Scoperte 

Ho scoperto che mi piacciono i viaggi improvvisati. Presentarmi in aeroporto, o alla stazione soltanto con lo spazzolino e il passaporto. E poi scegliere una delle destinazioni che lampeggiano sui monitor. 

Ho scoperto che non si vedono più alla TV quei documentari in cui dei giganteschi leoni affamati rincorrono e fanno a pezzi gazzelle stanche in alta definizione.  

Ho scoperto che mi piace la “street photography”. Fotografare un volto, prima che perda la propria spontaneità accorgendosi della foto.  

Ho scoperto che l’unico antidoto al tempo che passa è dimenticare e farsi dimenticare. Obbligarsi a credere ad un altro tempo. Un’altra vita. Un altro universo. 

Ho scoperto che mi piacciono le casette basse con la porta sul retro. La vista dei tetti di Roma all’alba dal colle Gianicolo. I romanzi duri che allo stesso tempo esondano di tracotante dolcezza. E i biscotti Gentilini affogati nel te al mattino. 

Per guardare la realtà in modo oggettivo bisogna puntellare gli occhi con qualche ricordo acuminato. Ho scoperto che è l’unico modo per non consentire alle palpebre di chiudersi e sognare cose a caso che mettono nostalgia.

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