Archive for the ‘Poker’ Category

Orizzonti sfumati

18 gennaio 2010

Alla vigilia di ogni appuntamento importante dormire assume le caratteristiche di una missione impossibile..
Provo mettere a fuoco un ragionamento, ma si autodistrugge dopo dieci secondi.. Ho la netta sensazione di essere vittima di una sfortunata patologia hollywoodyana.. Forse devo smetterla di andare al cinema..!
Apro la finestra della mia stanza d’hotel.. L’aria è ghiacciata ai limiti del sopportabile… umida.. Gioco a respirare con la condensa della bocca facendo finta di fumare.. ammucchio pensieri di rara banalità come cicche consumate di marlboro light, mentre in lontananza le luci gialle di una statale sfumano la linea dell’orizzonte..
Non riesco a trattenere due colpetti di tosse.. forse anche fumare per gioco nuoce gravemente alla salute..!
Mi sento assurdamente impotente.. ma vivo..
Giornate come quella di oggi sono troppo lunghe.. eppure devo riuscire ad imprimere la giusta intensità ad ogni singolo istante.. mantenere picchi di concentrazione che mi consentano di non sbagliare..
Quasi in combutta con il clima all’esterno, anche la temperatura del mio bagno stamattina sfiora il minimo sindacale..
Apro l’acqua calda della doccia e lascio che il vapore vada a depositarsi sullo specchio nascondendone i riflessi..
La tentazione infantile è troppo forte.. Traccio con il mio indice i lineamenti perfetti di uno smile sorridente e rido di riflesso anche io.. Mi sono reso conto di avere ingenuamente invertito i ruoli..
L’acqua intanto scorre e scivola via in un gorgo rumoroso trascinando in fondo ad un tubo ogni pensiero negativo..
Sotto la doccia svuoto la testa.. divento qualcosa che non ha memoria.. una curiosa macchina da un solo pensiero alla volta..
La realtà è quasi romantica.. anestetica.. senza storia.. senza trame e priva di alcun colpo di scena..
Se tutto quello a cui credo c’è ancora, è segno che non mi sono perduto e che il sentiero che mi ha portato fin qui.. forse.. è davvero la strada giusta da seguire..

Il mio Dio

18 gennaio 2010

La terra irragionevolmente trema.. spietatamente inghiotte..
Mi alzo presto questa mattina.. penso insonnolito a chi può essere in grado di sopportare l’assurdità di tutto quello che sta accadendo ad Haiti..
Siamo certi che esista davvero un Dio?
Se così fosse tutto questo non sarebbe altro che una delle sue “banalità quotidiane”.
Colpire i più deboli con la forza devastante di chi divrebbe essere per definizione infinitamente buono..
Tutto questo non è da Dio..
L’essere umano sa di essere un animale brutalmente stupido.. ma a volte questo Signore sembra non essere da meno e si comporta come un uomo di quelli peggiori.. lascia che bambini innocenti muoiano.. lascia che intere popolazioni soffrano la fame.. Ti chiede di avere fede e poi attacca tutto quello che hai di più caro.. E mentre tu avresti bisogno solo di qualcuno con cui camminare fianco a fianco.. Lui ti cammina avanti.. o rimane colpevolmente indietro..
E’ un post blasfemo quello di questa mattina.. ma consentitemi un po’ di buonsenso..
Forse questo qualcuno semplicemente non esiste.. Nessuno può assomigliarci così tanto e vantarsi di essere un Dio..
Siete liberi di pensare ed altrettanto liberi di non condividere..
Credo non possa considerarsi superiore un essere che reagisce nel nostro identico modo ad ogni avvenimento della vita..
Per una semplice questione di coerenza mi limito a non credere.. Ma a coloro che credono do un consiglio..
Non camminategli davanti potreste scoprire che non vi sta seguendo..
Non camminagli dietro potreste
non sapere dove vi condurrà..
Non camminategli troppo vicino.. potreste capire dal profilo del suo viso che non si tratta poi di un essere così buono..
Se potete.. camminate sempre al fianco dei vostri figli.. perchè per loro sarete sempre e solo voi “Dio”

Vietato l’ingresso agli orsi

6 gennaio 2010

Mi alzo prestissimo.. esco dalla confusione ed entro in bagno.. Stamattina la mia faccia spettinata sembra appartenere di diritto allo specchio.. Lui riflette.. ed io educatamente lo assecondo.. ma ogni riflesso sbiadisce subito contaminato da qualcosa di poco razionale..
Non ho certo nulla da rimproverarmi stamattina.. dovevo ed ho giocato un gran poker.. ma evidentemente non è bastato..
Se la vita fosse una stramaledetta settimana enigmistica oggi mi perderei a cercare piccole differenze.. poi ad unire i puntini dall’uno al quaranta.. ed infine a rileggere quelle pseudo vignette che non sono riuscite mai a strapparmi un sorriso..
Le illusioni non sono divertenti.. così me ne scappo con la mente alla ricerca di tanti altri piccoli indizi da collegare.. pensieri da annotare.. fazzoletti da annodare..
Rinuncio agli acuti del gioco ed accuso la mancanza di un grande unico specchio che rifletta ogni cosa nel modo giusto.. e non solo la mia faccia al mattino..
A volte un certo strabismo di pensieri sembra accompagnare alcuni tra i giocatori che incontro.. e succede che alla fine il silenzio finisca col prendere il mio posto al tavolo..
Improvvisamente mi siedo comodamente davanti ad una di quelle macchine in cui si infila un euro per guidare una mano meccanica a raccogliere un premio..
Ogni volta mi riesce di acchiappare qualcosa.. e quel qualcosa puntualmente ricade nel mucchio prima che riesca a farlo finalmente mio..
Ed eccomi qui..
La cosa peggiore che mi potesse capitare ieri era ritrovarmi a bussare per otto ore ad una porta chiusa.. così confusamente impegnato a compartimentare la realtà da non riuscire a leggere quel cartello in cui era scritto semplicemente “vietato l’ingresso agli orsi” !

Guida alla sindrome del giocatore equestre

17 dicembre 2009

E’ come una di quella battute alle quali nessuno sembra voler accennare nemmeno un sorriso.. quando vorresti fare il simpatico ed invece ottieni il risultato diametralmente opposto..
Così l’ultimo torneo dell’anno sfila via incompiuto.. tra giocate al limite del proponibile e qualche bella intuizione fine solo a se stessa.. che non ha comunque contribuito a colorare di estro un gioco apparso sempre eccessivo e sempre marginalmente efficace..
Volevo dare davvero un senso a questo finale di stagione.. soprattutto dopo le brutte eliminazioni in bolla di Dublino e Sanremo ed invece eccomi qui.. sostanzialmente divorato dal dubbio ad impressionare su questo foglio elettronico un blog mattutino di rara improvvisazione..
Come un accorto sommelier mi fermo così a decantare idee ed esperienze nuove da vivere il prossimo anno..
Potrei chiamarla “Guida alla Sindrome del Giocatore Equestre”
“Fase Equilibrista”
In bilico tra opportuno e sconsiderato ti ritrovi alla ricerca della giocata giusta al momento sbagliato.. E’ un meccanismo spietato che si innesca in maniera automatica.. Succede dopo aver passato le tue carte prima del flop.. quando ti accorgi che giocando avresti chiuso una scala nuts.. e magari asciugato un paio di avversari.. La misura delle conseguenze può essere devastante.. e ieri ho visto Minieri subirne gli efetti..
“Fase Trapezista”
Quando dall’alto del tuo stack.. bramando la cima della scala pokeristica sociale.. perdi il senso di quello che conta veramente.. Credi di poter rilanciare e controrilanciare ogni mano senza mollare mai un piatto.. ma alla fine ti imbatti in un incrocio negativo e plani senza rete di protezione.. Non tutti sono nati per essere giocatori aggressivi..
Infine c’è la “Fase dell’Incantatore di Serpenti”
Te ne stai li cercando il “rispetto” da parte dei tuoi avversari e sperando di ottenerne in cambio.. Il tuo gioco diventa un aforisma ed alla fine ti ritrovi solo a contare le occasioni perdute..
Al tavolo non esiste rispetto..! Se non ottieni il massimo dalla tue carte a prescindere da chi hai davanti.. non puoi certo arrivare..
L’incrocio positivo va giocato fino in fondo.. anche se di fronte hai tuo fratello.. Poi lontano dal tavolo verde.. tutti amici come prima.. insieme a brindare ad un futuro migliore..

Voglio ringraziare gli amici che mi hanno scritto durante le fasi difficili del torneo.. è bello sapere che ci siete.. sempre.. ed a prescindere.. 🙂

Sulla ruota panoramica

13 dicembre 2009

All’inizio ti appassioni alla magia di una scintilla. Ma alla fine non riesci più a fare a meno di un grande fuoco.
Stamattina cerco una serratura e qualcosa da spiare. Suggerimenti creativi e soluzioni improvvisate da osservare con un solo occhio aperto.
Un percorso da seguire tra pensieri incerti attraversando una terra di mezzo di sconfinate dimensioni..
“Ovunque” e “nessun posto” si fondono in una oscura ed unica meta. Mentre i dubbi si accalcano numerosi anche alla porta di servizio.
Il grande fuoco mi dava calore. Ora invece confondo il tepore con il bruciore di queste piccole ferite. Minuscoli tagli dai bordi confusi cui io ho forse involontariamente e scioccamente contribuito.

Sfortuna. Io non credevo che esistesse. In fondo la vita non è nient’altro che una bellissima ruota panoramica.
Non fai in tempo a gustarti gli orizzonti migliori che è già ora di scendere.
Altro giro e altra corsa quindi.
In questa terra di mezzo puoi accusare il colpo e ripartire. Oppure prendertela semplicemente con l’indescrivibile immaginario di quel qualcosa che ti ostini a chiamere “sfortuna”.
L’amica balorda che ti solleva da ogni responsabilità, tranne quella di scoprire le vere e infinite motivazioni nascoste tra le più piccole pieghe di questa realtà. 

Superficialità… Emozione… Distrazione… Errore… tanto per citarne alcune.

Continuo quindi il mio percorso da hobbit. Stesso sorriso. Stesso bagaglio di esperienze. Stessa taglia di scarpe. Ma rinnovate rughe e maggiori motivazioni da condividere lungo il tragitto con le persone che, come me, attendono solo il momento giusto per un nuovo giro su questa fantastica ruota panoramica.

Scadenze e segreti

12 dicembre 2009

C’è sempre una ragione per tutto Filippo..!! Stamattina mi concentro sull’inconfondibile sagoma di un biscotto pavesino immerso nel latte.. lo guardo sciogliersi in un tempo piccolo e perdere pian piano la sua consistenza.. per poi sparire..
Come un frate curioso in cerca del terzo segreto di Fatima analizzo i fatti di ieri senza soffermarmi sui particolari..
Ho giocato in modo approssimativo.. turbato da chissà quali pensieri.. e questo nel poker.. ma più in generale anche nella vita.. ti porta a sottovalutare.. ad esteriorizzare superficialmente il tuo agire.. e più semplicemente a sbagliare..
Nel poker l’errore è sempre dietro l’angolo.. lo porti addosso come un ordigno a tempo.. poi nel momento in cui l’insicurezza si trasforma in paura di giocare.. l’errore ti possiede in maniera compulsiva e la tua unica preoccupazione diventa fissare quel dannato display che indica la scadenza del tempo.. Quando arrivi a questo punto.. sei già fuori..
La nostra quotidianità è incessantemente scandita e viziata dalle scadenze..
Ne esistono di ogni tipo.. per ogni situazione.. ne trovi sulle confezioni alimentari.. sui documenti di identità.. sui contratti.. sui biglietti aerei.. sui medicinali.. sulle prenotazioni alberghiere.. nel ciclo biologico della vita..
Bisogna accettarle tutte.. svuotare la testa.. concentrarsi pazientemente sul singolo attimo.. ed un istante per volta andare avanti.. con equilibrio..!
Caro Filippo hai ragione quando dici che non posso giocare un IPT a Sanremo e stare con la testa a 350km di distanza..
L’ubiquità e il poker non vanno certo d’accordo !!!!
Non sarà come svelare il terzo segreto di Fatima.. ma sicuramente un buon consiglio a questo punto posso darlo.. “Se non riesci a distaccarti dalle scadenze della vita e dalla quotidianità.. non giocare è sicuramente la scelta più vincente che tu possa fare..!”

Squilibri mattutini

10 dicembre 2009

Apro gli occhi ed una prepotente inquietudine focalizza il mio pensiero sul prossimo evento sanremese..
Il mio è un quadro visivo bidimensionale.. l’immagine è sfumata e corrotta dal dubbio che nessun colore sia mai abbastanza chiaro se si continua a guardare il mondo attraverso uno specchio appannato..
Con il pensiero tormentato da un retrogusto di pokeristica memoria.. un uomo corre all’interno del suo treno ed ingenuamente raddoppia i suoi sforzi.. credendo in quel vano tentativo di poter tornare ad un punto di partenza semplicemente raggiungendo l’ultima carrozza.. quando il treno è già partito..

Uno dei passatempi preferiti di Niki è ritagliare le cose che le piacciono all’interno delle riviste che trova in hotel.. adora poi incollarle a caso su un foglio bianco..
Forse anche a me occorrerebbero una forbice e la pazienza di mia figlia per sagomare quanto di buono impresso dal tempo nel libro delle mie esperienze..

Vane e grossolane speranze di vittoria occupano i miei pensieri come minuscole briciole di un’ultima cena consumata..
Stamattina provo a destrutturare questo incalzante pessimismo intonando qualche passaggio di una vecchia canzone di Edoardo Bennato..

“Un giorno credi di esser giusto e di essere un grande uomo.. in un altro ti svegli e devi.. cominciare da zero..”

Un ultimo occhio al blog tra gomitoli di idee aggrovigliate e copie illegalmente masterizzate di sensazioni difformi.. poi si parte..
Davvero niente male come squilibrato inizio di giornata..

In attesa del momento giusto

19 novembre 2009

Stamattina fluttuo in un silenzio montano.. interrotto soltanto dal suono del mio respiro..
Più ci penso.. e più mi rendo conto che non avrò mai il tempo che mi occorre per tentare ogni cosa.. o realizzare ogni sogno.. quindi bisogna riflettere.. e scegliere per il meglio..
Se smetto di sognare mi ritrovo “uomo” in una vita fatta di attesa.. ma forse è questo che rende il tutto così speciale.. l’attesa che riempie il vuoto tra un sogno e l’altro..
La vita è attesa.. il poker è attesa..
Attesa del momento in cui sarai in grado di eseguire alla perfezione il tuo bluff..
Attesa dell’attimo in cui sarai pronto a giocarti tutto in un solo colpo..
Bluffare equivale a rischiare.. sostenere al momento opportuno le tue idee..
Se sei davvero sicuro di te.. devi spingere queste tue convinzioni fino all’esasperazione.. senza paura..
Come non si può bluffare fino ad un certo punto e sperare di portare a casa il piatto.. così non puoi sognare.. senza poi tentare di imprimere alla realtà i colori del tuo sogno..
E’ proprio il rischio che sei disposto a correre che completa il tutto..!

Dopo la rincorsa.. bisogna spiccare il salto ed essere consapevoli che il rischio possibile.. sarà non solo quello di perdere.. ma di uscirne ridicolizzato..!

Tuttavia sappiamo bene che non c’è spazio per chi non rischia in questa società..
Se resti ai margini.. è la vita stessa che ti inghiotte come un mare in tempesta.. senza avvisarti prima.. e senza lasciare alcuna traccia del tuo passaggio..!

Professional Poker Face

16 novembre 2009

Andrea I. mi ha lasciato un messaggio sulla posta di facebook..
“Mi piacerebbe sapere come la vedi la vita di un pokerista di professione e cosa ne pensi…”

Caro Andrea,
il mio primo approccio col poker è stato del tutto casuale.
Al tempo lavoravo presso una filiale di una noto istituto di credito romano.
Il cliente di turno era un uomo molto alto, non molto distinto, la barba distrattamente lunga, sempre di poche parole, fatta eccezione per quella volta in cui mi raccontò di essere stato un giocatore di carte professionista.
Utilizzò addirittura l’aggettivo “grande” e si autodefinì “un grande giocatore di poker del passato”.
Ero davvero al cospetto di un fenomeno? Oddio, per essere grosso, era grosso.
Quel giorno, in modo del tutto incoerente rispetto al suo abituale comportamento, cominciò a parlarmi dei suoi viaggi in lungo e in largo, partendo dalle bische romane e arrivando a quelle di mezza europa.
Disse di aver accumulato velocemente cifre enormi e di averle anche perse poi con altrettanta professionale velocità.
All’epoca non diedi a quel racconto nemmeno il beneficio del dubbio, tale era il mio disinteresse per la cosa.
Avevo spesso a che fare con personaggi il cui unico scopo era quello di investire soldi con il massimo del profitto possibile e lui era uno di questi. Il mio lavoro consisteva nell’assecondarli e ascoltarli era una variante normale.
Non stavo certo a domandarmi in che modo fossero stati fatti o in quale maniera sarebbero stati spesi.

Malgrado il volto non somigliasse affatto a quello di un principe ereditario, non credo comunque che la sua potesse definirsi la vita di un pokerista di professione.

Tutti i giocatori di poker sviluppano col tempo la faccia da poker, un espressione fredda ed impassibile. Un volto povero di emozioni dal quale dipende una buona parte del successo di una partita.
Il suo era un volto trascurato, entrava in ufficio e lo faceva con l’imbarazzo di uno che ha appena pestato una cacca di cane.
Sembrava quasi intimorito di sporcare il pavimento. No, la sua non era sicuramente una faccia da poker.

Il nocciolo poi non è solo la “faccia da poker”, ma la sindrome che ne deriva e che colpisce il giocatore quando diventa professionista.
Si parte dall’abitudine a nascondere l’emozione, ci si abitua a cancellare ogni accenno di eccitazione, ogni sintomo di nervosismo e si finisce poi col calzarla sempre come un mocassino, in ogni occasione.

Un giocatore professionista assiste alla finale di Champions della propria squadra del cuore con la stessa espressione calma e compassata di chi nasconde una scala colore.

All’inizio la indossi di fronte al tuo avversario, poi per andare a fare la spesa, la porti al cinema, allo stadio, a cena fuori con la tua ragazza ed infine, senza farci nemmeno caso, non te la togli più di dosso.
Fin quando arriva quel giorno in cui ti guardi allo specchio e non sai più a chi stai facendo la barba.

La figura del giocatore di poker professionista è mitologica. Un format di altri tempi. Altre storie, altro poker.
I grandi campioni di oggi sono comunque tutti legati ad un business che si interfaccia al mondo del poker. Chi scrive libri, chi apre poker room, chi investe i soldi vinti in attività connesse, chi vende la propria professionalità o semplicemente la propria immagine. Quasi nessuno vive di poker giocato.

Caro Andrea. Facce da poker a parte, la vita di un giocatore professionista non è né migliore, né peggiore. E’ semplicemente diversa dalla mia.

Non può piovere per sempre..

14 novembre 2009

Nel gioco come nella vita ci vuole una gran pazienza..
La chiamano “varianza”.. in statistica è considerato un indice di dispersione.. nel poker viene usata per indicare l’oscillazione dei propri risultati in base all’incidenza della fortuna..
Ci sono infatti periodi che per quanto tu possa agire bene.. le cose sembrano non andare.. e non succede solo nel gioco.. ma anche nella vita..
E’ paradossale.. ma a volte sei talmente impegnato a nuotare nel tuo oceano di bisogni.. da non accorgerti di non farlo nella giusta direzione..
Sei li che dai tutto te stesso.. raddoppi.. triplichi ogni sforzo.. ma non hai ben chiaro l’obiettivo..
Sarebbe molto più facile fermarsi.. calcolare sapientemente quanto sia meglio lasciarsi portare dalla corrente.. Attendere e poi ricominciare ad andare nel verso giusto..
I miei nipotini stanno imparando a camminare.. li vedo rovinare a terra spesso.. a volte in modo scomposto.. altre volte adagiandosi.. per poi tendere una manina verso qualcuno che gli possa ridare sicurezza.. fiducia..
Commettere una serie di passi falsi è indispensabile.. devi capire come si cammina e dopo prendere il via..
Ti serve una caduta.. anche rovinosa…. ed un incitamento.. una mano dalle persone che ti vogliono bene.. Così metti un piede.. poi un altro.. un altro ancora.. e non cadi..
..stavolta no che non cadi.. hai trovato il tuo equilibrio.. e lo porti dentro come una nuova grande conquista..!
Lo recitava Brandon Lee.. “non può piovere per sempre..”
Ed io che ho già imparato a camminare.. continuo a farlo sotto questa pioggia.. con gli stessi occhi e la medesima voglia che avevo da bambino.. convinto che alla fine tutto passerà..

La naturale prosecuzione del gioco

11 novembre 2009

Oggi.. al contrario di ieri.. tutto sembra essere sotto controllo.. segno che forse non sto correndo abbastanza..!
La prossima tappa del campionato italiano è alle porte ed il giocatore in me si interroga sugli errori commessi.. sui diversi stili di gioco adottati..
Quando in passato ho accettato di correre subito dei rischi.. è stato come pianificare un sucidio.. un po’ come gettarsi da un aereo in volo con ago e filo.. e sperare di cucirsi addosso il paracadute prima di toccare terra..
A Nova Gorica sono stato il primo giocatore eliminato e credetemi.. non è affatto piacevole.. quindi ci vuole maggiore razionalità..!

Nel gioco del poker si può attendere e sperimentare con “dinamismo”.. oppure evitare la moderazione.. e magari azzardare con “dinamismo”..
Ma se una scelta è sbagliata la dinamica e le probabilità non contano più..!

Se si decide di giocare a poker.. bisgogna che il poker finisca al centro di ogni procedimanto mentale..!
Se si decide di correre un rischio per provare anche a vincere.. occorre che la passione.. l’impegno.. e la qualità del gioco.. aumentino proporzionalmente al rischio che si vuol correre..
Per esempio.. se si scommette sull’esistenza di Dio.. sarà meglio non sbagliare.. perchè l’inferno non deve essere un posto piacevole.. e non sarebbe un errore da poco giocare e perdere..!

Tutto questo solo per dire che conta solo la posta in gioco.. ed il numero di domande “giuste”.. alle quali saprai dare una risposta “esatta”..

Quali carte ha in mano il mio avversario..?
Che possibilità ci sono che io non abbia la mano migliore..?
Quale opportunità si nascondono dietro questa giocata..?

Ogni nuovo torneo è una impresa inedita.. un storia tutta da raccontare..
Cosa c’è oggi di tanto impossibile.. che io non possa fare..?

Risparmiatemi i perfezionisti.. e quelli che non sbagliano mai..!
Toglietemi di mezzo i conservatori.. e tutti quelli che non rischiano mai..!

Che siano scelte sfortunate o stupide.. tutti abbiamo in archivio le nostre classiche cavolate.. le nostre esperienze.. e sono alla base di tutto..!
Bisogna sapersi adattare ed avere l’umilta’ di imparare da ogni singolo sbaglio..

Se per vincere bastasse un semplice calcolo delle probabilità.. allora potrebbero riuscirci tutti..! Ci vuole esperienza..!
Per ottenere risultati assoluti.. da realtà incerte.. occorre andare al di là del calcolo statistico.. al di là della logica.. a volte anche accettando di scendere nel vortice di intuizione ed ispirazione..!
Il grande pericolo che si nasconde dietro una mano di poker va anche percepito.. e non solo calcolato..!
E’ anche.. e non solo.. una questione di razionale emotività..!!
La ragione diventa un pilota.. l’emozione si trasforma in una vettura..
Il pilota non può vincere senza auto.. ed al tempo stesso l’auto non può certo correre da sola..! Ma in gara diventano un solo unico elemento..
Grant Fox.. uno degli “All Blacks” più famosi dichiara in una intervista.. “..per vincere ci vuole il “fuoco” nella pancia.. ed il “ghiaccio” nella testa..! ..e devono essere la tua pancia.. e la tua testa..”
Parole che darebbero la carica a chiunque..
Poi però i miei occhi cadono sulla naturalezza di una bambina di 5 anni che compone il suo puzzle.. e capisco che la vittoria non è “fuoco”.. non è “ghiaccio”.. ma solo la naturale prosecuzione di un gioco..!
Oggi penserò solo a giocare..!
Questo me lo ha insegnato mia figlia..! Non me ne voglia Mr. Fox..!

Questione di “bava”

8 novembre 2009

Avere tutta la teoria a disposizione non basta..
Arrivare a conclusioni operative che siano in alcun modo discrezionali.. non da certezze..!
Io penso… inesorabilmente penso..
Giocare è rischiare.. ma anche vivere in fondo.. è un rischio che si rinnova.. continuamemte..
Accettare un verdetto per quanto spietato esso sia.. quando perdere vuol dire solo il 2% di possibilità che questo accada.. fa parte del gioco stesso..
E’ un po’ come avvicinarsi al barattolo della nutella.. e trovarlo maledettamente vuoto..!
Io adoro la nutella..!
Mi piace vincere..!

Oggi però è una di quelle giornate che mettono alla prova il mio sistema nervoso..
Non vorrei stare qui a parlare di poker.. ma parliamone..
Teoria.. esperienza.. statistiche.. fato.. furbizia.. cosa conta e cosa non conta..

Ecco alcune personali opinioni.. tutte ovviamente discutibili..
La teoria ?
Catalizza solo i pensieri..!
Un buon giocatore li formalizza i pensieri..
Un buon giocatore trasforma ogni riflessione in pura azione anche in base ad esperienze passate.. ma soprattutto in virtù di esperienze immediate..
Lo studio dei giocatori al tavolo è fondamentale..
Non è affatto detto che a parità di carte.. un bluff funzioni alla stessa maniera con tutti gli avversari..!
C’è chi ti viene a vedere perchè non ha ben chiaro che cosa succede..
Chi ti chiama per il semplice gusto di sentire l’adrenalina scorrere.. per provare una innopportuna emozione intensa..
Chi lo fa per capire come giochi..
Chi ha tante chips in suo possesso.. e ti chiama perchè può semplicemente farlo..
E poi ci sono i giocatori bravi.. quelli che ti chiamano.. perchè sanno di essere più forti.. sanno di avere la mano migliore..
Al tavolo.. puoi essere certo di trovarli tutti.. e devi essere pronto a tutto..
“Molto”.. a volte.. può non essere abbastanza..!

Mi hanno insegnato che lo studio accurato della teoria è comunque indispensabile.. Questo nel poker.. come in ogni campo.. quindi parliamo di ovvietà..
Io dico che nel gioco la teoria ti completa.. ed un giocatore completo.. è un giocatore sicuramente più forte..!

Non conosco le applicazioni miracolistiche nel gioco del poker..!
Sento straparlare di “sfiga”.. del cosiddetto “culo”.. “caos”.. la maledizione di “Tutankamon”.. amuleti.. scaramanzie.. tutte emerite cazzate..!
Io mi limito a considerare le statistiche.. e quindi solo la probabilità che qualcosa accada.. non la certezza che qualcosa accadrà..!
Lascio a casa gli elefanti portafortuna con le orecchie rotte.. le Madonne di Civitavecchia.. e gioco il mio poker..
Fatto di pazienza.. azione.. reazione.. rabbia.. determinazione e rischio..!
Chi esita.. o si nasconde dietro alla banalità di sentirsi un soggetto sfortunato addormenta i suoi ideali..
E non sto’ parlando solo di poker..!
Non siamo certi nati per pettinare bambole.. per mangiare in orario.. o stare lì a prendersela con il nulla cosmico della sorte.. mentre tutti intorno a noi corrono.. e ci sorpassano..
Si cade solo per ricominciare a correre.. e si corre per lasciarsi tutti alle spalle..
Non ci sono altre regole..!

Le più grandi opere d’arte che la storia ci tramanda.. sono il pregevole risultato di una interminabile sfida che portava ogni artista a voler essere considerato “il migliore” !!
Le cose migliori si ottengono in regime di competitività.. a volte sfidando gli altri.. altre volte semplicemente noi stessi..!
Un pittore deve sapere come tenere in mano un pennello.. ma non può certo pensare che questo basti a creare un’opera d’arte..

Saper tenere due carte in mano.. e conoscere tutta la teoria possibile.. ci da la possibilità del confronto.. ma sono la fame di vittoria e la determinazione a darci la possibilità di ottenere un risultato importante..!
Quello che un giocatore non deve mai perdere è la voglia..
Nel gergo pokeristico la chiamano anche “bava”..! Ma questo è un termine che io associo meglio al bombolone caldo..!

Apologia di una giocata vincente

7 novembre 2009

Quando mi fermo a rileggere gli appunti di viaggio.. penso a quante informazioni ho nella testa.. ed è una sensazione fantastica..!

Il giocatore non demorde.. attende.. elabora.. spesso mente.. poi affonda il colpo sempre sicuro delle sue azioni..
La testa si svuota.. ora l’uomo gioca sull’uomo.. è uno di quei momenti… in cui nessuno si vergognerebbe ad ammettere la propria lucidità… il vero scopo non è partecipare.. ma vincere !

La lettura è perfetta.. ma la strada principale che porta al successo è un’isola pedonale per le mie emozioni..
Devo percorrerla a piedi e raggiungere l’assoluta inerzia della mente..
Ora mi trovo lì.. a passeggiare simulando quella forza che so’ di non avere.. una sfrontata sicurezza che devo.. ripeto.. devo ostentare..
Presto avrò quella risposta..
Tutti mi fissano.. mi seguono con lo sguardo.. ma non sanno che conosco tutte le loro storie.. forse da sempre..
Non è il volto angelico e sereno di un giocatore a cui si può raccontare tutto..
non puoi sperare che io ti creda..
non puoi sperare che io lo faccia.. ora..

Ho ben chiaro cosa succede quando perdi un colpo.. si spegne in te ogni qualsivoglia tentazione.. ogni goccia di pensiero positivo evapora.. quello che hai intorno si spopola.. tutto ti fa letteralmente schifo..
Ma non è questo il giorno..

Anche l’ultima carta è scesa.. occhi negli occhi.. ma è solo un istante.. l’altro abbandona la presa.. abbassa lo sguardo.. non punta..

Sei debole amico mio.. e sei morto..!
Al mio turno accendo uno dei miei più insignificanti e luminosi sorrisi.. qualche frase di convenienza precede il movimento che accompagna tutto quello che hai.. oltre la linea di gioco..
All in ! Vieni a camminare con me.. ma lascia i sogni parcheggiati fuori..

Quando rifletto e l’adrenalina è in circolo.. nella mia testa rimbombano azzardati pensieri in romanesco..
Forse anche la mente ha un suo colorito dialetto.. Io l’ascolto.. rido.. sorrido.. e attendo..

Il cuore dell’orso batte irregolarmente.. il corpo trasuda.. la mente ribolle.. percepisco un aroma naturale di vittoria.. lo sento di pensiero in pensiero.. è un desiderio con le ali che sta diventando certezza..

“Hai due cuori vero Orso ?”
“Tu quanti ne vedi ?”

Due carte volano in mezzo al mazzo.. L’avversario ha mollato.. ora posso rallentare la mia camminata… è rimasto dietro.. isolato.. mi ha lasciato da solo a godere le bellezze nascoste di questo magnifico piatto vinto..

Mi chiamano orso.. ho tanto sangue che scorre nelle vene.. ed un “cuore” solo..
ma grande così..!!

“Dedicata a chi non molla mai !”

Diari di un futuro imminente /2

26 ottobre 2009

Sei convinta che io abbia qualcosa che non va. Si, è possibile. E cosa dovrei rispondere. Quello che non va è tutto quello che non abbiamo. Quello che più desideriamo. Io ero attratto da una meraviglia e magari ancora lo sono. Si, no, forse. Non sono bravo a raccontarmi bugie.
C’è un caldo industriale oggi e il sole ha dai riflessi postatomici. Il condizionatore tossisce. La tv improvvisa colori. Il cellulare reclama energia. Il sifone della doccia gocciola. Dovrei decidermi a sistemarlo, come tante altre piccole cose nella mia vita, ma oggi fa troppo caldo. Anche il tempo sembra affannarsi con queste temperature e perdere il senso. Che poi la differenza che passa fra senso e significato, nemmeno l’ho mai capita. E a dirla tutta non ho tanta voglia di darmi sempre risposte che vadano oltre il si o il no. Credo che finirò col mettermi a scrivere. Un buongiorno. Uno di quelli che ancora ti dedico e poi non spedisco. Quelli che rimangono in memoria sull’iphone, con il sogno liberatorio di raggiungerti o diventare una palletta di carta. Qualcosa da affidare al “cestino”. Volevo scrivere “destino”, ma T9 non era d’accordo. La lascio così.
Correggersi non è poi un male. Migliorarsi. Lasciarsi andare, senza abbandonarsi. Non aver nulla da dire, eppure trovare il modo di saperlo dire. Ogni tanto guardo l’orologio. La stanza è ferma, le ombre incerte, le pareti grigie. Non c’è molta rete qui dove sono e non c’è la possibilità di coniugare il verbo condividere. C’è una malinconia espansa, una compressione tutta interiore. Una specie di supernova che chiede il permesso di esplodermi tra testa e cuore. Sorrido.
Lo sai? Impazzivo per il tuo corpo. Per l’odore della tua pelle. Quel tuo sapore. Le mie parole stanche hanno sempre tentato, ma non sono mai riuscite a descriverti. Forse avrebbe potuto una canzone. Una di quelle unplugged che ogni tanto pubblichi sul tuo profilo e che riesco ad ascoltare anch’io. Quelle un po’ lente. Quelle da restare a guardarsi in un istante sospeso nel vuoto. Da stamattina faccio l’equilibrista sui miei “vorrei ascoltarti”. Lo faccio mentre dormi. Mentre sei nel tuo guscio di acqua calda. Mentre parli. Mentre digiti frasi. Mentre studi una rughetta invisibile davanti allo specchio. Oppure mentre cucini, mangi, prepari una sigaretta, un ciclo di lavatrice o mentre giochi distrattamente a singing monsters. Chissà di quale colore sarà lo smalto delle tue unghie. Chissà a cosa penserai. Se sei serena. Impacciata. Triste. Stanca. Rilassata o dolcemente insopportabile.
Se ti chiedo, tu non mi dici. E io insisto nel cercare un appoggio alle parole che invece mi sfuggono via. Guardo se sei connessa. Inciampo nei miei pensieri. Precipito nelle mie zone più profonde. In posti dove non basta certo prendere un ascensore o una tangenziale per tornare indietro. Continui a essere la protagonista involontaria di fantastici sogni e fantasie che fanno arrossire. Solo le migliori lo fanno. Così finisce spesso che chiudo gli occhi e mi lascio andare. Ogni tanto mi sembra anche di sentire la tua voce. Dice “sei proprio scemo”, poi sento che sorridi e immagino che ti raccogli i capelli da una parte. Che c’è Pa’? No, niente.
Sai di essere bellissima e io non ti ho mai guardato davvero. Ti ammiravo. Ma avrei dovuto anche ascoltarti. Avrei dovuto anche capirti. E invece. Un giorno certi “significati” sono scesi a comprare le sigarette e non li ho visti tornare più.
Ecco. Ho finito l’inchiostro elettronico. Sono arrivato all’ultima pagina, ma avrei potuto continuare a scrivere per ore. Posso ancora preparare un po’ di caffè fuori orario e lasciarlo freddare sul tavolo. Posso ancora fare una doccia e portarmi un po’ a spasso. Sfidare il caldo. Aspettare la pioggia e regalarmi un gelato.
Oppure chiudere gli occhi e chiederti scusa, sperando che tu mi stia ascoltando. 🐙

Diari di un futuro imminente /3

25 ottobre 2009

Te lo scrivo qui. Su telgram. Senza parentesi. Te lo scrivo e te lo dipingerei sulla schiena se solo me lo lasciassi fare. E farei in modo che il colore scivolasse lungo il tuo corpo. Poi diventerei io stesso colore, blu, giallo, rosso. Ho un bisogno primario di sentirti addosso, dentro, ovunque e dappertutto. Di affogare nella bocca quella mia voglia di vivere che ritrovo tra le tue gambe. Che anche ora sento e che mi sta esplodendo nel petto. Te lo scrivo qui, perché scriverti mi strappa questa fottuta solitudine di dosso e mi fa sentire di esserci. Te lo scrivo qui, perché fuori la scrittura mi manca. Perché quello che tu sei per me non appartiene all’universo della parole. Appartiene agli occhi quando ti tolgono i vestiti di dosso. Alle mani che ti accarezzano i fianchi. Alla lingua che ti scorre lungo le gambe. Che preme. Che cerca. Che si impregna del tuo sapore violento e carnale. Appartiene ai sospiri che ascolto mentre non ti dico che ti amo, ma cerco di farlo.
Ho voglia di fare un viaggio senza sapere dove. Di perdermi e ritrovarmi. Di fare l’amore fino a stare bene. Di spalmare cioccolata. Di passeggiare. Delle tue mani. Dei tuoi occhi. Della tua bocca. Dei tuoi sospiri. Ho voglia di riempirmi di te. Di ascoltare il mare che si infrange sugli scogli. Di luce lunare. Di gusci di paglia. Del suono della tua voce che sussurra… È stato bellissimo.