L’amore sono i miei occhi che si prendono la rivincita su tutto quello che non riesco dirti con le parole.
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L’amore è…
29 agosto 2014In questa notte
26 agosto 2014Vorrei liberarmi di tutti questi verbi al condizionale. Vorrei ritornare quel bambino che inseguiva il pallone dietro alla chiesa. Vorrei riuscire ad ascoltare Mozart, Bach, Chopin. Inseguire un preludio e distendermi ascoltando un Notturno. Vorrei seguire il tuo profilo con gli occhi, scivolare con lo sguardo e restare appoggiato alla linea dei seni.
Vorrei costellazioni di abbracci, cieli da arrotolare come mappe e nuovi cieli da ridisegnare con le mie stesse mani.
Vorrei squarciare con un sorriso il velo scuro che avvolge la felicità. Vorrei una metamorfosi di cui farti innamorare e le tue gambe ben strette intorno ai miei fianchi. Vorrei tracciare la linea di un nuovo equatore e separare gli emisferi opposti. La testa. Il cuore.
Vorrei perdermi negli andirivieni di uno sguardo muto e ritrovarmi fragile in una tua carezza.
In questa notte senza Dio, quando ogni cosa finalmente tace, io mi sento dannato, maledetto e solo. Sospiro per qualche minuto, poi guardo mani che stringono altre mani. E capisco che bisogna essere davvero forti per amare la solitudine.
Vorrei chiudere gli occhi e fare due passi fino al prossimo sogno, magari mi viene voglia di non tornare più indietro.
Simulando
24 agosto 2014Camminare per ore con la testa randagia e i pensieri senza guinzaglio, è come scrivere senza rileggere.
Lasciare una riga per le note a margine. Ogni volta che mi fermo a guardare un vicolo deserto vado a capo e mi lascio qualcosa alle spalle. Una storia. Un confine. Un lavoro.
Ho sempre creduto che le distanze creassero il punto di vista migliore per osservare tutto nella sua devastante interezza. Che servissero a considerare le cose più correttamente. Mettere a fuoco. Sottotitolare. Spiegare.
Perché se un’immagine non è nitida allora c’è ancora qualcosa da fare. Risposte da dare.
Stamattina l’aria di Roma sembra schiacciata da un’insolita forza di gravità. Troppi dubbi. Ho la testa altrove.
Troverò un giorno tutte queste figure retoriche ad aspettarmi sotto casa per chiedermi il conto di ciò che scrivo.
“Spiegaci”, mi diranno arrabbiate.
Ho sonno.
Colpa di questa città, dilatata e lenta. Colpa dei tanti desideri da tenere segreti. Colpa dei troppi trovarsi. Prendersi. Per poi riperdersi.
Traccio righe, ma non sono in grado di tirare somme. Invento ragioni.
Cerco una scusa credibile per dimenticare, per “far finta che non”, per “convincermi che forse”. Troppi “ma”. Infiniti “però”. E non so più cosa.
Non aggiungo altro. Non sono in grado di pensare. Masticare amaro è un qualcosa che dovrebbe fare curriculum.
Inutile chiudere una porta senza serrare anche le finestre.
La vita ha questo di bello. La casualità. Non succede nulla per giorni, mesi, anni. Niente di niente. Ma la vita sa sempre come arrivarti addosso. Sa farti male, da morire. A volte ti mostra il suo lato più tollerabile, più dolce. Altre volte invece tutto semplicemente accade e sta a noi saperlo accettare per quello che è.
Il tuo ricordo rimane appeso a uno sguardo, una risata, una faccina buffa e due gambe bellissime.
Forse è solo arrivato il tempo di mettere un piede dietro l’altro, camminare e fregarsene di dove finisce la strada. Fischiettando, possibilmente. Simulando gioia.
Facendo finta che tutto, ma proprio tutto, in fondo va bene così.
Piccoli aforismi tra amici
23 agosto 2014Alzarsi prestissimo per correre al mattino è una esperienza fantastica. Immagino l’aria fresca e pulita, l’odore di salsedine, i raggi del sole che ti accarezzano il viso, il primo sudore sulla pelle, le infinite salite, la maschera d’ossigeno, la sirena dell’ambulanza.
Ok, rimango a dormire.
–
Malgrado quel dolce far nulla che non cambia le cose, le cose cambiano.
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Mia madre ha scoperto come usare whatsapp. Mi arrivano da due giorni messaggi con cuoricini infiocchettati per avvisarmi che sabato a pranzo ci sono le melanzane alla parmigiana.
Ostinazione
23 agosto 2014Più ti ostini a cercare risposte e più ti rendi conto che esistono soltanto domande.
Quello che non riesco
23 agosto 2014È difficile proteggere chi non ti appartiene, ma è addirittura impossibile proteggere chi non ha alcuna intenzione di essere protetto da te.
Già
23 agosto 2014Esistono due grandi realtà, andare a correre al mattino e rimanere a letto. A metà strada c’è il divano e la ragione si sa, sta sempre nel mezzo.
La ragione
20 agosto 2014Esistono due grandi realtà, andare a correre al mattino e rimanere a letto. A metà strada c’è il divano e la ragione si sa, sta sempre nel mezzo.
Il palo
18 agosto 2014La mia vita somiglia a un furto continuamente pianificato e mai realizzato dal destino. Io sono il palo, col motore sempre acceso e la voglia di scappare appesa un filo.
Certe parole
16 agosto 2014Certe parole sono discorsi che scendono a comprare le sigarette e poi spariscono.
Ieri tornando ho guardato il sole ancora basso sul litorale. L’acqua appena mossa accarezzava gli scogli e sono rimasto un secondo a guardare quello che avevo dietro le spalle. Un mondo tollerabile, una felicità di circostanza.
Tu eri in balcone. Ti ho sentita sorridere. Sembravi raggiungibile.
Ti ho guardato.
Mi hai guardato.
È stato come un tuffo.
Poi hai cominciato a nuotarmi dentro.
Sto arrivando
7 agosto 2014Sto aspettando, disse il cuore.
Sto esagerando, suggerì la testa.
Sto sbagliando, gridò il dubbio.
Sto arrivando, rispose il T9.
La prima cosa
6 agosto 2014La prima cosa che ho imparato scrivendo è stare da solo.
Il nemico
31 luglio 2014Esiste un nemico contro il quale io ho lottato tutta la vita con la convinzione che fosse necessario farlo. Combattere contro i propri limiti e l’impeto dei sogni difficili da realizzare.
Mi tremano le parole
30 luglio 2014Mi sono svegliato presto.
Ho fatto una doccia fredda.
Ho bevuto un caffè con disinteresse. Al bar ho sentito gente parlare. Le solite cose, banalità quotidiane. Sono rimasto per un secondo ad ascoltare il rumore delle stoviglie accatastate fissando un balcone immaginario dal quale si affacciano le grappe e gli amari. Poi sono uscito e ho lasciato che un paradossale freddo del mattino mi cambiasse l’espressione del viso.
Ho scelto una strada nuova per camminare, ho provato a cambiare prospettiva.
Ogni tanto prendo una via diversa per fare due passi, ma è una consolazione illusoria. Alla fine mi trovo sempre allo stesso incrocio ed è li che mi rendo conto di quanto tu sia inevitabile.
Lo sai? Potrei mostrarti un albero bellissimo. Non ha foglie. Non ha radici, ma centinaia di piccole luci a led. E non è importante cosa fosse in passato. Dove fosse piantato o come alla fine è stato reciso, perché ciò che rappresenta oggi è comunque qualcosa di meraviglioso.
Stanotte mi hai scritto, perché scrivere è comunicare.
Hai completato una pagina di pensieri legati a convinzioni apparenti e al piacere di un gesto. Come se volessi fumare o bere un bicchiere di troppo.
Esiste un piacere tutto particolare nei gesti, nel modo in cui ci si predispone a farli.
Nelle parole scritte c’è qualcosa che cerca d’uscire dal silenzio, di significare attraverso un linguaggio. Scrivere è picchiare colpi con i pugni su una porta che nessuno vuole aprire. Come per dire “vi prego, lasciatemi entrare!”
Scrivere è qualcosa che ci somiglia. Scrivere è tutte le parole che abbiamo imparato a sussurrare.
Stamattina sono una stella cometa e il mago cattivo. Sono il coraggio e le paure che mi scrollo di dosso per farmi ascoltare meglio.
Puoi parlare alla mia mente. Ma non al mio sangue. Il sangue non lo convinci. E il caso vuole che sia lui, e non la mia testa, a tenermi in vita.
Tutto quello che amo è già stato scritto e io lo tengo stretto nel palmo della mia mano. Niente libri, niente carta, ma solo inchiostro elettronico. Non è che ci sia molto altro da dire. Eppure riesco a trovarlo.
Sì, forse il mio buongiorno è come un raggio di luce che entra dalla finestra della camera da letto. E non importa che sia lo stesso raggio di ieri. È importante che scaldi l’anima.
Non credo di aver bisogno di molto, penso di avere più o meno ciò di cui ho bisogno. Tutto quello che amo è nel palmo della mia mano, anche i demoni che combatto. Quelli che in fondo mi tengono vivo. Pazienti, aspettano solo che mi cada la penna e mi stanchi di te. Ma non succederà.
Non sarà semplice e non voglio che lo sia. Io sono un guerriero fatto di mille parole e singoli raggi di luce. Un uomo imperfetto che vive delle sue battaglie.
Ora accendi i tuoi led e illuminami la strada. Ma prima di uscire lascia due consonanti sul tavolo, perché mi tremano le parole e stamattina non riesco a dirti buongiorno senza scrivere anche… “Ti amo”.
Qualcosa di meraviglioso
27 luglio 2014Ho sognato che ti guardavo e sentivo i tuoni nel cuore. Ma poi il temporale non arrivava mai. Solo una serie di lunghissimi arcobaleni colorati. Ormai sogno solo cose semplici. Innocue.
Passeggiavo con te circondato da persone che camminavano in ogni direzione. Poi la tua mano raggiungeva la mia senza fare domande ed io la stringevo forte in un “anch’io” di sorrisi silenziosi e sguardi da biscotto.
Certi sogni sembrano fatti apposta per starsene col cuore senza guinzaglio e i pensieri randagi.
Un giorno forse finirò le parole, ma resterà sempre questo sogno a farmi ricordare che volerti bene ogni giorno è qualcosa di meraviglioso.








