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Questa è la sostanza 

22 ottobre 2016

Roma e Milano si trovano quasi sullo stesso meridiano, ma cambia di molto il parallelo. Una considerazione banale. Quasi romantica. Tecnicamente utile solo a chi adora guardare le albe e i tramonti. In pratica in queste due città il sole sorge praticamente alla stessa ora, ma tramonta in orari diversi. Oggi ad esempio, a Milano succederà dieci minuti dopo. 

Mi hanno sempre insegnato che spesso sono i dettagli a fare la differenza. Può essere. Ma la stragrande maggioranza delle volte è la sostanza.

Ultimamente sono stato oggetto di critiche che di solito mi lascio scivolare addosso. Soprattutto quando a criticarmi sono persone poco qualificate a farlo. Oggi però mi sento di rispondere. Senza astio. Senza fervore. Ma puntualizzando.

Sono presente sui social network da oltre dieci anni con il mio nome e cognome. Niente sinonimi. Acronimi o soprannomi. Ho gli stessi amici da oltre 40 anni. Non li cambio ogni sette anni per necessità. Sono sempre loro. Sempre gli stessi. Perché la vita non mi ha mai costretto a cambiare vita. Ho una figlia meravigliosa che sento vicina, pur vivendo a 800 km di distanza. Un lavoro appagante. Progetti realizzati e obiettivi raggiunti attraverso strade lastricate anche di insuccessi.

Mi piace scrivere. Viaggiare. Leggere. Passeggiare la mattina presto per le strade del centro. Raccontare storie. 

Ogni tanto vado al cinema da solo. Adoro avere la sala tutta per me. Quando posso riesco anche a cucinare qualcosa di buono. Sono ironico. Tollerante. Ho un innato senso della giustizia e nell’ambito delle mie possibilità ho sempre cercato di aiutare chi stava peggio.

A volte dispensando consigli. Altre volte in modo diverso. 

La santità certo non mi appartiene. Ho sbagliato spesso. Gli esseri umani lo fanno. Ma non ho mai rinnegato la vita, o voltato le spalle a chi mi voleva davvero bene. A chi lo ha sempre dimostrato con i fatti.

Tu che critichi. Tu che punti il tuo dito con la semplicità di chi se ne sbatte delle conseguenze. Che osservi la vita dalla vetta del cumulo di macerie in cui è ridotta la tua esistenza. Potresti dire altrettanto di te? Potresti decantare le tue altrettanto trasparenti verità? La tua onestà.

Il sole oggi sorgerà lo stesso. Magari a orari diversi nel mondo. E stasera tramonterà. Lo farà fino al giorno del collasso. Malgrado le mie e le tue considerazioni. Malgrado il tuo essere così dannatamente confusa. Incurante di noi e dei dettagli di tutte le storie del mondo. Giusto o sbagliato. Questa è la sostanza.

Tramonto romano

22 ottobre 2016

Si potrebbe anche scrivere fuori da ogni contesto. Ma se lo facessi ogni parola poi perderebbe senso. Se non sai comunicare con gli altri che te ne fai di una platea? 

Un raggio di luce conterà sempre più dello spazio e delle cose che illumina. 

Intanto il sole scivola via lungo i binari di un tramonto annunciato e accarezza con grazia tanto le insegne dei negozi di via Giolitti, quanto il volto di un uomo stanco del suo lungo viaggio. Anche questa settimana è conclusa. Masticata e forse sputata via troppo presto. 

Permetto all’ultimo caffè del giorno di entrare e fare il suo percorso. Intanto aspetto un taxi. Attendo che la quotidianità sia più consapevole della realtà di quanto non lo sia mai stato io del me stesso che ogni tanto ci vedo riflesso.

Non so perché, però trovo questo pensiero insolitamente allegro. 

Tornare a Roma mi rende parte di un qualcosa di immenso a cui appartengo da sempre. Roma è casa mia. E io vivo qui. Secondo una legge non scritta della natura che non ho ancora ben capito. Oggi sono il prodotto di una cultura crescente e disillusa. 

Come sto? 

Per essere sto. 

E per dimostrarlo decido di andare a piedi. Non è distante. Prima via Nazionale. Poi la galleria. Via del Tritone. Via del Corso, fino ai Fori Imperiali. Alla fine basta seguire il cuore e i riflessi rosa di un tramonto romano che ti riporta sempre a casa.