascorse sui litorali romani.. Ricordo deliziosi amori e tutte quelle storie realmente vissute.. Storie antiche come il destino, amori ciechi e distratti da gesti affrettati ed incerti, dettagli di un passato che non ho mai dimenticato.. Anni anche senza troppa fortuna ed insuccessi da annegare nel vino rosso.. Un niente fatto di un tutto forse mai compreso completamante..

Oggi il bianconiglio non vuole saperne di fermarsi davanti alla mia finestra..
“Papa’ ma il coniglietto ha fame?”
“Niki non è un coniglietto, si chiama scoiattolo..”
“Gli regaliamo una carota papa’ ? Ha freddo papà?”

Mentre ero immerso in qualche pensiero di troppo, una bimba aveva ben chiaro l’obiettivo di questa mattina.. Salvare il bianconiglio dal freddo e dalla fame..
Una mano minuscola di infantile fattura mi tende una carota, lo sguardo è quello tenero di una bimba di 5 anni.. Nessun bianconiglio al mondo rifiuterebbe la sua offerta d’aiuto..

Ora l’ortaggio è in bella mostra sul terrazzo di casa ed aspetta immobile il suo improbabile commensale..
Spero solo che gli scoiattoli mangino carote..
I cuccioli di orso invece si nutrono notoriamente di bomboloni caldi e caffellatte..
“Vieni a fare colazione con papà Niki.. Se resti in finestra il bianconiglio non si avvicina per timore.. Lui non sa che gli vuoi bene..”

Io invento..

1 febbraio 2010

Stamattina parto con la mente alla ricerca dell’unica realtà emozionale che possa salvarmi dal massacro della routine quotidiana..
Serve un pensiero incerto, ambiguo, grossolano, ma allo stesso tempo dolce, rassicurante, sereno..
Confuso.. mi abbandono alla sacralità di un bombolone appena sfornato..
Come una scintilla, anche un pensiero ha un suo inesprimibile e caotico inizio.. La mente si trasforma in un ingranaggio esposto al freddo alieno di queste montagne e tutto si riduce ad un semplice problema di “accensione”.
In tutto quello che uno specchio stamattina riflette ci sono io, le mie idee massacrate, la mia incoscienza, i miei dubbi.. Tutto prende minuziosamente forma diventando una quotidiana costante espressiva..
Un improvviso bisogno di efficienza traccia barbaramente il confine tra ciò che dovrebbe e ciò che potrebbe essere fatto oggi..
Efficienza o efficacia..? Il dubbio è tutto qui.. Invento..
Gettato in un futuro e senza progetti approvati, costruisco abusivamente idee, pensieri, sensazioni e sentimenti, appoggiando ogni pilastro sulle squallide macerie di ricordi sbiaditi dal tempo..
Ogni momento è l’attimo giusto in cui creare qualcosa che mi appartenga, nella quale io mi riconosca come soggetto finemente pensante.. ma questo è davvero un discorso da affrontare solo a stomaco pieno..


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