La ricetta del campione

Non mi pongo mai un obiettivo che non sia in grado di raggiungere.. E’ una questione di buonsenso ed autosufficienza..
Stamattina è l’eco di una canzone di Luca Dirisio a monopolizzare i miei pensieri..
Accendo la tv nella mia stanza in hotel ed é incredibile.. su MTV sta passando lo stesso brano..
La probabilità che questo possa succedere è una su centomila.. la stessa percentuale di andare, che so, in vacanza ad Haiti e trovarsi nel bel mezzo di un terremoto catastrofico..
Cambio canale e lo spettacolo è servito dai vari tg.. Vedo bambini impolverati uscire miracolati dalle macerie.. Molti però non ce la fanno.. E’ devastante tutto ciò..
Sono contento di aver raggiunto questo tavolo finale, ma anche spaventato..
Quando vedo persone soffrire non sono più me stesso.. Mi ammalo di malinconia e non guarisco più..
Credo che tutti abbiano il diritto di sorridere..
Oggi anche un neonato avrebbe più controllo di me sulle sue funzioni primarie..
Chiudo gli occhi e cerco di riprendere possesso dei miei pensieri elaborando piani di fuga molto complicati..
Torno alla realtá.. Alla finale di oggi.. Ai miei avversari..
Penso come loro.. vedo quello che vedono.. sono abili, ma a volte prevedibili..
Castelluccio è un giocatore spietato.. pericoloso.. L’ho osservato per gran parte del day3.. E’ la cosa che so fare meglio.. Osservare..
Lineare e diretto.. Un calcolatore.. Gioca un gran numero di mani e lo fa senza lasciare niente al caso..
Se il chip leader non lo attacca subito sarà un problema per noi che siamo in debito di chips..
Inutile.. Non riesco a concentrarmi..
Ogni aggettivo che penso corre in cerca del suo sinonimo, ed è un difetto..
C’è una nube che aleggia sopra il contenuto dei miei pensieri e su ognuno di questi è impressa una etichetta che ne dichiara il prezzo..
Il sorriso di un bambino è l’unico mio pensiero senza un valore dichiarato..
Oggi i dubbi scorrono come un fiume in piena ed anche se credo di poterne arginare il corso so che dovrò comunque faticare..
Torno nel passato alle aule che occupavo da ragazzo nel doposcuola.. Raccolgo un frammento di gessetto bianco.. scrivo stampatello sulla lavagna il mio nome e cognome ed ancora una volta mi ricordo chi sono..
Oggi un uomo ossessionato da tutte le ossessioni che non ha, si trasforma magicamente in un sognatore.. Un esploratore dell’animo umano che, a piccoli passi, cerca solo di non finire con la testa in una pozzanghera di paradossi per non bagnarsi i pensieri..
Così vado avanti.. Ogni tanto però mi copro ancora il volto per non vedere cosa succede intorno..

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