Archive for the ‘Riflessioni’ Category

I tagli della politica.

21 aprile 2013

Con Napolitano rieletto, subito i primi benefici per il paese! Risparmiati almeno 100.000 euro tra quadretti, poster e cornicette varie con la foto del nuovo presidente. Caserme, scuole e uffici comunali manterranno quelle vecchie! I più tecnologici aggiungeranno un paio di rughe con photoshop!

Tecniche di vita vissuta

18 aprile 2013

Teorie e tecniche di vita vissuta. Una materia difficile che pensi di aver imparato a scuola. Ma, per quanto tu possa aver studiato, nulla poi accade con la rapidità e la semplicità che vorresti.

Quasi tutti

16 aprile 2013

Poche persone sono veramente quello che raccontano di essere, ma quasi tutte credono di esserlo veramente.

Il gioco delle bambole di pezza

12 aprile 2013

Noi che giochiamo agli imprenditori, agli uomini di successo, agli innamorati, ai vincenti. Noi che siamo fidanzati, mariti e amanti insoddisfatti. Che non somigliamo per niente ai nostri genitori, ma nemmeno ai nostri figli. Che ogni mattina ci osserviamo, ci misuriamo e valutiamo il nostro piazzamento rispetto a ció che ci circonda, a quel che siamo e che facciamo.
Noi, eternamente in gara contro tutto e tutti, tranne che con noi stessi. Ed è una folle corsa verso il basso. Quella di chi precipita e si compiace di accelerare.
Prigioniero anche io di questo sconsiderato gioco delle bambole di pezza, oggi sento che dovrei provare a scusarmi per tutte quelle volte che ho giocato e mi sono trovato a precipitare, convinto di dover solo staccare gli altri.
Chiedere scusa alle persone che amo e soprattutto a me stesso. Ma il monologo delle scuse potrebbe essere lungo e molto impegnativo. Per questo mi limiterò a rilasciare un sintetico: “perdonatemi, quello non ero io”. Un pugno di assordanti parole sussurrate sottovoce per pochi interessati.
Un colpo sferrato allo stomaco.
Forse la nostra esistenza è molto più simile alle favole che si raccontano ai bimbi, piuttosto che al mondo spietato, complesso e variopinto delle persone adulte.
Forse basterebbe solo provare a esserci di nuovo accettando tutte le nostre imperfezioni. Totalmente, esclusivamente, senza paura, dedicando questa nuova versione di “noi stessi” a noi e a tutte le persone care.
Tornare finalmente in contatto con le cose importanti e abbandonare questo comune e insensato, ma umano bisogno di esorcizzare le paure acquistando e ostentando un inutile, insipido prestigio.

Come un lungomare

9 aprile 2013

Certe scelte somigliano al lungomare di Ostia. Le percorri più volte convinto di tirare dritto fino al porto. Poi invece ti fermi a un semaforo, una rotonda e decidi di cambiare strada per non fare la coda, senza sapere se effettivamente poi cambierà qualcosa, ma niente. Le case, gli alberi, la gente, il tempo. Non cambiano.
Solo che non vedi più il mare.

Promesse

7 aprile 2013

A volte le promesse generano più emozioni dei fatti.

Mutare

3 aprile 2013

Ho smesso di pensare al tempo come a un qualcosa che scorre. Lo vedo come una entità che cresce e che assume ogni giorno forme diverse.
Per questo è importante concentrarsi sulla meta da raggiungere, ma senza guardarla con troppa ossessione. Bisogna stare nel viaggio e seguire il profilo di quella strada che non tira mai dritto verso l’obiettivo. Imparare ad amare anche tutte quelle curve e la forma delle cose che cambiano intorno a te.
E’ quello che sono diventato oggi a suggerirmi la funzione che ho rispetto al mondo che mi circonda, ma questo non abbrevia la strada che devo percorrere.
Ne muta solo le forme.

Semafori

24 marzo 2013

La cosa peggiore che può capitarti quando prendi una strada che tutti vogliono percorrere non è trovarci un semaforo rosso, ma un semaforo spento.

Quello che siamo

23 marzo 2013

Siamo il riflesso di un modello culturale basato sulla furbizia, l’opportunismo, la convenienza, il clientelarismo, la bugia detta a fin di bene, l’arricchimento facile, il falso perbenismo e l’utilitarismo più sfrenato.
Non potremo mai cambiare nulla se prima non accettiamo i nostri difetti e cominciamo a cambiare noi stessi, partendo dalla base, puntandoci per una volta il dito contro senza pensare agli altri.

Dilettantismi

21 marzo 2013

Quando ci si difende senza essere attaccati, si mettono in mostra le nostre fragilità.
Questo è un errore che ogni tanto commetto anche io.

Vivere

20 marzo 2013

La cosa più difficile per un sognatore è vivere nel presente, davvero.

Sogni

11 marzo 2013

Ogni pesce rosso sogna un mare più grande del suo acquario, ma solo perché non puó sapere che è salato.

La rabbia del cacciatore di se stesso

10 marzo 2013

La rabbia di una piuma che non riesce ad attraversare l’oceano mi si condensa addosso, mentre una febbre licantropa scava le unghie dentro la carne delle mie mani.
ll rumore di denti che si spezzano contro altri denti è l’unico silenzio che riconosco in questa prigione di pensieri, dove ogni dubbio è un macigno che mi tiene schiacciato a terra e mi impedisce di parlare.
Certe volte lascio che in quello che penso cadano alcune parole maledette, alcune parole alle quali non sono abituato.
Cerco risposte e alla fine mi accorgo che non ho nemmeno una domanda giusta da fare.
Mi guardo intorno cercando un segnale in una pupilla che si dilata quel millimetro di troppo, in una testa che si volta con l’eccessiva velocità di chi vuole nascondere il proprio interesse.
Il mio arco scocca una freccia e io la vedo conficcarsi sulla parete alle mie spalle.
Cacciatore e preda si fondono all’interno della stessa storia ed è il paradosso di chi non può in alcun modo uscirne vincente.
Conosco due tipi di persone: quelle che giocano per “vincere” e che, per “vincere”, sarebbero disposte a perdere anche la dignità. E quelle che giocano solo per il gusto di giocare, che alla fine ripongono tutti i pezzi del puzzle nella scatola e “vincenti” o “perdenti” se ne vanno a bere una birra con gli amici, perché domani sarà comunque un altro giorno.

Bimbi

4 marzo 2013

Esistono due tipologie di bimbo. C’è quello piccolo, quello che eri un tempo, a cui servivano solo i sorrisi e le coccole e poi c’è quello adulto, quello che sei diventato, quello a cui basta un attimo per rendersi conto di quanto la vita sia tempestata dalle difficoltà e dalle ingiustizie. Quello che corre, lotta e tenta di cambiare le cose comunque, senza preoccuparsi di possedere o meno i mezzi per farlo.
In fondo non c’è molta differenza nel tentare di inserire un cubetto di legno in un gioco di intelligenza o la parola “futuro” in ogni nostro grande obiettivo.

La mia luce

27 febbraio 2013

La luce che illumina il mio moto perpetuo non è il sole, ma nasce dagli occhi di una bimba di otto anni.