Anni di cieli azzurri. Di vicoli stretti e sampietrini lappati dalle pozzanghere. Di turisti rumorosi sempre in giro. Anche la mattina presto. Come cani selvatici. Stamattina ho atteso che arrivasse un sole discreto. L’ho fatto più del dovuto. Respirando pensieri. Disegnando universi intorno a un caffè. Con quella pazienza tipica dei girasoli. Ultimamente non esistono albe o tramonti che si lascino apprezzare a dirotto. In fondo una luce può illuminare un viso, non quello che senti dentro. Però prometto, alla prossima cosa bella che mi succede, stavolta cercherò di esserci.








