Se fossi una figura geometrica sarei un poligono regolare con un gran numero di lati, praticamente indistinguibile da una circonferenza e comunque ben lontana dall’esserlo veramente.
“Imperfetto”.
Se fossi una pianta non mi accontenterei di essere un albero qualsiasi, sarei un bosco.
“Generoso”.
Se fossi un automobile sarei una lamborghini e saprei benissimo che esistono due tipologie di graffi. Quelli che qualche simpatico estimatore ti lascia premurosamente sulla carrozzeria e quelli che sono solo conseguenze di una guida sbagliata, distratta o eccessiva.
Credo sia da sciocchi rimanere immobili a lasciarsi graffiare con un chiodo da ogni lato, solo per paura di prendere qualche marciapiede parcheggiando altrove.
“Logico”.
Archive for the ‘Riflessioni’ Category
Se fossi
18 novembre 2013Aforismi e figure retoriche
18 novembre 2013A volte mi sento come un bimbo che corre forte e non si preoccupa delle scarpe slacciate.
–
La mia vita è un cinepanettone. Vorrei almeno cambiaria in un cinetorrone morbido al cioccolato.
–
Stamattina mi sento come un elefante col raffreddore in una cristalleria Swarovski
–
Capisci di avere smarrito la strada quando non sai più se stai partendo o tornando. Ma conta davvero poco quando l’unica cosa che sai fare è “accelerare”.
–
L’amore è come la Nutella. Nessuno guarda mai la data di scadenza sul barattolo.
–
Tutti abbiamo un qualcosa del passato da esibire orgogliosamente come fosse una ferita di guerra, una cicatrice, una prova che si è davvero vissuto. Mostrarlo fa bene, basta che non si tratti di colpi auto-inflitti.
–
Continuo ad arredare sogni, perchè non posso ancora permettermi una realtà tutta mia.
–
A volte mi sento come un treno deragliato. È la mente che immagina. È l’immaginazione che mente. Anche privati dei propri binari si va comunque avanti e non c’è “velocemente” che non sembri “troppo lentamente”.
Ho ancora voglia di dormire.
Dimentico facile, quindi potrei già aver scritto tutto questo decine di volte. Alcuni pensieri bugiardi lanciano sguardi che gelano. Vorrei spiegar loro che non è come pensano, ma tanto so già che negherebbero di averlo pensato.
La domanda sbagliata
18 novembre 2013Una “domanda sbagliata” comporta sempre delle spiacevoli conseguenze.
E una domanda giusta fatta al momento sbagliato è una “domanda sbagliata”.
Il buio peggiore
18 novembre 2013Il buio peggiore è quando ci rifiutiamo di aprire gli occhi
La storia della mia vita
24 ottobre 2013È la storia della mia vita.
Quando desidero qualcosa con tutto me stesso, pare che l’universo intero cospiri affinché questo qualcosa non si realizzi mai ed è in quel momento che vorrei soltanto accelerare fino a 350 km orari.
Vorrei scappare lungo uno spazio temporale e ritornare il bambino che ero un tempo. Quello che dalla finestra della sua stanza rubava minuti ai libri di scuola per guardare …le stelle.
Erano sempre là. Le vedevo solcare il cielo solo per me e puntavo loro il mio dito.
“Non puntarci il tuo dito” mi rispondevano le stelle.
Ma ho sempre ignorato l’avvertimento.
Forse è come dicono gli americani. “Life it’s so fucking cool.”
Non sono conforme a ciò che questa vita vuole impormi. Non ho orari, non ho un ufficio, non ho colleghi, non ho una donna.
A dire il vero non sono nemmeno molto convinto di avere tanti amici, ma sta bene così.
Vivo solo con i miei piccoli umori e “solo” con tantissima vita intorno a me. Non potrei desiderare altro.
Una volta camminavo per le stradine di Claviere, presto al mattino e spesso incrociavo i veri abitanti della montagna. Volpi, cerbiatti, marmotte. Qualche volta facevo anche in tempo a immortalarli con l’iPhone.
Tutto ciò era pace.
Poter scattare una foto in tranquillità è pace.
Decidere qual’è il momento giusto per “decidere” è pace.
Niki che spiega come vestirà la sua barbie è pace.
Un torrente di montagna, ma anche la risacca spumosa delle onde dell’oceano o il denso silenzio della neve quando cade su altra neve è pace.
I tuoi occhi che si specchiano nei miei occhi è pace.
Osservarti mentre dormi è pace.
Sono li che ti guardo. Che aspetto l’occasione giusta per accarezzarti il viso. Una grande emozione da custodire tra le mie piccole mani. Stretto e costretto tra le metamorfosi di un volto teso e un soffitto tappezzato di sogni evanescenti e impercettibili microrganismi di un sentimento da passare al microscopio.
Un virus che si moltiplica nel mio cuore e dal quale è impossibile non venire infettato.
Anche stamattina ti scrivo.
Scrivo in quell’angolino di letto che mi protegge di fronte alla grandezza del mondo, immaginando cosa possa essere la felicità.
Scrivo del futuro senza però conoscerne le opportunità.
Scrivo dell’amore, ma solo per sentito dire.
Scrivo pensando ad una ragazza bellissima che illumina di speranza e sentimenti forti la mia vita.
Scrivo della vita, di quella vita che conosco ben poco. Una esistenza che impacchetto come un regalo ancora da ricevere e che non sono più certo di voler scartare senza te.
L’etica del Cirque du Soleil
24 ottobre 2013C’era una volta un uomo imperfetto che voleva dare un significato alla propria esistenza applicando l’etica del Cirque du Soleil.
Era funambolo, quando cercava di rimanere in equilibrio sul suo cuore. Era trapezista, quando restava perennemente appeso al suo sguardo. Era pagliaccio, quando faceva di tutto per strapparle un sorriso.
Ogni relazione
24 ottobre 2013Ogni relazione nasce senza un apparente motivo e vive dinamiche uniche e irripetibili, non omologabili e soprattutto non investigabili.
Le conseguenze dell’amore non sono però mai cosi’ lineari, ma conscio e inconscio, passione, frustrazione, dubbio, tolleranza, sintonia, trasgressione, sensibilità, condivisione e sacrificio si intersecano con modalità esponenziali, creando una ragnatela di sentimenti dalla quale spesso è troppo complesso uscire fuori.
Poi arriva l’onda
24 ottobre 2013Si torna a casa. Tu lo fai sonnecchiando sprofondata nella poltrona e io palpeggiando il mio iphone. Non posso fare a meno di pensare ed è il mio viaggio nel viaggio. Il mio modo di tenermi a debita distanza dalla quotidianità.
Intanto ti rigiri su te stessa.
Cambi posizione.
Cerchi con il capo e trovi la mia spalla.
Io ti guardo.
Sorrido.
Poggio la mia testa sulla tua.
E nella semplicità di un… istante apparentemente banale sono felice.
“Lo vuoi?”
Alla fine l’hai fatto.
Ti sei svegliata.
Ti guardo e sei bellissima.
Anche col viso stanco e i capelli spettinati.
Anche quando critichi il mio modo di essere.
Anche quando mi rimproveri o mi prendi teneramente in giro.
A volte ti trasformi in acqua alta e ogni tuo sorriso è una splendida mareggiata.
Sei tu.
E pensare che questa meraviglia l’ha fatta una sola onda. La chiamano anomala a causa della sua altezza. Anomalo lo dico di tutto ciò che attraverso la sua inconsuetudine mi svela qualcosa di qualcuno.
Scrivere per me è percorrere questa strada, quella di un’onda nella sua inarrestabile corsa verso la terra ferma.
Il resto è tutto cremine per la pelle, televisione, facebook, hamburger, coca zero, chiacchiere di statistica, calcio la domenica, malinconia di aperitivi e di risate eccessive, capricci di bambini, mogli stanche, lunghissimi viaggi, previsioni del tempo che dicono che forse domani pioverà o forse no.
Poi arriva l’onda.
Il domani
18 settembre 2013Il domani è una villa edificata con profonde incertezze ed arredata con le speranze più folli.
Il nome delle emozioni
29 agosto 2013Da piccolo ti insegnano a chiamare le emozioni con il loro nome: dolore, rabbia, odio, desiderio, amore, stupore, meraviglia, tristezza, malinconia, speranza, noia. Ma non c’è un manuale che poi spieghi come coltivarle, mantenerle, stimolarle o cancellarle.
Forse perché se davvero esistesse, magari non sarebbe più nemmeno vita.
E’ certo
28 agosto 2013In un universo dove avvengono miliardi di eventi per ogni secondo, che qualcosa di molto improbabile accada non è solo assolutamente probabile. E’ certo!
La sintesi confusa di un piccolo grande amore
26 agosto 2013Tra decine di cose da fare e disfare cerco stamattina di mettere ogni mio pensiero positivo al sicuro, salvaguardandolo inaspettatamente dalle insidie del solito post mattutino su fb.
Scrivo ogni giorno, tutti i giorni e c’è ancora chi si sforza di comprenderne le profonde motivazioni.
A volte digito cose per poi cancellarle. Uso impropriamente aggettivi e avverbi. Imprimo alla scena sfumature e tratti che non mi appartengono e il tutto solo per rendere i testi più scorrevoli, più ordinati, più veri.
In mesi di pagine scritte ho interiorizzato tanto da raggiungere a volte riflessioni mistiche, paradossi che si giustificano da soli in quanto tali, o che si perdono nel vuoto di un paesaggio grigio privo di colori pastello.
Tasselli che di rado si vanno ad incastrare tra le pagine di quel libro che forse ancora non ho finito e che probabilmente non terminerò mai.
La vita continua a essere quel film che aspettavo di vedere con ansia, ma a metà del quale continuo inesorabilmente ad addormentarmi. Ed ogni sera è la stessa storia.
Conosco alla perfezione la prima parte, ma ne ignoro il seguito e alla fine ripensandoci finisco col mangiarci su.
Eccomi qui, di nuovo alle prese con gli strattoni della quotidianità, anche se stamattina reagire si trasforma in un proposito estremamente invitante per i miei sentimenti.
Un approccio al fare a volte poco praticabile quando sono di cattivo umore, quando penso troppo e dimentico che la vita è fatta soprattutto di corse, problemi e soluzioni a tempo determinato.
Forse sono solo una persona che scrive al mattino per esorcizzare quel peso sullo stomaco che tra le lenzuola diventa insostenibile.
Forse sono fragile e scrivo perchè ho bisogno di rileggerlo.
Forse cerco il rumore generato dal battito del tuo cuore, solo per coprire tutte le banalità che sono costretto ad ascoltare ogni giorno e poi il silenzio del tuo sguardo che mi aiuti a trasformare tutto quel rumore in tranquillità.
Scrivo perché ho bisogno che qualcuno mi ascolti.
Predico sicurezza perché qualcuno si fidi.
Mi trasformo tra le righe in un’idea di cosa le persone si aspettano che io sia, e mi vendo al prezzo di un sorriso.
Il sorriso di chi vorrei mi rimanesse accanto tutta la vita.
La verità è che sono spietatamente buono e che auguro una vita felice anche al mio peggior nemico.
La verità è che mi innamoro di tutto quello che è speciale, perché mi sento speciale. Così ogni giorno cerco di convincermi che ogni cosa sia stata messa lì proprio per me.
Si tratta solo di riconoscere cosa.
Si tratta solo di trovarne il verso giusto.
La verità è che adoro il tepore del sole, la profondità del mare, ma anche le montagne ed il vento freddo di Claviere.
Adoro le stagioni passate e quelle future.
Sono perdutamente innamorato di tutti quei treni, gli aerei, le partenze, le nottate e i risvegli.
Non saprò mai quanto nella vita ho dato, nè quanto ho veramente ricevuto.
Non mi sono mai segnato nulla e nessuno si è mai curato di farlo per me.
Se potessi chiuderei il tuo sorriso in cassaforte, perché non esiste niente al mondo che valga di più e perderlo sarebbe oltremodo seccante.
Ma la verità è che vorrei avere quel tuo sorriso in un barattolo, perché quando non ci sei non riesco a farne a meno. Vorrei poterlo respirare e accarezzare sempre.
Stamattina le mie parole non sono altro che il risultato della sintesi confusa delle sensazioni che provo.
Stamattina sono riassunto nelle fusa del cucciolo più tenero che si possa immaginare.
La meccanica dei calcoli
25 agosto 2013Sensibilità, trasporto, accordo, affiatamento, affinità, armonia, confidenza, intesa, vicinanza, disturbo.
È davvero difficile essere onesti con alcuni sentimenti. Dicono che l’amore sia elevazione dello spirito, eppure l’unico spirito che siamo disposti a riconoscere è quello del benessere, dell’appagamento dei sensi e della condizione sociale. Esiste in ogni uomo un freddo meccanismo che esclude lo spazio vitale della spontaneità, dell’anomalia, dell’originalità.
Questo meccanismo si chiama calcolo ed è istallato dalla nascita in ognuno di noi come un potente software in grado di generare maschere.
Eppure anche camuffati o nascosti, contraffatti o eccessivi, luminosi o invisibili, è sempre comunque possibile riconoscerci dall’odore. Buoni, cattivi, bugiardi, imbecilli, onesti, farabutti, principesse, puttane, schiavi o padroni. Ci si insegue a vicenda replicando disperatamente i nostri calcoli all’infinito, mescolando ogni giorno un sorriso al caffè del mattino e alimentando di frustrazioni la nostra fragile corazza.
Amici ed emozioni
23 agosto 2013Ogni tanto passo in rassegna emozioni soffocate, come farebbe un sottotenente con il suo piccolo plotone.
Le vedo tutte lì, ben disposte e in fila. Geometricamente silenziose, perché io esigo rispetto dalle mie emozioni.
Qualcuno pensa che questa vita non sia altro che la somma di migliaia di attimi vissuti in altre vite passate.
Qualcuno dice che ogni nostra cellula contenga in fondo qualcosa di quelle esistenze.
Ma io non lo so.
Non ricordo chi fossi.
Forse ero qualcuno con una missione da compiere, o semplicemente un nessuno che sognava di diventarlo.
Forse ero un musicista.
Forse un pittore.
Forse un condottiero o un esploratore.
Un uomo di potere o distrutto dal potere di altri uomini.
Potrei aver attraversato secoli di storia e magari anche contribuito a scriverla.
Non lo so. Davvero non ricordo.
Mi tornano in mente solo fatti di questa vita, un passato recente fatto di sguardi, sorrisi, emozioni.
Sono le quasi le sei.
Sta salendo il sole ed è lo stesso sole da migliaia di anni. Miliardi di vite passate, miliardi di storie, un solo spettatore.
Emiliano dorme. Pepe farfuglia al telefono, la tv sta trasmettendo una deliziosa musica anni 70 e io ho ancora trenta secondi di tempo da dedicare alla ricerca di ricordi fondamentali prima che finisca questa canzone e ricominci a fare il conto delle cose da fare oggi…
La dinamica delle certezze
23 agosto 2013Esiste una dinamica virtuosa che collega un uomo a tutte le cose che lo circondano.
Sono le esperienze che non solo servono a cambiare noi, ma devono anche contribuire a mutare il nostro atteggiamento verso il contesto in cui viviamo.
C’è una differenza abissale tra l’agire sospinti da una certezza e il rimanere immobile a chiedersi il perché di quella certezza.








