Stamattina il mio foglio elettronico se la ride. Succede ogni volta che provo a metterci sopra certe parole. Sostantivi, verbi e aggettivi che si inseguono lentamente, feriti da uno sterile inchiostro elettronico.
Forse ho perduto le occasioni migliori osservando i miei castelli in aria. Curiose architetture fatte di sogni e briciole di pane della cena. Posso ancora rivederli quei merli sgraziati. Quei lunghissimi corridoi infestati dalle immagini degli amici e delle amanti mai avuti.
Abitanti curiosi di un regno compromesso e solitario. Personaggi impostati privati di entusiasmi e nostalgie. Senza certezze.
Quelle che oggi hanno il barcollante tremore di una sbronza notturna nei vicoli poco illuminati di Roma.
Ci sono serate dove la birra marcisce. Altre dove ghiaccia e spacca i sorrisi. E poi ci sono serate dove il vino non disseta. Il tempo scorre lento. E il ronzio delle parole si confonde con l’alcol e ti gira la testa.


22 marzo 2019 alle 10:26 am |
Ti leggo tutto d’un fiato.
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22 marzo 2019 alle 10:27 am |
Tutto d’un fiato annoia. 😉
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22 marzo 2019 alle 10:28 am |
Affatto.
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22 marzo 2019 alle 10:30 am |
Romanticismo ciclopico. Dopo un po’ ti si chiudono gli occhi.
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22 marzo 2019 alle 10:32 am
Vado di là a prendere gli stuzzicadenti per tenerli in sù.
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22 marzo 2019 alle 10:32 am
😊😍
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