Oggi mi guardo allo specchio e so chi sono, ma non vedo più in là della mia faccia. Sbattuta, sfruttata, a volte forse troppo utilizzata.
Posso abbellirla e sistemarla una faccia, ma l’anima no. E quando scrivo dell’anima non so nemmeno di cosa parlo.
Se si tratta di una presenza oppure un’assenza.
Mi sento multiplo. Sono come in un salone rettangolare pieno di specchi sulle pareti che riflettono tutto e niente. Sono “tutti” e “nessuno”.
Come un talentuoso giardiniere sente il bisogno di sentirsi albero oppure fiore, io stamattina sogno di essere una goccia di sangue che ti scorre nelle vene. L’unico modo che conosco per arrivarti al cuore.
Mi sento vivere le assenze altrui.
Ma in fondo che cosa altro è l’assenza se non una presenza incompleta.
Uno stato d’animo, qualcosa che accettiamo solo perché in fondo ci da comunque emozioni. L’importante è che sia la nostra e non quella di qualcun altro.
Per questo quando sto con te il due vale più di due, ma quando non ci sei, solo è sempre meno di uno.
Assenza
25 Maggio 2014Le cose serie
25 Maggio 2014Credo sia arrivato il momento che io mi presenti ai genitori del mio barattolo di nutella da 5kg
Treni che corrono
24 Maggio 2014Ci sono treni che corrono, eppure non sembrano portare in alcun luogo. La velocità non è mai più importante della direzione. E non importa quanto siano lunghi, eleganti e puliti. Dalla prima stazione, dal primo passo verso quel vagone, dal primo centimetro percorso dopo la chiusura delle porte, anche quando so che potrei aver sbagliato binario, io rimango comunque seduto, resto comunque me stesso.
Sono una di quelle persone con il cuore dentro, una di quelle che non hanno la vista o l’udito di un gatto e nemmeno si muovono come un gatto, ma che non puoi fare a meno di chiamare “cicciogatto”.
Sono una di quelle persone che la mattina scrive che cosa ha dentro su un social network. Una di quelle che quando è sola parla con gli alberi e gli alberi gli rispondono, ma non sempre. Solo certi alberi.
Uno che alla bellezza preferisce l’armonia, che del mare adora la tempesta, che “la tigre non è poi tanto diversa da un girasole”, o un sorriso da un broncio, un abbraccio da un pianto.
Come a parafrasare una foto che mi hai inviato ieri, io oggi non mi sento diverso, ma unico. Un me stesso fuori dagli schemi e dentro le righe. Un uomo, un sognatore, un animale, un padre, uno zingaro, un poeta, uno scrittore, un simpatico umorista a volte un po’ folle. L’unico vero ingegnere della mia vita, nel bene e nel male, sono io.
Un nome che respira. Un ragazzo che ancora piange, ride, scherza e si innamora di nascosto dall’altro lato di una luna grigia.
Io sono un prolungamento del tuo sguardo, l’estensione di un sorriso e il tocco lieve delle mie labbra sul tuo corpo.
Sono solo un passeggero in questa vita, ma ho le mie valige, le mie mappe e le mie folli speranze.
Ecco.
Ci siamo fermati.
C’è una stazione.
Una qualsiasi.
Mi stropiccio gli occhi…
Potrei anche scendere.
Mi manca solo il quando, il dove, il perché, un caricabatterie, il coraggio e qualcuno che mi mostri la felicità come un posto dove non sono mai stato prima.
Il punto di arrivo
23 Maggio 2014Le parole che ti voglio dire sono sempre le più difficili da dire.
Sono parole che non descrivono sentimenti, ma li trasportano da un posto all’altro.
Da un cuore a una mente o da una mente a un cuore.
Questa è la cosa peggiore, secondo me. Quando le parole rimangono chiuse dentro non per mancanza di un punto di partenza, ma perché non esiste alcun punto di arrivo.
Uno sguardo che sappia vedere.
Un cuore che sappia scaldare.
Una mano che sappia stringere.
Un orecchio che sappia ascoltare.
Non so se per te ora è mattina oppure sera.
Non so quali parole dovrei scrivere.
So solo che a tutto quello che non c’è io ora darei il tuo nome.
Mi manchi come il calore di uno sguardo.
Mi manchi come la gioia di un abbraccio.
Mi manchi come il suono di tutte le parole che ancora non ti ho detto e che temo di non riuscire a scrivere più.
Tutto quello che
23 Maggio 2014Tra i mille messaggi che ci scambiamo riesco anche a emozionarmi e scrivere ogni tabto qualcosa. Una frase, un pensiero.
Oggi postavo foto, sfogliavo ricordi, ho provato a scrivere tutto quello che c’è stato tra me e te, tutto quello che penso, che provo, che sento, che spero, che giuro, che voglio, che progetto, che manco, che imbroglio, che penso di aver capito, che so di non aver capito, tutto quello “che”.
Poi tu posti una faccina e mi fai piangere, così tolgo tutto quello che non è essenziale, tutto quello che fa paura, tutto quello che non mi aspetto, tutto quello che non è sincero, tutto quello che non è verità, tutto quello che non importa, tutto quello che non conta o che non mi piace, tutto quello che può essere frainteso, conteso, inquinato, dimenticato, perso, tutto quello “che”.
Alla fine solo poche righe restano impresse sul mio cuore.
Sono sereno quando sei serena, sono triste quando sei triste, sono felice quando lo sei anche tu, ma soprattutto quando non ci sei mi manchi tanto, mi manchi troppo, mi manchi da morire.
Questo non è un buongiorno, ma spero lo considererai come tale anche se è notte fonda.
Rapporti umani
22 Maggio 2014Se mi chiedessero in che misura sono insoddisfatto dei rapporti umani direi una quinta piena, quasi sesta.
Persone
21 Maggio 2014Le persone non entrano per caso nella nostra vita, siamo noi a chiamarle.
Buongiorno
18 Maggio 2014Questo buongiorno è dedicato a tutte quelle persone che amano e che stanno aspettando, ma non importa cosa. Se sia la pioggia, il vento, un messaggio, una scelta oppure un sorriso.
Questo buongiorno è dedicato a chiunque cerchi un abbraccio, un ‘ti amo’ o un ‘mi manchi’. A tutti quelli che hanno ancora un po’ di speranza nel cuore nonostante tutto. Perché ognuno di noi si meriterebbe di iniziare la giornata con un buongiorno così.
Momenti e persone
17 Maggio 2014A ogni persona giusta corrisponde sempre un momento sbagliato.
Errori
14 Maggio 2014Ho fatto una montagna di errori nella mia vita, ma dalla vetta la vista era comunque meravigliosa.
Ottimismo
10 Maggio 2014Ottimismo è gettare una lenza nella tazza del cesso con la speranza di tirare fuori una spigola.
L’amore
10 Maggio 2014L’amore sono i miei occhi che si prendono la rivincita su tutto quello che non riesco a dirti con le parole.
Le mie parole
4 Maggio 2014Le parole spesso conservano il calore della mano che le ha scritte e poco importa che si tratti di un quaderno o di un gelido figlio elettronico. Rileggerle da comunque emozioni.
È strano, ma io sono davvero quello che scrivo. Io sono le mie scelte, i miei sbagli, il mio buonsenso, il buonumore e le speranze di un futuro migliore.
Per ogni mio sorriso c’è sempre un desiderio. Per ogni mia lacrima una delusione e un rinnovato bisogno di intimità di pensiero.
Questi versi che scorrono via veloci conservano tutta la fortuna e l’emozione di un sentimento così intenso, di un vivere così fragile.
Nel mio amore c’è la dignità di un uomo imperfetto, c’è il colore del l’azzurro del cielo, ci sono le parole che non riesco a inventare e l’infinita solitudine di una passione che nessuno, nemmeno il tempo, potrà mai fermare.
Oggi non mi interessa guardare lontano. Voglio solo farlo nella tua stessa direzione, per sempre.
La spiaggia
30 aprile 2014Misterioso, goloso, ironico, generoso, permaloso, voglioso, tenero, sensibile, picchiatello, malizioso. Sono stanco anche io di cercare gli aggettivi. In fondo non sono altro che parole rumorose nella mia testa.
Forse sono, forse non sono.
Cosa sono?
Alle 4 di notte in strada le luci appaiono appariscenti e ipnotiche, soprattutto quelle ai lati dei cancelli all’entrata delle abitazioni.
Forse perché di notte nessuno vi entra più, quindi l’atto del passaggio si sposta su un piano metafisico.
Ieri sera i tuoi baci avrebbero avuto il sapore del tabacco.
Quante volte li ho desiderati.
Quante volte ho sognato di stare insieme. In un letto, sulla neve o su un sottile strato di ghiaccio, ridendo nervosamente per la difficoltà a mantenere l’equilibrio.
Quante volte ho immaginato di andare al mare insieme.
“E se fa freddo?”
Vabbè, ci saremmo portati una coperta, un cane e qualcosa da leggere.
Il desiderio di ciò che non sai se puoi ottenere è una terra di mezzo tra sogno e realtà.
Mi piace il tuo labirinto.
Ti chiedo solo di potermi perdere ancora e magari ogni tanto dormire un po’.
Domani mi sveglierei e troverei un grande fiocco azzurro a nascondere il desiderio di esserti accanto.
Non potere non è poi così diverso dal fare finta di non potere.
Col passare del tempo, la realtà percepita guardandomi allo specchio somiglia sempre meno ad ogni aggettivo possibile. Non si fa né più interessante, né più banale, né più difficile, solo diversa.
Stanotte ho scoperto che non vale la pena fare progetti se non sai affrontare chi tenterà di farteli mettere da parte e c’è una figura riflessa che non vuole proprio mollare il mio sguardo. Mi fissa come se si trattasse di un cazzutissimo duello stile far west.
Se estraggo veloce lo sguardo forse qualcuno spara.
Bang bang, miravo a te.
Bang bang, mirava a me.
Sembra qualcosa che avrebbero potuto scrivere anche i Subsonica.
Ora sono fermo in auto sotto casa a guardare il mio naso rosso riflesso sullo specchietto retrovisore.
Aspetto ancora qualche minuto prima di entrare.
Ascolto Istrice.
Ti fa ridere?
Lo so, sembro un pagliaccio, ma non c’è problema. Posso anche accomodarmi sul sedile posteriore di questa Smart e dormire fino a farmi sanguinare i ricordi.
Il mio cuore è una spiaggia deserta e mi sento come pieno di tutto quello che la marea ha riportato a riva. Forse il mio amore è l’insieme di tutto ciò che il mare rifiuta silenziosamente e mi restituisce la notte, di nascosto, senza pietà, con imbarazzo.
La spiaggia tanto accoglie tutto. Carcasse di balene spiaggiate, vecchi relitti di barche affondate, naufraghi in difficoltà e centinaia di bottiglie di plastica.
La spiaggia è un cuore grande, immodesto e caritatevole. E io il misterioso proprietario che se ne prende cura da sempre.
Sfumature
29 aprile 2014Non credo che esistano persone in grado di essere felici in solitudine. Ma se così fosse probabilmente avrebbero vinto loro.








