Eppure sono qui

C’è una notte illuminata che spinge dietro le tende. Gli odori sono quelli di quando non piove da giorni.

Mi siedo. Misuro la stanchezza in sguardi. Calcolo con gli occhi la traiettoria dei pensieri di chi mi sta intorno.

Vedo entusiasmo. Paura. Presunzione. Facce scontrose. Occhiali troppo colorati e scarpe spesso slacciate. Difficile calcolare quale sia la distanza tra una testa e un cuore.

Setaccio nel mio passato più recente qualcosa di sussurrato e mai taciuto, poi porto un bicchiere di birra alle labbra.

I tavoli sono affollati di carte e gettoni. Cerco di dare un nome alle cose che accadono. Fato. Destino. Meriti e colpe.

Ogni tanto qualcuno si alza e lascia la sala. Anche lui senza un nome. Anche lui senza un trepidante nulla da raccontare.

Per tutti c’è un numero sull’orologio. Per tutto esiste un tempo che piega la volontà. Che sbriciola i pensieri. Più è grande il sogno maggiore è l’illusione.

Eppure sono qui. Ho attraversato cattedrali di possibilità erette sui condizionali, per arrivare esattamente in questo punto. Ho combinato azioni e reazioni spesso dominate dal verbo “volere”.

Non mi interessa conoscere tutti i nomi. Ho soltanto fame di tempo. E più di ogni altra cosa cullo lo spietato desiderio di arrivare in fondo.

Una Risposta to “Eppure sono qui”

  1. unallegropessimista Says:

    Spero che tu abbia vinto, di solito si perde.

    Piace a 1 persona

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