Tramonto romano

Si potrebbe anche scrivere fuori da ogni contesto. Ma se lo facessi ogni parola poi perderebbe senso. Se non sai comunicare con gli altri che te ne fai di una platea? 

Un raggio di luce conterà sempre più dello spazio e delle cose che illumina. 

Intanto il sole scivola via lungo i binari di un tramonto annunciato e accarezza con grazia tanto le insegne dei negozi di via Giolitti, quanto il volto di un uomo stanco del suo lungo viaggio. Anche questa settimana è conclusa. Masticata e forse sputata via troppo presto. 

Permetto all’ultimo caffè del giorno di entrare e fare il suo percorso. Intanto aspetto un taxi. Attendo che la quotidianità sia più consapevole della realtà di quanto non lo sia mai stato io del me stesso che ogni tanto ci vedo riflesso.

Non so perché, però trovo questo pensiero insolitamente allegro. 

Tornare a Roma mi rende parte di un qualcosa di immenso a cui appartengo da sempre. Roma è casa mia. E io vivo qui. Secondo una legge non scritta della natura che non ho ancora ben capito. Oggi sono il prodotto di una cultura crescente e disillusa. 

Come sto? 

Per essere sto. 

E per dimostrarlo decido di andare a piedi. Non è distante. Prima via Nazionale. Poi la galleria. Via del Tritone. Via del Corso, fino ai Fori Imperiali. Alla fine basta seguire il cuore e i riflessi rosa di un tramonto romano che ti riporta sempre a casa.

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