Una notte a Suburra

“A distanza di duemila anni c’è ancora chi porta un fiore nel punto esatto in cui il corpo senza vita di Giulio Cesare bruciò per due giorni e due notti.”
Ieri sera confesso di essermi sentito emozionato e completamente a mio agio. La luna. Roma. Le meraviglie di una storia raccontata che non conosce tempo. Quando si sono spente le luci sono rimasto qualche minuto lì. Assediato dai silenzi e orfano delle parole di Piero Angela. Di fronte alla vecchia Curia. Sede del senato di Roma. Laddove si decideva il destino di un impero. Quante immagini. Quanti pensieri rimasti a metà strada.
Uscendo dai fori sto attento ai dettagli. Alle ricostruzioni. È strano come gli spazi cambino a seconda dei silenzi che ci metti intorno. Stanotte Roma è nall’aria. In ogni singolo granello di sabbia. In ogni leggenda scritta, raccontata e tramandata. Perché per quanto si possa abbattere un albero, non è mai possibile liberarsi delle sue profonde radici.

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