Archive for 17 ottobre 2016

Scoperte 

17 ottobre 2016

Ho scoperto che mi piacciono i viaggi improvvisati. Presentarmi in aeroporto, o alla stazione soltanto con lo spazzolino e il passaporto. E poi scegliere una delle destinazioni che lampeggiano sui monitor. 

Ho scoperto che non si vedono più alla TV quei documentari in cui dei giganteschi leoni affamati rincorrono e fanno a pezzi gazzelle stanche in alta definizione.  

Ho scoperto che mi piace la “street photography”. Fotografare un volto, prima che perda la propria spontaneità accorgendosi della foto.  

Ho scoperto che l’unico antidoto al tempo che passa è dimenticare e farsi dimenticare. Obbligarsi a credere ad un altro tempo. Un’altra vita. Un altro universo. 

Ho scoperto che mi piacciono le casette basse con la porta sul retro. La vista dei tetti di Roma all’alba dal colle Gianicolo. I romanzi duri che allo stesso tempo esondano di tracotante dolcezza. E i biscotti Gentilini affogati nel te al mattino. 

Per guardare la realtà in modo oggettivo bisogna puntellare gli occhi con qualche ricordo acuminato. Ho scoperto che è l’unico modo per non consentire alle palpebre di chiudersi e sognare cose a caso che mettono nostalgia.

Caro Saverio 

17 ottobre 2016

Esiste una versione di me che pochi conoscono. È quella in cui un uomo ricorda il suo essere stato anche ragazzo. Ricorda gioie. Spensieratezze. I sorrisi. La scuola. E soprattutto ricorda quelle magnifiche estati trascorse al mare. Tuo papà era davvero una brava persona. E credo che molto del bello che tu sei oggi è conseguenza di quello che lui è stato. Con il suo essere padre con la P maiuscola.

Caro Saverio, stamattina ho messo tra me e te decine di vecchi ricordi d’infanzia. Quelli che si riescono a tenere insieme strappandoli al logorio del tempo che inesorabilmente passa. Che porta via le persone che amiamo. Che lascia spazio alle mie frasi scontate e inesorabilmente inutili. 

In questi miei pensieri disordinati, balordi e scritti una mattina di un giorno qualsiasi c’è però l’affetto di un amico. Uno di quelli che si vedono poco. Uno di quelli che non crede in dio eppure ogni tanto si inginocchia e prega. Sperando che esista un qualcosa di migliore. Un universo nascosto dove da piccolo credevo finissero i palloncini e oggi le anime delle persone buone. Un posto dove forse un giorno ci rincontreremo tutti a giocare a calcio. E tu sai già chi l’arbitrerà quella partita.

Ti abbraccio forte. Con quella forza che solo i bambini riescono a capire. ❤️