L’infinito

7 settembre 2014

Tu sei la costante. Ti penso e lo faccio contemplando il mare. Misurando il vento che mi accarezza il viso. Il sole che mi scalda le braccia. La vita è un lento e costante sgretolarsi e ricostruirsi di giorni. Qui c’è ancora lo stabilimento con gli ombrelloni bianchi, gli stessi di quando avevo dieci anni. È rimasto tutto com’era. Il passato è una consolazione inevitabile anche mentre all’orizzonte si addensano nuvole bianche e pastose.
Vado a prendere una spremuta. Insisto per avere del ghiaccio. Poi osservo ancora il mare.
Guardo la schiuma delle onde accarezzare altre onde.
Riconsidero l’eterno andirivieni dell’acqua sul bagnasciuga. Battere e levare. Tutto sta nel mantenere il ritmo giusto. Uno in battere e uno in levare. Vorrei avere mani forti, braccia abbastanza lunghe per stringerti e un cuore costante.
E invece sono distante. Coltivo passioni come siepi che vorresti far crescere e gioco con i miei sentimenti come con gli aquiloni al vento.
Vorrei avere la serenità delle lenzuola stese al sole e l’implacabile determinazione di certi alberi arroccati disperatamente sulla pietra di un precipizio.
Quelli pronti a salvare il malcapitato attore di turno che precipita nei film di avventura.
Una volta hai usato le sue parole per descrivere un tuo stato d’animo. Giacomo Leopardi, penso alla sua poesia. Penso che il naufragar mi è caro, ma non saprei dire quanto.
Questo è il mare che bagna i miei desideri. Questa è la vita che voglio.
Un’altra spremuta, ma senza ghiaccio. Sì. Poi ritorno a casa. O forse mi perdo. Dovrei solo ritrovare il coraggio. E credimi ce l’ho qui, è da qualche parte, nascosto in mezzo alle parole: TI AMO.

La fisica degli accendini

5 settembre 2014

Forse avevano ragione i PFM a ritenere Settembre il mese delle impressioni. O magari sono io che ho il potere di illudermi in maniera spietatamente creativa. Non ho alcuna voglia di partire. Eppure implacabilmente devo. Non trovo nemmeno lo spazzolino da denti.
Chiudo la borsa tirando la zip e sono pronto. Per cosa poi, nemmeno lo so. Sorrisi di circostanza, strette di mano, pacche sulle spalle.
Ci sono giorni in cui mi riconosco nella fisica degli accendini. Quelli che passano di mano in mano. Li cerchi in tasca. Li trovi nel vano portaoggetti dell’auto. In una borsa. E poi spariscono per riapparire dopo mesi in un cassetto.

L’amore è…

29 agosto 2014

L’amore sono i miei occhi che si prendono la rivincita su tutto quello che non riesco dirti con le parole.

In questa notte

26 agosto 2014

Vorrei liberarmi di tutti questi verbi al condizionale. Vorrei ritornare quel bambino che inseguiva il pallone dietro alla chiesa. Vorrei riuscire ad ascoltare Mozart, Bach, Chopin. Inseguire un preludio e distendermi ascoltando un Notturno. Vorrei seguire il tuo profilo con gli occhi, scivolare con lo sguardo e restare appoggiato alla linea dei seni.
Vorrei costellazioni di abbracci, cieli da arrotolare come mappe e nuovi cieli da ridisegnare con le mie stesse mani.
Vorrei squarciare con un sorriso il velo scuro che avvolge la felicità. Vorrei una metamorfosi di cui farti innamorare e le tue gambe ben strette intorno ai miei fianchi. Vorrei tracciare la linea di un nuovo equatore e separare gli emisferi opposti. La testa. Il cuore.
Vorrei perdermi negli andirivieni di uno sguardo muto e ritrovarmi fragile in una tua carezza.
In questa notte senza Dio, quando ogni cosa finalmente tace, io mi sento dannato, maledetto e solo. Sospiro per qualche minuto, poi guardo mani che stringono altre mani. E capisco che bisogna essere davvero forti per amare la solitudine.
Vorrei chiudere gli occhi e fare due passi fino al prossimo sogno, magari mi viene voglia di non tornare più indietro.

Simulando

24 agosto 2014

Camminare per ore con la testa randagia e i pensieri senza guinzaglio, è come scrivere senza rileggere.
Lasciare una riga per le note a margine. Ogni volta che mi fermo a guardare un vicolo deserto vado a capo e mi lascio qualcosa alle spalle. Una storia. Un confine. Un lavoro.
Ho sempre creduto che le distanze creassero il punto di vista migliore per osservare tutto nella sua devastante interezza. Che servissero a considerare le cose più correttamente. Mettere a fuoco. Sottotitolare. Spiegare.
Perché se un’immagine non è nitida allora c’è ancora qualcosa da fare. Risposte da dare.
Stamattina l’aria di Roma sembra schiacciata da un’insolita forza di gravità. Troppi dubbi. Ho la testa altrove.
Troverò un giorno tutte queste figure retoriche ad aspettarmi sotto casa per chiedermi il conto di ciò che scrivo.
“Spiegaci”, mi diranno arrabbiate.
Ho sonno.
Colpa di questa città, dilatata e lenta. Colpa dei tanti desideri da tenere segreti. Colpa dei troppi trovarsi. Prendersi. Per poi riperdersi.
Traccio righe, ma non sono in grado di tirare somme. Invento ragioni.
Cerco una scusa credibile per dimenticare, per “far finta che non”, per “convincermi che forse”. Troppi “ma”. Infiniti “però”. E non so più cosa.
Non aggiungo altro. Non sono in grado di pensare. Masticare amaro è un qualcosa che dovrebbe fare curriculum.
Inutile chiudere una porta senza serrare anche le finestre.
La vita ha questo di bello. La casualità. Non succede nulla per giorni, mesi, anni. Niente di niente. Ma la vita sa sempre come arrivarti addosso. Sa farti male, da morire. A volte ti mostra il suo lato più tollerabile, più dolce. Altre volte invece tutto semplicemente accade e sta a noi saperlo accettare per quello che è.
Il tuo ricordo rimane appeso a uno sguardo, una risata, una faccina buffa e due gambe bellissime.
Forse è solo arrivato il tempo di mettere un piede dietro l’altro, camminare e fregarsene di dove finisce la strada. Fischiettando, possibilmente. Simulando gioia.
Facendo finta che tutto, ma proprio tutto, in fondo va bene così.

Piccoli aforismi tra amici

23 agosto 2014

Alzarsi prestissimo per correre al mattino è una esperienza fantastica. Immagino l’aria fresca e pulita, l’odore di salsedine, i raggi del sole che ti accarezzano il viso, il primo sudore sulla pelle, le infinite salite, la maschera d’ossigeno, la sirena dell’ambulanza.
Ok, rimango a dormire.

Malgrado quel dolce far nulla che non cambia le cose, le cose cambiano.

Mia madre ha scoperto come usare whatsapp. Mi arrivano da due giorni messaggi con cuoricini infiocchettati per avvisarmi che sabato a pranzo ci sono le melanzane alla parmigiana.

Ostinazione

23 agosto 2014

Più ti ostini a cercare risposte e più ti rendi conto che esistono soltanto domande.

Quello che non riesco

23 agosto 2014

È difficile proteggere chi non ti appartiene, ma è addirittura impossibile proteggere chi non ha alcuna intenzione di essere protetto da te.

Già

23 agosto 2014

Esistono due grandi realtà, andare a correre al mattino e rimanere a letto. A metà strada c’è il divano e la ragione si sa, sta sempre nel mezzo.

La ragione

20 agosto 2014

Esistono due grandi realtà, andare a correre al mattino e rimanere a letto. A metà strada c’è il divano e la ragione si sa, sta sempre nel mezzo.

Il palo

18 agosto 2014

La mia vita somiglia a un furto continuamente pianificato e mai realizzato dal destino. Io sono il palo, col motore sempre acceso e la voglia di scappare appesa un filo.

Certe parole

16 agosto 2014

Certe parole sono discorsi che scendono a comprare le sigarette e poi spariscono.
Ieri tornando ho guardato il sole ancora basso sul litorale. L’acqua appena mossa accarezzava gli scogli e sono rimasto un secondo a guardare quello che avevo dietro le spalle. Un mondo tollerabile, una felicità di circostanza.
Tu eri in balcone. Ti ho sentita sorridere. Sembravi raggiungibile.
Ti ho guardato.
Mi hai guardato.
È stato come un tuffo.
Poi hai cominciato a nuotarmi dentro.

Sto arrivando

7 agosto 2014

Sto aspettando, disse il cuore.
Sto esagerando, suggerì la testa.
Sto sbagliando, gridò il dubbio.
Sto arrivando, rispose il T9.

La prima cosa

6 agosto 2014

La prima cosa che ho imparato scrivendo è stare da solo.

Il nemico

31 luglio 2014

Esiste un nemico contro il quale io ho lottato tutta la vita con la convinzione che fosse necessario farlo. Combattere contro i propri limiti e l’impeto dei sogni difficili da realizzare.