Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Quello che non capisci

18 aprile 2014

Non capirai mai che la tua anima viaggia insieme a me in ogni istante della mia giornata.
Ad occhi aperti o in ogni minuto del sonno.
Sei sempre li, in fondo al mio cuore, dolce come una carezza.
Non capirai mai che la bellezza ha sempre il profilo del tuo viso.
Che la dolcezza nasce nel chiarore dei tuoi occhi.
Che all’orizzonte di ogni pensiero brutto c’è sempre un mare fatto di serenità.
Non capirai mai che voglio solo traghettarci la tua anima.
Che un po’ del tuo profumo sarà sempre nei miei respiri.
Non voglio tirarti a me, ma indicarti la strada.
Sei il mio desiderio di sentimenti ignoti.
Quelli che scuotono.
Quelli che danno i brividi.
Quelli che acquistano forza solo se li condivido con te.
Per questo solo tu puoi vedermi sorridere o piangere veramente.
E finché il tuo cuore rimarrà una inespugnabile fortezza.
Io lo cingerò d’assedio.
Sono la tua rete sospesa sull’abisso.
E tu la meravigliosa funambola che vorrebbe attraversarlo a occhi chiusi camminando in punta di piedi su una corda tesa.

Meglio Gerusalemme

18 aprile 2014

Finché il tuo cuore sarà una inespugnabile fortezza io lo cingerò d’assedio.
Sarò il tuo cavallo e tu la mia Troia.
No vabbe’, facciamo Gerusalemme che è meglio.

Guardami

12 aprile 2014

Guardami,
fallo attraverso il tempo che passa,
lungo questa strada in salita.

Guardami,
e stringimi forte la mano,
poi guardami ancora
e non temere,
perché in ogni minuto
che passa,
il mio amore si rinnova.

Guardami
sull’orlo del baratro,
In mezzo alla gente,
o lontano dal mondo.

Guardami da vicino
o da altezze infinite,
quando sono solo,
quando sento che sto per cadere,
quando lotto per rimanere a galla,
quando mi sdraio sulla spiaggia tiepida,
o quando in cielo
si alzano le rondini.

Guardami,
più che puoi
e ascolta
i miei silenzi,
le mie promesse,
le mie incertezze,
la mie speranze effimere.

Perché
finché mi guardi,
attimo dopo attimo,
Io so che
ci apparterremo
sempre.

Briciole

5 aprile 2014

Le briciole anche servite su un piatto d’argento rimangono comunque briciole.

Quello che davvero conta

3 aprile 2014

Stamattina la stazione è fredda come gli sguardi incupiti della gente che incontro.
Per ogni viaggiatore che aspetta il treno giusto ne esiste uno che ha già raggiunto il proprio obiettivo.
Per ogni pagina rimasta nervosamente vuota c’è un foglio ricolmo di pensieri e cose già dette.
Per ogni “si” esiste un “quando”.
Per ogni “se” esiste un “come”.
Per ogni fuga esistono un “dove” e un “perché”.
Non credo di essere l’unico su questa stramaledetta terra che non ha mai pensato di tornare indietro per commettere meno sbagli, per ragionare di più sulle proprie azioni. Io vivo infettato da questo desiderio eppure contino a consumare strade e andare avanti, buttando macerie alle mie spalle e ostruendo la via che porterebbe al ritorno.
Poi però apro l’iPhone e mi fermo un istante a guardare una foto di qualche giorno fa.
I tuoi occhi. Il tuo profilo. La meraviglia di ciò che sei è un anticorpo potentissimo e ad un tratto non ho più voglia di tornare indietro, di non commettere gli stessi errori, perché cambiare anche un solo dettaglio del mio passato potrebbe non consentirmi di incontrare te.
Cosa vuoi che me ne faccia di una esistenza vuota di sbagli e piena del niente che sarei se non ci fossi tu?
Forse è proprio questo che mi aspetto dal futuro. Essere coerente con tutte le scelte della mia vita. Convincermi che il passato è importante, ma che è il domani quello che davvero conta.

La mia gioia

1 aprile 2014

Stanotte non ho fatto in tempo a dedicarti un sogno, così adesso ti dedico un pensiero piccolo. Quasi impercettibile.
Potrei essere li con te ora. Guardarti dormire e accarezzarti fino al risveglio. Cercare con la mia mano tra i tuoi capelli il perché di ogni cosa.
Stremato dai sogni e cullato dalla speranza vivo ogni giorno immaginando che tutto questo in fondo sia possibile.
Oggi ti dedico le mie dita, i miei occhi e un respiro profondo, leggero, quasi impalpabile. Una mano lenta, sensuale, incalzante che non smette di coccolarti la fronte.
Stamattina ti dedico il mio mattino, un raggio di sole, il vento fresco, avvolgente e puro.
Vorrei aprire la finestra, versarti un caffè e perdermi nei tuoi occhi.
Regalarti l’entusiasmo della quotidianità, la pace di un momento semplice dopo l’altro, senza curve d’assenza, senza picchi e ripartenze.
Vorrei stare in un altro posto ora, ma non so dove e non saprei con chi se tu non esistessi. Tu che riesci a farmi scrivere di carezze, di sogni, di mattine, di improbabili caffè e finestre aperte.
La mia gioia è nella gioia dei tuoi occhi e io la cerco ogni mattina come un talentuoso giardiniere cerca una rosa in uno sconfinato giardino senza fiori.

Fino a 10

1 aprile 2014

Da piccolo una delle prime cose che impari è “contare fino a 10”. È un gran peccato che con gli anni si dimentichi l’importanza di questo grande, immenso insegnamento…

L’altra versione di me

30 marzo 2014

Esiste una versione della mia vita che scorre via senza colpi di scena. Dove ogni mattina un uomo si sveglia e parte in cerca della sua quotidiana razione di felicità imparando a miscelarsi col mondo.
Poi ce ne sta un’altra dove ogni giorno è il gran giorno. Dove non mi preoccupo di quanto grande sia un obiettivo. Dove non mi spaventa quello che c’è da fare e non mi chiedo se davvero possiedo i mezzi per farlo. Dove anche fallire diventa una allegra routine e provarci uno spietato bisogno.
Copioni diversi dove il tempo scorre via comunque senza alcun compromesso di convivenza.

Ci sono giorni

29 marzo 2014

Ci sono giorni in cui non so dove sto andando. So solo che cammino più sicuro se mi tieni la mano.

La coppia perfetta

29 marzo 2014

Esistono coppie che insieme si completano. Ad esempio io e il cornetto con la nutella.

Dettagli

29 marzo 2014

Sono bravo a notare tutti quei piccoli dettagli che sembrano insignificanti. Peccato che molto spesso lo siano davvero.

Amanti

25 marzo 2014

Alcune persone non scelgono di fare gli amanti, succede e basta.
Quando questo accade nascono relazioni da cullare nell’ombra.
Storie senza programmi a lungo termine, rapporti che si nutrono del bisogno di compensare le frustrazioni e le monotonie di altre relazioni prive di complicità. Convivenze di lunga durata vuote di attenzioni a cui a un certo punto è venuto a mancare qualcosa.
Storie impossibili che nascono dalle macerie di altre storie, facilitate dalla totale assenza di quotidianità, di problemi e situazioni concrete. Si vive e si nutre solo un desiderio, un sentimento che si muove all’interno di un labirinto di emozioni intense, spesso facilitate dalla distanza, dal tendere verso o dalla segretezza di una trasgressione.
È un gioco di clandestinità e reciproche seduzioni che il più delle volte contribuisce solo a mantenere in vita altre relazioni ufficiali impolverate dal tempo e bersagliate dalla noia, dal quotidiano o dalla totale mancanza di rispetto, complicità e dialogo.
Ci sono casi in cui queste relazioni beneficiano di riflesso l’una dell’altra ed è allora che si instaura negli attori quella condizione di “non scelta” che mantiene immodificati i rapporti con il partner principale.
Succede però che qualche volta qualcuno si innamori. Magari proprio la persona che in quella situazione occupa il ruolo del single, dell’amante dal cuore infranto.
Un animo spesso gentile trafitto dalle mortificazioni dell’attesa e dagli interminabili momenti che sembrano non trascorrere mai. Annientato dai silenzi delle messaggerie virtuali, da tutti i weekend non trascorsi insieme, dalle telefonate che non arrivano e confuso dalla chirurgica latitanza dell’altro sui social network.
Vivere la distanza da innamorato è una tra le condizioni più complesse ed emozionanti di una relazione, ma necessita di un importante bagaglio di esperienza e autocontrollo. Servono un cuore d’acciaio e un carattere blindato, resistente sia alle frustrazioni dei comportamenti irrazionali che all’assenza degli stimoli della quotidianità.
Si, perché quando ti innamori poi ti manca tutto. Portare a spasso il suo cane, aiutarla nelle cose di casa, fare insieme la spesa e tante altre piccole attenzioni dall’apparenza insignificante che all’improvviso assumono una rilevanza quasi fondamentale.
Ad un tratto vuoi un ruolo diverso per te nella sua vita, un universo abitato da concretezze, pranzi ufficiali, viaggi, progetti e una casa, ma è proprio questo il preludio della fine della storia, perché come provi a porre la questione all’ordine del giorno lei o lui si allontanano immediatamente.
Un amante non transita quasi mai al ruolo di compagno o compagna.
Esiste un caso su cento.
Nessun partner rinuncia alla clandestinità, al suo amaro piacere, ineguagliabile e non sotituibile con una vita normale. Tutto va bene finché si vive una sorta di manutenzione continua al rapporto principale, in segretezza, in sordina, senza apparenti pretese, briciole di affettivita che spesso si estinguono dopo una sessualità consumata più a conferma dell’amore sognato che a riprova della reale dimensione dei sentimenti.
Le cose collassano invece quando uno dei due comincia a vivere male l’attesa di una notizia, di una chiamata, un messaggio di fumo che ovviamente non arriva e che impone assurde strategie di sopravvivenza per lenire il dolore del cuore e dell’anima.
Forse bisognerebbe volersi più bene. Convincersi di poter aspirare e meritare molto di più di quello che si considera erroneamente “fondamentale” e che invece, alla resa dei conti, contribuisce solo a farci stare male.

Sillogismi

24 marzo 2014

Il fatto che ogni tanto perda la pazienza non fa di me un uomo distratto. Come avere le palle rotte di frequente non fa di me una persona fragile.

Solitudine

24 marzo 2014

Stamattina batto i piedi come un bimbo al supermercato desideroso di amore e attenzioni. Non c’è nulla peggio che ricevere un giocattolo quando quello che vorresti è solo stringere forte una mano.
La sua mano.
Forse del sentirsi solo quello che pesa in un bimbo non è tanto il senso di solitudine, quanto il fatto che nessuno si accorga di quanto si senta davvero solo.

L’ultima mano

23 marzo 2014

Quando sono lontano da te il tempo non passa mai. Le ore, i minuti e anche i secondi hanno una consistenza diversa, si allungano, si dilatano, si caricano di impazienza.
Stamattina indosso lo sguardo del giocatore e gioco a ingannare la vita. Mischio le carte per sfidare il destino. Nascondo il dolore, quello sottile che sa scivolarti accanto come un predatore certo della sua piccola preda. Mi gioco un sorriso, poi un altro e un altro ancora. Ma perdo di continuo.
Strapperei queste carte come si strappa un pensiero che angoscia, ma ho bisogno di giocare e non posso fermarmi ora. Mi basta solo un altro piatto. Puntare tutto per confondere il tempo.
Mi gioco il coraggio, la speranza e la gioia di un ultimo sorriso contro tutti i giorni che mi separano da te.
Posso vincere, lo so. Posso batterli tutti.
In fondo non è altro che la mia ultima mano.