La storia della mia vita

È la storia della mia vita.
Quando desidero qualcosa con tutto me stesso, pare che l’universo intero cospiri affinché questo qualcosa non si realizzi mai ed è in quel momento che vorrei soltanto accelerare fino a 350 km orari.
Vorrei scappare lungo uno spazio temporale e ritornare il bambino che ero un tempo. Quello che dalla finestra della sua stanza rubava minuti ai libri di scuola per guardare …le stelle.
Erano sempre là. Le vedevo solcare il cielo solo per me e puntavo loro il mio dito.
“Non puntarci il tuo dito” mi rispondevano le stelle.
Ma ho sempre ignorato l’avvertimento.

Forse è come dicono gli americani. “Life it’s so fucking cool.”
Non sono conforme a ciò che questa vita vuole impormi. Non ho orari, non ho un ufficio, non ho colleghi, non ho una donna.
A dire il vero non sono nemmeno molto convinto di avere tanti amici, ma sta bene così.
Vivo solo con i miei piccoli umori e “solo” con tantissima vita intorno a me. Non potrei desiderare altro.
Una volta camminavo per le stradine di Claviere, presto al mattino e spesso incrociavo i veri abitanti della montagna. Volpi, cerbiatti, marmotte. Qualche volta facevo anche in tempo a immortalarli con l’iPhone.
Tutto ciò era pace.
Poter scattare una foto in tranquillità è pace.
Decidere qual’è il momento giusto per “decidere” è pace.
Niki che spiega come vestirà la sua barbie è pace.
Un torrente di montagna, ma anche la risacca spumosa delle onde dell’oceano o il denso silenzio della neve quando cade su altra neve è pace.
I tuoi occhi che si specchiano nei miei occhi è pace.
Osservarti mentre dormi è pace.

Sono li che ti guardo. Che aspetto l’occasione giusta per accarezzarti il viso. Una grande emozione da custodire tra le mie piccole mani. Stretto e costretto tra le metamorfosi di un volto teso e un soffitto tappezzato di sogni evanescenti e impercettibili microrganismi di un sentimento da passare al microscopio.
Un virus che si moltiplica nel mio cuore e dal quale è impossibile non venire infettato.

Anche stamattina ti scrivo.
Scrivo in quell’angolino di letto che mi protegge di fronte alla grandezza del mondo, immaginando cosa possa essere la felicità.
Scrivo del futuro senza però conoscerne le opportunità.
Scrivo dell’amore, ma solo per sentito dire.
Scrivo pensando ad una ragazza bellissima che illumina di speranza e sentimenti forti la mia vita.
Scrivo della vita, di quella vita che conosco ben poco. Una esistenza che impacchetto come un regalo ancora da ricevere e che non sono più certo di voler scartare senza te.

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