Stato e Poker

20 ottobre 2009

..a chi mi chiede di dire la mia sull’attuale situazione del poker live in Italia devo necessariamente rispondere questo:
..stare a discutere della regolamentazione del poker live non ha davvero senso quando ci si trova come unico interlocutore uno stato permissivo di fronte a centinaia di situazioni grottesche commesse a cielo aperto come:
..relizzazioni di svincoli autostradali mai portati a termine..
..o costruzioni pubbliche stanziate e mai costruite..
..evasioni fiscali accertate e mai recuperate..
..assassini e pedofili a piede libero..
..ex terroristi posti in condizione di godere di potere politico..
..extra-comunitari alcolizzati che malgrado abbiano mietuto vittime innocenti riescono ancora a scorrazzare sul lungomare..
..e potremmo allungare l’elenco all’infinito..
..poi però superi di 11 kmh il limite di velocità di 50 kmh posto su una strada dove si è appostato il solito vigile furbastro.. e che succede ?
..ti fanno un sedere grosso come una casa..!
Purtroppo viviamo l’illusione di una democrazia..
..dove al popolo non è concesso alcun alcun potere..!
..ma di cosa vogliamo parlare se non siamo in grado di decidere nemmeno chi far governare..!
Il top del grottesco..?
..sentite qua..!
“..acquisizione del controllo di testate giornalistiche, mass media.. stampa e televisione..!”
“..realizzazione della separazione delle carriere in magistratura..!”
“..abolizione del monopolio RAI..!”
“..riforma dei rapporti stato-regione..!”
Questa è solo una parte del programma di rinascita democratica della vecchia loggia massonica P2..! Magari chi ha meno di 40 anni pensa si stia parlando di un programma di governo :))))
..se così fosse sarebbe stato realizzato in pieno..!
..e tra l’altro proprio da quei personaggi che figuravano all’epoca iscritti nelle liste di questa straordinaria loggia massonica..!

Sicuramente si tratta di coincidenze, ma levatevi anche voi lo sfizio di controllare quali singolari analogie esistono tra lo stato di fatto attuale e quello che si ritrova nel testo del programma della P2 degli anni 80 !!!!

http://www.misteriditalia.it/loggiap2/ilpiano/P2%28piano%29.pdf

..bleahh !
..scusate la politica mi fa andare il bombolone di traverso..!

Spietatamente Cattivo

20 ottobre 2009

..parto con l’obiettivo di essere spietatamente cattivo..! Ma alla fine so fingere così deliziosamente il bene che finisco col rimanerne coinvolto..! Così perdo l’attimo per sferrare il colpo decisivo..!! Dopo averla aperta.. richiudo la teca che custodisce gelosamente i bomboloni alla crema.. Il bene ha vinto ancora.. Accidenti a lui..!!

Dannata Felicità

20 ottobre 2009

..dannata felicita’ che come la sfiori si allontana di un passo come un orizzonte dispettoso..!! ..oggi voglio aggirarla e prenderla alle spalle..!! ..tanto non saro’ ne’ il primo, ne’ l’ultimo che prova a raggiungerla usando l’inganno..!!

Basta poco

20 ottobre 2009

Oggi nessuno sorrideva al bar, così ho pensato “…ora indosso un bel sorriso e lo mostro a tutti gli sguardi che incrocio. Guardatemi e vi beccate un sorriso. Incredibile. Tutti hanno ricambiato. Altro che al bar, sembrava piuttosto di essere al casting per la pubblicità di un dentifricio. Alle volte basta poco per iniziare bene la giornata.

Fantasia

20 ottobre 2009
Cara la mia fantasia..!! Ogni mattina arrivi e da brava bambina viziata strattoni la gonna del tempo lasciandomi sognare ad occhi aperti..!!
Mi scusi signore se nel mio sogno ho calpestato il suo piede..!! Camminavo con la testa tra le nuvole..!! …Stavo sognando un mondo in cui lei non esiste.. ma e’ evidente che o ho sognato male.. o lei riesce perennemente a starmi tra le palle..!!

Basta un sorriso

20 ottobre 2009

Sia chiaro. Amo, ma non tutti e non alla stessa maniera. Non ho bisogno nè della bidirezionalita’ dei sentimenti, nè dei grandi numeri. La sincerità fatica a nascondersi e non bastano certo le tante maschere che la gente ha imparato a portare con disinvoltura. anche io ne avrei un armadio pieno all’occorrenza, ma non ne ho bisogno. Al massimo indosso un sorriso.
Oggi e’ un giorno particolare che sento mio più di ogni altro giorno. Non mi piace, ma capisco che non sempre si può ottenere il massimo senza arrivare ad un compromesso, senza falsi buonismi o certi modi di fare.
Nob si può perdere tempo a stringere le mani di tutti quelli che incontri. Basta un sorriso e chi ti vuol bene capisce.

Uno straccio di idea

20 ottobre 2009

Ho due neuroni in testa e ringrazio il padre eterno ogni volta che si incontrano, perché a volte, è da non crederci, ne esce fuori anche uno straccio di idea.

Senza mollare mai

20 ottobre 2009

Se ti accorgi di non avere ali, puoi fermarti e prendertela con il mondo oppure iniziare a correre usando le tue sole gambe. Non credo di poter insegnare niente a nessuno, questo è solo il mio modo di vivere la vita. Vincere o perdere, senza mollare mai. E a chi pensa che un bombolone al mattino non regali un attimo di felicità, io rispondo che non ha capito proprio un cazzo.

Potere degli Zuccheri

20 ottobre 2009

La gente che incontro ogni mattina al bar mi diverte e mi fa stare meglio. Può sembrare strano, ma l’espressione del volto di ogni persona cambia radicalmente davanti ad un cornetto ed un cappuccino. Potere degli zuccheri.

I Colpevoli

20 ottobre 2009

Che bello.. oggi si va in banca per depositare sul conto corrente 1.000 euro, diciamo, che abbiamo vinto un torneo di poker. Grazie a questo fantastico deposito, la banca può prestare all’industriale che ne ha bisogno, 10.000 euro: è il meccanismo del credito frazionale ed il miracolo consiste in questo: la banca presta denaro che non ha, che crea dal nulla, e ci lucra gli interessi. Mitico.

La banca può scrivere quei 10.000 euro, nei suoi libri contabili, come attivo, perché ci guadagna gli interessi, e un giorno, magari, se lo vedrà ripagare. Nello stesso tempo, la contabilità però le impone di segnare una cifra identica, 10.000 euro, come passivo. Ciò perché la moneta creata dal nulla è ora in circolazione, l’imprenditore indebitato emette assegni su quel fido, e questi assegni saranno presentati all’incasso: la banca dunque ha un debito potenziale uguale al suo attivo. Questa passività viene coperta dal debitore con i suoi versamenti periodici per servire il debito che ha contratto.

Di fatto, accade qualche volta, no no accade tutti i giorni,  che l’indebitato non possa pagare, fallisca, diventi insolvente. In quel caso, la banca è costretta a registrare quel prestito andato a male alla voce perdite. Non è, diciamolo subito, una tragedia: poiché il 90% del denaro scritto nel fido è stato creato dal nulla, e non costa niente alla banca a parte le spese di tenuta della contabilità, ben poco valore reale è realmente perduto. E’ soprattutto una voce di contabilità.

Ma una perdita contabile è pur sempre un male per la banca, perché il prestito andato a male deve essere sottratto dalla colonna degli attivi, senza una corrispondente sottrazione alla voce passivi. Il passivo rimane, e la moneta creata dal nulla è in circolazione, e gli assegni vengono via via all’incasso, anche se il debitore è fallito. E la banca ha il dovere di onorare quegli assegni.

Il solo modo di pagarli, è prendere denaro dal capitale della banca – quello che ci hanno messo i suoi azionisti – o dai suoi profitti.

Nell’uno e nell’altro caso, sono gli azionisti della banca a perdere quei 10.000 euro. E per loro, la perdita è reale. Anzi se la banca ha fatto troppi prestiti avventati, e troppi dei suoi debitori risultano insolventi, può accadere che il passivo superi l’intero capitale che i suoi azionisti hanno investito nella banca. In quel caso, come abbiamo appurato in questi ultimi 20 mesi, la banca fallisce.
E’ un vero dolore, per i padroni. Un dolore così forte, che l’intero sistema bancario è collegato per scongiurarlo. No, gli azionisti di maggiornaza non possono perdere. La banca non può fallire. Per questo esiste la Banca Centrale: prestatore di ultima istanza, garanzia che nessuna banca soffra il fallimento, e i suoi padroni una perdita. La Banca interviene, se c’è questo rischio. A noi si dice: interviene per assicurare che i risparmiatori non perdano i loro depositi.

Il fatto è che ogni banchiere sa che non gli sarà permesso fallire, e perciò non dovrà rendere conto dei suoi prestiti più folli. E’ per questo motivo che le banche, severissime quando si tratta di prestare 50 mila euro al bottegaio dell’angolo o al lavoratore come mutuo per la casa, sono generosissime quando si tratta di prestare milioni di euro, anzi miliardi, a Parmalat, alla Fiat, allo Stato. Aprire un piccolo prestito costa come avanzare un miliardo di dollari dall’Argentina o dalla Fiat, e fa guadagnare meno interessi. E se la Fiat non paga, se rimane in arretrato l’Argentina, è l’intervento della Banca Centrale a salvare il banchiere improvvido, con la scusa che bisogna salvare il sistema; se diventa insolvente l’operaio col mutuo, nessun intervento pubblico lo soccorrerà.

Così, la banca presta volentieri agli Stati, allo Stato, a Parmalat, pur sapendoli insolventi.
Per capire come mai, bisogna ricordare una cosa: alla banca non interessa che il grande debitore estingua il debito, che restituisca rata su rata tutto il capitale. Quel capitale è al 90 per cento denaro creato dal nulla, e al 10% sono soldi vostri, il vostro deposito. Non è della banca, è vostro, e alla banca non interessa nulla. Quando un debitore estingue il suo debito e restituisce il capitale, per la banca è una noia: ora deve trovare qualcun altro da indebitare. Quel che conta, per la banca, è che il debitore continui a pagare gli interessi, magari in eterno.

Perché la banca lucra lì. Perché finché il debitore paga gli interessi, la banca può mantenere il prestito che gli ha fatto alla voce attivi.

In questo senso, il debitore ideale è lo Stato, gli Stati. La banca presta allo Stato comprandone i Buoni del Tesoro, che sono cambiali, promesse di pagamento. Ma nessuno si aspetta mai che lo Stato, alla scadenza dei Bot, paghi se non con l’emissione di nuovi Bot, di pari ammontare, a scadenza più lontana. Questo è l’eterno debito dello Stato; non risulta che nessuno Stato sia mai, nella storia, uscito dall’abisso del debito perpetuo. E’ proprio questo a rendere felice la banca: perpetuamente lucra gli interessi sui Bot, e del resto può in ogni momento rivenderli al pubblico.

Accade che gli Stati non riescano più nemmeno a pagare gli interessi. Accade sempre più spesso, nel terzo mondo. Ma i tempi non sono più quelli di re Edoardo d’Inghilterra, che ripudiò il debito coi banchieri fiorentini e li rovinò. Oggi, agli Stati decotti non è consentito ripudiare il debito, non è consentito fallire. Non è più permesso loro di rovinare i banchieri.

Quando l’Argentina o la Costa d’Avorio, debitori eterni, non ce la fanno proprio nemmeno a pagare gli interessi, la banca li soccorre nel proprio interesse. Se il debitore si dichiara insolvente, la banca dovrà cancellare il prestito dai suoi libri contabili, e pagare con i soldi dei suoi azionisti e padroni la perdita corrispondente. In fondo, basta che il debitore continui a pagare gli interessi su quel debito (non le quote-capitale), sicché la voce continui ad essere un attivo nei libri della banca, e il lucro della banca continui a piovere. Non ha soldi per gli interessi? Ma ci pensa la banca: apre al debitore un altro prestito, creando dal nulla il nuovo denaro necessario perché quello paghi gli interessi. E’ il miracoloso prestito-ponte, tanto praticato verso il terzo mondo. Il denaro fresco non entra nemmeno nel paese; passa da una all’altra scrittura contabile della banca creditrice. Miracolo: il vecchio prestito andato a male resta nei libri come attivo, anzi l’attivo è addirittura accresciuto dal nuovo prestito, e produce ulteriori interessi per la banca.

Ma, prima o poi, il debitore comincia ad entrare in affanno. Si accorge che non può costruire una scuola o un ospedale, perché tutto quel che riceve dalle tasse va a pagare gli interessi alle banche creditrici. A quel punto, Argentina o Costa d’Avorio smettono di pagare gli interessi.

I banchieri si strappano i vestiti. Fanno a pezzi la playstation. Fanno le facce strane. Minacciano il debitore insolvente: d’ora in poi nessuna banca gli farà più credito. Le due parti s’incontrano, l’autorità politica interviene (lo Stato delle banche creditrici), interviene il Fondo Monetario; alla fine della sceneggiata, immutabilmente, viene raggiunto un compromesso. Il debitore riceve un altro prestito (e sono tre), non solo per pagare gli interessi del primo e del secondo prestito, ma per indebitarsi ulteriormente…

EPT Sanremo 2009, Giocare con il Sorriso

20 ottobre 2009

I primi tre giorni di torneo si sono portati via nomi come Pagano e Minieri – che tutti consideravano tra i favoritissimi – mentre tu sei ancora lì. Come ci si sente a sapere che il poker italiano ora tifa per te?
Vedi un torneo di poker non è come un campionato di calcio. Ci sono giocatori dai quali ti aspetti sempre qualcosa in più ma non per questo partono favoriti rispetto ad altri. Il poker è un gioco democratico e per questo all’inizio del torneo non possono esserci pronostici attendibili.

Sono le fiches che hai davanti a parlare ed i veri favoriti si vedono solo al terzo giorno, se tra i primi 10 del chipcount trovi un professionista, allora hai il tuo nome su cui puntare.

Tra i nomi dei 1200 partecipanti spiccano quelli di un’ottima squadra italiana: stiamo diventando un Paese da seguire?

Pagano, Minieri, Pescatori senza dimenticare Blanco, Alaqua, Mazzia, Isaia e il mitico Andrea Benelli.  Ed a questi penso vada aggiunto Dario Alioto, anche se lui lo vedo più forte ad Omaha – una specialità che io non amo parecchio- : stiamo parlando di grandi giocatori Da ogni nome appena citato chi si appassiona a questo gioco dovrebbe saper apprendere qualcosa!
Dove metto l’orsetto Marcucci ?
Tra coloro che stanno crescendo. Ho iniziato a giocare da poco scegliendo di fare subito tornei importanti e raggiungendo 4 tavoli finali in meno di un anno di attività.. ed ora sto lavorando per allungare la serie proprio qui a Sanremo!
Ho tanti amici a sostenermi, ma gli italiani in gara sono parecchi e penso che il poker italiano raccoglierà un ottimo risultato!
Vedi, i 500k del chipleader sono tanti ma se commette errori, ed errare è umano, lo si può lasciare in bianco con due colpi!

Sanremo invasa dai players ed i media che finalmente danno spazio al poker. Qual’è la tua impressione di questo European Poker Tour in salsa italiana?

E’ un grande EPT e Luca ha fatto veramente una magia allargando il cap a 1200 players.
Penso che anche all’estero abbiano da imparare da questa organizzazione: qui ci si sente davvero a casa, e questo è un elemento che fa soffrire i giocatori stranieri. Al tavolo si percepisce che non si trovano a loro agio tra tanti players azzurri.

Eppure il tuo EPT non è iniziato nel migliore dei modi: puoi raccontarci quello che è successo con le prenotazioni?

Si. Insieme ad altri giocatori sono rimasto vittima di un raggiro ben organizzato.

Prima di venire ho acquistato un ticket da un contatto su Facebook che alla fine si è rivelato una bufala. Ho commesso una leggerezza, ma purtroppo ho il difetto di credere nel prossimo.

Però, ai due ragazzi che sono stati raggirati come me e che non hanno avuto la possibilità di giocarsi un sogno come l’EPT dico: ” Credete in me. Se arrivo al Tavolo Finale vi quoto un EPT alla faccia del delinquente che ci ha imbrogliato!”

Quale giocatore pensi sia la maggiore rivelazione del torneo?

Come rivelazione forse citerei Trifoglio: ora è a 100.000 circa ed è davvero un ottimo player. Ma non penso si possa parlare di vera e propria rivelazione prima del Final Table del 23 Aprile.

E la maggiore delusione?

Mi ha deluso Sandra Naujoks perchè non l’ho mai vista ridere, nemmeno dopo la vittoria di Dortmund! Evidentemente sapeva già che sarebbe uscita presto a Sanremo…

Evviva il sorriso !

Io ho giocato 2 livelli con meno di 3000 chips ma credo in me stesso e sono sicuro di essere ancora dentro per via del mio buonumore e della mia autostima.
Quando posso gli avversari li anniento a colpi di sorriso con tanto rispetto, ma davvero senza nessun rimorso.

Che cosa pensi si possa migliorare dell’EPT in Italia?

Nessun consiglio ! Solo apprezzamenti ! Grande Luca Pagano !

WPT Venice 2009, Luci spente al casinò

20 ottobre 2009

Cala il sipario su questa prima edizione del WPT in una giornata dove il poker è stato solo espediente per evitare di seguire attraverso i media l’ennesimo scudetto dell’Inter.

Il final table è segnato già dalle prime battute per i nostri colori. Fuori subito i due italiani in gara, in pochi minuti perdiamo prima Adinolfi (la cronaca su “il Poker Secondo Adinolfi” )e poi il sorprendente Michele Slama Saad. La faccenda nel breve non tarda a rimanere addirittura una questione da risolvere in casa svedese e nel giro di due ore la giostra fratricida è un faccia a faccia tra Jacobson e Astrom.

“Giostra è quando l’uno cavaliere viene contra l’altro, ove non si cerca vittoria se non dello scavallare l’uno l’altro; ed in questo è differente dal torniamento, ove si combatte a fine di morte”: così Francesco di Bartolo da Buti, nel suo Commento sopra la Divina Commedia della seconda metà del XIV secolo, da la sua definizione di giostra.

La finale di un torneo dove dopo innumerevoli scontri rimangono solo due partecipanti a contendersi il premio finale. Lo hanno fatto i due svedesi e, senza alcun sussulto, alla fine l’ha spuntata il Sig.Astrom che ha conquistato il braccialetto del campione e portato a casa un primo premio di 397.960,00 euro, oltre al ticket di 25.000 dollari di iscrizione alla finale del WPT Championship del 2010. Detto tra noi mica noccioline.

La giostra è finita. Nessun cavallo e nessun cavaliere però sono stati visti all’interno del Casinò. L’ultimo rimasto lo avevamo perso il giorno precedente e tutti sappiamo di chi stò parlando. Purtroppo non posso nascondere un debole per il Darietto nazionale.

Cosa dire di più ? L’orso chiude il suo Wpt da giocatore con un onorevole undicesimo piazzamento al side event da 1000, ottava bandierina in meno di un anno di attività.
Continuo a credere fermamente che il poker alla texana debba essere al più presto considerato uno sport, come lo è d’altronde il golf, perchè il Texas Hold’em è veicolo di comunicazione e di scambio culturale.

Uno sport che ha superato il concetto stesso di sport e che coinvolge l’intelligenza, la logica e la psicologia ancor prima di chiamare in causa la fortuna delle persone. Una passione che non ha certo bisogno di traduzioni perchè il suo è un liguaggio internazionale, consolidato da una tradizione soprannazionale e globale, che ormai viaggia parallelamente alle globalizzazioni in atto.

Finisce così questa esperienza Veneziana. Un grande saluto a tutti quelli che ci hanno seguito ed un in bocca al lupo, lanciato alla nostra maniera, per i tornei e le singolar tenzoni che ci vedranno protagonisti in futuro.

Nessuno Tocchi Dario Minieri

20 ottobre 2009

La differenza è un lampo che irrompe nella apparente tranquillità di un tavolo da gioco, un rilancio fuori posizione che ti gela lasciandoti con il cosmico dubbio di chi non sa cosa fare, anche potendo partire da una buona mano.
Dario Minieri al tramonto di un day2 a Venezia, e non senza sussulti, riesce a piazzare un triplo up lasciando il segno in una giornata che, senza Dario, sarebbe stata noiosa e poco più che ordinaria.

E’ lui il giocatore più in forma di questo WPT e probabilmente anche il più forte.

I numeri al tavolo, aridi e discutibili sin che si vuole, ma efficaci e pieni di fantasia sembrano quelli di un funambolo dei campi di calcio e sono lo specchio della forza di questo straordinario campione destinato ad oscurare quelle stelle venute dall’estero per violare il traguardo finale nella nostra amata Venezia.

Dario non vuole solo vincere ogni singola mano, lui è alla continua ricerca delle belle giocate, ma non è per irridere nessuno. È solo il suo naturale modo di giocare.
Dario è un portento. A volte dirompente, poi cortissimo e quasi a sorpresa eliminato, poi di nuovo sulla cresta con giocate al limite dell’impossibile e capaci di far discutere per ore sui forum specializzati.

Devastante, mai lamentoso e indisponente

A volte sembra nervoso, ma in realtà aspetta soltanto il momento buono per colpire. Gelido e implacabile. Intuisce un secondo prima degli altri e realizza la lettura perfetta nella maggior parte delle mani giocate, individua il giocatore su cui puntare e lo va ad arpionare con l’urgenza chirurgica di chi ha fretta di vincere.

Contro uno così c’ è poco da fare. Un ragazzo di talento capace di scatenare l’entusiasmo o alimentare le polemiche di tanti appassionati che lo seguono in ogni torneo.
Ogni sua giocata si può capire, apprezzare, discutere o criticare. Ad un tavolo finale alla ricerca di una vittoria di prestigio o alzandosi dalla sua sedia per una eliminazione, Dario va applaudito comunque, perchè è Dario e non si può non amare un talento così limpido e orgoglio del nostro poker nazionale.

Speriamo di incontrarci presto ai tavoli da gioco, per ora questo è un in bocca al lupo lanciato alla nostra maniera.

WPT Venice 2009, La frustrazione dell’orso

20 ottobre 2009

Questa mattina qualche senso di colpa accentua la mia voglia di gratificarmi con un cibo proibito ed un bicchiere di vino, così ho reclutato l’amico Alex Longobardi per un raid presso il miglior ristorante di Venezia. Non possiamo esimerci dopo la serata di ieri al WPT.

Il poker live è questo.

A volte pensi, in modo subdolo ed ostinato, di avere la situazione sotto controllo e stai li a sbatterti pensando alla sostanza di una singola mano, senza accorgerti che in quel momento sono magari i dettagli a fare la differenza. Non metri, ma centimetri.

Così raddoppi gli sforzi, ma hai perso di vista l’obiettivo !!

Inutile nuotare più veloce nella direzione sbagliata. Dovevi solo aspettare la mano giusta, lasciarti portare dalla corrente, ma quando te ne rendi conto.. sei già fuori malgrado le grandi foldate e le letture perfette dei primi livelli

Due minuti per la cronaca.

Rientrato dalla pausa cena, dopo aver colpevolmente mangiato troppo rispetto alle regole dettate dal buonsenso, decido di forzare una mano simulando una Monster Hand. Da UTG+1, spizzo 66 così al RAISE di un player da UTG (perc. 60% delle mani giocate rilanciate da quella posizione), segue il mio RE RAISE per 3000 chips. Chiama solo bottone dopo averci pensato un po’ e con uno stack quadruplo rispetto ai miei 14.000 rimasti. Il player da UTG folda con rammarico un probabile AQ.

Al FLOP 6 9 K.

Decido di spingere i resti e vengo chiamato immediatamente dall’opponent che mostra soddisfatto un set di 9. Game Over.

Un torneo in bilico tra sfortuna ed errore.

Durante il processo di crescita di un giocatore di poker esistono solo due possibilità, riconoscere ed apprendere o non apprendere dai propri errori, stabilire e seguire o non seguire le proprie regole.

Le piccole sviste, gli errori di lettura e le disattenzioni che possono cambiare il corso degli eventi sono sempre in agguato ed è indispensabile “soprattutto” mantenere elevatissimo il livello di attenzione.

Nel mio caso l’errore è stato quello di voler ottenere immediatamente un dbl up forzando una mano obiettivamente non forte e dopo un raise da UTG di un giocatore comunque ben fornito di chips.

Mi sono visto senza via di fuga e con un disperato bisogno di fare un piatto ad ogni costo. Niente di più sbagliato.

Sun Tzu, generale cinese autore del famoso “l’Arte della Guerra” scrive: ” Al nemico accerchiato, lascia sempre una via di fuga, perché se il nemico vede la via di fuga, si ritira, altrimenti combatterà fino all’ultimo sangue.” La mia via di fuga era soprassedere dall’intraprendere quell’azione.

Verrebbe facile stringersi nelle spalle e pensare che più di così non si potesse fare, ma l’Orso questa notte e come ogni notte dopo un torneo andato male, si è dimenato tra sogni e pensieri labirintici in preda al solito senso di frustrazione.

Ma senza frustrazione non esiterebbe nemmeno il bisogno, nessuna ragione di mobilitare le proprie risorse per una nuova avventura, scoprendo che si può essere capaci di fare qualcosa di meglio in una analoga situazione futura, quando affrontando la situazione con maggiore solidità ed attenzione le dinamiche finalmente cambieranno.

WPT Venice 2009, Day1b – L’orso e la liquirizia

20 ottobre 2009

Il WPT giunge al suo secondo giorno ed oggi è l’Orsetto a scendere in campo.

I giocatori italiani rimasti in gara hanno dimostrato ottime qualità, mi è piaciuto Simone Rossi per la sua pazienza, rimasto cortissimo per oltre 2 livelli è poi uscito fuori alla distanza arrivando al day 2 ancora in condizione di potersi giocare il torneo. Non ha buttato via le sue chips alla ricerca di un dbl up impossibile. Questo vuol dire rispettare il propio gioco, essere in forma. Complimenti Simone.

Qualche accorgimento importante prima di ogni giornata giocata: tanto riposo, concentrazione, divieto assoluto di giocare nelle 24 ore precedenti ed astenersi dalle abbuffate cercando di evitare alcolici, carboidrati e grassi.
La digestione difficile è uno dei peggiori nemici del giocatore di poker live.

Abbiamo necessità che il sangue confluisca al cervello con regolarità e per tutta la durata del gioco, una cattiva digestione non aiuta. Quindi un ottima colazione a base di zuccheri, e poi tanta acqua durante i livelli. Anche la liquirizia contribuisce a tenere alta la soglia di attenzione aumentando di poco la nostra pressione sanguigna, indispensabile negli ultimi livelli quando si comincia a confondere anche il colore delle proprie carte.

Il torneo live non è nemmeno lontanamente paragonabile ad un equivalente on line. Il live è estasi, ogni mano corre via tra azione e riflessione, il valore di un giocatore si rispecchia nell’arte dell’osservare, ascoltare, carpire in silenzio tutte le informazioni possibili da ogni giocatore seduto al proprio tavolo.

Siamo giocatori di poker live, capaci di attendere anche ore in paziente attesa quelle carte giuste da giocare contro il giusto avversario.

E poi ?

E poi eccola che arriva, si proprio lei, la tua mano preferita, la tua migliore amica, è il primo passo verso quella meta che sogni e che ora potresti anche raggiungere. L’adrenalina sale, rivedi passare davanti agli occhi ogni singola azione vissuta in analoghe situazioni passate. Questa volta però non devi sbagliare, perché fare la scelta giusta vorrebbe dire sfiorare con un dito il cielo. Qui inizia la tua partita personale contro la sorte. Sai di essere più forte, ma lei continua a giocare divertita con il ritmo del tuo respiro, mentre in un frammento di tempo, in uno spazio sospeso tra un’azione e l’altra, trovi finalmente l’ispirazione sull’opportunità di agire e fai la cosa giusta.

Hai preso un piatto importante, sei lanciato verso il day2, il tuo sogno comincia oggi.