Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Un bel carattere

14 dicembre 2012

Ma quale bel carattere! Sono lunatico, egocentrico, permaloso e abbastanza intelligente per cogliere le sfumature di ogni discorso, anche quelli che dovrei farmi scivolare addosso. Non sono mai in sintonia con il mondo, ma sempre schierato di fronte, come chiuso in una paradossale e intangibile figura geometrica dove tutto è intorno a me, ma nulla riesce veramente a circondarmi.
Io i mulini a vento ce li ho impiantati nel cervello. Però sono anche generoso, opportuno e ho una spiccata predilezione per l’ironia e tutto questo diciamo che mi salva in corner. Ma un bel carattere è davvero un’altra cosa.

Chi scrive

14 dicembre 2012

Chi scrive lo fa per una sua esigenza e non certo per sentirsi diverso dagli altri.
Chi scrive è perfettamente cosciente che quanto scritto potrebbe non piacere, risultare noioso, banale o troppo malinconico. Ma che importa?
Perché chi scrive non lo fa certo ad alta voce, si limita a sussurrare ogni parola su pagine color bianco elettronico.
Chi scrive sussurra un amore infinito e uno spietato bisogno di evadere dal resto del mondo reale. Cerca di trovare un senso ad ogni cosa. Il suo senso.
Chi scrive lo fa per rileggersi, lo fa per sé e non per gli altri.
Sarcastico, ironico e a volte malinconico.
Come si puó descrivere una luce che taglia un buio inaggirabile, se prima non si prova chiaramente che cosa sia il buio. Forse è proprio da un’esperienza di oscurità che si scopre l’adattabilità degli occhi a vedere.
Chi scrive fa tesoro anche di un unico raggio di pensiero che all’occorrenza illumina una notte fonda trasformandola in alba, nell’attesa di un nuovo giorno.
Scrivere è come vivere tra giorno e notte, tra speranza e disincanto, tra amore e odio, tra voce e silenzio.
Chi scrive vuole solo sbirciare attraverso la siepe e poi raccontarlo.
Chi scrive è come uno di quei cercatori d’oro delle pellicole western. Ogni pagina scritta è una preziosa pepita da raccogliere e custodire gelosamente!

Buone feste retrò

11 dicembre 2012

Buone Feste a tutti noi, adolescenti degli anni ottanta.
Noi che non sappiamo arrenderci quando le situazioni escono fuori dal nostro controllo e che ci ostiniamo a lottare anche quando le soluzioni appaiono fuori dalla nostra portata.
Irrimediabilmente teneri e troppo complicati, mai compresi fino in fondo, eppure divertenti, generosi, intelligenti e un po’ testardi, ma mai banali. Imperfetti al punto da non poter più essere modificati o reindirizzati.
Noi che le nostre scelte non sono mai dovute al caso.
Noi che “ammazza che casino” è un’ideologia e non un fatto.
Noi che “non sai che te sei perso negli anni 80”.
Noi che all’occasione saremmo in grado di fare di tutto per renderci la vita più difficile.
Noi che non nascondiamo quell’atteggiamento vagamente masochista di chi sa comunque come uscirne fuori.
Noi che la sera controlliamo se una bimba dorme e che guardiamo Fox Retró prima di andare a letto.
Noi che, nel bene o nel male, siamo fatti così.
Caoticamente ordinati.
Buone Feste a tutti noi.

L’abito fa il monaco

8 dicembre 2012

E’ in assoluto sbagliato il concetto che l’abito non faccia il monaco. Se indossassi una tunica nera e brandissi in mano una falce, senza martello, sarei senza alcun dubbio più inquietante di quanto lo sono stamattina.

Non illudiamoci

8 dicembre 2012

La politica è una questione d’onore che si risolve in un combattimento tra zebre bianche con le strisce nere e zebre nere con le strisce bianche.
Non illudiamoci. Sono tutti uguali.

La versione di Luca

26 novembre 2012

C’è una versione di me che nessuno conosce, è quella che ogni tanto prega, è quella che non scrive, è quella che non sorride, è quella che va veloce, è quella che, al momento di agire, agisce senza aspettare. E’ quella che parla poco, è quella che “esistere” gli fa il solletico, è quella che corre senza freni verso la fine della tua stessa strada, ma sempre in equilibrio.

Certezze e probabilità

26 novembre 2012

Ogni nostra decisione, nel poker come nella vita, non passa attraverso certezze, ma attraverso probabilità accettabili.

Insulti vintage

25 novembre 2012

La gente richiede amicizie, aggiunge persone. Ormai la realtà non è che la periferia di facebook e se litighi con qualcuno basta cliccare su “rimuovi dagli amici”!
Sarà, ma io rimango ancora affezionato a quei sonori “vaffanculo” urlati in faccia di una volta che toglievano ogni dubbio! Sarò antico.

La fine.

25 novembre 2012

Posso sussurrare mille volte la parola “fine”, ma quando arrivo a scriverla, dopo c’è sempre un punto.

Il freddo e la marea

16 novembre 2012

Il freddo di ieri sera è esattamente lo stesso di questa mattina, così come le occhiate a seguire della improbabile gente che incontro.
Chiacchiere da bar, melanconici cappuccini e sorrisi indossati male o della misura sbagliata, fanno da contorno a quel tipo di previsioni meteo che ti dicono che presto qualcosa cambierà.
Forse oggi. Forse domani, ma poi non cambia niente.
Solo quando scende la marea, le cose che nascondiamo dentro si mostrano e vengono alla luce sabbia, conchiglie, piccoli relitti affondati e pezzi di cemento simili a scogli.
Ma dura poco. Poi arriva l’onda e tutto torna come prima.

Coerenza

14 novembre 2012

La gente si lamenta che le cose non vanno e poi si comporta come se non fosse vero.
Un bambino quando piange mostra più coerenza.

Pregiudizi

13 novembre 2012

Non esiste nulla di più virale di un pregiudizio. Si trasferisce da un organismo all’altro, muta di forma e per quanto tenti di combatterlo lui continua a vivere e a proliferare nella testa degli idioti e delle persone senza scrupoli.

La prigione dei ricordi

11 novembre 2012


Luca Tagliaferri è uno scrittore che dimentica il suo passato a causa di un terribile incidente stradale che lo costringe al coma.
I suoi ricordi non sono però cancellati del tutto, ma giacciono nascosti in un angolo remoto della sua coscienza.
E’ la mente di Luca Tagliaferri a trasformarsi nella “prigione dei ricordi”. Una cella pensante in un corpo immobile. Una prigione nella prigione.
Nella testa dello scrittore frammenti del passato riemergono confondendosi con la trama del suo ultimo libro che lui scambia per realtà.
Ne esce un universo parallelo dove Luca si trasforma al tempo stesso da autore a personaggio principale della storia.
La trama della sua opera incompiuta si sovrappone a quel passato che lui tenta di ricordare e Luca rimane attaccato alla vita solo grazie al suo romanzo e all’amore per sua figlia, ma è comunque bloccato in un altrove oscuro che lui stesso ha contribuito a creare.
L’unica via di fuga sembra sia ricordare ed è un viaggio lungo, insidioso, che ha comunque per meta il punto di partenza.
Un viaggio che nessuno può affrontare da solo.
Può Nicoletta Tagliaferri aiutare Luca?
Che cosa è successo veramente il giorno dell’incidente?
Cosa si nasconde tra le pagine del diario di suo padre?
E chi è Goffredo Fidani?
In questo romanzo si legge dell’amore di un padre per sua figlia, dell’importanza di certe scelte, il tutto condito con un pizzico di soprannaturale e un mare di pura sensibilità.
Si sorride, si piange, ci si emoziona. Malgrado lo abbia scritto e riletto tante volte, confesso di farlo ogni volta con gli occhi lucidi.

Stesse domande, stesse risposte.

9 novembre 2012

Mi faccio ogni volta le stesse domande e finisco con il darmi sempre le stesse risposte. Per fortuna c’è I’ironia che mi regala prospettive inedite.

Il superfluo e il necessario

6 novembre 2012

Non ho mai avuto problemi a tracciare quella linea che divide il superfluo dal necessario. Il dubbio è stato solo scegliere poi da che parte stare.