Diari di un futuro imminente /3

Te lo scrivo qui. Su telgram. Senza parentesi. Te lo scrivo e te lo dipingerei sulla schiena se solo me lo lasciassi fare. E farei in modo che il colore scivolasse lungo il tuo corpo. Poi diventerei io stesso colore, blu, giallo, rosso. Ho un bisogno primario di sentirti addosso, dentro, ovunque e dappertutto. Di affogare nella bocca quella mia voglia di vivere che ritrovo tra le tue gambe. Che anche ora sento e che mi sta esplodendo nel petto. Te lo scrivo qui, perché scriverti mi strappa questa fottuta solitudine di dosso e mi fa sentire di esserci. Te lo scrivo qui, perché fuori la scrittura mi manca. Perché quello che tu sei per me non appartiene all’universo della parole. Appartiene agli occhi quando ti tolgono i vestiti di dosso. Alle mani che ti accarezzano i fianchi. Alla lingua che ti scorre lungo le gambe. Che preme. Che cerca. Che si impregna del tuo sapore violento e carnale. Appartiene ai sospiri che ascolto mentre non ti dico che ti amo, ma cerco di farlo.
Ho voglia di fare un viaggio senza sapere dove. Di perdermi e ritrovarmi. Di fare l’amore fino a stare bene. Di spalmare cioccolata. Di passeggiare. Delle tue mani. Dei tuoi occhi. Della tua bocca. Dei tuoi sospiri. Ho voglia di riempirmi di te. Di ascoltare il mare che si infrange sugli scogli. Di luce lunare. Di gusci di paglia. Del suono della tua voce che sussurra… È stato bellissimo.

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