Archive for the ‘Riflessioni’ Category

Vivere una favola

26 novembre 2009

Percepisco nitidamente una certa inconsapevole incertezza intorno a me..
Un assurdo affannarsi di persone che vivono.. anzi convivono.. con la ripetitiva quotidianità dei propri dubbi..
Il problema non sta nel mero atto del dubitare.. Io stesso faccio a volte del dubbio la traccia da seguire..
La questione è che il dubitare deve anche generare un qualche tipo di riflessione.. non è certo un passaggio da attraversare ad occhi chiusi..
Eppure leggo o ascolto persone che pare non abbiano la minima idea di cosa si stiano facendo.. o di cosa stiano attraversando..
Se la vita fosse il tracciato da un punto A ad un punto B.. il significato da dare alla vita stessa andrebbe ben oltre l’unione di due puntini..
Io potrei trovarmi a tracciare una linea retta.. magari aiutandomi con un righello.. oppure imprimere alla penna le giuste inclinazioni.. disegnare parabole e curve.. incrociare altre linee.. vivere..
La penna la puoi trascinare stando al mondo come fosse un’abitudine.. oppure spingerla.. provando la meraviglia per tutte le cose che ci circondano..

A volte vedo mia figlia puntare il dito e porsi nuovi interrogativi.. per poi cercare la complicità nello sguardo del papà..
Sembra voler dire “Papà.. ma è così bello il mondo che ci circonda..? E’ una fiaba..?”

Non mi sento di doverle per forza raccontare che le fiabe non esistono.. Come potrei negarle l’esistenza di un posto incantato.. quando proprio questo mondo è per lei una favola cosi intensa..!
Voi direte.. ma la vita non è una fiaba come quelle che si leggono.. non ci sono draghi.. streghe.. vampiri.. castelli..!
Io rispondo che se la vita è diversa dalle fiabe.. lo è solo per il lieto fine..!
Ma nella vita come in una fiaba.. puoi ridere o piangere.. emozionarti o soffrire.. e di certo c’è solo che non puoi farlo ad occhi chiusi..!

Si.. la vita intesa come tutto quello che passa tra quei due punti A e B è pura incertezza.. ma nonostante questo.. io voglio tenere gli occhi aperti.. ridere.. piangere.. e poi ridere ancora..
Io voglio buttarmi.. farmi anche male.. guardare il futuro.. tremare.. sbagliare.. ma credere.. e rischiare.. vibrare colpi e vedermi muovere all’attacco.. o restare anche immobile.. se è il momento di stare in difesa..
E’ meglio respirare a pieni polmoni l’esperienza di un passo falso..
che trattenere il fiato fino alla nausea vivendo nell’incertezza.. e far diventare la pelle viola dall’apnea..
Questo dirò a mia figlia..!

Stamattina voglio regalarvi un frammento di lucida follia..
Aprirvi per un attimo la mente e lasciare che possiate scorgere all’interno quella mia irrefrenabile passione per il dubbio e il paradosso…
Fateci caso.. è ancora ben visibile il segno dei punti..? Sono quelli che per un periodo della mia vita sigillavano il mio sguardo..

Li ho strappati il giorno che è nata Niki..!

Navigo a vista

25 novembre 2009

Questa mattina di fronte ad uno specchio curioso.. una figura mi guarda con fare interrogativo..
Studio i lineamenti della sua espressione.. un sorriso che a tratti pare giocondo.. la guardo negli occhi e vengo magicamente catturato da nuovi pensieri..

Dentro di me si nasconde solo un marinaio.. un nostalgico.. solitario.. vecchio marinaio..
La mia barca.. l’ho chiamata ‘Sogno’ e navigo tra frammenti di ricordi ed attimi di vita..
L’ho costruita con le mie sole forze.. usando i pezzi migliori.. scelti tra momenti belli e la voglia di ricordare..
Saldamente legate all’albero maestro sventolano tutte le emozioni della mia vita..
Ogni giorno un vento fatto di dubbi e spranze gonfia le due enormi vele.. e la barca muove attraverso l’oceano.. su una rotta tracciata in un presente fatto di memorie passate.. ma gli imprevisti non mancano mai..

I rimpianti sono come scogli.. imprevedibili.. pericolosi..
Rimangono nascosti nel mare dei ricordi ed affiorano quando non c’è quasi più nulla da fare..
Avviene d’improvviso.. quando capita vengo completamente rapito dal marinaio che è in me.. ed ogni manovra si trasforma nella “manovra perfetta” !

Dicono che scrivo cose tristi.. ma non è vero.. il mio quaderno quotidiano non è un muro del pianto.. ma solo un ottimo compagno di viaggio..

L’immagine riflessa allo specchio ora sembra più vicina.. ha un’ aria un po’ stupita..
“..a cosa stavi pensando..?”

Io sorrido e lascio perdere.. in fondo non pensavo.. navigavo a vista..
Sciolti gli ormeggi.. issate le vele.. anche oggi si salpa..!

Scrivendo

24 novembre 2009

Credo che la necessità di inventare uno strumento che misurasse il tempo sia figlia di un’epoca dai ritmi ossessivamente lenti. Oggi le vere macchine del tempo siamo noi.
Viviamo come le lancette di un ingranaggio, costretti a rispondere perfettamente a ritmi frenetici e a tutte quelle mode di cui conosciamo bene la superficiale inutilità.
Abitudini che ci portano a cambiare il colore dei capelli, il colletto delle camicie, il taglio delle giacche, ma anche le ideologie e le parole da dire davanti ad altri.
E’ già, perché anche i discorsi seguono un po’ la moda.
La voglia di affrontare questo argomento è tanta, ma ho promesso a me stesso di non scrivere più di politica e finanza, quindi respiro profondo e vado oltre.
Misurato o no, il tempo passa e passa il nostro quotidiano trascorrere. Il colore dei capelli cambia e stavolta non per colpa della moda, il fiato è sempre più corto e anche in campo l’avversario ci salta con la facilità di un bimbo che padroneggia il suo videogioco.
Ne sono passati di anni dalla prima partita a calcio, ma la gioventù non è fuggita è solo cresciuta dentro di me, si è intelligentemente evoluta.
Ogni volta che guardo mia figlia mi rendo conto di quanto sia importante crescere, vivere, esserci e poterle insegnare qualcosa.
Ogni attimo di quella mia evoluzione fa di lei giorno per giorno una bimba più tenace, dai sentimenti più intensi.
Appurare che in molte cose mi somiglia, mi rende più vivo di quando andavo a scuola.
Scriverlo per me è un modo per misurare ed esorcizzare questo tempo, lasciare impronte da seguire, viaggiando nel tempo stesso anche se non fisicamente.
Come quando si sogna, o si ama, scrivendo mi sento immerso in un mondo dormiente da plasmare a mio piacimento.
Credo nel mio piccolo di aver inventato, non la macchina del tempo, ma una macchina per uscire dal tempo.
Un mezzo sicuro per lasciare il mondo esterno e vivere secondi eterni in compagnia della mia anima, con il pensiero rivolto alle persone che amo.

Chi sei tu ?

23 novembre 2009

Stamattina sono quì.. Riflesso allo specchio e chiuso nella mia testa..
Lo sguardo che vedo è quello arrogante e supponente di chi vuole risolvere il suo dubbio con chirurgica abilità..
Quando mi faccio la barba al mattino evito sempre d’incontrarmi.. eppure mi cerco continuamente.. senza sosta.. ma qualcosa di denso e pesante mi impedisce a volte il giusto approccio…
Ecco.. stavolta ce l’ho fatta..!
Mi sono messo a fuoco per 30 secondi..!
Ma come in un azzardato atto di bullismo è la mia immagine riflessa a schiacciarmi contro il muro e mi guarda dritto negli occhi..!

“Chi sei tu..?”
“Io..?”

Io ho raggiunto la metà della mia vita e sono un uomo fortunato ad essere ancora vivo e pensante.. ma cosa voglia questa fortuna da me ancora lo ignoro..
Forse cerca di ricordarmi qualcosa..
Magari è un avvertimento..
Eppure sembra tutto così semplice.. così scontato.. così razionalmente irreale..!
Io non esisto certo per mia volontà.. non è stata una mia scelta nascere.. ma l’evoluzione ? Quella si che è stata solo affar mio..

Vedi.. caro il mio amico riflesso.. Se esisto è per migliorarmi.. il resto di me stesso lo tengo chiuso con te in questo specchio..!
E’ ovvio.. tu sei il resto di me e non sai dove sono o che cosa faccio durante il giorno.. attendi solo il mio rientro.. ed alla volte finiamo col confrontarci duramente proprio come questa mattina..!
Ma è sempre il nostro abbraccio virtualmente reale.. ed è il prezzo che devo pagare per la mia evoluzione quotidiana..

Dentro questo corpo da adulto si cela ancora l’adolescente di ieri.. ma anche l’uomo di oggi e il vecchio di domani..
Figure che appartengono ad una entità superiore.. più vasta.. più completa.. il mio io..
E’ tutto così semplice e chiaro da sembrare stupidamente banale nella sua ovvietà..

Ma tutto questo tu non sei in grado di rifletterlo vero..? Tu non vai al di là delle mie smorfie.. dei miei sorrisi.. delle mie facce tristi..
La tua virtualità si ferma proprio davanti alla razionalità di un profilo di uomo.. mentre l’anima è ben diversa.. ma tu cosa vuoi saperne di anima..!

Ora toglimi per favore queste mani di dosso.. e lasciami provare l’espressione del giorno..
Le espressioni migliori.. le più stimolanti.. sono quelle che non si capiscono del tutto.. dovresti averne una tua per comprendere di cosa sto parlando..!

Dedicata a chi sa essere sincero con se stesso e con gli altri !

Vecchie rotte e nuove mete

22 novembre 2009

Uno dei dischi che ho più amato nella mia infanzia è “Sono Solo Canzonette” di Edoardo Bennato..
Anche stamattina la musica e le parole che fanno da sottofondo sono quelle dell’ Isola che non c’è.. Quanti ricordi.. E’ bastato poco per ritrovarmi a solcare col pensiero le vecchie rotte nell’oceano della vita..
Passaggi segnati sulla mappa di un tesoro.. smarrita da un bambino che oggi vive ancora rinchiuso nel suo corpo da adulto..
Quella canzone rappresenta la mia ambizione più remota.. il mio sogno nel cassetto.. la tangibile ricerca di una vita serena.. Un qualcosa di così spietatamente semplice.. da sembrare agli occhi di un bambino così possibile da raggiungere..

Oggi il mio viaggio prosegue alla scoperta di nuovi colori.. nuove persone.. Sogni e speranze si rinnovano come in fiabe narrate.. quelle che a Niki piacciono tanto prima di addormentarsi..

“Papa’.. La polvere di fata fa addormentare.. Le fate sono buone..”
“Amore le fate sono le tue migliori amiche.. Arrivano appena chiudi gli occhi.. E rimangono con te fin quando li riapri al mattino.. Papá le vede sai ?”
“Gli dici allora di non toccare il mio cicciobello Papa’ ?”

Esistono attimi eterni in cui vediamo il nostro oceano con gli occhi della persona che amiamo e la sua esperienza diventa anche un po’ nostra..
In quel momento mia figlia chiude gli occhi e dalle tasche della mia giacca vedo uscire tante piccole fate..
Sono istanti in cui comprendo di essere parte del suo sogno..!
Frammenti di pensieri si attaccano alla mia pelle come polvere di fata.. come la salsedine di quel mare che sto ancora solcando..
La mente si trasforma in un diario di bordo.. registra la storia di questo viaggio infinito.. mentre il tempo continua pigro a scorrere via.. inafferrabile come la meta che spesso non mi appare con la necessaria chiarezza..

Ho sempre viaggiato a vista e non è stato come navigare tranquillo sotto le stelle..
Ho anche sfidato il mare in tempesta.. senza mai mollare il timone.. nemmeno per un istante..!
Ho maledetto il cielo quando le nubi mi sbarravano la strada.. insultato il vento che mi strappava le vele… ho pianto accecato dalla pioggia battente.. e pregato che arrivasse un qualche Dio a regalarmi di nuovo un raggio di sole..

E’ la vita.. ed è un viaggio che continua ancora..
Tra sorrisi e lacrime.. lascierò altri brandelli della mia anima su scogliere taglienti di isole che non esistono.. ma senza perdermi più in quest’oceano..

Finchè dalla sua vita dipenderà la vita delle persone che ama.. un capitano sarà lì a sfidare la corrente.. ad urlare al vento la rabbia.. la gioia.. e la voglia di andare avanti ancora.. alla scoperta di nuove ed importanti rotte da seguire..!

L’origine di ogni soluzione

21 novembre 2009

L’origine di ogni soluzione si nasconde sempre dietro qualche perplessità.. Tu sei li che elabori.. che rifletti cercando il pensiero giusto.. quello celato tra confusione.. e dubbio.. e non consideri il teorema della vita..

“Data per certa una difficoltà.. quello che ne segue immediatamente è il suggerimento di una qualche via d’uscita..”

La nostra imperfettibile natura umana ci rende diversi da un computer..
I dati che gli occhi e le orecchie raccolgono.. non forniscono la soluzione.. possono solo suggerirla…
E’ la genesi delle nostre suggestioni..
Attraverso ogni suggestione la mente scivola all’indietro.. Se in passato si è avuta una qualche familiarità con situazioni analoghe.. i pensieri appropriati non mancheranno di presentarsi..
Ma se non abbiamo mai avuto esperienze similari.. la confusione in testa può rimanere solo confusione.. spingerci verso la cosiddetta “cazzata”..
Tutti noi sappiamo bene cosa sia una “cazzata”.. ne abbiamo i ricordi pieni..

Riflettere non è un caso di combustione spontanea.. ci vuole qualcosa o qualcuno che accenda la fiamma..
Ecco perchè alle volte.. caro Max.. potrebbe anche essere utile un parere di chi è perfettamente estraneo alla vicenda..

Io ho commesso gli errori più grandi della mia vita arrivando di colpo a conclusioni.. senza esperienze che mi aiutassero a pensare.. senza considerare.. senza chiedere un consiglio..
Ho preso in certi casi la prima soluzione possibile.. per pigrizia mentale.. per stanchezza.. o per l’impazienza di raggiungere un equilibrio.. una stabilità..
A volte è l’abitudine a fare la cosa giusta.. a fregarti..

Per essere genuinamente pensanti.. noi dobbiamo sostenere e protrarre quello stato di dubbio che stimola il pensiero.. e non accettare una soluzione finché non si siano trovate fondate ragioni per giustificarla..

Saremo in grado di pensare riflessivamente solo quando ci scopriremo disposti ad assumerci il fastidio di star li a metterci in discussione su tutto..

E non tutti sono disposti a farlo..!

Inevitabilità dell’errore

20 novembre 2009

Ognuno dovrebbe guardarsi dentro.. impegnare ogni tanto qualche minuto del proprio tempo ad analizzare il passato.. e riconoscere compitamente le proprie sconfitte.. scoprirebbe un processo mentale appagante almeno quanto lo è ricordare le proprie vittorie..!
Ieri osservavo un trofeo di quelli vinti giocando a calcetto.. ho approfittato anche per dargli una spolveratina.. lo tenevo tra le mani.. e non ho potuto fare a meno di pensare a trascorsi felici..
La mia mente è però coerente.. e non mi ha saputo risparmiare anche qualche fermo immagine amaro.. come quei due errori dal dischetto che costarono alla mia squadra una coppa Italia..!
Non ne ho più sbagliati da allora.. nemmeno nei tornei parrocchiali estivi..!

Caro Max.. sei abbastanza grande per capire che nessuno impara nulla quando vince.. e non parlo solo nell’ambito sportivo.. o pokeristico.. gli errori si fanno anche.. e soprattutto nella vita..!
A volte riusciamo a complicarci le cose perdendo la testa.. tiltiamo come un flipper dopo una sciocchezza..!
Se imperfettamente.. abbiamo sbagliato.. la scelta più giusta da fare.. é solo andare avanti e rifletterci a freddo.. con calma.. per imparare come e cosa abbiamo mal calcolato..!

Errori.. sconfitte.. tutti elementi che conducono sulla strada della riflessione.. sbagliare da grande saggezza..! L’importante è non perseverare.. ma elaborare per migliorarsi..!

Con questo non sono qui ad affermare che perdere sia la cosa migliore..
Il nocciolo del discorso è un altro.. Per quanto sia assolutamente più gradevole vincere.. sarà inevitabile perdere di tanto in tanto.. quindi meglio essere preparati..
Perchè il nostro compito è far si che non diventi una dolorosa abitudine..!

In attesa del momento giusto

19 novembre 2009

Stamattina fluttuo in un silenzio montano.. interrotto soltanto dal suono del mio respiro..
Più ci penso.. e più mi rendo conto che non avrò mai il tempo che mi occorre per tentare ogni cosa.. o realizzare ogni sogno.. quindi bisogna riflettere.. e scegliere per il meglio..
Se smetto di sognare mi ritrovo “uomo” in una vita fatta di attesa.. ma forse è questo che rende il tutto così speciale.. l’attesa che riempie il vuoto tra un sogno e l’altro..
La vita è attesa.. il poker è attesa..
Attesa del momento in cui sarai in grado di eseguire alla perfezione il tuo bluff..
Attesa dell’attimo in cui sarai pronto a giocarti tutto in un solo colpo..
Bluffare equivale a rischiare.. sostenere al momento opportuno le tue idee..
Se sei davvero sicuro di te.. devi spingere queste tue convinzioni fino all’esasperazione.. senza paura..
Come non si può bluffare fino ad un certo punto e sperare di portare a casa il piatto.. così non puoi sognare.. senza poi tentare di imprimere alla realtà i colori del tuo sogno..
E’ proprio il rischio che sei disposto a correre che completa il tutto..!

Dopo la rincorsa.. bisogna spiccare il salto ed essere consapevoli che il rischio possibile.. sarà non solo quello di perdere.. ma di uscirne ridicolizzato..!

Tuttavia sappiamo bene che non c’è spazio per chi non rischia in questa società..
Se resti ai margini.. è la vita stessa che ti inghiotte come un mare in tempesta.. senza avvisarti prima.. e senza lasciare alcuna traccia del tuo passaggio..!

Il naturale scorrere del sogno

18 novembre 2009

Gli “oggi” si susseguono e la vita incalza velocemente verso nuovi domani..
Lo chiamano il “naturale scorrere del tempo” e non tiene assolutamente conto dei nostri impegni quotidiani..!

Stamattina gioco con l’espressività del viso davanti allo specchio.. Cerco un sorriso adatto.. qualcosa che non sia fuori moda.. ma non trovo nulla..!
Forse è arrivato il momento di rinnovare questo mio guardaroba fatto di facce già viste..
Poi apro un cassetto di ricordi e finalmente eccola.. è la mia espressione dubbiosa..! Si.. credo indosserò questa..!
Da qualche giorno il mio livello di attenzione supera di molto lo standard abituale.. Diciamo che vivo con le spie rosse accese..
Il futuro in questo momento assume i contorni di un luogo d’ombra.. un oscuro pensiero che sintetizza paure e speranze.. piuttosto che sogni.. ed illusioni..!
Questa mattina mi concentro sulla speranza di cambiare situazioni che forse non posso essere cambiate..!
Ci vuole ottimismo reale per poter essere realmente fiducioso.. e forse anche un pò di irresponsabile fantasia..!
E’ così che prendono forma i sogni.. pensieri che non hanno senso per come si realizzano.. ma solo per come vengono immaginati..
E se ciò che oggi mi aspetto non si realizzerà mai..?
E se la speranza fosse solo un sottile inganno..?
La vita è un disegno.. una proiezione ortografica di quelle che si facevano al liceo.. e le soluzioni sono percepibili solo da certe prospettive.. Angoli bui che apparentemente non ci appartengono.. ma che desideriamo a tutti i costi vedere..!
E’ l’immaginazione che mi ha sempre aiutato a scegliere tra migliaia di possibili verità.. È l’essenza delle mie riflessioni.. e non è meno fisica della materia.. soprattutto per quanto riguarda il peso specifico.. Questo genere di pensiero grava come le responsabilità che mi sono creato vivendo..!

C’è storia in ognuno di noi.. ci sono esperienze.. speranze.. i ricordi delle paure che viviamo.. o che non ci azzardiamo a vivere.. e questo non per il timore che la vita disilluda.. ma perchè viverle coinvolgerebbe anche altre persone..
Non possiamo scegliere anche per loro.. così ci limitiamo ad immaginare di farlo.. Immaginiamo.. simuliamo.. cerchiamo e troviamo soluzioni alternative..
“Trattenersi esalta la pazienza” diceva ieri una amica virtuale..
Ma non c’è molto tempo.. qui in montagna arriva l’inverno.. ed è ancor più gelido il concretizzarsi dell’esistenza..!

Forse il mio non è il desiderio di un uomo che vuole conoscere il futuro.. forse ho solo bisogno di sentirmi dire che quel futuro sarà esattamente come mi aspetto che sia..
Sono un illuso Max ? Sì.. certo…
Ma ne sono consapevole.. e questo non fa di me un pazzo o un incoscente.. Fa di me un uomo determinato..!
Se abbiamo la forza sufficiente per sostenere un sogno.. per far sì che questo sopravviva ai colpi della vita.. non esisterà poi niente di impossibile..!
Con i sogni non si vive.. ma che vita pensi di poter vivere senza sogni..
Un altro utente su facebook parla della vita.. la considera un enorme teatro.. e forse non ha davvero tutti i torti..
Che sia commedia.. o tragedia.. il futuro degli attori dipende dal successo dello spettacolo..
Quindi conviene recitare bene.. ed aspettare fiduciosi quell’applauso finale.. per poi ritornare davanti a quello specchio.. ad indossare l’espressione felice di chi ce l’ha fatta..!

Professional Poker Face

16 novembre 2009

Andrea I. mi ha lasciato un messaggio sulla posta di facebook..
“Mi piacerebbe sapere come la vedi la vita di un pokerista di professione e cosa ne pensi…”

Caro Andrea,
il mio primo approccio col poker è stato del tutto casuale.
Al tempo lavoravo presso una filiale di una noto istituto di credito romano.
Il cliente di turno era un uomo molto alto, non molto distinto, la barba distrattamente lunga, sempre di poche parole, fatta eccezione per quella volta in cui mi raccontò di essere stato un giocatore di carte professionista.
Utilizzò addirittura l’aggettivo “grande” e si autodefinì “un grande giocatore di poker del passato”.
Ero davvero al cospetto di un fenomeno? Oddio, per essere grosso, era grosso.
Quel giorno, in modo del tutto incoerente rispetto al suo abituale comportamento, cominciò a parlarmi dei suoi viaggi in lungo e in largo, partendo dalle bische romane e arrivando a quelle di mezza europa.
Disse di aver accumulato velocemente cifre enormi e di averle anche perse poi con altrettanta professionale velocità.
All’epoca non diedi a quel racconto nemmeno il beneficio del dubbio, tale era il mio disinteresse per la cosa.
Avevo spesso a che fare con personaggi il cui unico scopo era quello di investire soldi con il massimo del profitto possibile e lui era uno di questi. Il mio lavoro consisteva nell’assecondarli e ascoltarli era una variante normale.
Non stavo certo a domandarmi in che modo fossero stati fatti o in quale maniera sarebbero stati spesi.

Malgrado il volto non somigliasse affatto a quello di un principe ereditario, non credo comunque che la sua potesse definirsi la vita di un pokerista di professione.

Tutti i giocatori di poker sviluppano col tempo la faccia da poker, un espressione fredda ed impassibile. Un volto povero di emozioni dal quale dipende una buona parte del successo di una partita.
Il suo era un volto trascurato, entrava in ufficio e lo faceva con l’imbarazzo di uno che ha appena pestato una cacca di cane.
Sembrava quasi intimorito di sporcare il pavimento. No, la sua non era sicuramente una faccia da poker.

Il nocciolo poi non è solo la “faccia da poker”, ma la sindrome che ne deriva e che colpisce il giocatore quando diventa professionista.
Si parte dall’abitudine a nascondere l’emozione, ci si abitua a cancellare ogni accenno di eccitazione, ogni sintomo di nervosismo e si finisce poi col calzarla sempre come un mocassino, in ogni occasione.

Un giocatore professionista assiste alla finale di Champions della propria squadra del cuore con la stessa espressione calma e compassata di chi nasconde una scala colore.

All’inizio la indossi di fronte al tuo avversario, poi per andare a fare la spesa, la porti al cinema, allo stadio, a cena fuori con la tua ragazza ed infine, senza farci nemmeno caso, non te la togli più di dosso.
Fin quando arriva quel giorno in cui ti guardi allo specchio e non sai più a chi stai facendo la barba.

La figura del giocatore di poker professionista è mitologica. Un format di altri tempi. Altre storie, altro poker.
I grandi campioni di oggi sono comunque tutti legati ad un business che si interfaccia al mondo del poker. Chi scrive libri, chi apre poker room, chi investe i soldi vinti in attività connesse, chi vende la propria professionalità o semplicemente la propria immagine. Quasi nessuno vive di poker giocato.

Caro Andrea. Facce da poker a parte, la vita di un giocatore professionista non è né migliore, né peggiore. E’ semplicemente diversa dalla mia.

Ragnatele

16 novembre 2009

“La ragnatela non è stata inventata da uno sconosciuto aracnide geniale e non dipende dall’educazione ricevuta o da un’attitudine all’architettura e alla costruzione. In realtà il ragno tesse ragnatele perché ha un cervello da ragno, che gli fornisce la spinta a tessere e la competenza per farlo.”. – Steven Pinker

Per quanto geniale ed unico il cervello umano ha bisogno di impressioni.. di esperienze.. di vivere all’interno di un microcosmo dove attingere le informazioni necessarie al raggiungimento di quella possibile genialità..
Senza impegno.. senza volontà di apprendere.. senza dedizione e curisità non siamo superiori ad altri esseri viventi all’apparenza meno evoluti..
La nostra forza è il modo in cui ci poniamo di fronte ad ogni obiettivo.. il modo in cui apprendiamo dagli errori commessi.. è la nostra imperfezione.. paradossalmente a renderci umanamente unici !!
Mentre un ragno tesse la sua magnifica ragnatela.. e lo fa alla stessa maniera degli altri ragni.. una bimba lo sta spiando da molto vicino.. con la curiosità di un piccolo essere umano che desidera solo “imparare”..!

L’indifferenza degli esseri vaganti

15 novembre 2009

Un polo a Nord.. un polo a Sud..
e tra i due poli miliardi di esseri pensanti.. vaganti..
A ridosso di un’altra domenica di novembre.. mi fermo a riflettere sulla vita reale.. e sono attimi che sembrano non finire mai..
Stamattina troppi pensieri.. alcuni negativi.. Vorrei poterli scegliere e tirar via dal mucchio.. garantirmi in questo senso un po’ di tranquillità.. un break di sana positività.. ma non è facile..!
Dovrei prima imparare a riconoscerlo.. ma non so come è fatto un pensiero negativo.. Non so quanto pesa o che colore ha..
E’ solo l’intangibilità di un segnale elettrico che muta in qualcosa di virtualmente materiale.. Qualcosa di etereo.. ma allo stesso tempo così pesantemente reale..
Un messaggio che la mente sapientemente decodifica.. ed opportunamente registra.. in qualità HD..!!
Se mi chiedessero quali ingredienti ci vogliono per un sugo all’amatriciana.. risponderei senza esitare.. guanciale.. pepe.. pecorino e pomodoro..
Ma per un pensiero negativo mi riesce difficile..!
Il bisogno di capire si sovrappone alla voglia di far capire..!
I cattivi pensieri sono gli unici assassini reali in questa quotidianità.. non c’è atto sbagliato che non venga preceduto da un ragionamento sbagliato..
La mattina puoi aprire un quotidiano.. sfogliarne i pensieri.. e contare le vittime innocenti di cui le cronache sono piene..
Oppure scegliere di ignorare il marciume.. e far colazione con il solito bombolone.. immaginando che tra gli esseri negativamente vaganti.. esistano anche esseri positivamente pensanti..!!

Tra la sconfinata grandezza di una catena di stelle.. e la sconosciuta scienza di un buco nero.. lontano milioni di anni luce.. da galassie senza luce.. dimenticato in uno spazio infinito.. esiste un posto unico.. chiamato terra..!
Poi ti svegli una domenica mattina.. e ti accorgi che questa infinità di spazio è nulla.. in confronto alla distanza che separa gli esseri pensanti.. dagli esseri vaganti..
L’unità di misura è l’indifferenza.. e non è purtroppo convertibile in metri..!

Non può piovere per sempre..

14 novembre 2009

Nel gioco come nella vita ci vuole una gran pazienza..
La chiamano “varianza”.. in statistica è considerato un indice di dispersione.. nel poker viene usata per indicare l’oscillazione dei propri risultati in base all’incidenza della fortuna..
Ci sono infatti periodi che per quanto tu possa agire bene.. le cose sembrano non andare.. e non succede solo nel gioco.. ma anche nella vita..
E’ paradossale.. ma a volte sei talmente impegnato a nuotare nel tuo oceano di bisogni.. da non accorgerti di non farlo nella giusta direzione..
Sei li che dai tutto te stesso.. raddoppi.. triplichi ogni sforzo.. ma non hai ben chiaro l’obiettivo..
Sarebbe molto più facile fermarsi.. calcolare sapientemente quanto sia meglio lasciarsi portare dalla corrente.. Attendere e poi ricominciare ad andare nel verso giusto..
I miei nipotini stanno imparando a camminare.. li vedo rovinare a terra spesso.. a volte in modo scomposto.. altre volte adagiandosi.. per poi tendere una manina verso qualcuno che gli possa ridare sicurezza.. fiducia..
Commettere una serie di passi falsi è indispensabile.. devi capire come si cammina e dopo prendere il via..
Ti serve una caduta.. anche rovinosa…. ed un incitamento.. una mano dalle persone che ti vogliono bene.. Così metti un piede.. poi un altro.. un altro ancora.. e non cadi..
..stavolta no che non cadi.. hai trovato il tuo equilibrio.. e lo porti dentro come una nuova grande conquista..!
Lo recitava Brandon Lee.. “non può piovere per sempre..”
Ed io che ho già imparato a camminare.. continuo a farlo sotto questa pioggia.. con gli stessi occhi e la medesima voglia che avevo da bambino.. convinto che alla fine tutto passerà..

La balena bianca

13 novembre 2009

Eccomi qui.. come un piccolo capitano Achab respiro l’impalpabile sensazione di un ipotetico successo.. Abbiamo tutti la nostra balena bianca da inseguire..
Un vibrante desiderio rapito dal tempo.. da trasformare in una tangibile realtà quotidiana..
Il sogno bussa presto alla porta questa mattina.. irrompe prepotentemente con la fretta di chi non il ha tempo per riflettere sul da farsi..
La barca è pronta.. non mi rimane che afferrarlo questo attimo fuggente.. brandirlo tra le mani come un arpione.. pronto a colpire duro nel momento esatto in cui l’occasione emergerà da questo sconfinato mare di possibilità….
Oltre il visibile.. tra il sogno e la realtà.. costellazioni di pensieri imprimono ai miei desideri la giusta direzione da seguire..
Sto navigando dritto verso un orizzonte fatto di speranze.. è il mio respiro affannato a gonfiare le vele.. tutte immagini che appaiono e scompaiono nella mia mente..
Poi vedo in lontanaza un cetaceo bianco.. emerge dalle acque.. ma il profilo scompare ai miei occhi coperto dalle forme di un cetaceo ancora più grande..
Nel cuore ora incombe prepotente il timore di una terra che si allontana alle mie spalle..
Desiderio e paura si sovrappongono in un equilibrio impossibile..
Lascio scivolare il mio arpione.. del mio attimo fuggente rimangono solo tanti cerchi concentrici nell’acqua.. e vibrazioni nei sensi..
Senza aver trovato luce nell’ombra.. una barca fa ritorno alla realtà.. ed una bimba aspetta al molo il suo capitano..
L’eco è quello invisibile di un abbraccio..
Suona la sveglia ed è come la fine di un tunnel che riporta alla luce..!
Il bianco e nero.. la luce e l’ombra.. il sole e la luna.. il giorno e la notte..
Cosa aspettarmi ancora da una giornata appena iniziata.. e già così ricca di vibranti emozioni..
Non so che fine abbia fatto la balena bianca.. ma sento che nuota ancora felice.. abbracciando il suo piccolo sogno..!

La naturale prosecuzione del gioco

11 novembre 2009

Oggi.. al contrario di ieri.. tutto sembra essere sotto controllo.. segno che forse non sto correndo abbastanza..!
La prossima tappa del campionato italiano è alle porte ed il giocatore in me si interroga sugli errori commessi.. sui diversi stili di gioco adottati..
Quando in passato ho accettato di correre subito dei rischi.. è stato come pianificare un sucidio.. un po’ come gettarsi da un aereo in volo con ago e filo.. e sperare di cucirsi addosso il paracadute prima di toccare terra..
A Nova Gorica sono stato il primo giocatore eliminato e credetemi.. non è affatto piacevole.. quindi ci vuole maggiore razionalità..!

Nel gioco del poker si può attendere e sperimentare con “dinamismo”.. oppure evitare la moderazione.. e magari azzardare con “dinamismo”..
Ma se una scelta è sbagliata la dinamica e le probabilità non contano più..!

Se si decide di giocare a poker.. bisgogna che il poker finisca al centro di ogni procedimanto mentale..!
Se si decide di correre un rischio per provare anche a vincere.. occorre che la passione.. l’impegno.. e la qualità del gioco.. aumentino proporzionalmente al rischio che si vuol correre..
Per esempio.. se si scommette sull’esistenza di Dio.. sarà meglio non sbagliare.. perchè l’inferno non deve essere un posto piacevole.. e non sarebbe un errore da poco giocare e perdere..!

Tutto questo solo per dire che conta solo la posta in gioco.. ed il numero di domande “giuste”.. alle quali saprai dare una risposta “esatta”..

Quali carte ha in mano il mio avversario..?
Che possibilità ci sono che io non abbia la mano migliore..?
Quale opportunità si nascondono dietro questa giocata..?

Ogni nuovo torneo è una impresa inedita.. un storia tutta da raccontare..
Cosa c’è oggi di tanto impossibile.. che io non possa fare..?

Risparmiatemi i perfezionisti.. e quelli che non sbagliano mai..!
Toglietemi di mezzo i conservatori.. e tutti quelli che non rischiano mai..!

Che siano scelte sfortunate o stupide.. tutti abbiamo in archivio le nostre classiche cavolate.. le nostre esperienze.. e sono alla base di tutto..!
Bisogna sapersi adattare ed avere l’umilta’ di imparare da ogni singolo sbaglio..

Se per vincere bastasse un semplice calcolo delle probabilità.. allora potrebbero riuscirci tutti..! Ci vuole esperienza..!
Per ottenere risultati assoluti.. da realtà incerte.. occorre andare al di là del calcolo statistico.. al di là della logica.. a volte anche accettando di scendere nel vortice di intuizione ed ispirazione..!
Il grande pericolo che si nasconde dietro una mano di poker va anche percepito.. e non solo calcolato..!
E’ anche.. e non solo.. una questione di razionale emotività..!!
La ragione diventa un pilota.. l’emozione si trasforma in una vettura..
Il pilota non può vincere senza auto.. ed al tempo stesso l’auto non può certo correre da sola..! Ma in gara diventano un solo unico elemento..
Grant Fox.. uno degli “All Blacks” più famosi dichiara in una intervista.. “..per vincere ci vuole il “fuoco” nella pancia.. ed il “ghiaccio” nella testa..! ..e devono essere la tua pancia.. e la tua testa..”
Parole che darebbero la carica a chiunque..
Poi però i miei occhi cadono sulla naturalezza di una bambina di 5 anni che compone il suo puzzle.. e capisco che la vittoria non è “fuoco”.. non è “ghiaccio”.. ma solo la naturale prosecuzione di un gioco..!
Oggi penserò solo a giocare..!
Questo me lo ha insegnato mia figlia..! Non me ne voglia Mr. Fox..!