La sintesi confusa di un piccolo grande amore

Tra decine di cose da fare e disfare cerco stamattina di mettere ogni mio pensiero positivo al sicuro, salvaguardandolo inaspettatamente dalle insidie del solito post mattutino su fb.
Scrivo ogni giorno, tutti i giorni e c’è ancora chi si sforza di comprenderne le profonde motivazioni.
A volte digito cose per poi cancellarle. Uso impropriamente aggettivi e avverbi. Imprimo alla scena sfumature e tratti che non mi appartengono e il tutto solo per rendere i testi più scorrevoli, più ordinati, più veri.
In mesi di pagine scritte ho interiorizzato tanto da raggiungere a volte riflessioni mistiche, paradossi che si giustificano da soli in quanto tali, o che si perdono nel vuoto di un paesaggio grigio privo di colori pastello.
Tasselli che di rado si vanno ad incastrare tra le pagine di quel libro che forse ancora non ho finito e che probabilmente non terminerò mai.
La vita continua a essere quel film che aspettavo di vedere con ansia, ma a metà del quale continuo inesorabilmente ad addormentarmi. Ed ogni sera è la stessa storia.
Conosco alla perfezione la prima parte, ma ne ignoro il seguito e alla fine ripensandoci finisco col mangiarci su.
Eccomi qui, di nuovo alle prese con gli strattoni della quotidianità, anche se stamattina reagire si trasforma in un proposito estremamente invitante per i miei sentimenti.
Un approccio al fare a volte poco praticabile quando sono di cattivo umore, quando penso troppo e dimentico che la vita è fatta soprattutto di corse, problemi e soluzioni a tempo determinato.
Forse sono solo una persona che scrive al mattino per esorcizzare quel peso sullo stomaco che tra le lenzuola diventa insostenibile.
Forse sono fragile e scrivo perchè ho bisogno di rileggerlo.
Forse cerco il rumore generato dal battito del tuo cuore, solo per coprire tutte le banalità che sono costretto ad ascoltare ogni giorno e poi il silenzio del tuo sguardo che mi aiuti a trasformare tutto quel rumore in tranquillità.
Scrivo perché ho bisogno che qualcuno mi ascolti.
Predico sicurezza perché qualcuno si fidi.
Mi trasformo tra le righe in un’idea di cosa le persone si aspettano che io sia, e mi vendo al prezzo di un sorriso.
Il sorriso di chi vorrei mi rimanesse accanto tutta la vita.
La verità è che sono spietatamente buono e che auguro una vita felice anche al mio peggior nemico.
La verità è che mi innamoro di tutto quello che è speciale, perché mi sento speciale. Così ogni giorno cerco di convincermi che ogni cosa sia stata messa lì proprio per me.
Si tratta solo di riconoscere cosa.
Si tratta solo di trovarne il verso giusto.
La verità è che adoro il tepore del sole, la profondità del mare, ma anche le montagne ed il vento freddo di Claviere.
Adoro le stagioni passate e quelle future.
Sono perdutamente innamorato di tutti quei treni, gli aerei, le partenze, le nottate e i risvegli.
Non saprò mai quanto nella vita ho dato, nè quanto ho veramente ricevuto.
Non mi sono mai segnato nulla e nessuno si è mai curato di farlo per me.
Se potessi chiuderei il tuo sorriso in cassaforte, perché non esiste niente al mondo che valga di più e perderlo sarebbe oltremodo seccante.
Ma la verità è che vorrei avere quel tuo sorriso in un barattolo, perché quando non ci sei non riesco a farne a meno. Vorrei poterlo respirare e accarezzare sempre.
Stamattina le mie parole non sono altro che il risultato della sintesi confusa delle sensazioni che provo.
Stamattina sono riassunto nelle fusa del cucciolo più tenero che si possa immaginare.

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