Archive for dicembre 2009

Il giocattolo

27 dicembre 2009

Oggi parte del mio io regredisce e gioca a rivivere una scena del passato maldestramante difettosa..
Cosa ho fatto di sbagliato?
Questo non riesco proprio a metterlo a fuoco.. ma percepisco nitidamente quel certo imbarazzo che forse avrei dovuto provare solo allora..
Stamattina uno specchio appannato prima si impossessa del mio volto.. poi scontento del solito riflesso si diverte a rubare anche l’altro lato di questa improbabile quotidianità..

“Papa’ tu non ce l’hai un giocattolo?”
“Solo i bambini hanno un giocattolo Niki!”

Va tutto bene penso.. me ne convinco come un bimbo stanco e paradossalmente torno ad esserlo davvero almeno per un istante.. quando Niki solleva da terra un grosso orso di peluche e lo prende per mano..

“Questo e’ per grandi papa’! Tienilo tu!”

Senza accorgermene.. mi rendo conto che da queste festività ho ufficialmente smesso di far finta di non desiderare.. e credo che la colpa non sia certo di Babbo Natale.. ma di una bimba di 5 anni.. che ha scartato il mio cuore solo con la sua spietata semplicità..!

Buon anno a tutti !

e buon Natale !

27 dicembre 2009

Immerso in cumuli di inutili festività e circondato da tonnellate di neve fresca, stamattina raccolgo i pensieri più banali lasciati distrattamente sul pavimento del mio bagno come tanti asciugamani usati..
Pensavo di dedicare due righe a me stesso, una daltronde sarebbe poco e tre credo anche troppo.. Così rileggo la lista della cose da fare oggi: ricca colazione, qualcosa da dire a caso, non aver paura di perdere quello che vorrei avere, correre, tenere gli occhi chiusi, poi aprirli, scrivere, abbracciare forte mia figlia, sorridere.
Non ho particolari lezioni di vita da impartirmi, solo un vago senso di disarmante riconoscenza che vorrei trasmettermi, ma non so davvero come..
Una volta ho chiesto al riflesso di me stesso quale fosse il mio vero obiettivo nella vita..
“Beh, non c’è niente di male a voler essere felici”
Il mio specchio è spietatamente stupido. Commenta, ma non sa nemmeno lui ciò che intendevo veramente..
Oggi credo che il primo passo dell’obiettivo che ancora non riesco a mettere a fuoco sia l’essere consapevole delle fortune che ho.. Non voglio con questo trascendere nella pateticità di un pensiero pseudo-romantico..
Avevo una nonna che un tempo mi raccontava spesso di quanto fosse difficile vivere al tempo della sua gioventù, non aveva certo un blog e si raccontava solitamente al mattino attraverso anaddoti di rara semplicità. Ogni giorno la cosa più importante era davvero avere di che mangiare, “Il nostro pane quotidiano” lo chiamava.
Cara vecchia nonna Giacinta.. spero davvero di sbagliarmi credendo che dopo la vita non esista altro che il
nulla.. Sarebbe questo l’errore più gradito ed importante che vorrei accorgermi un giorno di aver commesso..
Natale si avvicina.. ed anche quest’anno qualcuno con la fortuna di vivere in uno stato di agiatezza troverà una scusa per sentirsi comunque infelice..
Succede sempre durante le feste..
Forse dovremmo cercare un po’ meno la nostra felicità e sforzarci ogni tanto di darne.. ci sono centinaia di bimbi negli orfanotrofi italiani che attendono un sorriso.. potremmo essere noi quest’anno a regalarne qualcuno..
E se non trovassimo tempo da dedicare agli altri.. cerchiamo almeno di sorridere a noi stessi ed alle persone che amiamo.. regaliamoci un po’ di positività..
Buon Natale a tutti !!

Positivita’

22 dicembre 2009

Questa mattina me ne rimango a sfogliare ricordi vecchi di ore e dubbi arrugginiti.. mentre una neve continua a cadere copiosa e disordinata un po’ ovunque..
E’ ragionevolmente insensato come a volte anche la decisione piu’ semplice si trasformi in una scelta di grande difficolta’..
Per quanto possa sembrare un paradosso non esiste una scelta giusta da prendere come esempio e che vada sempre bene.. Ogni mossa azzeccata rimane sempre e comunque un qualcosa di squisitamente straordinario.. ma limitato ad una particolare situazione.. vissuta in un determinato momento e che spesso non e’ ripetibile..
E’ il paradosso dell’esperienza.. quando ci accorgiamo che affrontare un dubbio per la prima volta e’ meglio di averne vissuto uno analogo su cui basare le proprie considerazioni..
Stamattina vorrei solo deframmentare il cervello creando spazio a nuove emozioni.. ed intestardirmi a vivere una nuova piccola avventura.. lasciando comunque da parte il passato..
Non esiste esperienza positiva che non possa essere azionata dal nostro stesso modo di vivere la vita..!
La verita’ e’ che potenzialmente abbiamo sempre un qualcosa di appagante da provare.. un “niente” qualsiasi che aspetta soltanto di essere attivato dalla nostra voglia di vivere.. e di essere in un certo qual senso.. positivi..!
Oggi mi rendo conto come occorra ogni tanto una forte scarica di adrenalina per evitare che ogni appuntamento importante si riduca ad una semplice gita scolastica..
Senza una adrenalinica energia positiva ci trasformiamo in improbabili alunni che se ne vanno a spasso noiosamente per vecchi musei di storia contemporanea..
Credo che nessuno dovrebbe rinunciare ai proprio sogni.. e che in fondo.. esista sempre una benche’ minima possibilita’ di riuscire.. che attenda solo di essere innescata..!

Lo sciame

19 dicembre 2009

Stamattina tante idee si accatastano come disordinate macchine di lusso bloccate nel traffico cittadino..
Per le strade improvvisati addobbi natalizi disegnano improbabili ragnatele.. e mentre gli inopportuni bagliori delle luminarie sembrano voler sfidare anche la luce del giorno.. un corrotto sciame di passanti gioca con le vetrine dei negozi di Corso Matteotti..
Così mi appare Sanremo alle 11 di un sabato mattina.. e si sa come vanno a finire queste mattine.. Si inizia barattando sorrisi al bar Melody e si termina con il solito bombolone e cappuccino.. magari questa volta senza zucchero..!
Ho usato il termine “sciame” per descrivere comitive di persone.. ma è una parola che non uso spesso e non stimo granchè..
Uno sciame di persone intorno ad una vetrina lascia campo aperto all’immaginazione.. rivedo vecchi libri di fisica ed inconsapevoli elettroni che vorticano intorno ad un nucleo..
Viene quasi da ridere.. Lo scrittore che é in me potrebbe liquidare il blog di questa mattina con un semplice: “Che metafora maldestra ed inopportuna..!”
Ma se a nascondersi negli inesplorati corridoi della mia coscienza ci fosse invece un fisico delle particelle.. quest’altro direbbe: “Vabbè Marcucci.. diciamo che di fisica non ci hai capito proprio un cazzo..!”
Apprezzo il modo diretto di esprimersi di un fisico delle particelle.. Lo scrittore di solito ci gira intorno..
Qualche volta mi sono chiesto come si formi uno sciame.. magari per colpa di una carogna impitridita.. o solo per pura casualità.. confesso comunque che non mi capita spesso di pormi un simile ed inutile quesito scemo..!

Il blog di questa mattina è stato fortemente voluto dal Sig. Filippo Antani.. Mi scuso con i lettori per i contenuti a dir poco “non costruttivi”.. ma in fondo.. e’ sabato !!!

Buon sabato mattina !

La spia rossa

18 dicembre 2009

Stamattina, nella fretta di dar vita al solito gioco di parole, dimentico distrattamente di versare lo zucchero nel caffellatte e mi accorgo che il cappuccino amaro non è per niente male. Eppure erano almeno 30 anni che lo bevevo ben zuccherato.
Oggi percepisco un prepotente bisogno di cambiare.. Ridefinire le mie abitudini senza necessariamente regredire, esprimere in qualche modo un atteggiamento squisitamente positivo all’interno di questa stagnante quotidianità.
Detta in parole povere: “E’ ora di pensare al bicchiere mezzo pieno!”
Come in balìa di un capriccioso “effetto serra” mentale, lascio passare i pensieri migliori ed analizzo dettagliatamente le conseguenze di ogni mia scelta sbagliata.
Colpa di una bustina di zucchero rimasta integra e di un sms delle 7.59am, se oggi mi trovo a ridefinire attraverso le righe di questo blog il mio concerto di sfortuna.
La sfortuna non esiste, esiste la possibilità di non essere in armonia con l’universo e non è comunque una condizione perenne, ma del tutto indicativa di un qualcosa che dentro di noi non va. E’ l’indicatore di tutto quello che può e deve essere cambiato, anche semplicemente riequilibrando il nostro stato vitale attraverso facili aggiustamenti delle nostre piccole abitudini!
Insomma si tratta solo di una spia rossa, solo un pochino più complessa del solito.

Buona giornata a tutti !

Guida alla sindrome del giocatore equestre

17 dicembre 2009

E’ come una di quella battute alle quali nessuno sembra voler accennare nemmeno un sorriso.. quando vorresti fare il simpatico ed invece ottieni il risultato diametralmente opposto..
Così l’ultimo torneo dell’anno sfila via incompiuto.. tra giocate al limite del proponibile e qualche bella intuizione fine solo a se stessa.. che non ha comunque contribuito a colorare di estro un gioco apparso sempre eccessivo e sempre marginalmente efficace..
Volevo dare davvero un senso a questo finale di stagione.. soprattutto dopo le brutte eliminazioni in bolla di Dublino e Sanremo ed invece eccomi qui.. sostanzialmente divorato dal dubbio ad impressionare su questo foglio elettronico un blog mattutino di rara improvvisazione..
Come un accorto sommelier mi fermo così a decantare idee ed esperienze nuove da vivere il prossimo anno..
Potrei chiamarla “Guida alla Sindrome del Giocatore Equestre”
“Fase Equilibrista”
In bilico tra opportuno e sconsiderato ti ritrovi alla ricerca della giocata giusta al momento sbagliato.. E’ un meccanismo spietato che si innesca in maniera automatica.. Succede dopo aver passato le tue carte prima del flop.. quando ti accorgi che giocando avresti chiuso una scala nuts.. e magari asciugato un paio di avversari.. La misura delle conseguenze può essere devastante.. e ieri ho visto Minieri subirne gli efetti..
“Fase Trapezista”
Quando dall’alto del tuo stack.. bramando la cima della scala pokeristica sociale.. perdi il senso di quello che conta veramente.. Credi di poter rilanciare e controrilanciare ogni mano senza mollare mai un piatto.. ma alla fine ti imbatti in un incrocio negativo e plani senza rete di protezione.. Non tutti sono nati per essere giocatori aggressivi..
Infine c’è la “Fase dell’Incantatore di Serpenti”
Te ne stai li cercando il “rispetto” da parte dei tuoi avversari e sperando di ottenerne in cambio.. Il tuo gioco diventa un aforisma ed alla fine ti ritrovi solo a contare le occasioni perdute..
Al tavolo non esiste rispetto..! Se non ottieni il massimo dalla tue carte a prescindere da chi hai davanti.. non puoi certo arrivare..
L’incrocio positivo va giocato fino in fondo.. anche se di fronte hai tuo fratello.. Poi lontano dal tavolo verde.. tutti amici come prima.. insieme a brindare ad un futuro migliore..

Voglio ringraziare gli amici che mi hanno scritto durante le fasi difficili del torneo.. è bello sapere che ci siete.. sempre.. ed a prescindere.. 🙂

Il gusto del “non ripieno”

16 dicembre 2009

Sicuramente il pavesino rappresenta lo stato dell’arte del biscotto..
Indistruttibile mantiene inalterata la sua essenza fino al completo assorbimento del latte.. a dir poco geniale direi..
Ricordo come da bambino mi rifiutassi di mangiare gli oro saiwa.. Si frantumavano già al momento di aprire la confezione ed io avrei voluto utilizzare solo quelli sani.. cambiavo così la morfologia del volto e da bambino capriccioso quale ero esternavo a mia madre tutto il forte disappunto.. 
Non mi piacevano i biscotti rotti.. ma in realtà era solo una puerile ignavia dei gesti minimi.. Non sopportavo andarli a ripescare con il cucchiaino o trovarmeli brutalmente molli.. contro i denti.. Sentire piccoli frammenti sudaticci scendere giù per l’esofago bevendo il mio cappuccino.. mi faceva star male..
Anche oggi.. a distanza di 25 anni.. continuo a selezionare i pavesini migliori per un motivo che oscilla tra estetico.. anestetico.. e dietetico.. 
Estetico.. perchè i biscotti si inzuppano in coppia.. poggiati l’uno all’altro.. ed un biscotto rotto non si lascia accoppiare mai..
nè ai biscotti interi.. nè agli altri biscotti rotti.. Ogni biscotto è fratturato alla sua maniera.. sono tutti pezzi unici casualmente diversi..
Anestetico.. perchè crescendo posso dire di aver scoperto i meccanismi del paradosso e dell’ossimoro.. Non mangiamo quello che siamo.. ma quello che vorremmo essere e nessuno si sogna di essere un biscotto rotto.. Inoltre nessun biscotto sano si accoppierebbe mai con un altro smozzicato.. per via di una spietata legge regolata dalla selezione naturale.. 
Dietetico.. perchè se guardo un pavesino ed un bombolone con la crema.. mi accorgo che nella vita come a colazione.. è solo il ripieno a fare la differenza..!

Il risveglio

14 dicembre 2009

Stamattina me ne resterei immobile ad ascoltare le conseguenze di questo polifonico silenzio di pensieri..
Un nuovo dubbio è esploso nel sonno con la puntualità di un ordigno opportunamente nascosto sotto al letto..
Una paura esplosiva che questa volta non ho avuto il tempo di disinnescare.. Evidentemente come artificiere valgo ben poco..!
Qualche pensiero svolazzante come fogli di giornale ed un incolmabile vuoto di idee è tutto quello che resta del mio improbabile sogno..
Esistono paure capaci di smaterializzare anche le coscenze più solide.. ma quando un dubbio difficile da fermare.. incontra una convinzione difficile da rimuovere.. la deflagrazione è sconvolgente ed inevitabile..
Mentre in lontananza tanti piccoli Don Chisciotte combattono lo psicotico vento che muove le pale di questi assurdi mulini.. Io accuso il colpo e riprendo il cammino.. confidando in qualche amico.. in una buona riserva di autoironia e in tanta incondizionata stima verso me stesso..!
Evitate da oggi di condividere la stessa grotta con l’orso in letargo.. il risveglio é alle porte..!

Sulla ruota panoramica

13 dicembre 2009

All’inizio ti appassioni alla magia di una scintilla. Ma alla fine non riesci più a fare a meno di un grande fuoco.
Stamattina cerco una serratura e qualcosa da spiare. Suggerimenti creativi e soluzioni improvvisate da osservare con un solo occhio aperto.
Un percorso da seguire tra pensieri incerti attraversando una terra di mezzo di sconfinate dimensioni..
“Ovunque” e “nessun posto” si fondono in una oscura ed unica meta. Mentre i dubbi si accalcano numerosi anche alla porta di servizio.
Il grande fuoco mi dava calore. Ora invece confondo il tepore con il bruciore di queste piccole ferite. Minuscoli tagli dai bordi confusi cui io ho forse involontariamente e scioccamente contribuito.

Sfortuna. Io non credevo che esistesse. In fondo la vita non è nient’altro che una bellissima ruota panoramica.
Non fai in tempo a gustarti gli orizzonti migliori che è già ora di scendere.
Altro giro e altra corsa quindi.
In questa terra di mezzo puoi accusare il colpo e ripartire. Oppure prendertela semplicemente con l’indescrivibile immaginario di quel qualcosa che ti ostini a chiamere “sfortuna”.
L’amica balorda che ti solleva da ogni responsabilità, tranne quella di scoprire le vere e infinite motivazioni nascoste tra le più piccole pieghe di questa realtà. 

Superficialità… Emozione… Distrazione… Errore… tanto per citarne alcune.

Continuo quindi il mio percorso da hobbit. Stesso sorriso. Stesso bagaglio di esperienze. Stessa taglia di scarpe. Ma rinnovate rughe e maggiori motivazioni da condividere lungo il tragitto con le persone che, come me, attendono solo il momento giusto per un nuovo giro su questa fantastica ruota panoramica.

Scadenze e segreti

12 dicembre 2009

C’è sempre una ragione per tutto Filippo..!! Stamattina mi concentro sull’inconfondibile sagoma di un biscotto pavesino immerso nel latte.. lo guardo sciogliersi in un tempo piccolo e perdere pian piano la sua consistenza.. per poi sparire..
Come un frate curioso in cerca del terzo segreto di Fatima analizzo i fatti di ieri senza soffermarmi sui particolari..
Ho giocato in modo approssimativo.. turbato da chissà quali pensieri.. e questo nel poker.. ma più in generale anche nella vita.. ti porta a sottovalutare.. ad esteriorizzare superficialmente il tuo agire.. e più semplicemente a sbagliare..
Nel poker l’errore è sempre dietro l’angolo.. lo porti addosso come un ordigno a tempo.. poi nel momento in cui l’insicurezza si trasforma in paura di giocare.. l’errore ti possiede in maniera compulsiva e la tua unica preoccupazione diventa fissare quel dannato display che indica la scadenza del tempo.. Quando arrivi a questo punto.. sei già fuori..
La nostra quotidianità è incessantemente scandita e viziata dalle scadenze..
Ne esistono di ogni tipo.. per ogni situazione.. ne trovi sulle confezioni alimentari.. sui documenti di identità.. sui contratti.. sui biglietti aerei.. sui medicinali.. sulle prenotazioni alberghiere.. nel ciclo biologico della vita..
Bisogna accettarle tutte.. svuotare la testa.. concentrarsi pazientemente sul singolo attimo.. ed un istante per volta andare avanti.. con equilibrio..!
Caro Filippo hai ragione quando dici che non posso giocare un IPT a Sanremo e stare con la testa a 350km di distanza..
L’ubiquità e il poker non vanno certo d’accordo !!!!
Non sarà come svelare il terzo segreto di Fatima.. ma sicuramente un buon consiglio a questo punto posso darlo.. “Se non riesci a distaccarti dalle scadenze della vita e dalla quotidianità.. non giocare è sicuramente la scelta più vincente che tu possa fare..!”

Il topolino bianco

11 dicembre 2009

Stamattina tra un colpo di tosse e l’altro riesco anche a trovare l’ispirazione per un pensiero disordinato..
Nella testa spuntano nuove consapevolezze.. pensieri che si rincorrono ma che allo stesso tempo rimangono improduttivi.. 
Mi specchio ed oggi vedo solo un buffo animaletto.. una versione edulcorata di criceto pazzo che nella speranza di raggiungere una qualche meta.. da fondo a tutte le sue energie all’interno di una improbabile ruota girevole..
Vado veloce e deciso verso un nulla apparente.. testa e busto eretto.. consapevole che uno spazio X possa essere percorso in un tempo Y.. anche senza muoversi di un centimetro.. anche solo sognando di farlo..
Vado convinto che il risultato più importante sia sapere di aver dato tutto.. di non essersi risparmiato..
Se credete che un criceto.. correndo come un forsennato nella sua ruota non arrivi da nessuna parte.. forse non avete capito nulla..
Il criceto sogna.. il criceto misura la sua libertà con la vincente consapevolezza di “non arrivare”.. ma di avercela messa in ogni caso tutta nel tentativo di farlo..
E se un giorno quella gabbia si aprisse davvero..? E se il quotidiano sogno di un topolino diventasse una realtà in versione lusso..?

Stamattina mi sono svegliato con questa devastante voglia di rincorrere una brusca accelerazione del tempo..
E lo farò ad occhi chiusi.. sognando alla maniera del criceto bianco..!

Squilibri mattutini

10 dicembre 2009

Apro gli occhi ed una prepotente inquietudine focalizza il mio pensiero sul prossimo evento sanremese..
Il mio è un quadro visivo bidimensionale.. l’immagine è sfumata e corrotta dal dubbio che nessun colore sia mai abbastanza chiaro se si continua a guardare il mondo attraverso uno specchio appannato..
Con il pensiero tormentato da un retrogusto di pokeristica memoria.. un uomo corre all’interno del suo treno ed ingenuamente raddoppia i suoi sforzi.. credendo in quel vano tentativo di poter tornare ad un punto di partenza semplicemente raggiungendo l’ultima carrozza.. quando il treno è già partito..

Uno dei passatempi preferiti di Niki è ritagliare le cose che le piacciono all’interno delle riviste che trova in hotel.. adora poi incollarle a caso su un foglio bianco..
Forse anche a me occorrerebbero una forbice e la pazienza di mia figlia per sagomare quanto di buono impresso dal tempo nel libro delle mie esperienze..

Vane e grossolane speranze di vittoria occupano i miei pensieri come minuscole briciole di un’ultima cena consumata..
Stamattina provo a destrutturare questo incalzante pessimismo intonando qualche passaggio di una vecchia canzone di Edoardo Bennato..

“Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo.. in un altro ti svegli e devi.. cominciare da zero..”

Un ultimo occhio al blog tra gomitoli di idee aggrovigliate e copie illegalmente masterizzate di sensazioni difformi.. poi si parte..
Davvero niente male come squilibrato inizio di giornata..

La ballerina del carrillon

9 dicembre 2009

Scrivere rimane il mio goffo esercizio mattutino, anche se a dire il vero alle volte fatico a farlo e non ho capri espiatori per questa mia imperfezione.
Oggi vorrei trasformarmi in fiaba e raccontarmi. Chiudere bene gli occhi e centrifugare il tempo, tanto da non poter più distinguere il passato irreale e lontano da questo presente spietato e ricorrente.
Stamattina proverò a scrivere della realtà e di storie che mi riguardano in modo più diretto e lo farò come se stessi parlando con una bimba di cinque anni.
C’era una volta un soldatino di piombo che viveva poggiato su una scrivania proprio accanto ad un vecchio carrillon.
Così fragile all’apparenza, così dolce ed aggraziata nei movimenti. Era un profilo di bambola sorridente che lo distoglieva sempre più spesso dal suo solenne compito di fermacarte.
“Perché anche io non posso roteare su una gamba sola?”
E’ un freddo pomeriggio di dicembre quando il soldatino guarda per l’ultima volta quel carrillon, prima di perdere il controllo del peso del suo corpo, prima di trasformarsi in mille piccoli frammenti di piombo, prima di rovinare pesantemente sul pavimento trasformando la sua esistenza in decine di pezzi senza più forma.
Qui finisce la storia di un soldatino di piombo, che sfuggito per un istante alla sua plombea natura cessò di esistere per sempre, ballando senza grazia, precipitando senza apparente gloria e senza che nessuno abbia mai potuto rendersene davvero conto.
Se ne fanno di cose nella vita, ma niente e ripeto niente può cambiare la nostra natura.
Se nasci incollato ad un carillon il tuo mondo inizia e finisce all’interno di una scatola.
Che tu lo creda o no la musica sarà sempre la stessa e non esisterà giorno in cui non ti troverai a fare qualcosa di diverso dal “ballare sola”.
Se invece il tuo ruolo è quello di un soldatino di piombo, sostenere il peso delle responsabilità è tutto ciò che conta e non puoi sognare di cambiare te stesso per i capricci di una ballerina dal sorriso di plastica.
Il rischio è l’autodistruzione.
Se hai ben chiari i tuoi doveri conosci i limiti fin dove ti puoi spingere e non vai oltre.
Per ogni scelta c’è una conseguenza ed un destino beffardo a cui dover rendere conto.
Mia cara ballerina del carrillon, la libertà morale e la curiosità sono sabbie mobili in cui hai affondato ancora i piedi e stavolta non ci sarò più io a prenderti per mano.
Se apri gli occhi mi troverai. Ma da oggi guarderò da lontano questa stupida scatola chiusa.
Non solo apparentemente stanco, ma definitivamente saturo di quella nenia che non ho più tempo e voglia di ascoltare.
Ci sono punti oltre i quali, insieme non si può più andare…

Fino a quel momento

8 dicembre 2009

In passato venivo spesso completamente assorbito dal lavoro..
Mi dannavo adottenere il massimo correndo il doppio.. senza rendermi conto che per centrare un bersaglio bisogna a volte rallentare.. riflettere.. immergersi ogni tanto nella natura che ci circonda e cercare un colloquio dentro..

Mi sono stabilito a Claviere ormai da qualche anno..
Il fascino di queste montagne ha perfezionato quella comprensione che ho di me stesso.. C’è qualcosa nell’aria.. nel colore di questi larici inondati di verde.. nei profumi della terra.. qualcosa che accompagna il mio pensiero a distendersi..
Qui l’intelligenza diviene più acuta.. la voglia di vivere più penetrante.. e mi rendo conto anche solo fermandomi ad osservare un mozzicone di roccia che esiste un mondo reale fatto di quotidianità e dubbi.. ma anche un mondo fantastico di ricordi e speranze..
C’è poi un punto dove capisco che queste due realtà vengono a contatto.. e quel punto è dentro di me.. ma anche tutto intorno a me.. si chiama sogno..
Quando inizio a sognare di solito dura solo qualche minuto..
Se questa misura di tempo avesse un senso potrei descrivere la singolarità che genera questa connessione tra le due realtà.. dargli un ordine.. una spiegazione empirica.. ma il tempo è solo una variabile secondaria nei sogni.. e questo non è però possibile..!
Così mi limito solo a scrivere di qualche mia emozione..
Forse in un futuro lontanissimo qualcuno potrà accedere a tutta la conoscenza del mondo semplicemente ricordandola..
Ma fino a quel momento.. lasciatemelo almeno sognare..

L’amaro caso di Via Chiaravalle

7 dicembre 2009

L’attore di turno è un ragazzotto talentuoso.. si presenta armato di pistola.. la faccia pulita ed una pinguedine che fa essere tutti noi invidiosi..
Niccolò è proprio bravo.. lo vedi apparire in sala poco dopo l’ultima portata.. come una cartolina postale.. come un minuscolo quadrato di carta giallastra su cui mettere semplicemente mittente e destinatario.. il testo è semplice e sembra essere ordinatamente prestampato.. ma lui riesce a mimetizzarlo con talento.. a questo punto la cena con delitto è già servita..
Quando è Elisabetta ad entrare in scena la morte in sala sembra già una compagna fedele..!
Lei è una ragazza bellissima.. è spietatamente temibile.. la sua performance è perfetta..
Due colpi di arma da fuoco scuotono un pubblico fino a quel momento distrattamente impegnato a gustare un improbabile millefoglie..
Anche se per gioco la tensione irrompe violenta e sembra riconoscerci ad uno ad uno.. chiamarci per nome ed incurante dell’ora lancia prepotentemente il suo monito prima di addormentarsi tra i meandri di una trama semplice.. ma mai troppo scontata..

Si chiama Lisa.. dolcissima Lisa.. è la ciliegina sulla torta.. la sua
è la performance di un personaggio disperato.. una donna in equilibrio tra solitudine e sogni spezzati..!
Una voglia infinita di scappare dall’inferno di via Chiaravalle.. e farlo il più lontano e più presto possibile..

Quando optai per la cena con delitto a dire il vero non sapevo neanche cosa fosse..
Colpa forse della mia testa.. sempre piena di sogni e dubbi.. mossi disordinatamente come capelli e maltrattati da un vento di quotidiane responsabilita’..

Ho comunque imparato in fretta ad apprezzare questo genere di attività teatrale..
Loro sono bravi e non si può negare un non so che di socializzante all’interno di ogni rappresentazione..

La soluzione all’enigma si presenta dopo un paio d’ore.. senza troppi convenevoli..
La serata è trascorsa velocemente allontanando un divertito pubblico dagli scanditi rintocchi della quotidianità..
In bilico tra essenziale ed eccessivo arriva chiaro l’ultimo paradosso..
Anche se solo un gioco.. anche se solo per due ore.. continuiamo a credere che sia la giustizia l’unica certezza di questa schifosa società..
Il problema è che osserviamo la giustizia da molteplici punti di vista.. con il risultato di ottenere solo tante giustizie diverse..
L’enigma di via Chiaravalle è così risolto.. nessuno ha indovinato la soluzione.. eppure tutti.. proprio tutti.. ne avevano una..

Buona giornata !


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: