Archive for the ‘Storie’ Category

La ricetta del campione

18 gennaio 2010

Non mi pongo mai un obiettivo che non sia in grado di raggiungere.. E’ una questione di buonsenso ed autosufficienza..
Stamattina è l’eco di una canzone di Luca Dirisio a monopolizzare i miei pensieri..
Accendo la tv nella mia stanza in hotel ed é incredibile.. su MTV sta passando lo stesso brano..
La probabilità che questo possa succedere è una su centomila.. la stessa percentuale di andare, che so, in vacanza ad Haiti e trovarsi nel bel mezzo di un terremoto catastrofico..
Cambio canale e lo spettacolo è servito dai vari tg.. Vedo bambini impolverati uscire miracolati dalle macerie.. Molti però non ce la fanno.. E’ devastante tutto ciò..
Sono contento di aver raggiunto questo tavolo finale, ma anche spaventato..
Quando vedo persone soffrire non sono più me stesso.. Mi ammalo di malinconia e non guarisco più..
Credo che tutti abbiano il diritto di sorridere..
Oggi anche un neonato avrebbe più controllo di me sulle sue funzioni primarie..
Chiudo gli occhi e cerco di riprendere possesso dei miei pensieri elaborando piani di fuga molto complicati..
Torno alla realtá.. Alla finale di oggi.. Ai miei avversari..
Penso come loro.. vedo quello che vedono.. sono abili, ma a volte prevedibili..
Castelluccio è un giocatore spietato.. pericoloso.. L’ho osservato per gran parte del day3.. E’ la cosa che so fare meglio.. Osservare..
Lineare e diretto.. Un calcolatore.. Gioca un gran numero di mani e lo fa senza lasciare niente al caso..
Se il chip leader non lo attacca subito sarà un problema per noi che siamo in debito di chips..
Inutile.. Non riesco a concentrarmi..
Ogni aggettivo che penso corre in cerca del suo sinonimo, ed è un difetto..
C’è una nube che aleggia sopra il contenuto dei miei pensieri e su ognuno di questi è impressa una etichetta che ne dichiara il prezzo..
Il sorriso di un bambino è l’unico mio pensiero senza un valore dichiarato..
Oggi i dubbi scorrono come un fiume in piena ed anche se credo di poterne arginare il corso so che dovrò comunque faticare..
Torno nel passato alle aule che occupavo da ragazzo nel doposcuola.. Raccolgo un frammento di gessetto bianco.. scrivo stampatello sulla lavagna il mio nome e cognome ed ancora una volta mi ricordo chi sono..
Oggi un uomo ossessionato da tutte le ossessioni che non ha, si trasforma magicamente in un sognatore.. Un esploratore dell’animo umano che, a piccoli passi, cerca solo di non finire con la testa in una pozzanghera di paradossi per non bagnarsi i pensieri..
Così vado avanti.. Ogni tanto però mi copro ancora il volto per non vedere cosa succede intorno..

Granitiche consapevolezze

18 gennaio 2010

Il poker somiglia ad un linguaggio che si può affinare, come tutti i linguaggi, solamente con la pratica..
Con il tempo se ne acquisiscono costrutti sempre più complessi ed aumentano la quantità di “storie” e di sfumature di “storie” che possono essere interpretate e raccontate..
Ieri ho passato minuti interminabili a studiare tutte le impercettibili contrazioni dei muscoli del viso dei miei avversari..
Non ho lasciato nulla al caso e ad ogni mia parola apparentemente banale ho letto reazioni di impressionante fondatezza..
Microscopici frammenti di labbra serrate.. accenni di riso.. tutti presagi di un inquietante smarrimento che mi hanno dato granitiche consapevolezze nei momenti cruciali del torneo..
All’inizio giochi senza assolute certezze, se non quella di esserci.. Poi il tempo passa.. Interpreti il linguaggio dei giocatori al tuo tavolo e tutto si fa progressivamente più assoluto..
Rimane solo l’attimo per un fotogramma prima di scendere di nuovo in campo..
Ad ogni persona è concessa la possibiltà di scegliere ed oggi verranno prese decisioni importanti.. Nel poker, ma più in generale anche nella vita, arriva il momento in cui sono i dettagli a fare la differenza.. Non ci sono più margini di manovra.. Sei dentro o te ne rimani fuori..
Sono gli acuti del gioco..
Ho visto persone superate dalla vita continuare a correre.. lacerarsi per lo sforzo e riprendersi tutto quello che la vita stessa gli aveva tolto..
Ho visto scomposte nuvole di polvere alzarsi e fallire nel vano tentativo di trasformarsi in solide montagne..
Per ogni azione due sole conseguenze vuote di qualsiasi significato oltre quello letterale.. Vincere o Perdere..!
Immaginate con me una macchina da presa che possa immortalare l’attimo in cui verrà fatta la scelta giusta..
Ora non rimane che filmare e scegliere un soggetto giusto..
Tutti pronti..? Ok..
Ciak ! Si gira.. Azione..

Orizzonti sfumati

18 gennaio 2010

Alla vigilia di ogni appuntamento importante dormire assume le caratteristiche di una missione impossibile..
Provo mettere a fuoco un ragionamento, ma si autodistrugge dopo dieci secondi.. Ho la netta sensazione di essere vittima di una sfortunata patologia hollywoodyana.. Forse devo smetterla di andare al cinema..!
Apro la finestra della mia stanza d’hotel.. L’aria è ghiacciata ai limiti del sopportabile… umida.. Gioco a respirare con la condensa della bocca facendo finta di fumare.. ammucchio pensieri di rara banalità come cicche consumate di marlboro light, mentre in lontananza le luci gialle di una statale sfumano la linea dell’orizzonte..
Non riesco a trattenere due colpetti di tosse.. forse anche fumare per gioco nuoce gravemente alla salute..!
Mi sento assurdamente impotente.. ma vivo..
Giornate come quella di oggi sono troppo lunghe.. eppure devo riuscire ad imprimere la giusta intensità ad ogni singolo istante.. mantenere picchi di concentrazione che mi consentano di non sbagliare..
Quasi in combutta con il clima all’esterno, anche la temperatura del mio bagno stamattina sfiora il minimo sindacale..
Apro l’acqua calda della doccia e lascio che il vapore vada a depositarsi sullo specchio nascondendone i riflessi..
La tentazione infantile è troppo forte.. Traccio con il mio indice i lineamenti perfetti di uno smile sorridente e rido di riflesso anche io.. Mi sono reso conto di avere ingenuamente invertito i ruoli..
L’acqua intanto scorre e scivola via in un gorgo rumoroso trascinando in fondo ad un tubo ogni pensiero negativo..
Sotto la doccia svuoto la testa.. divento qualcosa che non ha memoria.. una curiosa macchina da un solo pensiero alla volta..
La realtà è quasi romantica.. anestetica.. senza storia.. senza trame e priva di alcun colpo di scena..
Se tutto quello a cui credo c’è ancora, è segno che non mi sono perduto e che il sentiero che mi ha portato fin qui.. forse.. è davvero la strada giusta da seguire..

La corsa

13 gennaio 2010

Parte il cronometro come tutte le mattine.. ma questa volta credo di non essere pronto..
Non ho nemmeno sentito il colpo di pistola dello starter.. Ero distratto.. Guardavo altrove.. Sono dietro..
Frequenti allenamenti di scrittura al sapore intenso di creatina eppure eccomi qui.. ad inseguire di nuovo il mondo con la mia incoerente storia mattutina..
Non posso andare più veloce, allora rallento il tempo ed invento paradossi somministrando il dubbio in fiale come doping.. I pensieri si trasformano in storie che rincorrono altre storie.. ed alla fine vincono sempre le stesse storie.. Come nel ciclismo su carta.. vincono comunque le stesse emozioni..
Sono un giornalista piccolo piccolo.. Un testardo scrittore disilluso a cui nessuno può negare al mattino di guardarsi allo specchio e di sentirsi per un secondo come un improbabile Pablo Cohelo.. o la reincarnazione fantozziana di un assurdo Bukowski..
Un uomo virtualmente ricurvo su una vecchia Olivetti Mp1, con una sigaretta tra le dita ed un bicchiere di ghiaccio affogato nel whisky..!
Non fumo.. Non bevo.. Eppure desidero..
La mia mente si trasforma in un luogo per turisti del sogno visitabile ad orario continuato.. Non ci sono guide.. nè macchinette fornite di fessura dove infilare una monetina per sentirsi poi raccontare in cambio una storia in 15 lingue diverse..
Eccola qui la mia Mp1.. con tutti questi tasti neri da premere.. o forse più semplicemente da non premere..
C’è una gara ancora in corso e non ci sono nemmeno i miei pensieri sugli spalti a tifare per la propria storia.. Io mi illudo di pensare.. ma la verità è che non so davvero cosa succede ogni mattina dentro la mia testa..
Siamo agli ultimi metri e non c’è ancora nulla da festeggiare..
Lo sforzo è sovraumano e risalgo posizioni su posizioni.. Il tempo collassa.. magicamente rallenta.. Vengo come bombardato da una pioggia di parole ed in preda ad una improvvisa esaltazione neurale abbandono il mio whisky e comincio a frullare pensieri a caso..
E’ una assurda casualità dove tutto appare comunque avere un senso.. Il mio senso..
Incontro.. Scontro.. Amica.. Appello.. Concreto.. Improvviso.. Disperato.. Grande.. Profondo.. Puntuale.. Voglioso.. Bastardo.. Sensibile.. Destabilizzante.. Controllo.. Scudo.. Rincorsa.. Vita..
Come in un Tetris elettronico di livello superiore, gioco ad incastrare tutte le rumorose insignificanze che si presentano..
Col rallentare del tempo, la mia realtà percepita e la mia corsa mattutina non si fa nè più facile.. nè più difficile.. ma semplicemente diversa, ed assume i caratteri di una rimonta dal retrogusto storico..
Qualcuno crede che non valga la pena pianificare obiettivi difficili.. Qualcuno pensa sia inevitabile incontrare sempre una idea più veloce e che tutto ciò che ne conseguirà sarà un fallimento..

Stop al cronometro..
Siamo al photo finish..
Ci vorrà un po’ per sapere come è andata.. ma non ero poi così distante..!

La fiaba

11 gennaio 2010

Stamattina il mio viaggio è al limite tra il metafisico e lo scaramantico..
Come il pifferaio dei fratelli Grimm me ne vado fischiettando impropabili melodie mentre centinaia di gatti neri si accalcano per attraversarmi la strada.. Alle mie spalle un paesaggio distorto fa da sfondo al passaggio di tanti altri animali che si improvvisano protagonisti di nuove interpretazioni fiabesche..
Ci sono cani, ragni, gufi, volpi, pony, scoiattoli.. ma anche pecore bianche che pascolavano fino a ieri su distese verdi al limite dell’urbe civilizzata e che oggi sono qui a reclamare un posto all’interno di una nuova favola..
Credo di sapere il perchè..

Ieri, in una serata all’insegna di piccoli mammiferi saltellanti nel bosco, mi sono perso tra i cirillici libricini una bimba di 5 anni..
“Papà mi leggi una fiaba che mi addormento?”
“Niki ma questi libri sono scritti in russo.. Facciamo un gioco.. Papà inventa una nuova fiaba!!!”

Accompagnato dal sorriso di mia figlia mi sono calato nel ruolo di cantastorie..
Ci sono un mago ed una principessa da salvare.. C’è un cavaliere ed il suo fido orso buono.. Un cavallo alato.. un castello di luce ed un drago ubriaco che crede di essere una renna di Babbo Natale..
Stavolta ho abbandonato il mio sacro furore linguistico sotituendolo con una escalation di buffonerie.. E mentre raccontavo a mia figlia le mirabolanti avventure dell’orso buono.. un brandello di infanzia riemergeva accompagnandomi al limite dei ricordi coscienti..

Mia nonna aveva l’abitudine di raccontare improbabili favole mai scritte.. Ricordo la favola della “Tinca dell’alto mare” o della “Penna dell’uccello grifone”.
Fantastico..
Ero lì ad inventare storie per mia figlia ed un parallelismo magico affiorava con le nenie che dispensava mia nonna..

E’ una nuova tappa del mio inarrestabile sogno.. Continuo a guidare un mio immaginario mezzo di locomozione per muovermi più in fretta tra ricordi e sensibilità.. ed ogni volta però c’è qualcosa che non va a bordo.. Se non rimango senza benzina in mezzo alla strada dei ricordi.. allora sono i freni che non funzionano piú e mi impediscono di rallentare le emozioni..
Sono atrocemente imperfetto..

Niki dorme.. nella sua cameretta c’è un orologio fermo che segna sempre le 5 e 40.. E’ posato su uno scaffale della libreria e due volte al giorno segna l’ora esatta.. Ogni tanto la notte mi sembra di confondere ogni strano rumore con il suo ticchettio..
Perdo qualche minuto guardando attraverso il vetro della mia stanza.. Distinguo a malapena un accennato riflesso del mio viso.. Nella mia camera ci sono infissi che che non riflettono.. fanno stupidamente entrare il freddo ed uscire il caldo..
Vado a letto mentre tutto è in silenzio.. sento un bip regolare.. attenuatissimo.. E’ un gatto delle nevi che manovra in lontananza..
Ogni volta che rileggo ciò che scrivo mi convinco di avere instaurato un rapporto di vera amicizia con il mio passato e lo considero una impresa al limite del sovraumano..
Ora mi sto allenando a fare i conti con il passato di qualcun altro.. Qualcuno che non ci tiene molto a farti entrare nel suo presente..
Prima di addormentarmi cullo la convinzione che sia più facile raggiungere un obiettivo.. se sai di avere qualcuno a cui raccontare poi la tua storia.. Facile come narrare una fiaba inventata a mia figlia..

Gatti, Cani, ragni, gufi, volpi, pony, scoiattoli.. ma anche pecore bianche.. stasera c’è davvero posto per tutti..

Dubbi e punti di vista

8 gennaio 2010

Esistono diversi punti vista anche di fronte ad uno specchio..
Stamattina muto la linea visiva di pochi gradi e mi accorgo immediatamente che quello riflesso sono effettivamente io..
Guardo la mia stessa faccia da angolazioni diverse proprio per rendermi conto dei particolari.. Provo ad indossare un sorriso.. poi un altro.. Gioco con una smorfia.. In fondo si tratta solo di ginnastica facciale..
Mi osservo anche a distanza.. vado oltre il visibile e scopro che in me convivono ben due anime.. una apparentemente magra ed un’altra moderatamente grassa..
Segregate in un’oscura sala delle torture sembrano voler condividere lo stesso corpo nella speranza di prevalere l’una sull’altra.. ed io non so mai da che parte schierarmi..
Scandito da perentorie dissolvenze in nero e percorso da sonorità distorte.. il mio pensiero torna per un istante al giorno in cui mi sono abbandonato per l’ultima volta al concitato rapporto con un bombolone caldo..
Sono cosciente che tutta la mia morale e la mia etica dipendono molto da ciò che ho letto nel corso della mia esistenza, ma sono altrettanto convinto che il mio modo di essere fisicamente, lo devo soprattutto a ciò che ho mangiato fino ad oggi..
Stamattina oscillo con il pensiero e, come il pendolo di un azzardato chiromante, vago alla ricerca di un buon motivo per non iniziare la dieta.. Non vedo un lieto fine in tutto ciò.. ogni mio desiderio di fragranze dimenticate viene bruscamente tacitato da un epilogo all’insegna del dubbio..
Bombolone o fetta biscottata integrale?
Dubbio anacronistico..!
Ai posteri l’ardua sentenza..!

Quando arriva la befana..

6 gennaio 2010

Sarei capace di passare ore a guardare le mia libreria. Incamminarmi e perdermi nella straordinaria logicità di quei titoli surreali. Un posto dove ogni testo spontaneamente si trasforma in una nuova possibilità di insolitudine.
Stamattina, tra centinaia di capitoli mai scritti, la mia mente fatica a metterne a fuoco uno. Il mio dubbio si trasforma in qualcuno dei migliaia di tentativi spesi ogni giorno alla ricerca del tempo mai avuto. Quello di cui non puoi fare a meno se davvero intendi raccontare la tua storia.

Così regredisco violentemente allo stato di bambino e provo a discutere con mia figlia ponendomi al suo stesso livello, ma ne esco travolto dialetticamente.
Di solito ce ne vuole per mettermi sotto, ma lei ci riesce con la disarmante naturalezza di un giocatore di scacchi che effettua la sua prima mossa spostando unicamente il pedone.
Abbiamo parlato e anche scrutato insieme per qualche minuto il cielo, nel vano tentativo di vedere arrivare un prototipo di befana.

“Papa’? Ma quando arriva?”
“Niki, stanotte era molto buio speriamo non sia finita contro un albero con la sua scopetta!”
“Ha dimanticato gli occhiali papa’?”
“Forse Niki. Forse.”
“Papà, ma è proprio buffa la befana? hihihihi!”

Ho sorriso. Poi attraverso il riflesso di un vetro sono rimasto alcuni secondi da solo con lo sguardo puntato verso il cielo e un’aquila ha rubato la mia attenzione. Era talmente bella da sembrare immobile nel suo spazio. Una fotografia in alta risoluzione da mozzare per qualche istante il fiato. Almeno il mio.

Vietato l’ingresso agli orsi

6 gennaio 2010

Mi alzo prestissimo.. esco dalla confusione ed entro in bagno.. Stamattina la mia faccia spettinata sembra appartenere di diritto allo specchio.. Lui riflette.. ed io educatamente lo assecondo.. ma ogni riflesso sbiadisce subito contaminato da qualcosa di poco razionale..
Non ho certo nulla da rimproverarmi stamattina.. dovevo ed ho giocato un gran poker.. ma evidentemente non è bastato..
Se la vita fosse una stramaledetta settimana enigmistica oggi mi perderei a cercare piccole differenze.. poi ad unire i puntini dall’uno al quaranta.. ed infine a rileggere quelle pseudo vignette che non sono riuscite mai a strapparmi un sorriso..
Le illusioni non sono divertenti.. così me ne scappo con la mente alla ricerca di tanti altri piccoli indizi da collegare.. pensieri da annotare.. fazzoletti da annodare..
Rinuncio agli acuti del gioco ed accuso la mancanza di un grande unico specchio che rifletta ogni cosa nel modo giusto.. e non solo la mia faccia al mattino..
A volte un certo strabismo di pensieri sembra accompagnare alcuni tra i giocatori che incontro.. e succede che alla fine il silenzio finisca col prendere il mio posto al tavolo..
Improvvisamente mi siedo comodamente davanti ad una di quelle macchine in cui si infila un euro per guidare una mano meccanica a raccogliere un premio..
Ogni volta mi riesce di acchiappare qualcosa.. e quel qualcosa puntualmente ricade nel mucchio prima che riesca a farlo finalmente mio..
Ed eccomi qui..
La cosa peggiore che mi potesse capitare ieri era ritrovarmi a bussare per otto ore ad una porta chiusa.. così confusamente impegnato a compartimentare la realtà da non riuscire a leggere quel cartello in cui era scritto semplicemente “vietato l’ingresso agli orsi” !

Solo ?

6 gennaio 2010

Stamattina avrei ancora tanti sogni da riordinare e quasi tutti i pensieri da raccogliere in pochi improvvisati capitoli. Frasi che si aprono sempre con una maiuscola e si chiudono con i classici due puntini.. Non tre come vorrebbe la grammatica italiana, ma sempre ed immancabilmente due..
Anche il mio modo di scrivere è imperfetto, ma sono io e non posso farci granché.
Con l’umore a metà strada tra una virgola ed un punto a capo, scrivo e rileggo con semplicità gli stati d’animo temporanei che tappezzano il mattino di questo mio domani.
Arrivo con gli occhi chiusi laddove uno sguardo umido non può arrivare ed è un delirante sogno che nasce senza fare tanto rumore. Mai troppo in ritardo e giammai puntuale..
Vorrei che qualcuno sognasse accanto a me. Vorrei che tenere carezze adulte danzassero tra i miei capelli. Vorrei che quel luminoso buio che si intravede nei miei affannati pensieri si trasformasse un giorno in qualcosa da condividere.
Da solo non riesco a scegliere un percorso che abbia un senso, una meta razionale tra queste infinite strade che portano ovunque ed in nessun posto.
Sono stanco di raddoppiare i miei sforzi correndo verso quell’obiettivo che non riconosco più. Ogni volta che raggiungo una cima mi accorgo che non ho più nulla da scalare e sento di non aver nemmeno iniziato il mio tragitto.
Forse questo non è più il mio posto.
Oggi aspetto. Scrivo. Ma tu ascolta.
Quelle tue dita che giocherellano nervosamente fanno da sottofondo a un silenzio assordante, uno spazio immenso dove si perdono anche le mie “grasse” parole.
Quando sono partito, ero lontano ed ero solo.
Oggi ho ancora tutti i sogni di allora, ma non mi sono avvicinato di un centimetro alla meta.

Il giocattolo

27 dicembre 2009

Oggi parte del mio io regredisce e gioca a rivivere una scena del passato maldestramante difettosa..
Cosa ho fatto di sbagliato?
Questo non riesco proprio a metterlo a fuoco.. ma percepisco nitidamente quel certo imbarazzo che forse avrei dovuto provare solo allora..
Stamattina uno specchio appannato prima si impossessa del mio volto.. poi scontento del solito riflesso si diverte a rubare anche l’altro lato di questa improbabile quotidianità..

“Papa’ tu non ce l’hai un giocattolo?”
“Solo i bambini hanno un giocattolo Niki!”

Va tutto bene penso.. me ne convinco come un bimbo stanco e paradossalmente torno ad esserlo davvero almeno per un istante.. quando Niki solleva da terra un grosso orso di peluche e lo prende per mano..

“Questo e’ per grandi papa’! Tienilo tu!”

Senza accorgermene.. mi rendo conto che da queste festività ho ufficialmente smesso di far finta di non desiderare.. e credo che la colpa non sia certo di Babbo Natale.. ma di una bimba di 5 anni.. che ha scartato il mio cuore solo con la sua spietata semplicità..!

Buon anno a tutti !

e buon Natale !

27 dicembre 2009

Immerso in cumuli di inutili festività e circondato da tonnellate di neve fresca, stamattina raccolgo i pensieri più banali lasciati distrattamente sul pavimento del mio bagno come tanti asciugamani usati..
Pensavo di dedicare due righe a me stesso, una daltronde sarebbe poco e tre credo anche troppo.. Così rileggo la lista della cose da fare oggi: ricca colazione, qualcosa da dire a caso, non aver paura di perdere quello che vorrei avere, correre, tenere gli occhi chiusi, poi aprirli, scrivere, abbracciare forte mia figlia, sorridere.
Non ho particolari lezioni di vita da impartirmi, solo un vago senso di disarmante riconoscenza che vorrei trasmettermi, ma non so davvero come..
Una volta ho chiesto al riflesso di me stesso quale fosse il mio vero obiettivo nella vita..
“Beh, non c’è niente di male a voler essere felici”
Il mio specchio è spietatamente stupido. Commenta, ma non sa nemmeno lui ciò che intendevo veramente..
Oggi credo che il primo passo dell’obiettivo che ancora non riesco a mettere a fuoco sia l’essere consapevole delle fortune che ho.. Non voglio con questo trascendere nella pateticità di un pensiero pseudo-romantico..
Avevo una nonna che un tempo mi raccontava spesso di quanto fosse difficile vivere al tempo della sua gioventù, non aveva certo un blog e si raccontava solitamente al mattino attraverso anaddoti di rara semplicità. Ogni giorno la cosa più importante era davvero avere di che mangiare, “Il nostro pane quotidiano” lo chiamava.
Cara vecchia nonna Giacinta.. spero davvero di sbagliarmi credendo che dopo la vita non esista altro che il
nulla.. Sarebbe questo l’errore più gradito ed importante che vorrei accorgermi un giorno di aver commesso..
Natale si avvicina.. ed anche quest’anno qualcuno con la fortuna di vivere in uno stato di agiatezza troverà una scusa per sentirsi comunque infelice..
Succede sempre durante le feste..
Forse dovremmo cercare un po’ meno la nostra felicità e sforzarci ogni tanto di darne.. ci sono centinaia di bimbi negli orfanotrofi italiani che attendono un sorriso.. potremmo essere noi quest’anno a regalarne qualcuno..
E se non trovassimo tempo da dedicare agli altri.. cerchiamo almeno di sorridere a noi stessi ed alle persone che amiamo.. regaliamoci un po’ di positività..
Buon Natale a tutti !!

La ballerina del carrillon

9 dicembre 2009

Scrivere rimane il mio goffo esercizio mattutino, anche se a dire il vero alle volte fatico a farlo e non ho capri espiatori per questa mia imperfezione.
Oggi vorrei trasformarmi in fiaba e raccontarmi. Chiudere bene gli occhi e centrifugare il tempo, tanto da non poter più distinguere il passato irreale e lontano da questo presente spietato e ricorrente.
Stamattina proverò a scrivere della realtà e di storie che mi riguardano in modo più diretto e lo farò come se stessi parlando con una bimba di cinque anni.
C’era una volta un soldatino di piombo che viveva poggiato su una scrivania proprio accanto ad un vecchio carrillon.
Così fragile all’apparenza, così dolce ed aggraziata nei movimenti. Era un profilo di bambola sorridente che lo distoglieva sempre più spesso dal suo solenne compito di fermacarte.
“Perché anche io non posso roteare su una gamba sola?”
E’ un freddo pomeriggio di dicembre quando il soldatino guarda per l’ultima volta quel carrillon, prima di perdere il controllo del peso del suo corpo, prima di trasformarsi in mille piccoli frammenti di piombo, prima di rovinare pesantemente sul pavimento trasformando la sua esistenza in decine di pezzi senza più forma.
Qui finisce la storia di un soldatino di piombo, che sfuggito per un istante alla sua plombea natura cessò di esistere per sempre, ballando senza grazia, precipitando senza apparente gloria e senza che nessuno abbia mai potuto rendersene davvero conto.
Se ne fanno di cose nella vita, ma niente e ripeto niente può cambiare la nostra natura.
Se nasci incollato ad un carillon il tuo mondo inizia e finisce all’interno di una scatola.
Che tu lo creda o no la musica sarà sempre la stessa e non esisterà giorno in cui non ti troverai a fare qualcosa di diverso dal “ballare sola”.
Se invece il tuo ruolo è quello di un soldatino di piombo, sostenere il peso delle responsabilità è tutto ciò che conta e non puoi sognare di cambiare te stesso per i capricci di una ballerina dal sorriso di plastica.
Il rischio è l’autodistruzione.
Se hai ben chiari i tuoi doveri conosci i limiti fin dove ti puoi spingere e non vai oltre.
Per ogni scelta c’è una conseguenza ed un destino beffardo a cui dover rendere conto.
Mia cara ballerina del carrillon, la libertà morale e la curiosità sono sabbie mobili in cui hai affondato ancora i piedi e stavolta non ci sarò più io a prenderti per mano.
Se apri gli occhi mi troverai. Ma da oggi guarderò da lontano questa stupida scatola chiusa.
Non solo apparentemente stanco, ma definitivamente saturo di quella nenia che non ho più tempo e voglia di ascoltare.
Ci sono punti oltre i quali, insieme non si può più andare…

Piacevoli imperfezioni

4 dicembre 2009

Stamattina rimango a guardare un pallido sole affacciarsi sopra le fortificazioni abbandonate del monte Janus.. mentre le gole profonde di queste montagne innevate sembrano solo l’invitante sentiero disegnato da un vento insolitamente freddo..!
Ogni cosa quassù sembrerebbe avere un senso..!
Nuvole bianche nel cielo si muovono in lontananza come profonde speranze che viaggiano verso un futuro tutto da scoprire..
Le osservo in silenzio memorizzandone ogni piccola insignificante sfumatura..
Poi il mio pensiero sembra corrompersi ed inconsueti vuoti si allargano nella mente come crepe di un improvvisato castello di sabbia..
Crollano prima le torri dei ricordi.. e come vecchi pregiudizi al primo soffio di vento cedono anche le mura della ragione.. tutto si riduce in semplici granelli di polvere.. tutto si trasforma..!
D’un tratto l’apocalisse e la genesi di un dubbio.. si fondono per trasformarsi nella soluzione stessa..!
Si..! ..distruggere una idea.. ma solo per ricrearne una migliore.. con la consapevolezza che ogni scelta porterà comunque ad un domani..
Giusto o sbagliato.. io ci sarò..
..o come inconsapevole causa..
..o come inevitabile conseguenza..
..o come sospirata soluzione..

La natura colora di ottimismo ogni singola immagine in questa fredda mattina d’inverno..
Non sono in grado di comprendere la profonda imponenza di ciò che mi circonda..
Sono solo uno di quei granelli di polvere che stamattina affida al vento freddo le sue piacevoli imperfezioni..!

..si chiama Terence Steve Mc Queen !

30 novembre 2009

Ci sono giorni in cui non posso fare a meno di attingere da tutte le mie riserve.. Da un po’ di tempo non faccio altro che condensare emozioni.. così ogni tanto mi guardo dentro e prendo in prestito centimetri di desiderio.. nuovi ricordi.. e tutte le motivazioni possibili..!

Vorrei prendere quanto di positivo mi ha dato questo fine settimana.. Vorrei catalizzare la curiosità e lo stupore per ottenere una po’ di nuova passione..
Il dubbio di oggi è reiterante in un volere rimasto disatteso.. un fotogramma che nella mia mente riappare in modo compulsivo.. come una immagine sbiadita che prima vedevi ed ora non riesci più a mettere a fuoco..
Vi è mai successo di non ricordare il nome di un attore.. e di impazzire nel testardo tentativo di ricordarlo..?
In quel caso la mente centrifuga centinaia di nomi.. ma mai quello giusto..!
Ecco spiegato come mi sento questa mattina.. Incompleto !!

Ho comprato un bellissimo albero di Natale venerdì.. l’ho montato ma c’è ancora da appendere le luminarie e tutti gli addobbi..
Era nient’altro che un albero.. ma sono rimasto interminabili minuti lì immobile a guardarlo.. come in una scena già vissuta centinaia di volte in passato..
Nessuna luce.. nessuna pallina colorata.. niente stelline o microscopici pacchettini regalo da appendere quà e là.. niente che mi ricordasse gioia e spensieratezza.. nella mia testa solo indecodificabili dubbi..!
Poi una bimba si avvicina.. ha le mani ancora sporche di cioccolata.. e non ci vuole certo la lungimiranza o la scienza di un CSI per capire che una delle barrette kinder manca all’appello..

“Papa’ ! E bellissimo vero..? E’ ancora tutto da fare.. ti aiuto..?”

E’ un incredibile paradosso..
Io e mia figlia guardiamo entrambi la stessa cosa.. e mentre io sono qui a raccogliere frammenti di un malinconico passato.. lei rilancia andando all in con tutto l’amore possibile.. pregustando solo una fantastica esperienza da condividere con il suo papà..

“Si Niki.. Stavo pensando che questo albero è proprio bellissimo..!”

Ero convinto che la gioia fosse la naturale conseguenza della realizzazione di un obiettivo..
Ma quanto c’è di veramente appagante e gioioso lo raccogli durante il tragitto.. e non alla fine..
Il “poi” ti da le esperienze.. ma è il “durante” a regalarti le emozioni..

Guarderò di nuovo quell’albero di Natale illuminato a festa.. e sarà nulla rispetto alla fantastica consapevolezza di averlo realizzato con l’aiuto mia figlia..

Approposito.. Come si chiama quell’attore che ha fatto Papillon ? Lancaster.. no Antony Queen.. no no no.. McQueen.. si chiama Terence Steve Mc Queen..!!

L’eco dell’uomo vagante

28 novembre 2009

Dopo 6 anni trascorsi a Claviere ho maturato una certa convinzione su alcuni personaggi erranti che popolano questo palcoscenico..
Sono fondamentalmente una persona corretta.. concedo e ricevo il riguardo dovuto.. e soprattutto sono uno di quei soggetti stupidamente buoni.. quella tipologia di uomo che se può non rifiuta certo di aiutare qualcuno..
Attraverso il buonsenso sono capace di esprimere sempre qualcosa di vero.. potente.. sincero.. nel bene o nel male sono comunque io.. Una sola faccia.. una bocca.. un naso.. due occhi ed una testa pensante..
Sapete cosa mi sconvolge di più in questo paesino di 200 abitanti..?
Mi sconvolgono le capacità mimetiche caratteriali.. Alcune persone che sembrano aver maturato qualità di occultamento mentale così sviluppate.. da fare invidia ad un X-Man..!!
Li vedi la mattina far colazione insieme.. violentarsi a colpi di sorrisi e battute più o meno riuscite.. È tutto un paccarsi sulle spalle..
La quotidiana teatralità di queste mattine però.. cela considerazioni e storie ben diverse da quelle che si possono immaginare..
Lontano da quel bancone del bar forze occulte intervengono e le persone smettono di sopportarsi..
Pettegolezzi.. dispettucci.. si finisce con l’arrivare anche a veri e propri colpi bassi..
Attenzione..! Non sto parlando di studenti del liceo.. ma di uomini.. quelli che affidandoci all’etimologia delle parole.. dovremmo definire “maturi”..
Succede così che la pace di questi posti venga ogni tanto violata dal fragoroso rumore di una qualche testa di “cazzo” che prova a pensare.. senza però riuscirci..
Avete presente il rumore del pensiero generato da una mente logora di invidie e pregiudizi..?
Qualcosa di molto simile al frastuono dovuto allo sbiellaggio di un albero motore..!
Neuroni che senza il benchè minimo controllo cozzano l’uno contro l’altro.. e generano nella testa del soggetto una implosione di buonsenso.. ed una conseguente esplosione di vera.. fragrante cattiveria..!

Le conseguenze di certi atteggiamenti sono antipatiche.. Gli unici pensieri che queste persone sono in grado di trasformare in azioni sono.. che so’..
tagliare i pneumatici dell’auto di un romano che non sopporto..
o graffiare la macchina di un romano che ritengo arrogante..
o denunciare un romano al 117 perchè è stato più bravo o fortunato di me nella vita..
o inviare una lettera ad un romano.. piena di minacce ed insulti perché magari trascorra una notte diversa..
Potrei continuare questa infinita serie di banalità.. ma finirei col dare ancora più importanza a certi soggetti.. e non se la meritano.. Già lo spazio che gli dedico oggi rischia di essere spropositatamente troppo..

Io che faccio..? Osservo ogni scena come fosse la prima volta e sorrido velatamente divertito del mio stupore..
Non cambio il mio atteggiamento.. anche se non posso dire che la visione e l’approccio siano quelli del primo giorno..

Dalla sconsiderata pochezza delle loro azioni capisco come esistano persone cui la vita stessa ha tolto il privilegio di godersi la tranquillità.. senza stress..
A volte basterebbe poco.. la vita dona senza riserve..

Oggi i sogni rimangono nel cassetto.. ma alcuni cattivi pensieri sfuggono ed emergono sospinti da nuove ed energiche convinzioni.. Vorrei marinare queste riflessioni e da scolaro monello tornare alle mie acrobazie mattutine.. quelle del bombolone e dello specchio riflesso.. fette di fragrante pensiero pronte da spalmare con trasparente semplicità..
La mia pazienza però si sta sciogliendo.. Posso riempirne un bicchiere.. poi un altro.. poi sollevarli e bere.. Dissetarmi ancora per un po’.. attendere che il tempo passi..
Sono momenti.. non brevi.. in cui vorrei spogliarmi delle vesti di papà premuroso e lasciarmi intrappolare dagli acuti del gioco..
Prendere a calci qualche porta e trasformarmi in quello che in realtà non sono.. poi guardo una bimba che vedo crescere troppo simile a me.. e capisco che non avrebbe senso..! Quindi..

Oggi brindo a te uomo codardo..
A te che agisci.. ma non pensi..
A te che respiri.. ma non vivi..
A te che giochi.. ma non vinci..
Per quanto mi riguarda.. questa mattina ti ho battuto senza giocare..!