Archive for the ‘Riflessioni’ Category

L’efficacia di certe scelte

4 novembre 2012

Una lunga chiacchierata con un amico.
Le acrobatiche peripezie di un giocatore.
L’efficacia di certe scelte.
La speranza sotto forma di fendinebbia posteriori.
L’ambizione e la voglia di riuscire sono solo una goccia di uno scenario sfavorevole che va scavato come la roccia. Dobbiamo sempre fare in modo che non finisca mai peggio delle nostre aspettative.
Si dice che sull’asfalto non crescano i cactus. Cazzate.
Si puó fare, basta crederci fino in fondo e giocarsi al meglio la sola possibilità che abbiamo a favore contro le 1000 contro.
Quando non si è disposti a mollare, quando non si vuole perdere, anche una lotta spietatamente impari può trasformarsi in un’idea orrendamente seducente da cullare il più a lungo possibile.

Il cruciverba

3 novembre 2012

La soluzione è sempre qualcosa che non ti aspetti.
10 orizzontale.
Nove lettere.
“Cercare un punto dal quale ottenere una prospettiva diversa e credere che sia quello che veramente vuoi”.
Facile.
“Illusione”.
Avvicino la penna al foglio e provo a scriverlo in stampatello, ma qualcosa non quadra.
La seconda lettera è una “e”.
Mhmmmmm…
Ecco.
“Delusione”.
Singolare.
Per la prima volta raggiungo un obiettivo grazie a una “delusione” e mi accorgo che si tratta solo di un cruciverba.
Comico.
Enigmistico.
Ma spero comunque di buon auspicio.

Scaramanzia

2 novembre 2012

Ogni tanto ti penso, chiudo gli occhi e mi tocco. Ma non è autoerotismo, solo semplice scaramanzia.

L’opportunità

2 novembre 2012

Ci sono opportunità che sembrano imprendibili, come una svolazzante banconota da 500 euro che vorresti afferrare al volo in una giornata ventosa, sugli spalti di uno stadio pieno.
Potresti addirittura non avvistarla mai o vedertela passare velocemente davanti al naso.
Non sappiamo se e quando arriverà il nostro momento di allungare una mano, ma bisogna comunque esserci e soprattutto farsi trovare pronti.

La semplicità

30 ottobre 2012

Non esiste solo il necessario o l’essenziale. C’è anche uno spazio intermedio. La semplicità.

Il momento di entrare duro

28 ottobre 2012

Quando il campo diventa fanghiglia, metti da parte il colpo di genio ed entra duro su tutte le palle.

Il confine dell’eccellenza

20 ottobre 2012

Credo che il Texas Hold’em abbia permesso a molte persone di sfuggire al proprio anonimato e a situazioni di impotenza troppo complicate per essere sopportate nella quotidianità. Ci vogliono coraggio e disciplina nella vita, tanto nel riuscire a giocarsi tutto in una sola occasione, quanto per resistere all’acuto dei momenti magici o alla forza dirompente dei giorni più difficili.
In questo gioco è invece possibile. Questo gioco ti permette di sbagliare e ricominciare. E così anche le persone meno capaci riescono a trovare, prima o poi, il proprio momento di gloria.
Il poker anestetizza la paura, quella che un uomo debole avrebbe di affrontare la propria esistenza come andrebbe affrontata una singola mano di poker.
C’è una differenza abissale tra chi desidera diventare abbastanza forte da sostenere la vita e chi spera invece di renderla tanto piccola da riuscire a tenerla in mano senza faticare.
E’ questo che traccia un confine netto tra chi è da sempre alla ricerca dell’eccellenza e chi si accontenta solo della banalità di una vittoria, conseguita tenendo due carte in mano e spacciata al pubblico per un grande successo.

La fisica dello stronzio

18 ottobre 2012

L’uomo è costituito da un insieme di atomi di carbonio, ossigeno, idrogeno e azoto. Manca lo stronzio ! Eppure non si direbbe.

Ogni sogno

18 ottobre 2012

Ogni sogno è qualcosa che in principio desideri dentro e poi cerchi di realizzare fuori di te.
Ma se non ti sforzi di renderlo realizzabile, quel sogno diventa un’ossessione con la quale devi essere pronto a convivere.
Fino a quando finirai per tradirlo con un altro sogno, esattamente come in quelle storie che nascono per noia, vanno avanti per inerzia e si esauriscono per inconsistenza.
Se non lo hai realizzato, non l’hai mai desiderato veramente.

Vivo

17 ottobre 2012

Vivo e non è certo facile come navigare sotto le stelle o come lasciarsi trasportare dalla corrente.
Vivo tra i sorrisi, le lacrime e i brandelli di sogni che a volte si strappano come vele e rimangono a marcire sull’albero di maestra.
Ma sono pronto comunque a remare, a sfidare ancora i cieli e le correnti contrarie. Ad urlare al vento la rabbia, la gioia e la voglia di andare avanti ancora…

Porte

5 ottobre 2012

Le porte spalancate sono inutili se non hai ben chiara la differenza tra il concetto di “entrata” ed “uscita”.

Attimi

27 settembre 2012

C’è sempre un attimo di esistenza che rimane sospeso tra la vita che vorresti e quella che invece hai e che ti aspetta ogni giorno, come una vettura lasciata in un parcheggio a ore dell’aeroporto.

Coraggiose decisioni

26 settembre 2012

Le idee che hanno portato a radicali cambiamenti nella mia vita non sono state nient’altro che irruzioni chiassose di pensiero in una mente silente.
Coraggiose decisioni.
Imperturbabili pensieri arrivati al momento giusto. Puntuali come una multa per divieto di sosta e devastanti come una randellata presa sulla testa.
Non avevo mai voltato le spalle ad un cambiamento, nè tantomeno chiuso gli occhi trovandomi faccia a faccia davanti a quelle che potevo chiamare “disordinate” conseguenze.
Ho sempre accolto ogni singolo mutamento accudendolo, confidando in tutti quegli arrivi che diventavano partenze, anche a gruppi di tre o quattro decisioni alla volta.
Quelle volte che avevo la testa piena di dubbi e non sapevo dove archiviarli, non mi sono comunque tirato indietro.
Ho cambiato lavoro, ho cambiato casa, addirittura lasciato paese e amici per poi tornare ancora, rinnovando compagnie e solitudini. Arrivando persino ad accettare quel me stesso che ero diventato.
Ma serve essere preparati ai grandi cambiamenti e io non sono in grado di dire con certezza se é il cambiamento o le conseguenze che questo comporterebbe a farmi paura oggi.
L’età ti rende più riflessivo e io mi sento giovane di anni, ma vecchio di minuti.
E se fosse meglio adattarsi e non cambiare?
Forse dovrei seguire un corso di “training mentale” per affrontare quel qualcosa di cui ancora non conosco nulla.
E se davvero fosse, chi sarebbe in grado di preparmi?
La vita è una catena fatta anche di decisioni dagli effetti imprevedibili, scelte che diventano esperienze simili ad una esclamazione a denti stretti che si pone esattamente tra le parole “Ahhh, ecco!” e “Nooo, cazzo!”
Non si puó certo saperlo prima, bisogna osare con la curiosità di un bambino, abbracciando il coraggio come un vecchio amico che ti bussa alla porta dopo tanti anni.
Bisogna farlo entrare. Magari annusandolo un po’ come farebbe un diffidente pastore tedesco.
Giusto per sentire se c’è puzza di un cambiamento andato a male.

Le opportunità non portano etichetta di scadenza, devi regolarti da solo.
A volte arrivano su un vassoio e somigliano al tuo cocktail preferito, servito da una dea seminuda che ti strizza l’occhio.
Potrebbe trattarsi di acqua sporca, ma se così non fosse sai che prima o poi ti verrà comunque presentato un conto salato.
Cash only please!
Sempre meglio che bere una gazosa al chioschetto degli sfigati.
Cambiare.
Non cambiare.
Vivere.
Restare al palo.
Cosa fareste voi?
Comprereste il biglietto per la prima di un nuovo grande cambiamento, nella speranza di trovare posto in un cinema già “sold out”?
Accettereste quel Mojto preparato con il basilico al posto della menta?
Aprireste la porta di casa a quell’amico che non vedete da oltre 20 anni?
Tutti voi.
Si voi, laggiù.
Ditelo, anzi scrivetelo.
E non suggeritemi di lasciar fare al destino. Lui non sceglie per noi. Lo fa solo per sè stesso. E’ un buffone egoista del cazzo

Prima di sentirvi Dio

26 settembre 2012

Prima di sentirvi Dio, assicuratevi di aver contribuito a creare almeno un universo.

Ottimismo e ironia

21 settembre 2012

Purtroppo il mio passato più recente è costellato di piccole sconfitte e inutili giustificazioni.
Eppure anche quando mi ritrovo con un pugno di mosche, mi piace immaginare di essere un bel ragno soddisfatto.
È colpa di una debordante forza chiamata “ironia”.
Quel cucchiaino che mi resta in mano quando le cose non vanno come vorrei, con il quale posso provare a mangiare il mondo alla prossima occasione.