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Una notte a Suburra

26 ottobre 2015

“A distanza di duemila anni c’è ancora chi porta un fiore nel punto esatto in cui il corpo senza vita di Giulio Cesare bruciò per due giorni e due notti.”
Ieri sera confesso di essermi sentito emozionato e completamente a mio agio. La luna. Roma. Le meraviglie di una storia raccontata che non conosce tempo. Quando si sono spente le luci sono rimasto qualche minuto lì. Assediato dai silenzi e orfano delle parole di Piero Angela. Di fronte alla vecchia Curia. Sede del senato di Roma. Laddove si decideva il destino di un impero. Quante immagini. Quanti pensieri rimasti a metà strada.
Uscendo dai fori sto attento ai dettagli. Alle ricostruzioni. È strano come gli spazi cambino a seconda dei silenzi che ci metti intorno. Stanotte Roma è nall’aria. In ogni singolo granello di sabbia. In ogni leggenda scritta, raccontata e tramandata. Perché per quanto si possa abbattere un albero, non è mai possibile liberarsi delle sue profonde radici.