Monologo del venditore di castagne

Il dare senza ricevere somiglia molto al cercare senza trovare, allo stare insieme senza condividere, allo scrivere senza rileggere.
Stamattina piccole gocce di paranoia ricoprono di condensa il mio folle tentativo di creare un pensiero.
La mente è in devastante stallo.
Sono stanco, confuso, arrabbiato.
Anche stamattina il teatrino è pieno e l’ironia della sorte riempie il mio quotidiano palcoscenico, senza placare la rabbia.
C’è rabbia in platea, rabbia nelle gallerie, rabbia nei guardaroba.
Quello che ascolto stamattina è un applauso rovesciato, che vuol dire lontananza da tutto il buonsenso possibile.
Si apre finalmente il sipario. I pensieri entrano in scena e lo fanno come sempre, a denti stretti.
“Eccomi, signori e signore!
Sono il venditore di castagne sul luogo della catastrofe. Levo le castagne dal fuoco, ma solo per venderle al prossimo in un comodo cartoccio a portar via.
Prendete pure tutto il tempo necessario per scegliere e, se serve, prendete anche il mio tempo.
Io posso sopportare l’attesa e groggiolarmi di questi paesaggi montani sempre identici, dividendo il mio pensiero tra erotico e nevrotico.
Ma non preoccupatevi.
Scegliete con calma.
Scegliete le più grandi.
Non ci sono divieti, nè segnali di pericolo o intimidazioni a rispettare i limiti di questa spietata sopportazione.
Dimenticate pure che nella mia testa continuano a essere evocati i peggiori scenari possibili, sono solo i miei imperfetti dilettantismi di autodifesa.
Guardate quella lì, è davvero grande.
Volete toccarla?
Prendetela.
Volete assaggiarla?
Mangiatela tutta.
Questo non è il gioco delle mezze misure o delle scelte a metà. Lo so che non vi piace sentirvelo dire, ma la coerenza è il segreto e, al tempo stesso, la fine del segreto.
Quante ne avete prese?
Contatele.
Chi dice che nei numeri non c’è l’essenza delle cose, non conosce i numeri o non conosce l’essenza delle cose.
Ma se in quello che scrivo oggi, in quello che voglio dimostrare, e che credo di sentire, c’è qualcosa che i numeri non possono spiegare, allora vorrà dire solo che nascosti tra noi ci sono da sempre i numeri più grandi che chiunque abbia mai provato a contare. E sono tutti numeri importanti.
Cento castagne, cento.
Queste non entrano nel cartoccio.
Dovrete mangiarle qui.
Davanti a me.
Io posso solo incoraggiarvi e magari pagare il conto.
Arrabbiato? Deluso? Disilluso?
No.
Semplicemente coerente.

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