Aforismi in supposte

Anche se cessi di combatterlo il tempo non si trasforma mai in un fedele alleato.

Non tutti reagiamo allo stesso modo davanti ad un momento difficile. Qualcuno lo fa lottando come un gladiatore, altri si lasciano travolgere dagli eventi e c’è anche chi fugge o chiude gli occhi per non guardare la realtà.
Io semplicemente mi adatto e preferisco non fermarmi troppo a pensare a ció che potrà essere, perchè non riuscirei ad apprezzare più nulla di quello che sono.

L’intuito è azione. E’ una freccia lanciata con forza e senza eccessiva precisione, ma che raggiunge comunque l’obiettivo in unpunto impreciso. Il ragionamento è riflessione. E’ come un enorme drago che si scrolla di dosso tante inutili frecce con un semplice un colpo di coda. Il dubbio è quando cedere alla forza di una intuizione e quando perdersi invece nella logorante lentezza di un ragionamento.

Stamattina tutto è stancante quiete. Anche la gravità sembra aver optato per qualche giorno di vacanza e sono come circondato da cose che non cadono. La mia smisurata voglia di controllare l’incontrollabile comincia così, davanti ad un cappuccino, sfidando gli umori mattutini e le leggi della fisica.

Piuttosto che chiudere gli occhi preferisco puntare lo sguardo su un orizzonte inventato.

Forse avrei bisogno di una maschera per sembrare quella persona cattiva che a volte vorrei essere, ma che probabilmente non saró mai.

Non serve imparare quello che non sai per sembrare quello che non sei.

Nei miei sogni non bado certo a spese. C’è sempre un regista di primissimo piano, decine di attori, centinaia di comparse, scenografie maestose, un bel copione da imparare a memoria ed effetti speciali da far strizzare gli occhi ad un bambino. Il dubbio é se tenere in mano il ciak o provare ad esserne il protagonista.

Non ho mai sopportato l’invidia e tutti quei personaggi infantili che parlano solo per svalutare il prossimo, invece di riflettere su sé stessi, sulle proprie aspirazioni mancate e su qualcosa di intelligente che li aiuti a superare i propri limiti.

E’ troppo semplice prendersela con gli altri. Bisogna prima imparare a guardare noi stessi, perchè spesso il problema comincia proprio da qui.

Ci sono giorni in cui guardo con disinteresse tutto ciò che mi circonda e la realtà mi appare come visibile solo attraverso un solido vetro opaco. In quei momenti i ricordi diventano il centro storico del mio piccolo universo. Ed è un altrove da visitare con calma, a piedi.

“Non è la meta che conta, ma la strada percorsa.” Forse è proprio leggendo questa tremenda idiozia che un tizio in Technogym inventó il tapis rullant.

Ogni mia certezza è un tentativo fallito di autocontrollo. Ogni mio pensiero si ferma ad un passo dall’essere filosofia, per poi trasformarsi in un grido silenzioso in perenne incubazione. La mia testa è una scatola vuota dove custodire balocchi. Se ora mi presti i tuoi pensieri, magari posso giocarci un po’.

Gli uomini spesso si lasciano trasportare e non sempre per via dell’entusiasmo.

Le rette parallele non si incontrano mai, ma sono certo che qualche volta sognano di farlo.

Dietro ad ogni pensiero creativo c’è sempre un dubbio inconscio a governarne le dinamiche.

Qualcuno dice che i ricordi rallentano il pensiero, che si sorride solo per paura, per insicurezza o per debolezza. Ebbene, io non ho una domanda per tutte queste risposte.

Mi piace il disordine. Si abbina bene con il caos e le casualità della vita.

Se avessi una memoria grande almeno quanto la mia curiosità di conoscere le cose, sarei diventato un cazzutissimo genio.

La vita e’ come una scatola di cioccolatini, il problema non e’ scegliere quello più buono, ma evitare lo schiaffo quando allunghi la mano per prenderlo.

C’è sempre un tempo per riflettere ed una colonna sonora per ogni mio pensiero.

La vita è come una scatola di cioccolatini, quando hai voglia di pane e mortazza.

Ridispongo i pezzi sulla scacchiera e rimango curiosamente sedotto dalle innocenti simmetrie dei quadrati bianchi e neri.
Sono stanco. Saturo di strategie e di molteplici combinazioni di attacco e difesa. Vorrei per una volta giocare solo per il gusto di farlo.

Ci sarà un motivo se chiamano da sempre gli uragani con nomi di donna.

Oggi mi riposo facendo finta che il pianeta non si muova, leggo storie al contrario ed uso la fantasia come segnalibro. C’è stato un tempo in cui anche le sirene avevano le ali, ma questo alle farfalle dava un po’ fastidio. Oggi peró stanno tutti bene. 🙂

Ho trascorso la mia vita a sciogliere piccoli nodi insignificanti, ma non sono mai riuscito a sciogliere il grande nodo ed a trovare l’origine di tutti questi miei pensieri.

Alle volte serve un dubbio forte come una scossa tellurica per cambiare la primitiva morfologia delle nostre stupide convinzioni.

Caro Gesù, ridacci Lucio Battisti e prendi ti prego in cambio Cesare Battisti. Amen.

Il sogno è come un bambino che non puoi fare a meno di accompagnare ovunque, almeno con lo sguardo.

Vendo biglietto di prima classe per un treno di cui non conosco orario e destinazione. Il prezzo è un affarone

Stamattina ho a che fare con una versione ristilizzata di un me stesso “trentenne” che sembra non solo in grado di porre domande giuste, ma anche di dare risposte a tono. E sono solo le 8 e mezza

La bellezza è un concetto spietatamente vago, magico ed immateriale, ma anche delirante, scomodo e poco concreto. Devo togliere quello specchio di lì…

Ci sono nomi da scrivere in maiuscolo e nomi dove usare il minuscolo è fare anche troppo.

Possiamo risolvere definitivamente il problema del nucleare. Non mi risulta che l’uranio impoverito si sia arricchito in modo regolare. Lasciamo quindi che se ne occupi la guardia di finanza.

Giocare con le parole e cercare la scintilla senza abbandonarsi al fuoco. Svelare il segreto di quell’inesprimibile e disordinato inizio che guarisca la mia voglia di scrivere, di resistere, di insistere ed esistere. E’ questa l’intermittente barriera che a volte mi separa dagli altri, lasciandomi vivere una stupenda ed indisciplinata alternanza di corteggiamenti e rifiuti.

L’intelletto è sicuramente un dono del Signore, ma sono sicuro che potendo scegliere in molti avrebbero preferito una Tv 55 pollici HD a led.

Tutti hanno un punto di rottura, ma non tutti sono in grado di riconoscere il proprio.

Ogni mia certezza è un tentativo fallito di autocontrollo. Ogni mio pensiero si ferma ad un passo dall’essere filosofia, per poi trasformarsi in un grido silenzioso in perenne incubazione. La mia testa è una scatola vuota dove custodire balocchi. Se ora mi presti i tuoi pensieri, magari posso giocarci un po’.

Dio. Rateizzerei il tempo, anche con percentuali da usura se solo mi fosse possibile.
Stamattina, mentre mi abbandono ad infantili e materne voglie marsupiali, i ricordi prendono fuoco ed ogni dubbio si trasforma in una saggia scelta.

Le cattive idee posso riconoscerle dalla furia con cui mi perseguitano. Alcune somigliano alla santa inquisizione. Inappropriate, inviolabili, illegittime e quindi tassabili.

E pensare che basta uno specchio a far capire ad un uomo che riflettere è necessario. Poi possiamo non cambiare idea, ma ci si accorge se un capello è fuori posto e almeno ci si da una pettinata.

Un giocatore senza il suo tavolo da gioco non è nulla. Ma un giocatore al tavolo da gioco senza una propria tattica è ancor meno di quel nulla.

Spesso quando scrivo divento troppo riflessivo e diversamente tenebroso. Una sorta di Giacomo Leopardi bendato, senza gobba e comunque sfigato. No no. Meglio l’autoironia indotta.

Bisogna lottare cm dopo cm !! Sempre. Lo diceva spesso mia nonna lavorando a maglia ed alla fine sorrideva regalandomi delle lunghissime sciarpe.

Imbecille? Intelligente? Il segreto sta nel lasciare che siano sempre gli altri a chiederselo.

Esiste un limite oltre il quale nessuno può permettersi di dire ció che vuole.Questo mi consente di riconoscere gli idioti, perchè sono sempre quelli che ci si avvicinano più degli altri.

A prescindere da qualunque fatto stia succedendo oggi, devastante o epico che sia, tra 200 anni non importerà più nulla a nessuno.

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