Aforismi e aspirine effervescenti

Sono un imperfetto e vivo il presente, anche se so che bisogna essere molto veloci nelle scelte e ciò presuppone intuizione ed una buona conoscenza del passato. Manca solo il futuro ed abbiamo declinato tutto il verbo vivere.

Pagine di vita, di tanto in tanto è bello accartocciarne una e divertirsi a tirarla per prendere in testa qualche passante.

Chissà se nel meccanismo alieno che regola la fantasia i merli sulle torri di un castello sono destinati ad incastrarsi con i merli di un castello in aria, ma rovesciato.

Le illusioni non sono altro che biglietti scaduti per quel treno che non è mai partito.

Chissà perchè il passato ed il presente mi appaiono elastici come la gomma, mentre il futuro è sempre così spietatamente acuminato.

Se devo attraversare un fiume non perdo tempo a controllare se l’acqua sporca, piuttosto mi assicuro che non sia troppo profonda.

Lancio una moneta e scelgo testa. Lei gira e si rigira nell’aria, volteggia qualche secondo su se stessa, poi si lascia cadere sul palmo della mia mano per mostrare la sua verità: Croce. Sorrido

Mi sforzo ogni giorno di affrontare le cose con metodo e intelligenza, ma poi arriva un lampo di pura imbecillità e la vita diventa di colpo più interessante.

Un mediano che tira sempre da centrocampo e manda la palla in curva puó essere due cose: un calciatore da buttare o un campione di rugby!
Per ognuno di noi c’è una giusta disciplina, un campo ed una platea pronta ad applaudire.
Bisogna solo evitare di confondere le regole del gioco.

Ma se una persona mi scrive “i tuoi antenati ti appartengono” devo andarne fiero o qualcuno ha trovato un modo elegante per dirmi “mortacci tua?”

Individuare il pollo al tavolo in un torneo di poker live serve a poco, tanto alla fine li devi far fuori tutti.

Quanto è difficile cambiare idea quando non ne hai…

Stamattina i miei pensieri somigliano ad usurai che riscuotono vecchi ricordi come le rate di un prestito inestinguibile ed affamante. Il passato non concede dilazioni.

In questa società di Don Chischotte è meglio difendere la propria idea che somigliare ad un mulino a vento.

Basta accendere 10 minuti la tv su un telegiornale qualsiasi per rendersi conto che tutto ciò che noi facciamo in qualità di esseri umani è assurdo e carente di significato.

Non si può riempire una bottiglia se ti ostini a lasciarla a testa in giù. E non puoi incolpare la sfiga se l’acqua esce, ma solo il tuo cattivo rapporto con Newton ed una visione troppo approssimativa del concetto di “gravità”.

Vivo nella periferia di questa realtà, ma prima o poi so che potrò permettermi un sogno tutto mio.

Volevo essere un sommergibile ed invece sono un mulino a vento. E’ la prova che il Don Chisciotte di Cervantes è probabilmente uno dei libri più dannosi mai scritti.

Io vivo nutrendomi di sana ironia. Quando il grigiore si impossessa del tutto è lei che mi distacca dalla realtà quel tanto che basta ad accettarla fino in fondo, ad accoglierla ed allo stesso tempo aggredirla. E’ il tratto più caratteristico della mia personalità, ed è presente tanto nella vita reale quanto in ogni fantasia possibile.

Non fermarti a pensare. Fallo correndo, che ha un suo “perchè”.

La parte più difficile nel difendere una propria idea è averne una e sapere bene di cosa si tratti.

Nuvole, ombre, infusioni, smorfie, sorrisi, sacrifici, verità, occasioni, condizioni, opportunità, sudore, invidia, sempre, mai più. C’è una versione di me che non solo ha tutte le domande, ma anche tutte le risposte.
Ed è la stessa versione che confonde ogni mattina lo zucchero del bombolone alla crema con la felicità.

Se rallenti ricordi. Se acceleri dimentichi.

L’ordine è quello che tutti ricercano sia nel poker che nella vita, ma è semplice illusione. Basta un istante di caos a rendere l’ordine “disordinato”. Il caos è tutto. Non serve combatterlo. Bisogna solo imparare a conviverci ed a controllarlo.

41 anni rappresentano uno spartiacque tra quello che sognavo di diventare e quello che effettivamente sono diventato. Migliore o peggiore, questo non sono in grado di dirlo. Oggi mi fermo a tirare le somme e leggo tante delusioni, ma anche grandi soddisfazioni. Ed a quei momenti per i quali credo sia valsa la pena soffrire io non rinuncerei mai per niente e nessuno al mondo.

A volte il desiderio ha bisogno di uno spazio più grande di quello che la fortuna può concedergli.

Ci sono giorni in cui mi muovo con la stessa autostima di un tarzan rauco ed obeso in una foresta piena di piante carnivore. In quei giorni sono un uomo da ricostruire.

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