Archive for 23 agosto 2013

Amici ed emozioni

23 agosto 2013

Ogni tanto passo in rassegna emozioni soffocate, come farebbe un sottotenente con il suo piccolo plotone.
Le vedo tutte lì, ben disposte e in fila. Geometricamente silenziose, perché io esigo rispetto dalle mie emozioni.
Qualcuno pensa che questa vita non sia altro che la somma di migliaia di attimi vissuti in altre vite passate.
Qualcuno dice che ogni nostra cellula contenga in fondo qualcosa di quelle esistenze.
Ma io non lo so.
Non ricordo chi fossi.
Forse ero qualcuno con una missione da compiere, o semplicemente un nessuno che sognava di diventarlo.
Forse ero un musicista.
Forse un pittore.
Forse un condottiero o un esploratore.
Un uomo di potere o distrutto dal potere di altri uomini.
Potrei aver attraversato secoli di storia e magari anche contribuito a scriverla.
Non lo so. Davvero non ricordo.
Mi tornano in mente solo fatti di questa vita, un passato recente fatto di sguardi, sorrisi, emozioni.
Sono le quasi le sei.
Sta salendo il sole ed è lo stesso sole da migliaia di anni. Miliardi di vite passate, miliardi di storie, un solo spettatore.
Emiliano dorme. Pepe farfuglia al telefono, la tv sta trasmettendo una deliziosa musica anni 70 e io ho ancora trenta secondi di tempo da dedicare alla ricerca di ricordi fondamentali prima che finisca questa canzone e ricominci a fare il conto delle cose da fare oggi…

La dinamica delle certezze

23 agosto 2013

Esiste una dinamica virtuosa che collega un uomo a tutte le cose che lo circondano.
Sono le esperienze che non solo servono a cambiare noi, ma devono anche contribuire a mutare il nostro atteggiamento verso il contesto in cui viviamo.
C’è una differenza abissale tra l’agire sospinti da una certezza e il rimanere immobile a chiedersi il perché di quella certezza.

Distanze

23 agosto 2013

Se non si prendono le distanze dalle cose che ci fanno stare male, si finisce per identificarsi con esse.

Domani

23 agosto 2013

Passiamo la vita pensando a come saremo domani. Lo progettiamo il domani. Cerchiamo anche di prevederlo il domani. A volte preghiamo per il nostro domani.
Pregare.
In questo mia madre è maestra.
Pregare fa parte delle nostre speranze più folli e non è detto che renda il domani migliore, ma su una cosa mia madre ha ragione. Non puó assolutamente cambiarci in peggio.
È giusto darsi degli obiettivi e correre per conseguirli, ma ogni tanto vale la pena fermarsi, respirare e guardarsi intorno. Abbracciare gli affetti. Ricambiare i sorrisi delle persone che ti vogliono bene. Godere di ogni cosa perché la vita è “ogni cosa” e non dura per sempre. Forse se ultimamente dormo poco è anche per questo.
In fin dei conti, se non sapessi che in tutto ciò che faccio esiste una luce, anche piccola che illumina lo sguardo di qualcuno, forse non lo farei.


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