La corsa

13 gennaio 2010

Parte il cronometro come tutte le mattine.. ma questa volta credo di non essere pronto..
Non ho nemmeno sentito il colpo di pistola dello starter.. Ero distratto.. Guardavo altrove.. Sono dietro..
Frequenti allenamenti di scrittura al sapore intenso di creatina eppure eccomi qui.. ad inseguire di nuovo il mondo con la mia incoerente storia mattutina..
Non posso andare più veloce, allora rallento il tempo ed invento paradossi somministrando il dubbio in fiale come doping.. I pensieri si trasformano in storie che rincorrono altre storie.. ed alla fine vincono sempre le stesse storie.. Come nel ciclismo su carta.. vincono comunque le stesse emozioni..
Sono un giornalista piccolo piccolo.. Un testardo scrittore disilluso a cui nessuno può negare al mattino di guardarsi allo specchio e di sentirsi per un secondo come un improbabile Pablo Cohelo.. o la reincarnazione fantozziana di un assurdo Bukowski..
Un uomo virtualmente ricurvo su una vecchia Olivetti Mp1, con una sigaretta tra le dita ed un bicchiere di ghiaccio affogato nel whisky..!
Non fumo.. Non bevo.. Eppure desidero..
La mia mente si trasforma in un luogo per turisti del sogno visitabile ad orario continuato.. Non ci sono guide.. nè macchinette fornite di fessura dove infilare una monetina per sentirsi poi raccontare in cambio una storia in 15 lingue diverse..
Eccola qui la mia Mp1.. con tutti questi tasti neri da premere.. o forse più semplicemente da non premere..
C’è una gara ancora in corso e non ci sono nemmeno i miei pensieri sugli spalti a tifare per la propria storia.. Io mi illudo di pensare.. ma la verità è che non so davvero cosa succede ogni mattina dentro la mia testa..
Siamo agli ultimi metri e non c’è ancora nulla da festeggiare..
Lo sforzo è sovraumano e risalgo posizioni su posizioni.. Il tempo collassa.. magicamente rallenta.. Vengo come bombardato da una pioggia di parole ed in preda ad una improvvisa esaltazione neurale abbandono il mio whisky e comincio a frullare pensieri a caso..
E’ una assurda casualità dove tutto appare comunque avere un senso.. Il mio senso..
Incontro.. Scontro.. Amica.. Appello.. Concreto.. Improvviso.. Disperato.. Grande.. Profondo.. Puntuale.. Voglioso.. Bastardo.. Sensibile.. Destabilizzante.. Controllo.. Scudo.. Rincorsa.. Vita..
Come in un Tetris elettronico di livello superiore, gioco ad incastrare tutte le rumorose insignificanze che si presentano..
Col rallentare del tempo, la mia realtà percepita e la mia corsa mattutina non si fa nè più facile.. nè più difficile.. ma semplicemente diversa, ed assume i caratteri di una rimonta dal retrogusto storico..
Qualcuno crede che non valga la pena pianificare obiettivi difficili.. Qualcuno pensa sia inevitabile incontrare sempre una idea più veloce e che tutto ciò che ne conseguirà sarà un fallimento..

Stop al cronometro..
Siamo al photo finish..
Ci vorrà un po’ per sapere come è andata.. ma non ero poi così distante..!

La fiaba

11 gennaio 2010

Stamattina il mio viaggio è al limite tra il metafisico e lo scaramantico..
Come il pifferaio dei fratelli Grimm me ne vado fischiettando impropabili melodie mentre centinaia di gatti neri si accalcano per attraversarmi la strada.. Alle mie spalle un paesaggio distorto fa da sfondo al passaggio di tanti altri animali che si improvvisano protagonisti di nuove interpretazioni fiabesche..
Ci sono cani, ragni, gufi, volpi, pony, scoiattoli.. ma anche pecore bianche che pascolavano fino a ieri su distese verdi al limite dell’urbe civilizzata e che oggi sono qui a reclamare un posto all’interno di una nuova favola..
Credo di sapere il perchè..

Ieri, in una serata all’insegna di piccoli mammiferi saltellanti nel bosco, mi sono perso tra i cirillici libricini una bimba di 5 anni..
“Papà mi leggi una fiaba che mi addormento?”
“Niki ma questi libri sono scritti in russo.. Facciamo un gioco.. Papà inventa una nuova fiaba!!!”

Accompagnato dal sorriso di mia figlia mi sono calato nel ruolo di cantastorie..
Ci sono un mago ed una principessa da salvare.. C’è un cavaliere ed il suo fido orso buono.. Un cavallo alato.. un castello di luce ed un drago ubriaco che crede di essere una renna di Babbo Natale..
Stavolta ho abbandonato il mio sacro furore linguistico sotituendolo con una escalation di buffonerie.. E mentre raccontavo a mia figlia le mirabolanti avventure dell’orso buono.. un brandello di infanzia riemergeva accompagnandomi al limite dei ricordi coscienti..

Mia nonna aveva l’abitudine di raccontare improbabili favole mai scritte.. Ricordo la favola della “Tinca dell’alto mare” o della “Penna dell’uccello grifone”.
Fantastico..
Ero lì ad inventare storie per mia figlia ed un parallelismo magico affiorava con le nenie che dispensava mia nonna..

E’ una nuova tappa del mio inarrestabile sogno.. Continuo a guidare un mio immaginario mezzo di locomozione per muovermi più in fretta tra ricordi e sensibilità.. ed ogni volta però c’è qualcosa che non va a bordo.. Se non rimango senza benzina in mezzo alla strada dei ricordi.. allora sono i freni che non funzionano piú e mi impediscono di rallentare le emozioni..
Sono atrocemente imperfetto..

Niki dorme.. nella sua cameretta c’è un orologio fermo che segna sempre le 5 e 40.. E’ posato su uno scaffale della libreria e due volte al giorno segna l’ora esatta.. Ogni tanto la notte mi sembra di confondere ogni strano rumore con il suo ticchettio..
Perdo qualche minuto guardando attraverso il vetro della mia stanza.. Distinguo a malapena un accennato riflesso del mio viso.. Nella mia camera ci sono infissi che che non riflettono.. fanno stupidamente entrare il freddo ed uscire il caldo..
Vado a letto mentre tutto è in silenzio.. sento un bip regolare.. attenuatissimo.. E’ un gatto delle nevi che manovra in lontananza..
Ogni volta che rileggo ciò che scrivo mi convinco di avere instaurato un rapporto di vera amicizia con il mio passato e lo considero una impresa al limite del sovraumano..
Ora mi sto allenando a fare i conti con il passato di qualcun altro.. Qualcuno che non ci tiene molto a farti entrare nel suo presente..
Prima di addormentarmi cullo la convinzione che sia più facile raggiungere un obiettivo.. se sai di avere qualcuno a cui raccontare poi la tua storia.. Facile come narrare una fiaba inventata a mia figlia..

Gatti, Cani, ragni, gufi, volpi, pony, scoiattoli.. ma anche pecore bianche.. stasera c’è davvero posto per tutti..

Dubbi e punti di vista

8 gennaio 2010

Esistono diversi punti vista anche di fronte ad uno specchio..
Stamattina muto la linea visiva di pochi gradi e mi accorgo immediatamente che quello riflesso sono effettivamente io..
Guardo la mia stessa faccia da angolazioni diverse proprio per rendermi conto dei particolari.. Provo ad indossare un sorriso.. poi un altro.. Gioco con una smorfia.. In fondo si tratta solo di ginnastica facciale..
Mi osservo anche a distanza.. vado oltre il visibile e scopro che in me convivono ben due anime.. una apparentemente magra ed un’altra moderatamente grassa..
Segregate in un’oscura sala delle torture sembrano voler condividere lo stesso corpo nella speranza di prevalere l’una sull’altra.. ed io non so mai da che parte schierarmi..
Scandito da perentorie dissolvenze in nero e percorso da sonorità distorte.. il mio pensiero torna per un istante al giorno in cui mi sono abbandonato per l’ultima volta al concitato rapporto con un bombolone caldo..
Sono cosciente che tutta la mia morale e la mia etica dipendono molto da ciò che ho letto nel corso della mia esistenza, ma sono altrettanto convinto che il mio modo di essere fisicamente, lo devo soprattutto a ciò che ho mangiato fino ad oggi..
Stamattina oscillo con il pensiero e, come il pendolo di un azzardato chiromante, vago alla ricerca di un buon motivo per non iniziare la dieta.. Non vedo un lieto fine in tutto ciò.. ogni mio desiderio di fragranze dimenticate viene bruscamente tacitato da un epilogo all’insegna del dubbio..
Bombolone o fetta biscottata integrale?
Dubbio anacronistico..!
Ai posteri l’ardua sentenza..!

Quando arriva la befana..

6 gennaio 2010

Sarei capace di passare ore a guardare le mia libreria. Incamminarmi e perdermi nella straordinaria logicità di quei titoli surreali. Un posto dove ogni testo spontaneamente si trasforma in una nuova possibilità di insolitudine.
Stamattina, tra centinaia di capitoli mai scritti, la mia mente fatica a metterne a fuoco uno. Il mio dubbio si trasforma in qualcuno dei migliaia di tentativi spesi ogni giorno alla ricerca del tempo mai avuto. Quello di cui non puoi fare a meno se davvero intendi raccontare la tua storia.

Così regredisco violentemente allo stato di bambino e provo a discutere con mia figlia ponendomi al suo stesso livello, ma ne esco travolto dialetticamente.
Di solito ce ne vuole per mettermi sotto, ma lei ci riesce con la disarmante naturalezza di un giocatore di scacchi che effettua la sua prima mossa spostando unicamente il pedone.
Abbiamo parlato e anche scrutato insieme per qualche minuto il cielo, nel vano tentativo di vedere arrivare un prototipo di befana.

“Papa’? Ma quando arriva?”
“Niki, stanotte era molto buio speriamo non sia finita contro un albero con la sua scopetta!”
“Ha dimanticato gli occhiali papa’?”
“Forse Niki. Forse.”
“Papà, ma è proprio buffa la befana? hihihihi!”

Ho sorriso. Poi attraverso il riflesso di un vetro sono rimasto alcuni secondi da solo con lo sguardo puntato verso il cielo e un’aquila ha rubato la mia attenzione. Era talmente bella da sembrare immobile nel suo spazio. Una fotografia in alta risoluzione da mozzare per qualche istante il fiato. Almeno il mio.

Vietato l’ingresso agli orsi

6 gennaio 2010

Mi alzo prestissimo.. esco dalla confusione ed entro in bagno.. Stamattina la mia faccia spettinata sembra appartenere di diritto allo specchio.. Lui riflette.. ed io educatamente lo assecondo.. ma ogni riflesso sbiadisce subito contaminato da qualcosa di poco razionale..
Non ho certo nulla da rimproverarmi stamattina.. dovevo ed ho giocato un gran poker.. ma evidentemente non è bastato..
Se la vita fosse una stramaledetta settimana enigmistica oggi mi perderei a cercare piccole differenze.. poi ad unire i puntini dall’uno al quaranta.. ed infine a rileggere quelle pseudo vignette che non sono riuscite mai a strapparmi un sorriso..
Le illusioni non sono divertenti.. così me ne scappo con la mente alla ricerca di tanti altri piccoli indizi da collegare.. pensieri da annotare.. fazzoletti da annodare..
Rinuncio agli acuti del gioco ed accuso la mancanza di un grande unico specchio che rifletta ogni cosa nel modo giusto.. e non solo la mia faccia al mattino..
A volte un certo strabismo di pensieri sembra accompagnare alcuni tra i giocatori che incontro.. e succede che alla fine il silenzio finisca col prendere il mio posto al tavolo..
Improvvisamente mi siedo comodamente davanti ad una di quelle macchine in cui si infila un euro per guidare una mano meccanica a raccogliere un premio..
Ogni volta mi riesce di acchiappare qualcosa.. e quel qualcosa puntualmente ricade nel mucchio prima che riesca a farlo finalmente mio..
Ed eccomi qui..
La cosa peggiore che mi potesse capitare ieri era ritrovarmi a bussare per otto ore ad una porta chiusa.. così confusamente impegnato a compartimentare la realtà da non riuscire a leggere quel cartello in cui era scritto semplicemente “vietato l’ingresso agli orsi” !

Viaggio a vista

6 gennaio 2010


Stamattina tanti pensieri si spintonano maleducatamente nel vano tentativo di primeggiare l’uno sull’altro..
In questo caotico luna park di parole il mio speciale inchiostro elettronico disegna inopportuni giochi di immagini e serba racconti solo a chi ha tempo per leggerli..
Le idee a volte si nascondono timidamente dietro una pagina vuota e rimangono lì ferme per minuti che sembrano durare ore.. E’ in quei momenti che la mia vita si trasforma in una curiosa fotografia dai bordi consumati.. una di quelle che raccogli nella cesta dei ricordi.. Oggi guardo e riguardo più volte quei contorni rubati e come un coraggioso surfista cavalco onde di storia che hanno il sapore di luoghi perduti e nomi dimenticati.. ma anche il retrogusto di emozioni ancora spietatamente attuali..
Plasmo il mio primo blog del 2010 e lo faccio con le stesse espressioni di un bimbo che vuole difendere la sua marmellata..
Si viaggia senza tempo.. e per ogni viaggiatore che aspetta il treno giusto ne esiste un altro che ha già raggiunto il proprio obiettivo..
Per ogni pagina rimasta nervosamente vuota c’è un foglio ricolmo di pensieri e cose già dette da ricordare..
Per ogni “si” c’è un “quando”..
Per ogni “se” c’è un “come”..
Per ogni “no” c’è un perchè..
Ma io non lo so… o non ne trovo..
E così passano i minuti e resta tristemente vuota la mia pagina.. o piuttosto piena del niente che ero.. e che probabilmente ancora sono..
Forse è proprio questo che mi aspetto quest’anno… Devo smetterla di raccontare che in fondo sono cambiato.. e convincermi che potrei essermi solo allontanato un po’.. come fa chi viaggia semplicemente a vista..

Basta crederci..

6 gennaio 2010

Alle soglie di un nuovo anno centinaia di pensieri colorati si riflettono controluce e finiscono con l’imbrattare allegramente la tela di questo improvvisato pittore di sogni.
Perdutamente spero.
Distrattamente sogno.
Il potere dell’alta definizione non fa che proiettarmi in nuove ed imperfette acrobazie letterarie.
Uno spietato nulla fatto di dettagli che la mia mente poi trasforma in diffratte parole da incollare su un blog.
Anche stamattina apro faccialibro e come un piccolo asteroide mi perdo nell’infinito spazio virtuale della rete.
Ogni giorno il mio viaggio mi arricchisce.. mi completa.. ed ad ogni incontro acquisto la consapevolezza di un obiettivo raggiunto.
Domani mi aspettano strade impreviste e imprevedibili mille sentieri che portano ovunque ed in nessun posto, ma comunque verso un futuro che sicuramente mi appartiene.
Tutto passa, tutto scorre, tutto scompare, rimane solo l’essenza dei ricordi, ma c’è sempre un niente che nasconde un tutto ben più grande.

Basta crederci !!!

Dedicata a tutti coloro che si aspettano di più da questo 2010 !!

Sospiro

6 gennaio 2010

Sospiro..
Ancora non ho Iniziato a leggere il romanzo di questo 2010 e già sento un pressante desidero di sbirciare l’ultima pagina..
Se l’anno alle porte fosse un’opera postuma di Arthur Conan Doyle vorrei sapere ora chi è l’assassino.. scoprire subito chi è che viene ucciso.. rendermi conto “pro forma” di tutte le mie infantili speranze..
Stamane, approfittando in una calma fin troppo apparente, una burlona forza di gravità pare essersi presa qualche giorno di meritata vacanza..
Lo specchio rimanda al mittente i contorni precisi di una mezza luna di sorriso.. mentre dubbi fluttuanti e pensieri di seconda mano faticano a cadere al suolo..
Sospiro nel tentativo di addensare migliaia di ricordi di un unico solo pensiero..
La fantasia valica il proprio limite e tanti frammenti dello stesso puzzle galleggiano disordinati nell’aria..
Sospiro di nuovo nella speranza che tutto prenda finalmente forma..
Sospiro e mi rendo conto che c’è altro oltre questa realtà.. ed a volte non c’è ragione che prevarichi il sogno..
Questa mattina mi vedo straordinariamente imperfetto.. era un po’ di tempo che non mi sentivo così..
Non serve un corso di recitazione per imparare ad essere un uomo qualunque.. ma occorre studiare per apprendere l’arte di clonarsi in tanti piccoli “me stesso” diversi..
Affronto un nuovo anno.. ma le paure ed i dubbi sono gli stessi del precedente.. Avete presente quella che si prova quando, premendo il piede sul pedale del freno, l’auto non rallenta.. o quella che si percepisce se d’improvviso manca la luce.? Ecco..! Eppure credetemi.. sono niente in confronto al dubbio di non essere all’altezza delle proprie paure..
Ora tutti i frammenti dell’improbabile puzzle sembrano cadere a terra come tanti sfortunati fiocchi di neve..
La forza gravitazionale si era adattata all’intermittenza delle lucine dell’albero.. e la realtà è tornata prepotente a ridisegnare i suoi confini..
Oggi non sarò in grado di ricomporre un bel ricordo.. ma posso ancora scattare nuove fotografie da rivedere con calma il prossimo anno.. sospirando..!

Emozionando

6 gennaio 2010

Stamattina lo shampoo sembra aver inopportunamente lavato via anche i miei dubbi più ostinati..
Il paesaggio innevato é mozzafiato, ma chiudo ugualmente gli occhi per non limitare la mia visione della vita entro confini troppo misurabili..
Cerco nuovi spazi e trovo solo idee a buon mercato da realizzare con frammenti di sogni riciclati all’ikea.. Stamattina il mio pensiero quotidiano appare così noiosamente scontato e privo della opportuna qualità..
Scrivo spesso in costante equilibrio tra confusione e saggezza, ma sempre e comunque con la passione del primo giorno..
Anche oggi, che l’umore è quello di chi si trova in un cinema a rivedere lo stesso film, sono qui a pensare.. a deframmentare un progetto di idea con il solo intento di emozionare tentando di non essere ripetitivo..
Nessuno vuol assistere per la seconda volta ad una partita di calcio dove si conosce il risultato finale.. soprattutto se esiste anche un modo di rivivere i momenti più importanti… quindi perché inabbissarsi in situazioni analoghe e poco stimolanti..?
Il mistero.. la sorpresa.. la suspense.. sono variabili che affascinano e valorizzano immancabilmente la mia vita.. Non vedo come potrei farne a meno senza uscirne mortificato…
L’uomo desidera..
L’uomo ha spietato bisogno di elevarsi verso qualcosa di infinitamente più grande di lui.. e forse il segreto è tutto qui..!
Apro di nuovo gli occhi sullo stesso paesaggio mozzafiato.. ho fatto tardi.. ma sono ancora in tempo per sognare ad occhi aperti..!

Solo ?

6 gennaio 2010

Stamattina avrei ancora tanti sogni da riordinare e quasi tutti i pensieri da raccogliere in pochi improvvisati capitoli. Frasi che si aprono sempre con una maiuscola e si chiudono con i classici due puntini.. Non tre come vorrebbe la grammatica italiana, ma sempre ed immancabilmente due..
Anche il mio modo di scrivere è imperfetto, ma sono io e non posso farci granché.
Con l’umore a metà strada tra una virgola ed un punto a capo, scrivo e rileggo con semplicità gli stati d’animo temporanei che tappezzano il mattino di questo mio domani.
Arrivo con gli occhi chiusi laddove uno sguardo umido non può arrivare ed è un delirante sogno che nasce senza fare tanto rumore. Mai troppo in ritardo e giammai puntuale..
Vorrei che qualcuno sognasse accanto a me. Vorrei che tenere carezze adulte danzassero tra i miei capelli. Vorrei che quel luminoso buio che si intravede nei miei affannati pensieri si trasformasse un giorno in qualcosa da condividere.
Da solo non riesco a scegliere un percorso che abbia un senso, una meta razionale tra queste infinite strade che portano ovunque ed in nessun posto.
Sono stanco di raddoppiare i miei sforzi correndo verso quell’obiettivo che non riconosco più. Ogni volta che raggiungo una cima mi accorgo che non ho più nulla da scalare e sento di non aver nemmeno iniziato il mio tragitto.
Forse questo non è più il mio posto.
Oggi aspetto. Scrivo. Ma tu ascolta.
Quelle tue dita che giocherellano nervosamente fanno da sottofondo a un silenzio assordante, uno spazio immenso dove si perdono anche le mie “grasse” parole.
Quando sono partito, ero lontano ed ero solo.
Oggi ho ancora tutti i sogni di allora, ma non mi sono avvicinato di un centimetro alla meta.

Il giocattolo

27 dicembre 2009

Oggi parte del mio io regredisce e gioca a rivivere una scena del passato maldestramante difettosa..
Cosa ho fatto di sbagliato?
Questo non riesco proprio a metterlo a fuoco.. ma percepisco nitidamente quel certo imbarazzo che forse avrei dovuto provare solo allora..
Stamattina uno specchio appannato prima si impossessa del mio volto.. poi scontento del solito riflesso si diverte a rubare anche l’altro lato di questa improbabile quotidianità..

“Papa’ tu non ce l’hai un giocattolo?”
“Solo i bambini hanno un giocattolo Niki!”

Va tutto bene penso.. me ne convinco come un bimbo stanco e paradossalmente torno ad esserlo davvero almeno per un istante.. quando Niki solleva da terra un grosso orso di peluche e lo prende per mano..

“Questo e’ per grandi papa’! Tienilo tu!”

Senza accorgermene.. mi rendo conto che da queste festività ho ufficialmente smesso di far finta di non desiderare.. e credo che la colpa non sia certo di Babbo Natale.. ma di una bimba di 5 anni.. che ha scartato il mio cuore solo con la sua spietata semplicità..!

Buon anno a tutti !

e buon Natale !

27 dicembre 2009

Immerso in cumuli di inutili festività e circondato da tonnellate di neve fresca, stamattina raccolgo i pensieri più banali lasciati distrattamente sul pavimento del mio bagno come tanti asciugamani usati..
Pensavo di dedicare due righe a me stesso, una daltronde sarebbe poco e tre credo anche troppo.. Così rileggo la lista della cose da fare oggi: ricca colazione, qualcosa da dire a caso, non aver paura di perdere quello che vorrei avere, correre, tenere gli occhi chiusi, poi aprirli, scrivere, abbracciare forte mia figlia, sorridere.
Non ho particolari lezioni di vita da impartirmi, solo un vago senso di disarmante riconoscenza che vorrei trasmettermi, ma non so davvero come..
Una volta ho chiesto al riflesso di me stesso quale fosse il mio vero obiettivo nella vita..
“Beh, non c’è niente di male a voler essere felici”
Il mio specchio è spietatamente stupido. Commenta, ma non sa nemmeno lui ciò che intendevo veramente..
Oggi credo che il primo passo dell’obiettivo che ancora non riesco a mettere a fuoco sia l’essere consapevole delle fortune che ho.. Non voglio con questo trascendere nella pateticità di un pensiero pseudo-romantico..
Avevo una nonna che un tempo mi raccontava spesso di quanto fosse difficile vivere al tempo della sua gioventù, non aveva certo un blog e si raccontava solitamente al mattino attraverso anaddoti di rara semplicità. Ogni giorno la cosa più importante era davvero avere di che mangiare, “Il nostro pane quotidiano” lo chiamava.
Cara vecchia nonna Giacinta.. spero davvero di sbagliarmi credendo che dopo la vita non esista altro che il
nulla.. Sarebbe questo l’errore più gradito ed importante che vorrei accorgermi un giorno di aver commesso..
Natale si avvicina.. ed anche quest’anno qualcuno con la fortuna di vivere in uno stato di agiatezza troverà una scusa per sentirsi comunque infelice..
Succede sempre durante le feste..
Forse dovremmo cercare un po’ meno la nostra felicità e sforzarci ogni tanto di darne.. ci sono centinaia di bimbi negli orfanotrofi italiani che attendono un sorriso.. potremmo essere noi quest’anno a regalarne qualcuno..
E se non trovassimo tempo da dedicare agli altri.. cerchiamo almeno di sorridere a noi stessi ed alle persone che amiamo.. regaliamoci un po’ di positività..
Buon Natale a tutti !!

Positivita’

22 dicembre 2009

Questa mattina me ne rimango a sfogliare ricordi vecchi di ore e dubbi arrugginiti.. mentre una neve continua a cadere copiosa e disordinata un po’ ovunque..
E’ ragionevolmente insensato come a volte anche la decisione piu’ semplice si trasformi in una scelta di grande difficolta’..
Per quanto possa sembrare un paradosso non esiste una scelta giusta da prendere come esempio e che vada sempre bene.. Ogni mossa azzeccata rimane sempre e comunque un qualcosa di squisitamente straordinario.. ma limitato ad una particolare situazione.. vissuta in un determinato momento e che spesso non e’ ripetibile..
E’ il paradosso dell’esperienza.. quando ci accorgiamo che affrontare un dubbio per la prima volta e’ meglio di averne vissuto uno analogo su cui basare le proprie considerazioni..
Stamattina vorrei solo deframmentare il cervello creando spazio a nuove emozioni.. ed intestardirmi a vivere una nuova piccola avventura.. lasciando comunque da parte il passato..
Non esiste esperienza positiva che non possa essere azionata dal nostro stesso modo di vivere la vita..!
La verita’ e’ che potenzialmente abbiamo sempre un qualcosa di appagante da provare.. un “niente” qualsiasi che aspetta soltanto di essere attivato dalla nostra voglia di vivere.. e di essere in un certo qual senso.. positivi..!
Oggi mi rendo conto come occorra ogni tanto una forte scarica di adrenalina per evitare che ogni appuntamento importante si riduca ad una semplice gita scolastica..
Senza una adrenalinica energia positiva ci trasformiamo in improbabili alunni che se ne vanno a spasso noiosamente per vecchi musei di storia contemporanea..
Credo che nessuno dovrebbe rinunciare ai proprio sogni.. e che in fondo.. esista sempre una benche’ minima possibilita’ di riuscire.. che attenda solo di essere innescata..!

Lo sciame

19 dicembre 2009

Stamattina tante idee si accatastano come disordinate macchine di lusso bloccate nel traffico cittadino..
Per le strade improvvisati addobbi natalizi disegnano improbabili ragnatele.. e mentre gli inopportuni bagliori delle luminarie sembrano voler sfidare anche la luce del giorno.. un corrotto sciame di passanti gioca con le vetrine dei negozi di Corso Matteotti..
Così mi appare Sanremo alle 11 di un sabato mattina.. e si sa come vanno a finire queste mattine.. Si inizia barattando sorrisi al bar Melody e si termina con il solito bombolone e cappuccino.. magari questa volta senza zucchero..!
Ho usato il termine “sciame” per descrivere comitive di persone.. ma è una parola che non uso spesso e non stimo granchè..
Uno sciame di persone intorno ad una vetrina lascia campo aperto all’immaginazione.. rivedo vecchi libri di fisica ed inconsapevoli elettroni che vorticano intorno ad un nucleo..
Viene quasi da ridere.. Lo scrittore che é in me potrebbe liquidare il blog di questa mattina con un semplice: “Che metafora maldestra ed inopportuna..!”
Ma se a nascondersi negli inesplorati corridoi della mia coscienza ci fosse invece un fisico delle particelle.. quest’altro direbbe: “Vabbè Marcucci.. diciamo che di fisica non ci hai capito proprio un cazzo..!”
Apprezzo il modo diretto di esprimersi di un fisico delle particelle.. Lo scrittore di solito ci gira intorno..
Qualche volta mi sono chiesto come si formi uno sciame.. magari per colpa di una carogna impitridita.. o solo per pura casualità.. confesso comunque che non mi capita spesso di pormi un simile ed inutile quesito scemo..!

Il blog di questa mattina è stato fortemente voluto dal Sig. Filippo Antani.. Mi scuso con i lettori per i contenuti a dir poco “non costruttivi”.. ma in fondo.. e’ sabato !!!

Buon sabato mattina !

La spia rossa

18 dicembre 2009

Stamattina, nella fretta di dar vita al solito gioco di parole, dimentico distrattamente di versare lo zucchero nel caffellatte e mi accorgo che il cappuccino amaro non è per niente male. Eppure erano almeno 30 anni che lo bevevo ben zuccherato.
Oggi percepisco un prepotente bisogno di cambiare.. Ridefinire le mie abitudini senza necessariamente regredire, esprimere in qualche modo un atteggiamento squisitamente positivo all’interno di questa stagnante quotidianità.
Detta in parole povere: “E’ ora di pensare al bicchiere mezzo pieno!”
Come in balìa di un capriccioso “effetto serra” mentale, lascio passare i pensieri migliori ed analizzo dettagliatamente le conseguenze di ogni mia scelta sbagliata.
Colpa di una bustina di zucchero rimasta integra e di un sms delle 7.59am, se oggi mi trovo a ridefinire attraverso le righe di questo blog il mio concerto di sfortuna.
La sfortuna non esiste, esiste la possibilità di non essere in armonia con l’universo e non è comunque una condizione perenne, ma del tutto indicativa di un qualcosa che dentro di noi non va. E’ l’indicatore di tutto quello che può e deve essere cambiato, anche semplicemente riequilibrando il nostro stato vitale attraverso facili aggiustamenti delle nostre piccole abitudini!
Insomma si tratta solo di una spia rossa, solo un pochino più complessa del solito.

Buona giornata a tutti !