Assenza

Oggi mi guardo allo specchio e so chi sono, ma non vedo più in là della mia faccia. Sbattuta, sfruttata, a volte forse troppo utilizzata.
Posso abbellirla e sistemarla una faccia, ma l’anima no. E quando scrivo dell’anima non so nemmeno di cosa parlo.
Se si tratta di una presenza oppure un’assenza.
Mi sento multiplo. Sono come in un salone rettangolare pieno di specchi sulle pareti che riflettono tutto e niente. Sono “tutti” e “nessuno”.
Come un talentuoso giardiniere sente il bisogno di sentirsi albero oppure fiore, io stamattina sogno di essere una goccia di sangue che ti scorre nelle vene. L’unico modo che conosco per arrivarti al cuore.
Mi sento vivere le assenze altrui.
Ma in fondo che cosa altro è l’assenza se non una presenza incompleta.
Uno stato d’animo, qualcosa che accettiamo solo perché in fondo ci da comunque emozioni. L’importante è che sia la nostra e non quella di qualcun altro.
Per questo quando sto con te il due vale più di due, ma quando non ci sei, solo è sempre meno di uno.

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