Insieme al dente del giudizio dovrebbero estrarre anche quello del pregiudizio.
Archive for the ‘Riflessioni’ Category
Denti e pregiudizi
25 febbraio 2013Il limite della medusa
22 febbraio 2013Non esiste problema più difficile da risolvere di quello che non sei in grado di riconoscere, o che non ammetti di avere.
Rette parallele
16 febbraio 2013Le rette parallele non si incontrano mai, ma sono certo che qualche volta sognano di farlo.
La scelta epocale di un uomo imperfetto
14 febbraio 2013Ogni giorno continuiamo a poggiare il piede dove ci dicono di poggiarlo invece di cercare in ogni cosa un principio di senso e buonsenso. Esiste un punto di origine in ogni nostro pensiero e ognuno ha il proprio, è proprio questo che determina in ogni persona una strada diversa da prendere. Giusta o sbagliata che sia, ma comunque “propria”.
Ratzinger è soltanto un uomo ed essere papa era soltanto un incarico. Quindi perché non rispettare la sua decisione che per quanto epocale, rimane comunque la semplice scelta di un qualsiasi uomo imperfetto?
Senza permesso
13 febbraio 2013Senza il tuo permesso ogni giorno il cuore pompa litri di sangue.
Senza il tuo permesso scorribande notturne di globuli bianchi si susseguono proprio sotto i tuoi occhi, carovane di batteri ti attaccano e anticorpi reagiscono. Come in una scena de “Il Signore degli Anelli”.
Ma se ci si allontana dal proprio corpo le cose non cambiano. Anche lontano da noi si perde ogni responsabilità, ogni dovere, ogni diritto.
Senza il nostro permesso gli indici di borsa salgono o scendono. La pioggia scende, i pneumatici si bucano, la neve cade, i continenti affondano, le carte ti condannano, le foglie appassiscono, la terra trema e i papi abdicano, mentre le ambulanze corrono per trascinare anime anonime in paradiso.
Niente accade chiedendo prima l’autorizzazione a farlo e tutto accade comunque.
Ogni evento entra senza bussare. In certi casi come una irruzione armata nelle tue certezze.
Oggi vorrei aggredire il futuro. Aspettarlo nascosto nel buio. Paziente. Silenzioso.
Per poi vederlo affacciarsi alla porta e colpirlo forte alla base del cranio sghignazzando rabbioso.
E prendermi tutto, perché lui farebbe lo stesso con me senza chiedere il permesso. Attirandomi prima con le bugie di un bambino, regalandomi le illusioni di un baro e poi colpendomi alle spalle con la rabbia cieca di un serial killer. Quindi non ho niente di cui sentirmi in colpa.
Non mi aspetto nessuna telefonata. Nessun “ciao, sono quello che sta per accaderti e indovina un po’? Sto arrivando”.
Il futuro non ha un cellulare ed è anche un gran maleducato.
Oggi i grossi teoremi che vivono nella mia testa fanno romanticamente capolino e abbassano accuratamente il lume della ragione, ma ci lasciano scivolare un foulard rosso per fare atmosfera.
Così ecco qui partorito il teorema:
“L’alfabeto di 21 lettere elevato alla terza potenza sottratta la radice cubica di ogni mia speranza è uguale al quadrato costruito sul diametro di una pizza più una birra moltiplicata per 2, tutto fratto un’altra giornata che inizia proprio adesso.”
E poi la soluzione, semplice semplice:
“Quello che accade non ha niente a che vedere con noi.”
Accade senza permesso che le persone soffrano.
Accade senza permesso che ciò che per un attimo hai sentito tuo si ritrovi caldo sotto i polpastrelli di un’altra persona.
Accade senza permesso anche che qualcuno parli di te nel modo sbagliato. Lo stesso qualcuno che un giorno ha visto una vecchietta appesa a un ombrello e ha detto in giro di conoscere “Mary Poppins”.
Se avrò tempo, forse racconterò anche io una storia dalle pagine di questo blog.
Racconterò di quel tipo che viveva al piano terra e si lamentava dell’ascensore rotto e lo farò come ogni mattina, senza preoccuparmi di chiedere il permesso.
La piccola luce
11 febbraio 2013Passiamo la vita pensando a come saremo domani. Progettiamo il domani. Cerchiamo anche di prevederlo il domani. A volte preghiamo per il nostro domani.
Pregare fa parte delle nostre speranze più folli e non è detto che renda il domani migliore, ma su una cosa mia madre ha ragione: “Non può assolutamente cambiarci in peggio”.
È giusto darsi degli obiettivi e correre per conseguirli, ma ogni tanto fermiamoci, respiriamo e guardiamoci intorno. Ci sono affetti da abbracciare e sorrisi da ricambiare, quelli delle persone che ti vogliono bene.
Se oggi cerco di godere di ogni cosa e scrivere ogni cosa è perché la vita è “ogni cosa” e non durerà per sempre. In fin dei conti, se non fossi convinto che in tutto ciò che faccio esiste almeno una piccola luce, probabilmente non lo farei.
Sette
7 febbraio 2013Come i vizi capitali, come le meraviglie del mondo, come i giorni della settimana, come gli ingredienti della crostata, come i samurai, come i re e i colli di roma. Come i fratelli per le spose, come le note musicali e le vite dei gatti, ma soprattutto 7 come il giorno del mio compleanno!
Invecchiare non è poi tanto male, sa di pollo !!!
Oltre l’apparenza
5 febbraio 2013Dicono di andare sempre oltre l’apparenza delle persone, di scendere in profondità, ma io oggi arranco già sulla superficie. Alcune sono tutte in salita, peggio della statale per il Terminillo.
Vigliacco
5 febbraio 2013Un vigliacco scappa sempre, anche quando nessuno lo insegue.
La strada giusta
5 febbraio 2013Certe volte è proprio l’assenza di traffico a nasconderti la strada giusta da prendere.
La filosofia del criceto
31 gennaio 2013Secondo la filosofia del criceto la ruota gira sempre nel verso giusto, ma lui non sa che si tratta di un’illusione.
Non sarebbe vita
30 gennaio 2013Dolore, rabbia, odio, desiderio, amore, stupore, meraviglia, tristezza, malinconia, noia. Emozioni che non si sa come coltivare, mantenere, stimolare o cancellare. Eppure, senza non sarebbe vita.
Un esame lungo una vita
27 gennaio 2013Quando sei arrivata, otto anni fa, hai trovato uno sprovveduto con l’aria sognante e gli hai insegnato a fare il papà.
Da quel giorno non c’è mattina che io non mi chieda se sono stato all’altezza di questo ruolo.
E’ il mio esame quotidiano e so che durerà tutta la vita.
Un inutile sabato
26 gennaio 2013Insieme, notte, sorriso, tempo, viaggio, roma, caso, gennaio, benvenuto, distanza, identità, amicizia, soldi, accordo, devastante, perdono, ecco, sicurezza, sole, neve, solitudine, reazione, natura, troppo, abbastanza, qualcosa, tutto quello che non ti aspetti.
E poi arriva un altro inutile sabato da ricostruire, come le sorprese che trovi nelle uova della kinder.
Piccole, stupide, inutili opere di ingegneria, che poi butti nel cestino della spazzatura insieme a un sorriso e al tempo perso per realizzarle.
Non mi arrendo
21 gennaio 2013“Non mi arrendo al tempo che si scompone, ai sogni che non si realizzano, ai rapporti umani che nascono e terminano senza un motivo. Agli sguardi incupiti e tracotanti di malinconia. Non mi arrendo alle antipatie e a quell’ironia inopportuna che sa di tappo.
Non mi arrendo all’esistenza, alle coincidenze che logorano, alle cattive amicizie, ai luoghi comuni, alle banalità e alla disattenzione.
Non mi arrendo al falso perbenismo, acido come la birra calda e alle lezioni di vita impartite dalle persone che parlano e che non sanno ascoltare.
Non mi arrendo di fronte a tutta questa indefinita e labirintica incomunicabilità, alla camaleontica solitudine di certi momenti, alla noia, alla delusione di un’esistenza che oggi mi sfugge di mano.
Non mi arrendo davanti a tutte quelle occasioni che ho perso e che sono scivolate via come il tempo, ma senza lasciare il segno e alle pagine bianche di questo libro che forse non riuscirò mai a terminare.
Non mi arrendo davanti ai miei indugi, alle mie insicurezze, a quel vagheggiare di pindariche idee e a tutti quegli illusori pensieri che non sarò mai in grado di tradurre in realtà.
Non mi arrendo all’ipocrisia delle religioni che mi dicono di pregare, credere e sopravvivere e alla demagogia di chi “sa sempre tutto”, ma che “non si può fare niente”.
Non mi arrendo alle implacabili emicranie, alle centinaia di aspirine mandate giù in questi anni e a tutti quei giudizi che ho ingoiato e mai digerito.
Non mi arrendo alle sfumature della vita, alle invidie, al livello del colesterolo sempre troppo alto, all’odio, alla gioia, alle coincidenze sfortunate e a tutto l’ordinato caos che ha sconvolto la mia esistenza.
Non mi arrendo alle conseguenze dei miei molteplici errori, alla nostalgia dei momenti andati e alla debordante impotenza dei miei pensieri, quando tutte le mattine mi alzo e mi accorgo di non avere un piano per cambiare il mondo.
Non mi arrendo agli eufemismi, alla timidezza, all’arroganza, al doppiogiochismo, all’opportunismo, alla vergogna, alla realtà, al dubbio, all’indifferenza, all’aridità di pensiero, alle dipendenze, alle menzogne dette anche a fin di bene, alla stupidità, agli eccessi, alla flemmatica rapidità del vincente e all’ingiustificato stupore del perdente.
Non mi arrendo a tutti quei misteri che non sono mai riuscito a spiegare. Alla velocità di certi pensieri e alla lentezza di certi ricordi, che rimangono reclusi nella mia testa come in un’assurda prigione di plastica.
Non mi arrendo alle sofferenze provocate da quella malattia che oggi so di non poter sconfiggere. Non mi arrendo di fronte a niente e davanti a nessuno, che non abbia gli occhi luminosi e innocenti di mio figlio Luca.”
brano estratto dall’introduzione de LA PRIGIONE DEI RICORDI un romanzo di Gianluca Marcucci, Editrice Smart








