Rileggendo il mio libro mi rendo conto di come le parole nascano per essere superate dalla vita e da nuove parole, per questo alla fine della mia storia ho lasciato due pagine completamente bianche.
La prima è per tutte le cose che avrei potuto scrivere e non ho scritto. La seconda è per tutto quello che probabilmente non avrò la possibilità di scrivere mai.
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Due pagine bianche
21 settembre 2012Seduti sullo stesso mondo
21 settembre 2012È proprio vero! La vita è quello che che alla fine ne facciamo.
Forse bisogna guardarla da un piano superiore per capirlo. Vederla dall’alto e nel complesso.
Da lontano i ritmi rallentano, tutto pesa di meno, tutto ti scivola addosso, anche i giudizi degli altri e le parole non fanno più male.
Da lontano gli spazi si riducono, puoi definire meglio i tuoi limiti, affrontare tutto con più ottimismo e renderti conto che la tua vita non è diversa da altre milioni di vite.
È solo da lontano che ti accorgi che tutti sono seduti sullo stesso mondo.
Monologo del venditore di castagne
30 agosto 2012Il dare senza ricevere somiglia molto al cercare senza trovare, allo stare insieme senza condividere, allo scrivere senza rileggere.
Stamattina piccole gocce di paranoia ricoprono di condensa il mio folle tentativo di creare un pensiero.
La mente è in devastante stallo.
Sono stanco, confuso, arrabbiato.
Anche stamattina il teatrino è pieno e l’ironia della sorte riempie il mio quotidiano palcoscenico, senza placare la rabbia.
C’è rabbia in platea, rabbia nelle gallerie, rabbia nei guardaroba.
Quello che ascolto stamattina è un applauso rovesciato, che vuol dire lontananza da tutto il buonsenso possibile.
Si apre finalmente il sipario. I pensieri entrano in scena e lo fanno come sempre, a denti stretti.
“Eccomi, signori e signore!
Sono il venditore di castagne sul luogo della catastrofe. Levo le castagne dal fuoco, ma solo per venderle al prossimo in un comodo cartoccio a portar via.
Prendete pure tutto il tempo necessario per scegliere e, se serve, prendete anche il mio tempo.
Io posso sopportare l’attesa e groggiolarmi di questi paesaggi montani sempre identici, dividendo il mio pensiero tra erotico e nevrotico.
Ma non preoccupatevi.
Scegliete con calma.
Scegliete le più grandi.
Non ci sono divieti, nè segnali di pericolo o intimidazioni a rispettare i limiti di questa spietata sopportazione.
Dimenticate pure che nella mia testa continuano a essere evocati i peggiori scenari possibili, sono solo i miei imperfetti dilettantismi di autodifesa.
Guardate quella lì, è davvero grande.
Volete toccarla?
Prendetela.
Volete assaggiarla?
Mangiatela tutta.
Questo non è il gioco delle mezze misure o delle scelte a metà. Lo so che non vi piace sentirvelo dire, ma la coerenza è il segreto e, al tempo stesso, la fine del segreto.
Quante ne avete prese?
Contatele.
Chi dice che nei numeri non c’è l’essenza delle cose, non conosce i numeri o non conosce l’essenza delle cose.
Ma se in quello che scrivo oggi, in quello che voglio dimostrare, e che credo di sentire, c’è qualcosa che i numeri non possono spiegare, allora vorrà dire solo che nascosti tra noi ci sono da sempre i numeri più grandi che chiunque abbia mai provato a contare. E sono tutti numeri importanti.
Cento castagne, cento.
Queste non entrano nel cartoccio.
Dovrete mangiarle qui.
Davanti a me.
Io posso solo incoraggiarvi e magari pagare il conto.
Arrabbiato? Deluso? Disilluso?
No.
Semplicemente coerente.
Paura
30 agosto 2012La cosa che mi affascina di più della vita è questo continuo alternarsi di luci e ombre, amore e paura, dolore e felicità.
Successi e sconfitte che si sovrappongono incessantemente tra loro e non certo casualmente, ma seguendo un misterioso disegno geometrico che a volte sfugge alla mia imperfettibile logica.
Il sentimento che monopolizza irrazionalmente i miei pensieri da qualche tempo a questa parte lo conosco bene, si chiama “paura”.
E’ il mio dubbio ed io viaggio continuamente in equilibrio improbabile tra la volontà di emergere e il timore di non riuscire a farlo.
Paura. Ti striscia invisibile accanto per tutta la vita e tu non puoi ignorarla. Decide lei quando è giunto il momento di stritolarti.
Eppure ci vuole coraggio ad avere paura, un po’ come l’amore. Anche li ci vuole coraggio.
Sull’amore da bambino mi interrogavo e facevo mille sogni senza venirne mai capo. Ero più che altro affascinato da quella condizione incerta, da quel pensiero denso e irrisolto che mi inseguiva per ore.
La paura è ben altro…
Da piccolo bastava l’idea di un uomo nero nascosto sotto il letto a darmi l’inquietante certezza di una notte difficile.
A distanza di anni è invece l’incertezza di questo percorso di vita a regalarmi dubbi che fanno rabbrividire.
A volte guardo gli occhi di mia figlia, vedo tanto amore e ho comunque paura. La paura di non essere all’altezza, di non riuscire a proteggerla da quella inquietante e leggendaria figura scura nascosta sotto il letto.
Chi di voi ha ancora paura dell’uomo nero?
Arriva il giorno in cui devi affrontarlo una volta per tutte, il momento in cui devi scegliere se infilare la testa sotto a quel letto o rimanere addormantato su un materasso di chiodi.
Nessuna fiaba e niente filastrocche per chi decide di rimanere nascosto sotto la coperta, ma solo tanta razionale paura da opporre al proprio insindacabile coraggio. Quello che si deve alle persone che ami.
Il sapore dell’effimero
30 agosto 2012Più passa il tempo e più mi rendo conto che se non è effimero non riesco a coglierne l’intensità del sapore.
L’entusiasmo
30 agosto 2012Bisogna controllarlo l’entusiasmo. E’ letale.
Prima ti fa spingere forte sull’acceleratore e poi spegnere i fanali quando sei ancora in corsa.
Tranne me
30 agosto 2012A volte mi ritrovo bloccato in un purgatorio fatto di scelte da vigliacco. Vorrei, ma non oso. Desidero, ma non mi sforzo di ottenere. Guardo il mio obiettivo, ma sono attratto solo dal riflesso in una bolla di sapone.
Ecco l’aggettivo giusto: distratto.
Come un carrello al supermercato, mi aggiro con questa consapevolezza tra nugoli di persone che vogliono esattamente quello che voglio io. Le urto occasionalmente. Mi infilo tra decine di volti che vorrebbero solo ringiovanire, tra i sorrisi falsi di chi spera di regalarsi le cose più inutili, gli abbracci dei fidanzati davanti a una scatola di cioccolatini e le lacrime dei bambini nei passeggini di fronte a un giocattolo.
Ogni giorno è sempre tutto uguale.
Cambiano solo gli interpreti, non i protagonisti.
Tutti.
Tranne me
Tutti gli attimi del mondo
21 agosto 2012Quando sorrido, quando sono stanco, quando mi arrabbio, quando faccio l’amore, quando mi sento triste, quando desidero e ottengo, ma anche quando perdo, piango e dimentico.
Quando accarezzo mia figlia, abbraccio un amico o mi fermo a guardare un orizzonte imperfetto.
Ogni frangente che sto vivendo è il frammento di un tempo che dura tutta la vita.
Bisogna imparare a destrutturarlo il tempo e a godere l’intensità degli istanti migliori. Suddividerlo in tanti appaganti fotogrammi da alternare alla durezza di tutti gli altri attimi che invece stiamo coraggiosamente vivendo.
Entusiasmarsi
30 giugno 2012Oggi ho il cervello che vibra silenzioso, è in modalità riunione.
Anche se mi piace scrivere e condividere quello che provo, alcune volte mi rendo conto di quanti pensieri sia meglio tenersi dentro, come tanti sms inviati ad un numero che non esiste.
L’ultima volta che mi sono entusiasmato per qualcosa, non era un gol, nè una donna, o un river. Erano gli occhi luminosi di mia figlia. Forse è per questo che vorrei tanto entusiasmarmi ancora.
Sbagliare
5 giugno 2012In fin dei conti, se non sapessi che i miei sbagli generano conseguenze ridicole, probabilmente non sbaglierei.
Ma bisogna godere di ogni singolo momento, anche sbagliando ogni tanto. Perché domani potremmo perdere tutto, compresa la possibilità di sbagliare.
Uomini che sognano
5 giugno 2012Le persone nascono, crescono, invecchiano e poi spariscono. Alla fine restano solo storie. Quelle fatte di uomini che sognano, amano, lottano, vincono oppure perdono contro tutti e contro se stessi.
Quello che ti manca
9 aprile 2012La vita è un insieme di fatti, i fatti sono quasi sempre azioni, le azioni sono spinte dai desideri, i desideri sono radicati in ognuno di noi e nascono soprattutto da una mancanza. Finché qualcosa non ci manca o ci viene sottratta non la desideriamo. Nessuno parte alla ricerca di ció di cui non sente il bisogno.
Il problema è quando non hai ben chiaro ció che desideri, perché in quel caso o hai davvero tutto, oppure quello che ti manca sei proprio tu.
Fortuna ovunque
2 aprile 2012La fortuna non è un muscolo. Non la puoi allenare, non come la memoria o come la fantasia e nemmeno come il trapezista allena un bicipite femorale.
Bisogna obbligarsi a credere nella propria partendo dal nulla, lasciandola liberamente agire attraverso i mille passaggi silenziosi che ci attraversano la vita.
Ogni momento che viviamo è carico di una fortuna infinita, ma spesso non la sappiamo riconoscere.
Il sorriso di tua figlia, l’abbraccio di una persona che ami, le parole di un amico, una carbonara con la pancetta croccante, il sole che ti riscalda la faccia, uno sbadiglio al mattino, l’acqua che beviamo dopo una lunga corsa, l’inizio e la fine di ogni discorso, una battuta, tuo padre che ti telefona una mattina solo per dirti che tutto quello che avrebbe potuto dargli la vita glielo hai dato tu anche con i tuoi errori e che anche potendolo fare non cambierebbe niente di quel passato che ha portato a questo presente.
E’ vero papà. La fortuna è in ogni situazione, dappertutto e raccontarlo ogni tanto fa bene.
Oggi più che mai sono un uomo fortunato proprio perché penso questo.
Caro Stefano
2 aprile 2012 
Caro Stefano,
la scala che hai portato sulle spalle è ben posizionata ed oggi tu sei pronto ad orientare il tuo sforzo verso quella picca che hai sempre sognato.
Ora sta a te incamminarti verso l’alto alla ricerca del traguardo dovuto di un orizzonte senza fine, che si materializzerà solo quando percorrerai quell’ultimo piolo.
Con la perseveranza ed un pizzico di fortuna oggi potrai raggiungere mete che per l’altrui giudizio erano frutto di allucinante pazzia.
Non fermarti, il tuo momento non è finito, certo è stato bello, ma perdio non è finito.
Questo tavolo finale non è più un traguardo, ma un fottuto punto di partenza, il tuo inizio di una storia senza fine.
Un punto fermo dal quale cominciare senza dire mai basta. La tua massima definizione di “coraggio”.
Perché?
Perché è così che deve andare.
Perché crederci è sinonimo di formidabile audacia.
Perché non devi accontentarti, mai.
La porta del futuro l’hai aperta proprio per trovare sempre quel qualcosa in più, ma ficcati bene nella testa che un obiettivo raggiunto é superabile, solo se ci credi veramente amico mio.
Quello che potevo fare l’ho fatto.
Ti scritto le mie emozioni.
Ora tocca a te.
Lascia da parte tutti gli “speriamo”, i “ce la metteró tutta”, i “faró del mio meglio”, perché sono solo convenevoli bugie.
Prendi quel tuo cazzo di cuore da leone e mettili tutti in fila.
E’ questa l’incessante richiesta delle persone che ti vogliono bene.
Vinci incantando amico mio.
Treni
22 marzo 2012Stazioni sporche. Scritte sui muri dei bagni. Biglietterie chiuse. Gente improbabile. Storie improbabili. Qualcuno dorme in un angolo. Una donna chiede spiccioli, mentre un treno passa chiassoso ed infernale senza fermarsi. Ci sono treni che non puoi prendere, che non ti aspettano e se vanno via più veloci dell’indifferenza di un qualunque essere umano.








