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Lui non sa che gli vuoi bene..

4 febbraio 2010

Stamattina il freddo ghiaccia i pensieri ed influenza tutte le menti capaci di concepirli..
Pur adorando questo clima l’immagine che mi piace ricordare oggi è quella di un sole leggero che sfiora il mare ed accarezza il cielo..
Ho una irrefrenabile necessità di smarrirmi in un tramonto estivo..
Giocare rimescolando a piedi nudi la sabbia tiepida e pensare al suono discreto del mare che si fonde con quello del mio respiro..
Stamattina torno ad essere il ragazzo delle estati trascorse sui litorali romani.. Ricordo deliziosi amori e tutte quelle storie realmente vissute.. Storie antiche come il destino, amori ciechi e distratti da gesti affrettati ed incerti, dettagli di un passato che non ho mai dimenticato.. Anni anche senza troppa fortuna ed insuccessi da annegare nel vino rosso.. Un niente fatto di un tutto forse mai compreso completamante..

Oggi il bianconiglio non vuole saperne di fermarsi davanti alla mia finestra..
“Papa’ ma il coniglietto ha fame?”
“Niki non è un coniglietto, si chiama scoiattolo..”
“Gli regaliamo una carota papa’ ? Ha freddo papà?”

Mentre ero immerso in qualche pensiero di troppo, una bimba aveva ben chiaro l’obiettivo di questa mattina.. Salvare il bianconiglio dal freddo e dalla fame..
Una mano minuscola di infantile fattura mi tende una carota, lo sguardo è quello tenero di una bimba di 5 anni.. Nessun bianconiglio al mondo rifiuterebbe la sua offerta d’aiuto..

Ora l’ortaggio è in bella mostra sul terrazzo di casa ed aspetta immobile il suo improbabile commensale..
Spero solo che gli scoiattoli mangino carote..
I cuccioli di orso invece si nutrono notoriamente di bomboloni caldi e caffellatte..
“Vieni a fare colazione con papà Niki.. Se resti in finestra il bianconiglio non si avvicina per timore.. Lui non sa che gli vuoi bene..”

La fiaba

11 gennaio 2010

Stamattina il mio viaggio è al limite tra il metafisico e lo scaramantico..
Come il pifferaio dei fratelli Grimm me ne vado fischiettando impropabili melodie mentre centinaia di gatti neri si accalcano per attraversarmi la strada.. Alle mie spalle un paesaggio distorto fa da sfondo al passaggio di tanti altri animali che si improvvisano protagonisti di nuove interpretazioni fiabesche..
Ci sono cani, ragni, gufi, volpi, pony, scoiattoli.. ma anche pecore bianche che pascolavano fino a ieri su distese verdi al limite dell’urbe civilizzata e che oggi sono qui a reclamare un posto all’interno di una nuova favola..
Credo di sapere il perchè..

Ieri, in una serata all’insegna di piccoli mammiferi saltellanti nel bosco, mi sono perso tra i cirillici libricini una bimba di 5 anni..
“Papà mi leggi una fiaba che mi addormento?”
“Niki ma questi libri sono scritti in russo.. Facciamo un gioco.. Papà inventa una nuova fiaba!!!”

Accompagnato dal sorriso di mia figlia mi sono calato nel ruolo di cantastorie..
Ci sono un mago ed una principessa da salvare.. C’è un cavaliere ed il suo fido orso buono.. Un cavallo alato.. un castello di luce ed un drago ubriaco che crede di essere una renna di Babbo Natale..
Stavolta ho abbandonato il mio sacro furore linguistico sotituendolo con una escalation di buffonerie.. E mentre raccontavo a mia figlia le mirabolanti avventure dell’orso buono.. un brandello di infanzia riemergeva accompagnandomi al limite dei ricordi coscienti..

Mia nonna aveva l’abitudine di raccontare improbabili favole mai scritte.. Ricordo la favola della “Tinca dell’alto mare” o della “Penna dell’uccello grifone”.
Fantastico..
Ero lì ad inventare storie per mia figlia ed un parallelismo magico affiorava con le nenie che dispensava mia nonna..

E’ una nuova tappa del mio inarrestabile sogno.. Continuo a guidare un mio immaginario mezzo di locomozione per muovermi più in fretta tra ricordi e sensibilità.. ed ogni volta però c’è qualcosa che non va a bordo.. Se non rimango senza benzina in mezzo alla strada dei ricordi.. allora sono i freni che non funzionano piú e mi impediscono di rallentare le emozioni..
Sono atrocemente imperfetto..

Niki dorme.. nella sua cameretta c’è un orologio fermo che segna sempre le 5 e 40.. E’ posato su uno scaffale della libreria e due volte al giorno segna l’ora esatta.. Ogni tanto la notte mi sembra di confondere ogni strano rumore con il suo ticchettio..
Perdo qualche minuto guardando attraverso il vetro della mia stanza.. Distinguo a malapena un accennato riflesso del mio viso.. Nella mia camera ci sono infissi che che non riflettono.. fanno stupidamente entrare il freddo ed uscire il caldo..
Vado a letto mentre tutto è in silenzio.. sento un bip regolare.. attenuatissimo.. E’ un gatto delle nevi che manovra in lontananza..
Ogni volta che rileggo ciò che scrivo mi convinco di avere instaurato un rapporto di vera amicizia con il mio passato e lo considero una impresa al limite del sovraumano..
Ora mi sto allenando a fare i conti con il passato di qualcun altro.. Qualcuno che non ci tiene molto a farti entrare nel suo presente..
Prima di addormentarmi cullo la convinzione che sia più facile raggiungere un obiettivo.. se sai di avere qualcuno a cui raccontare poi la tua storia.. Facile come narrare una fiaba inventata a mia figlia..

Gatti, Cani, ragni, gufi, volpi, pony, scoiattoli.. ma anche pecore bianche.. stasera c’è davvero posto per tutti..


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